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e a proposito del contratto con Autostrade, visto che avevano paventato 20 miliardi di risarcimento (il danno e la beffa) si sta parlando in subentro del termine "revoca" di CADUCAZIONE. www.treccani.it/vocabolario/caducazione/
“ senza offesa, ma se pensate che verrà intrapresa una campagna di nazionalizzazione delle maggiori compagnie, siete degli illusi.. „
Bè però i tempi cambiano. L'ultimo politico del centrodestra italiano ( Renzio) che si è comportato da galantuomo con banche e lobbies ha comunque subito la mannaia dell'elettorato che ormai è inferocito e stremato.
Quindi ci vorrà molto coraggio a rifiutare i doni riparatori che Atlantia porterà alla capanna di Betlemme dove è appena nato il nuovo premier Giggino di Maio.... però bene o male se revochi autostrade ad Atlantia, fai incetta di consenso, anzi fai un colpaccio di consenso, la dai in gestione a nuovi investori che di certo non ti mancheranno di gratitudine, o la tieni e cerchi di continuare a farla profittare come va ora... secondo me se esistesse un cavillo o un giudice che approvassero la revoca della concessione, Salvini e di Maio lo farebbero di corsa
Atlantia=Benetton 40anni di campagne pubblicitarie sulla persona, siamo uguali,tutti vanno aiutati ,i diritti civili,ecc buttati al vento con "mandarci a casa vi costa 20miliardi di euro"
Francamente ad essere ottimista proprio non ci riesco, c'è sempre uno nuovo che manda a casa quello vecchio poi ne arriva uno nuovissimo che manda a casa il nuovo che nel frattempo è diventato vecchio. Ogni tanto rileggo Il gattopardo.
user12181
inviato il 19 Agosto 2018 ore 21:43
Quando vedo le immagini del ponte sono allo stesso tempo indignato e affascinato (parlo del ponte com'era, non dopo il crollo). E' veramente l'icona di un'epoca, dell'arroganza megalomane e visionaria dei tecnocrati di allora. Sarebbe da ricostruire il più possibile com'era (ovviamente con soluzioni moderne), d'altra parte quelli che vivevano sotto la sua minaccia protettiva si erano abituati benissimo, mi pare di capire che gli volessero anche bene, come i sudditi che nel medioevo vivevano all'ombra del castello signorile e dei suoi poteri di banno…
Comunque a rincuorarci e a darci serenità per il futuro ci pensa l'ex capo della protezione civile Bertolaso: “Non voglio neanche pensare a cosa accadrà quando il Vesuvio si risveglierà dal suo sonno, perché questa è un'altra cosa certa: il Vesuvio un giorno tornerà a essere un vulcano attivo. E allora non solo Napoli, ma tutta la nazione subirà le conseguenze di questa ennesima futura tragedia senza che si sia fatto nulla per mettere seriamente sotto controllo questo vulcano, che è il più pericoloso del mondo.“ Se affidassero a una concessionaria il controllo del vulcano, almeno avrebbero un capro espiatorio contro cui indirizzare la rabbia indefinita e impotente degli italiani, che per allora sarà diventata ancora più rabbiosa e cieca. In ogni caso sarà la Madonna di Pompei a intervenire miracolosamente, come pare abbia fatto a Genova la Madonna della Guardia limitando il numero dei morti… www.primocanale.it/notizie/crollo-ponte-morandi-la-storia-di-giancarlo "Siam peccatori (e anche cogl.oni) ma figli tuoi, o Santa madre pensa per noi."
qualcuno in questi giorni ha detto " mai paragonare un ponte ad un'opera d'arte " e mi ha fatto riflettere. può essere un capolovoro un ponte, mai un'opera d'arte. Perchè l'opera d'arte ha un valore artistico che va preservato nel tempo, un ponte invece ha una sua funzione utilitaristica, e se viene meno va buttato giù. Ancora differente il monitoraggio di un ponte e di un vulcano, anche se ha analogia per la preservazione e la sicurezza. Ho anche scoperto che con un sistema di tensione elettrica si poteva conoscere lo stato di resistenza della struttura metallica del ponte Morandi. Lo stesso Morandi a distanza si un anno si rendeva conto dell'alto rischio di corrosione metallica del ponte che ha fatto costruire, e lo riporta in una relazione scritta, considerando il salino e i gas dell'Ilva, allora Italsider, presente a Corinigliano.
su google maps ci sono ancora le immagini del ponte come se non fosse crollato. ho approfittato per fare qualche screenshot degli stralli. si possono notare quelli che sono stati rinforzati e quelli che non lo sono stati. www.google.com/maps/place/44%C2%B025'33.0%22N+8%C2%B053'20.0%2
grazie di queste immagini e grazie a tutti di esprimere i vostri pareri in merito io, personalmente sono incazz...to perchè si poteva e si doveva evitare. Speriamo non siano morti per niente
a proposito di ipotesi, sento 2. una sarebbe il cedimento di uno o due stralli, l'altro il cedimento della campata. il fatto è che è venuto giù anche il pilone. quindi escluderei la caduta "spontanea" della campata e anche il cedimento di 2 stralli tra le cause. A mio avviso ha ceduto uno strallo solo, probabilmente dove occorreva il rinforzo, a quel punto la tensione dello strallo gemello ha fatto piegare il pilone dal lato dove tirava lo strallo rimasto e quindi si è spezzato il gemello, e gli altri 2 stralli (totale 4) e piegandosi il pilone si sono spezzate e sono cadute le campate. il tutto in circa 9 secondi.
