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La difficoltà di esser semplici.


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user90373
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inviato il 08 Febbraio 2019 ore 14:42    

Accettare il confronto significa scoprire il fatto di non essere bravi quanto pensiamo d'essere ma nemmeno scarsi come potrebbe sembrare. Semplice.

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 14:58    

Semplicissimo!!! ;-)

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 17:51    

“Scrivo, e cerco oltre ai concetti, una forma dello scritto che sia ben articolata, non troppo semplice, elegante, con parole che non siano banali, insomma...che il tutto, quando completo, mi sia gradito.”

Penso alla fotografia come un mezzo per documentare un luogo, una situazione che mi ha trasmesso un messaggio o provocato un'emozione. In questi termini considero “superfluo” l'aspetto estetico dell'immagine, anche se -e ciò già l'ho ammesso anche per me stesso- la tentazione di “abbellirla” talvolta è forte. Purtroppo, però, solitamente corrisponde ad immagini scarsamente significative, e comunque non determinante quando la foto -per se stessa- “sa parlare” a chi la guarda.

“Accettare il confronto significa scoprire il fatto di non essere bravi quanto pensiamo d'essere ma nemmeno scarsi come potrebbe sembrare. Semplice.”

Se l'emozione che mi ha indotto a scattare riesco a cristallizzarla nella grafica della foto, vuol semplicemente dire che ho centrato il bersaglio, a prescindere che la foto sia sottoposta al giudizio di un'ampia platea.
Devo soltanto convincere “obiettivamente” me stesso. Se così non fosse diverrebbe inutile anche scoprire un parere inclemente di altri per farmi andare oltre le solite banalità.
Giampaolo

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 18:42    

@Palgiam abbiamo un diverso approccio.

"Penso alla fotografia come un mezzo per documentare un luogo, una situazione che mi ha trasmesso un messaggio o provocato un'emozione"

Io faccio il contrario, non mi diverte documentare un luogo, o una situazione, quello che mi diverte è vedere cosa esce fuori nell'interazione tra me e quel luogo. Cambio punto di vista, cambio ottica, gioco con i tempi, aspetto la luce che ho in mente è tante altre cose. Faccio decine e decine di scatti al mio soggetto, cercando di ottenere il risultato che ho in mente. A volte ci riesco, spesso fallisco, altre volte scopro che scatti che non avevo in mente sono migliori di quelli che avevo programmato.
In.pratica quello che mi spinge a fotografare non è immortalare la bellezza di un luogo, ma la meraviglia che provo vedendo cosa posso tirar fuori da un luogo/oggetto anche banale.
Un ultimo appunto, le foto che giudico mie, non sono tutte quelle che scatto, ma solo quelle che scelgo, tutte le altre in realtà non mi appartengono.
;-)

avatarsenior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 18:58    

@Enzillo
“… quello che mi spinge a fotografare non è immortalare la bellezza di un luogo, ma la meraviglia che provo vedendo cosa posso tirar fuori da un luogo/oggetto anche banale.
Un ultimo appunto, le foto che giudico mie, non sono tutte quelle che scatto, ma solo quelle che scelgo, tutte le altre in realtà non mi appartengono.”

Guarda che probabilmente stiamo dicendo la stessa cosa. Tu cerchi un'emozione attraverso una ricerca accurata del punto/modo di ripresa, io la trovo più “velocemente”, nel senso che se non percepisco nulla dall'immediatezza di un'osservazione (del luogo o situazione), passo oltre. Forse sarà per quello che il numero dei miei scatti ha tuttora un andamento numericamente simile al mio consumo di pellicola dei tempi andati.
Mi sembra che –per altrettanta ragione- siamo sulla stessa lunghezza d'onda anche nella considerazione delle “proprie” foto. Se non intendo male vuoi dire che le altre, anche se fatte da te, ma scartate, non le consideri tue: beh ciò corrisponde ad una imparziale, quindi critica scelta che come detto, non ha bisogno di ulteriori consensi di terzi.
Giampaolo

avatarjunior
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 20:14    

Si chiama altresì, il piacere della complicazione.


franco santi

user90373
avatar
inviato il 08 Febbraio 2019 ore 23:21    

@ Enzillo

Io faccio il contrario, non mi diverte documentare un luogo, o una situazione, quello che mi diverte è vedere cosa esce fuori nell'interazione tra me e quel luogo. Cambio punto di vista, cambio ottica, gioco con i tempi, aspetto la luce che ho in mente è tante altre cose. Faccio decine e decine di scatti al mio soggetto, cercando di ottenere il risultato che ho in mente.


Nel mio peregrinare fotografico tengo presente una sola cosa, se qualcosa mi "colpisce" lo fa "qua e adesso", cercare, aspettare, provare, immaginare, il più delle volte mi porta lontano dalla semplicità della prima intuizione fotografica.

avatarsenior
inviato il 09 Febbraio 2019 ore 8:07    

@ Ettore Perazzetta "se qualcosa mi "colpisce" lo fa "qua e adesso"..."

