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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 11:05
“ “ se devo scegliere tra una fotografia pubblicata o esposta che comunica male il suo contenuto o una fotografia che comunica bene grazie ad un taglio effettuato in post produzione, non ho dubbi nel scegliere la seconda ipotesi ? Questo è indubutabile. Tuttavia resto convinto che appoggiandosi troppo su quest'ordine di soluzione, si finisca ineludibilmente per peggiorare il proprio senso dell'inquadratura. „ Personalmente amo molto trovare il giusto taglio/inquadratura nella fase di scatto per molti motivi. Ma se un un ulteriore taglio o rinquadratura in post produzione migliora la leggibilità della fotografia, come ho scritto, penso che si assolutamente utile e lecito farlo |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 11:37
Una foto è analoga a qualsiasi altro tipo di progetto o di produzione artistica: ha un suo percorso di sviluppo. Che si abbia o meno uno scopo in testa, per es. un reportage o un servizio, i passi sono più o meno questi: - individuazione del soggetto - individuazione della migliore modalità di scatto: posizione, luce, parametri, inquadratura, ecc - scatto - elaborazione dell'immagine - pubblicazione, stampa, ecc. La fase dell'elaborazione è altrettanto importante rispetto a tutte le altre. Durante questa fase il progetto, la creazione dell'immagine, continua, e non si limita all'ottimizzazione di colori, contrasto, nitidezza ecc., ma comprende anche elementi che vanno oltre la cosmetica e l'apparenza, e che alla fine danno un'impronta diversa al risultato finale. Il taglio, o reinquadratura, chiamiamola come vogliamo, comporta l'esclusione dall'immagine di certe parti, cosa che non è tanto finalizzata ad un lavoro di pulizia puro e semplice (che bisognerebbe fare già al momento dello scatto), ma che vuole dare un accento particolare agli elementi che abbiamo considerato importanti. Come dicevano già altri prima di me, in una foto lo sguardo deve essere guidato all'interno della foto, per arrivare al centro di interesse attraverso un percorso ottimale. Per far ciò il taglio è fondamentale. Per conto mio essere vincolati ad un certo perimetro, una cornice predefinita, è come trovarsi in una specie di recinto per le pecore. A che serve? |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 11:37
“ Personalmente amo molto trovare il giusto taglio/inquadratura nella fase di scatto per molti motivi. Ma se un un ulteriore taglio o rinquadratura in post produzione migliora la leggibilità della fotografia, come ho scritto, penso che si assolutamente utile e lecito farlo „ Credo su questo non dissenta nessuno degli intervenuti nel topic. Spero fosse chiaro il senso della mia puntualizzazione, che non nega ovviamente quel che dici: nel mondo ci viviamo tutti, e credo lo conosciamo a sufficienza. Per sapere che una cosa sono le enunciazioni di principio, un'altra il modo di vivere nel mondo stesso |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 11:40
"Personalmente amo molto trovare il giusto taglio/inquadratura nella fase di scatto per molti motivi. Ma se un un ulteriore taglio o rinquadratura in post produzione migliora la leggibilità della fotografia, come ho scritto, penso che si assolutamente utile e lecito farlo"... è più che lecito. Lo scatto per me è solo un punto di partenza, una bozza che poi va elaborata per arrivare al risultato finale. Un conto è rifinirla altro è cercare in qualche modo di trarne qualcosa di accettabile. |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 11:43
“ Per conto mio essere vincolati ad un certo perimetro, una cornice predefinita, è come trovarsi in una specie di recinto per le pecore. A che serve? „ Caro Skylab, magari non in questo caso specifico (ci mancherebbe), ma rischia di essere una domanda con inganni incorporati Un esempio su tutti: spesso ci lamentiamo dell'uso improprio dei congiuntivi. Orbene: se io ti dico "se io saprei che rubi ti denunciassi" tu capisci benissimo quel che ho detto. E' chiaro e limpido. Allora, dov'è il problema? Perché mettersi i paletti del congiuntivo? La risposta è qui. E, lo ripeto all'infinito, ognuno si scelga la sua |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 11:45
Il taglio è importante quanto la fotografia stessa |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 11:50
@Francesco Merenda “ Per sapere che una cosa sono le enunciazioni di principio, un'altra il modo di vivere nel mondo stesso ;-) „ Scusami ma non capisco la differenza. La fotografia è fatta di teoria ed enunciazioni, ma soprattutto di pratica. @Vincenzo Virus “ Lo scatto da un mio punto di vista è solo un punto di partenza, una bozza che poi va elaborata per arrivare al risultato finale. „ Concordo pienamente. Era così anche con la camera oscura |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 12:00
