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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:05
“ Il concetto di "ben eseguito"... „ Anche questo è meno netto di come sembra Roberto: non è che Moriyama "esegua" ad caxxum |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:09
Non ho detto che (apparentemente) ben eseguito sia una necessità Sembra però a volte essere sufficiente, o condizione indispensabile. |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:25
io invece penso a sugimoto. Non lo conoscevo poi qualcuno mi ha fatto notare che alcuni miei scatti somigliano ai suoi solo che io li cestino di solito perché li ritengo banali. Ma lui è un artista |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:27
Claudio cambia soggetto fai paesaggi |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:28
MatteoGroppi, ti ringrazio per il tempo dedicatomi a rispondere in modo completo alla mia richiesta di un esempio. Ti dico quello che penso. La foto storta è stata sdoganata già da Cartier Bresson, per es. queste che sono famose images.app.goo.gl/wG6ae73vEKNMEiBh8 images.app.goo.gl/RdeWnN3Lfjb2BVue9 I forti contrasti (e addirittura i soggetti tagliati) pure, per es. questa: images.app.goo.gl/KPDj54hDrXiu3sMa6 Questo per dire che forse non erano regole neanche ai suoi tempi, magari lo sono diventate dopo, con la diffusione dei circoli fotografici Questione grana: non è una regola che la foto debba averne meno possibile, direi che la si può vedere sia come segno dei tempi sia come capacità del mezzo tecnico, sia come strumento grafico, sia come ostacolo alla resa del dettaglio quando serve. Ma come regola proprio non le vedo. Però tutte queste non sono regole di composizione dell'immagine (quelle a cui mi riferivo, nella mia domanda). Se proviamo a leggere l'immagine di Moriyama che hai postato, riferendoci unicamente alle regole di composizione, scopriamo che, tutto sommato, non è messa male come rispetto delle regole, anche se un errore c'è. 1- La ragazza è al centro e occupa una porzione importante dell'immagine quindi è inequivocabilmente il soggetto; 2- la centralità, che trasmette staticità, è coerente con quello che sta facendo, un momento di relax; 3- un primo punto forte è la lama di luce sulla schiena che conduce lo sguardo sul corpo; 4- un secondo punto forte è la luce della sigaretta, che conduce lo sguardo vicino al corpo (testa). 5- l'errore è che l'angolo in alto a destra per la sua forte luminosità è un altro punto forte e attura troppo lo sguardo che continua a vagare tra il corpo della ragazza e il soffitto a destra; se fosse stato del grigiume della parete, non avrebbe distratto, invece così distrae. Le regole compositive servono a costruire un'immagine che funziona, efficace, quanto le regole sintattiche servono a dare senso alle frasi nella propria lingua. Io penso che spesso si confondano le regole di composizione con gli stili fotografici. Un fotografo che ha un nuovo stile rompe col passato (ad esempio Robert Frank, che J.Pedro mi suggeriva di guardare), ma le regole compositive le usa molto bene, tanto è vero che le sue immagini sono molto efficaci. Cito una risposta di Francesco Merenda, che già a pagina 2 aveva detto tutto: “ Io penso che il problema, in fotografia, sia prevalentemente semantico Sotto la voce "regole" ci finiscono a seconda dei casi alcuni principi formali, talune convenzioni culturali, questo o quel canone estetico di volta in volta... Si mescolano "ordinanze" tecniche e fattori la cui presumibile azione è a livello subconscio... Psicologia, geometria e marketing... Io mi sono formato (come molti e di più generazioni) con Feininger, e ho la vaga sensazione che sul tema abbia già allora detto tutto quel che è in fondo essenziale. Se che sarò antipatico a qualcuno, ma trovo che dichiarare di "infrangere le regole" esprima oggi soprattutto una compiaciuta autocelebrazione vagamente naif. „ |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:31
“ io invece penso a sugimoto. Non lo conoscevo poi qualcuno mi ha fatto notare che alcuni miei scatti somigLoano ai suoi solo che io li cestino di solito Perché li ritengo banali. Ma lui è un artista „ secondo me è uno dei migliori fotografi in giro, certi suoi lavori li ritengo eccezionali come quello legato ai cinema i1.wp.com/magazine.discorsifotografici.it/mgz/wp-content/uploads/2018/ per me stupendo |
user68000
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:31
“ Claudio cambia soggetto fai paesaggi „ ci provo, ogni tanto ci provo |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 11:48
