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inviato il 14 Settembre 2018 ore 21:39
Purtroppo per tutti quelli che vogliono emergere, lo scopo ultimo è quello di fare cassa. Quindi si segue l'onda più alta. Bisognerebbe invece sbattersene di quello che fanno gli altri e cercare la propria originalità nei temi e soggetti che ci stanno a cuore, sfruttando fra le altre cose le grandi potenzialità delle novità tecniche di questi ultimi anni. |
user137840
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inviato il 14 Settembre 2018 ore 22:03
“ Mi rendo conto che spesso parto per la tangente, ma sostanzialmente non mi sento e forse non sono un fotografo, così come non sono un filosofo, sono solo uno dei pochi sfigati che vive quotidianamente il dubbio sulle sue e degli altri certezze. „ vedi, io forse sono più filosofo che fotografo però questo mio lato oscuro mi sforzo di non divulgarlo. vengo qui solo per vedere buone foto che mi possano insegnare qualcosa e laddove trovo qualcosa da dire la dico. che altro dire? per me la Fotografia è come il calcio in TV. godo come un riccio quando vedo un gol di tacco, ma quando il giorno dopo intervistano il calciatore che lo racconta, cambio canale. |
user90373
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inviato il 14 Settembre 2018 ore 22:47
@ Caputo “ Ettore è un esempio perferttamente calzante del modo di utilizzare le fotografie nel paesaggio,guadando la foto non direi nemmeno che si tratta dello stesso luogo.Piu' banalmente la scena si propone con l'intento princiaplediSi discute appunto nell'altra discussione del senso o della presunta originalità che potrebbero vantare alcune immagini rispetto ad altre.Cambiando macchina fotografica o anche una nuova versione di software un filtro un treppiede è sempre un modo per provare qualcosa di diverso.Lo strumento si rinnova per fare profitto ma anche facilitare il compito,allo stesso tempo pone davanti ad una nuova realtà....ma attenzione perchè soltanto la riflessione della relazione fra fotografia e mondo in cui viviamo che non nasce essattamente dalla finzione,ravviva ormai consueti dibatti. Anche in queste pagine possiamo riallacciarci al concetto di fotografia veloce di Salgado che non tiene conto della memoria...che va avanti avanti proponendo altre poi immagini che non valuturà o solo di sfuggita,perchè ne arriveranno altre e altre ancora...L'intento principale sembra quello di ricevere un consenso o conivolgere lo spettatore. „ In effetti si tratta di due luoghi diversi ma mi sono reso conto, vedendole vicine, di come dopo 12 anni malgrado i progressi tecnologici esse si basino su una identica composizione. Incuriosito sono andato a rivedere molti miei scatti ed in molte occasioni c'è di base un certo modo di disporre gli elementi in campo che mi fa pensare che forse il modo di fotografare dipende non tanto da quanto ci arriva dall'esterno, ma da quello che parte dall'interno. |
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inviato il 15 Settembre 2018 ore 12:58
Avevo visto qualcosa di simile parecchi anni fa a Milo,cerca cerca cerca a piedi e invece la duna stava sparendo,anche se con l'inquadratura cercavo di mostrare piu' sabbia.E' passato appena,appena qualche annetto e sparisce la sabbia anche qui.Ho cambiato la macchina e il filtro e vedo gente che fotografa l'alba col cellulare....mi trovo davanti spesso ad una serie di immagini molto finte, posticce con gli sfondi incollati,un effetto invecchiamento... Penso che di base ci sia qualche attitudine che ci spinge in una direzione piuttosto che un'altra,su questa sorta di predisposizione poi si costruisce una formazione personale e ogni tanto riaffiora una vecchio schema gia' visto....anche se il soggetto e l'anno non è lo stesso,oppure si arriva alla stessa conclusione fotografica...E qui potrebbero entrare in gioco maschere e pennelli,per una rivisitazione dell'immagine secondo lo standard,per differenziarsi oppure amalgamarsi ad altre immagini abilmente modificate. |
user109536
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inviato il 16 Ottobre 2018 ore 21:12
Esiste un soggetto e il modo d'inquadralo. Il resto é solo cosmesi. |
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inviato il 17 Ottobre 2018 ore 10:28
Ettore ma ancora questi dubbi esistenziali? Occhio che i chimici possono dare alla testa. |
user90373
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inviato il 17 Ottobre 2018 ore 11:14
@ Mirko Fambrini “ Occhio che i chimici possono dare alla testa. „ E, se aggiungiamo la luce rossa, l'effetto è devastante. I nuovi mostri prendono forma divorando antiche barriere innalzate a difesa, non di quanto contenuto al loro interno, ma di ciò che è all'esterno. |
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inviato il 17 Ottobre 2018 ore 16:20
Certo che la frequentazione di locali a luci rosse abbinato all'abuso di certe sostanze chimiche può far apparire mostri di ogni genere |
user90373
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inviato il 17 Ottobre 2018 ore 16:31
Caspita, ci voleva tanto? Ora ho capito cosa sta cambiando! Io sto cambiando, e in peggio! Da oggi niente più "stravizi". |
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inviato il 17 Ottobre 2018 ore 16:34
Basta con gli acidi! |
user90373
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inviato il 17 Ottobre 2018 ore 16:35
Solo roba "buona" biologica e biodegradabile. |
user90373
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inviato il 17 Ottobre 2018 ore 16:48
@ Skylab59 “ Eccoti un buon indirizzo per foglie di qualità „ Sono un vecchio inguaribile romantico, alle foglie preferisco i fiori e ai numeri, fiocchi d'argento come fosser neve. |
user90373
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inviato il 06 Novembre 2018 ore 8:50
Il cambiamento continua ma, essendo programmato, lascia una sensazione di "futuro conosciuto". Forse ho creato una nuova declinazione per i verbi. |
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inviato il 06 Novembre 2018 ore 10:23
Secondo il mio modestissimo parere, sta cambiando il modo con coi si dice che le cose cambiano. Questo avviene soprattutto nella provincia di Torino, a Cambiano, dove sono stati riscontrati gli albori di questa tendenza. Mi spiego meglio: se cerco di cambiare una cosa che sta cambiando già di suo, essa non cambierà. Infine, io credo che per poter cambiare un cambiamento, sia necessario restarsene immobili in un punto energetico della Terra, e contrastare il cambiamento stesso. Un po' come quella teoria medica di qualche decennio fa, che sosteneva che i pazienti catatonici fossero in realtà dei malati di Parkinson ultrasonici. |
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