“ Scusami ma non capisco la differenza. La fotografia è fatta di teoria ed enunciazioni, ma soprattutto di pratica. „ La differenza è questa: Enunciazione di principio: "Non bisogna ammazzarsi di lavoro". Tutti d'accordo. Traduzioni pratiche: "dormo tutti giorni fino a mezzogiorno" oppure "non sacrificherò le domeniche con mio figlio". Non sono esattamente la stessa cosa. C'è chi sa fotografare, e ritaglia. C'è chi non ha nessuna voglia di impegnarsi, e trova molto comodo scattare a caso, che poi si aggiusta. Due traduzioni pratiche della stessa enunciazione di principio "ritagliare è legittimo" Comunque Gaga, mica è obbligatorio essere d'accordo |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 12:01
@Francesco: “ Caro Skylab, magari non in questo caso specifico (ci mancherebbe), ma rischia di essere una domanda con inganni incorporati „ Ammetto che la domanda era un pochino provocatoria...  Però, però... i paletti, i recinti e i congiuntivi mi sembra non siano la stessa cosa. I primi ti vincolano e ti limitano A PRIORI, i secondi fanno parte del linguaggio, della grammatica, e vanno rispettati. Se il recinto lo definisco io a priori è perché ho un motivo ben preciso (per esempio voglio fare un calendario), ma se non ho questa esigenza, perché cercare a tutti i costi a priori di mettermi un limite, il recinto appunto. Non voglio sentirmi una pecora chiusa in un recinto, ma un capriolo, libero di pascolare sulle montagne dove gli pare. Probabilmente sono solo un caprone... (fotograficamente libero però ) |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 12:06
“ però, però... i paletti, i recinti e i congiuntivi mi sembra non siano la stessa cosa. I primi ti vincolano e ti limitano A PRIORI i secondi fanno parte del linguaggio, della grammatica, e vanno rispettati. „ Caro Skylab, è importante intendersi: io non ho certamente la vocazione di Savonarola, e non promuovo di sicuro recinti talebani. Dico solo che alcuni elementi di rigore nella nostra vita (chiamali paletti se vuoi) contribuiscono a renderla migliore. E che se siamo in un mondo che tutti, ogni giorno, contestiamo, è in buona parte perché in nome di una presunta e ammirevole idea di libertà abbiamo promosso egoismo e cialtro-neria. Poi, se il punto è dire che ritagliare non è "brutta cosa" è evidente che sono d'accordo. Ma credo tu abbia capito il senso del ragionamento. Sennò facciamo un topic unico, per tutto, e non se ne parli più: ognuno fa quel che vuole, che altro aggiungere? |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 12:12
Caro Francesco, capisco cosa vuoi dire e condivido anche in buona parte. Probabilmente io ho una visione della fotografia molto più "libera" rispetto a quella della maggioranza dei fotoamatori. Per me l'essenza è proprio quella di poter sperimentare ad ampio raggio, senza inutili paletti. Non è questione di egoismo o di anarchia, si tratta di un'arte visiva, mica di convivenza fra persone. Buon app. a tutti! |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 12:17
Una cosa Sky, ci tengo, che è importante nel mio ragionamento: quando parlo di "rigore" non mi riferisco a qualcosa di dovuto ad altri, ma a qualcosa che decidiamo e facciamo per noi stessi, perché per noi lo riteniamo importante. Niente dogmi da salotti buoni per capirci |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 12:55
Tante volte esco con obiettivi di focale fissa, altre con lo zoom (tele). Certe volte, per motivi compositivi coi fissi taglio elementi di disturbo, la taglio quadrata che, per me, rende più importanza ad un soggetto. Ha meno "racconto" (genericamente). Con lo zoom tele, quasi mai. Ho quasi sempre a portata di zoom l'inquadratura ideale. Penso che il punto sta nello stabilire un limite al taglio. Dico un'assurdità: vado in giro con una medio formato da 100mpx, scatto a cavolo, poi ritaglio anche a crop 10x.... ecco, quello per me esula dalle capacità d'inquadrare... ovviamente ho estremizzato... |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 13:03
Per quanto mi riguarda quelle macchine come le odierne FF da 60mpx sono nate proprio per quello. Nel commerciale ad esempio,dove da una inquadratura per una borsa si tirano fuori 10 foto di particolari ad esempio...il fotoamatore è indubbiamente attratto da tal prospettiva,basta leggersi 2 minuti la sezione fotocamere per capirlo,il problema è se tra x anni questa metodologia sarà la norma o un aiuto,oneroso, a disposizione da poter usare nel caso sporadico. |
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inviato il 05 Dicembre 2019 ore 13:36
Scattare a caso con100 MPx per ritagliare dopo non per eccezionalita' ma con premeditazione e' come andare a pesca gettando una bomba in acqua.. e comunque non sono convinto che chi non vede la foto al momento dello scatto la veda dopo quando taglia.... |
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