Purtroppo questo video amatoriale sembra essere il meglio possibile dell'evento.
professor Cosenza, Componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il massimo organismo tecnico del MIT - e quindi dello Stato : alcuni estratti.
“ Non c'è dubbio che la crisi di uno strallo porta rapidamente al collasso dell'intero cavalletto e delle campate adiacenti. Il sistema nasce per essere fortemente compresso dagli stralli, una elevatissima compressione quasi centrata che fa lavorare in condizioni ottimali il calcestruzzo. Le piccole eccentricità che nascono per non simmetrie di carico o di altro, non credo che portino in trazione il calcestruzzo, nelle condizioni di progetto. Ovviamente la soletta da ponte invece è inflessa e perciò è stata precompressa. „
Con questo comportamento, praticamente pendolare, il collasso di uno o più stralli porta ad una rottura complessiva rapidissima.
“ Nessun elemento è in grado di portare le enormi flessioni ed a catena, in frazioni temporali rapidissime, cede tutto „
“ E quí viene la parte che merita silenzio. Perché può esserci stata corrosione degli stralli non prevista e non vista; oppure tensioni negli stralli da fatica ciclica troppo elevata; oppure cedimento improvviso del vincolo fra strallo e soletta; oppure vibrazioni da vento e pioggia (addirittura qualcuno ha parlato di fulmine) che hanno portato a sollecitazioni negli stralli assolutamente anomale; oppure ci sono stati cedimenti improvvise delle campate appoggiate sulle selle che hanno portato ad azioni flessionali dinamiche inaccettabili sul sistema strallato; oppure una combinazione delle cose che ho enunciato; oppure tanto altro ancora che adesso non mi viene in mente ... „
quindi su ora basta lasciamo che vengano fatte le dovute verifiche tecniche
user12181
inviato il 20 Agosto 2018 ore 16:06
In questo filmato all'epoca della costruzione si vedono bene i cavi di precompressione degli stralli più o meno nudi e in fase di rivestimento con il calcestruzzo, minuto 3.10 - 3.20. Comunque chiaramente non erano loro che attiravano l'interesse dell'operatore Aldo Licandro… stream24.ilsole24ore.com/video/notizie/ponte-morandi-immagini-storiche
“ Non c'è dubbio che la crisi di uno strallo porta rapidamente al collasso dell'intero cavalletto e delle campate adiacenti […] Con questo comportamento, praticamente pendolare, il collasso di uno o più stralli porta ad una rottura complessiva rapidissima. " Nessun elemento è in grado di portare le enormi flessioni ed a catena, in frazioni temporali rapidissime, cede tutto" „
Il prof. Brencich in un'intervista video.sky.it/news/cronaca/ponte-crollato-prof-brencich-non-e-stata-una ha detto l'esatto contrario, che assolutamente il cedimento di uno strallo deve essere sopportato dal ponte, non può crollare la torre (min 1.05), se è crollata significa che il ponte non è progettato bene. Secondo lui, anche per le conoscenze che si avevano a quel tempo, il ponte fu progettato male, Amen. Il povero prof. Morandi sarebbe indifendibile (cosa che parecchi ingegneri con cariche istituzionali - che probabilmente, se si tiene conto delle usanze italiane, sono i più somari, o quanto meno piuttosto lontani dal fronte avanzato della ricerca scientifica e tecnica - ma anche prof. universitari di ambiente romanocentrico, mi pare stiano facendo, magari anche meritoriamente da un punto di vista morale - ammirazione e simpatia per il genio ecc.), tanto più che doveva fare innanzitutto l'ingegnere e non l'artista… Confesso che questo Morandi specializzato in elettrotecnica ma progettista di ponti, mi sta diventando sempre più simpatico, un devastante cigno nero nel grigiore politecnico e ingegneresco. "In una intervista resa alla rivista Domus (ottobre 1984, n. 654, p. 10) puntualizzava che per risolvere lo stesso problema strutturale ci sono molte maniere, tutte valide dal punto di vista statico, economico e funzionale, ma la scelta definitiva, secondo il suo modo di vedere, spetta al progettista e riguarda l'aspetto estetico e sociale [Sic!] che conferisce carattere e bellezza all'opera. Una visione diametralmente opposta a quella di Pier Luigi Nervi che, pur appartenendo allo stesso ambiente culturale, dichiarava che la struttura corretta è automaticamente bella." E, udite udite, "egli sottolineava come questi interventi debbano interagire con il paesaggio e con i suoi abitanti" (Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 76), caspita se interagivano.... I ponti devono innanzitutto rimanere in piedi? E invece no, lui addirittura riuscì nel 1980, in tempi quindi non sospetti, il ponte di Genova aveva già cominciato ad avere il fiato corto, a ricevere una laurea Honoris causa dalla Technische Universität München (la città del celeberrimo Deutsches Museum , il sacrario della tecnica) per aver disegnato ponti che sarebbero infallibilmente, ma imprevedibilmente (e qui sta la sua massima genialità) crollati .
non dimentichiamoci cosa sono questi 4 stralli applicati ad ogni pilone. sono tensori. messi in tensione reggono la campata nella loro area + fragile cioè al centro, nel punto + lontano dal sostegno di un pilone, (piloni che poi reggono tutto). Gli stralli vanno a due a due. se uno si rompe la strada dal lato della rottura non ha sostegno centrale e si abbassa. dall'altro lato stradale inveceil tensore è libero di applicare tutta la sua forza senza controbilanciamento del gemello che si è rotto, quindi il piano stradale si alza. in pochi secondi il piano stradale passa da 180° a 90° e scivola giù.
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