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inviato il 28 Aprile 2019 ore 23:25
ho preso lo spunto della musica ma non facevo riferimenti particolari a nessuno :) |
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inviato il 28 Aprile 2019 ore 23:33
“ Un professionista riesce a tirare fuori un suono superiore anche da uno strumento di scarsa qualità. Un principiante potrebbe suonare il migliore strumento del mondo e farebbe schifo comunque. Così per un pilota di macchine, per un cuoco etc etc. La qualità dello strumento (o mezzo che sia) è importante per chi lo sa usare a dovere, altrimenti non ha senso „ “ Come nella fotografia, dunque. „ Già! Poi c'è il genio, ma per i comuni mortali... C'è davanti tanto esercizio! |
user39791
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 7:12
Solo esercizio e una sana ossessione come diceva Sanna. Il genio ti fa solo fare un po' meno di fatica |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 7:29
Secondo me il genio in qualche settore specifico dello scibile è una persona che per un insieme di circostanze fortuite si ritrova con un set di schemi inconsci già pronti. Cosa che una persona normale impiegherebbe decenni per arrivare a generarli. O magari mai nel caso si tratti anche di qualche tipo di relazione neuro muscolare perché il tempo a disposizione non è sufficiente e inizia a verificarsi il processo di invecchiamento. Credo che di cosiddetti geni ce ne siano più di quanti si pensi ma manchevoli di sufficiente passione per la materia o forse nemmeno sono a conoscenza della sua esistenza. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 7:54
“ Marcello VH A certi livelli, parlando di musica classica, uno strumento buono fa davvero la differenza. Se però sei un cane... no. Infatti di solito si inizia con strumentini da poche decine di euro e poi, solo poi, si passa ad altro. Se si progredisce abbastanza, si arriva ad un punto che anche le corde possono fare, e drammaticamente, la differenza. Ma anche qui, non si diventa buoni musicisti semplicemente studiando. Certo se questo fosse un forum musicale... direi che si parla molto di strumenti e poco di Musica. „ Un po' come quando guidi un'auto e sei ancora praticante. Sempre meglio fare pratica non con auto nuove, in quanto bozzi e graffi saranno inevitabili. Poi, quando si raggiunge una certa pratica/dimestichezza, allora si potrà passare all'auto nuova senza avere la paura di graffiare i cerchi sul marciapiedi (o quasi ). |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 8:21
Con il doppio carburatore e motore a vista però. |
user39791
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 8:30
La mia idea è che una volta approdati su un pianeta social si viene fagocitati dalla ossessione comune per le attrezzature fotografiche e si perde di vista la propria crescita fotografica. Così diventa normale spendere migliaia di euro per rimanere sempre iper aggiornati in materia di pixel & C. e si lesinano poche decine di euro per un libro fotografico o non si investono due ore per una mostra fotografica. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 9:35
“ si lesinano poche decine di euro per un libro fotografico o non si investono due ore per una mostra fotografica. „ Nel forum, nonostante tutto, ho avuto la possibilità di trovare consigli per un bel po' di libri: purtroppo quello che mi manca, ora, è il tempo  |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 9:57
“ La mia idea è che una volta approdati su un pianeta social si viene fagocitati dalla ossessione comune per le attrezzature fotografiche e si perde di vista la propria crescita fotografica. Così diventa normale spendere migliaia di euro per rimanere sempre iper aggiornati in materia di pixel & C. e si lesinano poche decine di euro per un libro fotografico o non si investono due ore per una mostra fotografica. „ Vero, bisognerebbe sempre aver presente che l'attrezzatura è un mezzo per raggiungere il fine, non il fine stesso. Purtroppo, e vale per tutte le passioni, scatta una molla in tutti noi, in alcuni più che in altri, che ci porta ad acquistare la migliore attrezzatura che possiamo permetterci salvo poi lasciarla nell'armadio per mesi o magari non usarla mai. Un appassionato di fotografia dovrebbe avere più passione per la composizione, lo studio della luce, lo studio dei grandi maestri del passato, ecc..., piuttosto che per l'ultimo ritrovato della tecnologia. Per tornare al topic, credo che si debba abbinare studio a sperimentazione ed esercizio. |
user90373
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 10:27
In mancanza di "una personale interpretazione della materia" c'è il rischio di leggere i libri come fossero manuali d'istruzione tecnica. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 10:47
Ma almeno li leggi. C'è sempre una possibilità. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 11:16
“ In mancanza di "una personale interpretazione della materia" c'è il rischio di leggere i libri come fossero manuali d'istruzione tecnica. „ Vero, ma meglio che niente. C'è da dire che con quelli fotografici si tratta per lo più di guardare le figure e, anche in mancanza di una personale interpretazione, al limite potrebbe comunque essere tutto sommato preferibile copiare pari pari i ritratti di Avedon visti su un libro piuttosto che foto di tipe seminude tatuate con magico sfocato viste su un social. |
user39791
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 11:43
Vedere mostre fotografiche e libri fotografici non trasforma nessuno automaticamente in Salgado ma aiuta molto a costruire il proprio "bagaglio fotografico". Come anche discutere di fotografia e non solo di attrezzature fotografiche. |
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 11:57
“ al limite potrebbe comunque essere tutto sommato preferibile copiare pari pari i ritratti di Avedon „ Io mi accontenterei, scusate  |
user177356
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inviato il 29 Aprile 2019 ore 12:01
Io non mi sono mai vergognato a copiare le foto di fotografi importanti e che ammiravo. Ho anzi imparato molto, dovendo capire perché quella composizione era decisamente migliore di altre apparentemente simili, oppure come esporre e post-produrre per ottenere un risultato simile. Non sono le mie foto preferite, ma sono servite a mettermi in condizione di fare quelle che mi piacciono davvero. Al momento sto copiando pari pari un progetto di uno dei miei fotografi preferiti, e sto imparando molto sia in termini di corretta esposizione e gestione della luce in interni, sia di conversione in b/n, sia di gestione della nitidezza/morbidezza dell'immagine in postproduzione. |
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