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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:00
“ Stiamo parlando di like su forum e social, oppure di fotografie che dicano veramente qualcosa? „ concordo e l'errore è questo, credere alla fotografia stereotipata, quella fatta di like, che al giorno d'oggi puoi comprare :) |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:01
“ John Gossage The Pond „ gran bel lavoro il suo libro |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:02
bHE SONo lavori totalmente diversi e con significati e punti di vista diversi. Come han punti di vista le mie foto degli alberi che faccio da diversi anni :) |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:11
Sto parlando di like, sono angus e Antonio che devono elevare la foto di paesaggio in maniera aulica, parlando della paesaggistica su un piano elevato, se rileggete dico solo che per me è più facile fare un bel paesaggio che fare un ritratto, ma il talento di ogni fotografo e l essenza di ogni genere non l ho mai presa in considerazione, infatti capisco angus che non ha colto il paragone calcistico, lui difende un genere, io mi siedo e dico questa la faccio pure io, questa no... Paesaggi più facili da fare.. Capito mi hai.. |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:18
Gian78.... Purtroppo ho colto... E mi cadono le balle quando leggo che io, Antonio e fortunato vogliamo portare la fotografia su un piano elevato.... Non esiste alcun piano elevato, esiste solo fare le cose bene o male.... Io non difendo alcun genere, difendo semplicemente la buona fotografia... E ti assicuro che chiunque vuol fare buon paesaggio non può che storcere il naso leggendo i tuoi interventi.... |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:22
E' vero, Antonio Aleo, però, anche nei tuoi lavori mi sembra di vederci più armonia nelle forme. Nelle foto di Gossage nel video ed in quelle di Fossati no, cosa che invece vedo nelle foto di Robert Adams ed in quelle di Ansel Adams. Poi non ho la vertià in tasca ed anzi questa mia perplessità ed il confronto con voi può aiutarmi a capire. |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:31
Secondo me l'unico che ha colto è stato lord, poi un po' vi sono venuto dietro lo ammetto, solo per discutere, colpa mia, ma il succo del discorso era proprio terra a terra..vi siete sentiti toccati come paesaggisti ed questo il problema. |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:32
Mi pare che Angus non stia difendendo un genere ma la buona fotografia. Io posso ribadire quanto già detto, il genere facile è quello delle brutte foto. Per fotografare ci vuole passione, conoscenza delle tecniche, talento al di là dei generi praticati. |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:37
Gian78 se avessi colto che tu parlavi di "terra terra" (cosa vuol dire poi), non avrei scritto nemmeno il primo intervento.... Ahimè devo constatare che questo post parla del nulla, dopo tutto.... |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:41
E da cosa ci saremmo sentiti toccati? Ognuno ha espresso il proprio parere e le proprie perplessità sul fatto che esitano generi facili ed abbiamo anche argomentato. Se vuoi tenerti su un certo livello qualunque foto e qualunque genere fotografico è facile, ma se ambisci a migliorarti sempre più non è...facile per l'appunto. Tutto richiede studio, impegno, fatica e pazienza: non si tratta di "elevare la foto di paesaggio in maniera aulica". |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:41
Gian scusa, ma mi sembra tu voglia polemizzare e non vuoi neanche essere aperto al dialogo, rimanendo delle tue convinzioni. L'importante è che chi sta difendendo la buona fotografia, non venga accusato da te di elevarsi. Non c è niente da elevarsi, come ti hanno ribadito tutti quanti, esiste la buona e la brutta fotografia. Evidentemente te conosci solo la fotografia stereotipata, quella condita di like. Per me il paesaggio non è l'alba ed il tramonto, non è la location blasonata, per me il paesaggio può essere tutto questo come niente di questo, purché fatto con determinati criteri etici, morali e personali, con progettualità e continuità. McBradon perché sono lavori fatti con una filosofia diversa, una più documentativa (quella di Gossage), una più artistica e naturalistica (quella degli altri autori che hai citato). Credo tutt'oggi che quella di Ansel Adams (e tanti altri paesaggisti storici) sia una fotografia intramontabile e senza tempo, per ricerca, espressività, gusto e composizione :) |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:48
Discutere non è sempre un male, porta altre visioni, un post nato un po' provocatoriamente dalla foto del upupa, ma si son dette cose interessanti, con un tono un po' acido, ma è tipico del testosterone del forum, non direi che parla del nulla...anzi. |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 13:56
“ McBradon perché sono lavori fatti con una filosofia diversa, una più documentativa (quella di Gossage), una più artistica e naturalistica (quella degli altri autori che hai citato). Credo tutt'oggi che quella di Ansel Adams (e tanti altri paesaggisti storici) sia una fotografia intramontabile e senza tempo, per ricerca, espressività, gusto e composizione :) „ Forse è proprio il fatto di essere documentative come hai scritto, che me le fa apparire meno studiate e più "caotiche": mi viene da pensare che nelle foto dei due Adams la composizione sia molto più ricercata e studiata, ma probabilmente la convinzione che anche quelle degli altri due fotografi non lo siano è una mia interpretazione sbagliata. Proverò a studiarmele meglio e cercarle di comprenderle più a fondo. |
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inviato il 02 Agosto 2019 ore 14:27
Dovremmo pesare bene le difficoltà,per una risposta migliore,penso che comunque se si fotografa all'aperto o in studio,è anche per via di qualche attitudine personale, insieme alla maggiore possibilità di fotografare quel soggetto. Ognuno poi vede le cose dal proprio punto di vista o del paesaggista o del ritrattista o fotografo di moda e mi è parso di capire che alcuni piuttosto conosciuti ma controversi,non siano troppo a favore della foto di paesaggio. Mi verrebbe da dire che forse fotografando all'aperto, si potrebbe incontrare qualche imprevisto in piu' almeno dal punto di vista metereologico anche sulla programmazione e non tutto fila liscio,poi ci sono gli spostamenti. Allora Alpinista tradizionale o free climbing,oppure conta il risultato finale ? C'era questo film vecchiotto,dove alla fine quello che c'era stato veramente in cima, era quello piu' suonato dei protagonisti,che parlava sempre di dita.Quella montagna lontanissima in granito, poi sarebbe entrata negli steoreotipi,per via della fotografia di paesaggio e dei viaggi,del mordi e fuji,ma praticamente la cima tronegggia' la da qualche parte e non si vede veramente da vicino, perchè è difficile far conoscere di persona un luogo o un paesaggio. |
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