Condivido appieno.
Giampaolo

avatarsenior
inviato il 09 Febbraio 2019 ore 9:25    

non è che ci sia un modo giusto o sbagliato, io vivo di suggestioni, di immaginazione, di ispirazioni. La fotografia "documentaristica" non mi interessa, cogliere l'attimo non è il mio fine. La semplicità di una foto per me è il risultato di una ricerca.

avatarsenior
inviato il 09 Febbraio 2019 ore 12:43    

Mi associo a Crubert circa la spiegazione delle foto che si scattano.
Mi è capitato in certe mostre a "Reggio Fotografia"di leggere romanzi a corredo di foto, sostanzialmente del c@azzo, veramente stucchevoli. Ad un cesso si possono cambiare le piastrelle, ma rimane pur sempre un cesso.

user117231
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inviato il 09 Febbraio 2019 ore 12:49    

Vi lancio una sfida.
Portate UNA SOLA fotografia scattata da voi..
che non sia qualcosa di già visto, rivisto e stravisto.

Se riuscite a soddisfare questo requisito..
vi regalo tutto quello che ho.
..
Ma dato che sono certissimo che non ce la farete MAI,
vi anticipo le mie riflessioni. MrGreen

Stiamo tutti spalando costantemente sabbia e qualcuno merda,
pagando significativamente per il nulla !!!

avatarsenior
inviato il 09 Febbraio 2019 ore 12:52    

è uno spunto intereressante di riflessione

user117231
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inviato il 09 Febbraio 2019 ore 13:15    

Sii...daiiii....iniziate a riflettere invece di spendere sempre e solo i soldi..
se riflettete bene, potrete fare un termine di paragone con la Luna. MrGreen

avatarsenior
inviato il 09 Febbraio 2019 ore 15:07    

Crrubert, ti dico le foto...
- la ragazza ustionata che scappa nuda dal villaggio bruciato dal napalm... ha fermato la guerra in Vietnam
- il bambinetto morente di fame con l'avvoltoio che lo aspetta... ha fatto capire la portata del problema della fame in Africa
- Aylan, il bambino morto annegato... ha aperto le porte d'Europa ai profughi (poi di nuovo richiuse)

Questi un paio di esempi, quelli più famosi, e tragici, purtroppo




Uhm Skylab permettimi di dissentire:

- il bimbo morente a mio avviso non ha fatto capire alcunché visto che non c'era più nulla da capire dopo che ben oltre cinquant'anni addietro c'erano già ben riusciti i bambini biafrani scheletrici ripresi e madati in mondovisione durante la guerra civile Nigeriana ... ricordiamoci infatti che allora la fame nel mondo riguadava oltre la metà della popolazione mondiale, quindi oltre due miliardi di individui per capirci, mentre oggi riguarda solo un decimo della stessa, ossia meno di 700 milioni di persone ... quindi evidentemente la lezione è stata molto ben appresa!

- Il bambino morto annegato invece lì per lì ha aperto le porte d'Europa ai profughi, anche se più che dell'Europa direi della Germania, salvo poi essere quella stessa Europa a richiuderle quando si è accorta che l'Italia, che da sola era stata delegata alla soluzione del problema, non era più disposta ad accoglierli tutti quei famosi migranti.

- per quanto riguarda infine la celeberrima immagine ripresa da Nick Ut durante l'Offensiva di Pasqua del 1972 posso solo dire che tutto può aver fatto, questa fotografia, tranne che far terminare la guerra del Vietnam, del resto neppure un'altra immagine, ben più drammatica peraltro visto che mi riferisco a quella ripresa da Eddie Adams a Saigon durante il primo giorno dell'Offensiva del Tet nel 1968, era riuscita in questa titanica impresa.
Come tutti sanno infatti il disimpegno americano dal sud-est asiatico è stato realizzato per propria volontà, e in piena autonomia, dal Presidente Richard Nixon per tener fede a un ben preciso impegno elettorale che lo stesso Nixon aveva assunto con i suoi elettori durante le elezioni presidenziali del 1968; impegno che invero non avrebbe avuto alcun bisogno di onorare se, otto anni prima, non fosse stato defraudato della carica di Presidente degli Stati Uniti d'America dallo scellerato accordo intercorso fra la famiglia Kennedy e Cosa Nostra!
In quel caso infatti, cioè con Nixon alla Casa Bianca al posto di Kennedy, e all'uopo sarà bene ricordare che Nixon alla Casa Bianca c'era già stato negli otto anni antecedenti in veste di vice del Presidente Eisenhower (acquisendo peraltro una competenza in politica estera del tutto sconosciuta fra tutti i Presidenti degli Stati Uniti antecedenti e successivi a lui), l'America non sarebbe stata precipitata nel ginepraio vietnamita da una politica estera miope e raffazzonata messa in piedi da quella vera e propria manica di incompetenti che era lo Staff Presidenziale di John Fitzgerald Kennedy!

avatarjunior
inviato il 09 Febbraio 2019 ore 19:18    

"I-Felix"



ACCETTO la sfida !!!
Chiedo scusa, non riesco a caricare l'immagine. un attimo. titolo "Materia"

www.juzaphoto.com/galleria.php?t=3076009&l=it


amicissimo franco santi

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