Il lavoro di un autore (artista o meno) è opportuno guardarlo nel suo insieme. E' lì che esce il messaggio. La singola foto può dire poco o nulla, oppure potrebbe essere da cestinare, ma nell'insieme potrebbe avere il suo perché. Se anche l'insieme non dice nulla, vabbè... forse il cestino è una buona soluzione |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 12:02
“ Le regole compositive servono a costruire un'immagine che funziona, efficace, quanto le regole sintattiche servono a dare senso alle frasi nella propria lingua. Io penso che spesso si confondano le regole di composizione con gli stili fotografici. Un fotografo che ha un nuovo stile rompe col passato (ad esempio Robert Frank, che J.Pedro mi suggeriva di guardare), ma le regole compositive le usa molto bene, tanto è vero che le sue immagini sono molto efficaci. „ Siamo tutti propensi ad accettare l'idea che la fotografia sia un linguaggio ma quali sono le regole alfabetiche, grammaticali e sintattiche che consentono al fotografo di esprimersi in maniera comprensibile e consapevole per tutti? E' giusto rimarcare la differenza tra stile e regole di composizione, ma esiste per davvero in fotografia una base intesa quale “ Forma di condotta comunicativa atta a trasmettere informazioni e a stabilire un rapporto di interazione che utilizza simboli aventi identico valore per gli individui appartenenti a uno stesso ambiente socioculturale”? E se si è per davvero Moryiama sgrammaticato? Sarebbe come pensare che questo tizio si esprime in modo alquanto bizzarro: Sonavan le quiete stanze, e le vie dintorno, al tuo perpetuo canto, allor che all'opre femminili intenta sedevi, assai contenta di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi cosí menare il giorno. |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 12:03
“ Se anche l'insieme non dice nulla, vabbè... forse il cestino è una buona soluzione „ No ma sono belle le sue e mi piacciono anche (le mie di più ) per carità, i suoi paesaggi di mare in b/n con gli orizzonti a volte al centro della scena a volte più spostati in alto o in basso che danno quasi l'effetto di un quadro astratto, si vede che dietro c'è uno sforzo interiore, il tormento dell'artista solo ecco a volte penso che il confine fra l'artista e il mero appassionato è davvero labile, è la coscienza di se e di come ti percepiscono gli altri che forse ti rende artista |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 12:14
“ il confine fra l'artista e il mero appassionato è davvero labile „ A volte si tratta solo di una questione commerciale. A volte. |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 12:14
stavo per aggiungerlo |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 12:22
“ ecco a volte penso che il confine fra l'artista e il mero appassionato è davvero labile, è la coscienza di se „ Diciamo che, forse, in quest'epoca la coscienza di sé è spesso... come posso dire.... indulgente |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 12:25
La domanda a volte è perchè le sue valgono e le tue no? solo per il nome o il mercato? è una soluzione troppo semplicistica, lo stesso discorso si potrebbe fare per Robert Ryman e i suoi quadri bianchi, ma quello che ha fatto lo ha fatto lui basandosi su un concetto preciso. Lo potevo fare anche io? si magari si, ma non l'ho fatto, non ci ho pensato. Se lo faccio ora? non ha senso è qualcosa prodotto da un altro lo scimmiotterei solo. Pensare che un lavoro abbia valore solo perchè sei amico di o per il proprio nome a volte è un errore, ma ovviamente l'opera è legata all'autore, al suo vissuoto e alla sua cultura. E' indubbio che i Seascapes siano immagini legate alla cultura orientale, pechè per fare quelle foto sono stati scelti tempi così lunghi? alcuni sono esposizioni che arrivano alle 3 ore. E' chiaro che poi se sono pinco pallo, non riesco a far vedere il mio lavoro a nessuno e resto nel mio piccolo non avrò riconoscimento, il potersi mostrare conta ovviamente e ha sempre contato, ma credo che a volte prima di dire la potevo fare anche io bisogno un'attimo darsi un contesto Detto questo poi si può dire a me quel lavoro non piace, ma dire le faccio anche io ma essendo foto banali le cestino mentre le sue hanno senso solo per il suo nome o il suo status mi sembra una forzatura forte in questo caso |
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inviato il 31 Dicembre 2019 ore 12:27
“ La domanda a volte è perchè le sue valgono e le tue no? solo per il nome o il mercato? è una soluzione troppo semplicistica „ ..... L'ho detto che siamo spesso un po' indulgenti |
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