user146073
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 14:34
Salgado, stampare o non stampare (mi ricorda qualcosa), smartphone -. Voglio raccontare una breve storia. L'altro giorno mi trovavo in uno studio fotografico per stampare alcune foto quando notavo un signore dall'apparente età di 45 anni piangere con lacrime. Stupito, osservavo ed ascoltavo in silenzio; dalla discussione ho capito che il signore in questione, per rottura disco rigido pc, aveva perso tutte le foto dei figli da 0 a 13 anni e così pure tutte le altre immagini. Non è finita, nella schiera dei mie conoscenti ed amici, so per certo di altre 6 persone che hanno perso tutte le foto di periodi abbastanza lunghi (anni) per motivi diversi. Stendiamo un velo pietoso su quelli che usano solo e sempre smartphone, perdere immagini è la norma. Unica costante in tutti questi casi: gli attori non erano appassionati di fotografia. Ora qualcuno di voi penserà: A me non può succedere ho più copie in più supporti e bla, bla, bla-. Va bene lo prendo per buono, ma una personale opinione la voglio esprimere e con forza: a) Chi non stampa (anche 1 su 24) indipendentemente dal mezzo usato non è appassionato -. b) Non è sicuramente un buon fotografo -. c) Non sa fotografare -. d) Non imparerà mai -. Vogliate gradire un antico modo di salutare ancora valido "Salute e vita" |
user90373
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 14:37
@ MatteoGroppi “ non c'è nulla che non sia chiaro, ci sono solo lavori che hanno senso, hanno una coerenza e sono validi e ci sono immagini vuote, ci sono belle foto e schifezze, tutto qua „ Non sarei così categorico, o almeno non lo sarei fino a quando non diventi ineluttabile la distinzione fra immagini valide o vuote, belle o schifintose, al netto di soggettivismo e/o asservitismo. |
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 14:42
io non sono categorico, forse non leggi perchè fino ad ora sei tu che cerchi una risposta chiara univoca e categorica, poi se non vuoi leggere ma rigirare frittata accomodati, gioco è finito quello che c'era da dire è detto, anche perchè l'assolutismo porta solo a stagnazione e non a evoluzione |
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 14:49
E' interessante il parere di Salgado in quanto tale,fotografo conoscitore della fotografia e l'ultimo libro è andato molto bene. Nel rispondere brevemente alle domande ,pare riferisi ad alcuni aspetti dell'uso del mezzo,che possono essere molto spesso reali e confutabili,poi traspare una critica nemmeno tanto velata orientata in altre direzioni.Se non pensasse cosi',non potrebbe essere altrimenti,ma è stato suggerito poco tempo fa un bel film che forse fa capire un po' di piu' l'uomo nel suo lavoro. Avrebbe potuto intevernire nella discussione il fotografo di trent'anni fa, per raccontarci la sua esperienza in proposito. Curiosamente la fila di quelli che fanno rima con visti cresce e cresce....senza aver sfiorato mai alcune tematiche. |
user90373
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 14:54
@ MatteoGroppi Non ho letto tutto perchè al momento della mia risposta era stata scritta solo la parte quotata. In ogni caso alla domanda rispondo:- " Gardin e niente messe in scena " senza per questo sentirmi ne assolutista e nemmeno stagnante. Buona evoluzione. |
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 14:59
“ senza per questo sentirmi ne assolutista e nemmeno stagnante „ ma pensando di avere ragione e mettendo tutti questi giri di parole solo per arrivare qui, potete vederla come volete, ma la scelta giusta è come la vedo io, basta dirlo chiaro da subito senza troppe discussioni. Nessuno potrà dirti che hai torto a pensarla così o che sbagli a seguire una certa strada, il problema è quando cerchi di convincere gli altri che la loro scelta è sbagliata perchè banalmente non è così |
user90373
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 15:40
Chiedo scusa per le intemperanze ma, forse travisandone il reale messaggio, certi interventi sembrano quasi voler convicere quale sia la scelta corretta che, logicamente, non è mai quella di chi ha scelto diversamente; credo sia normale, nessuno si impegolerebbe in una discussione consapevole di aver optato per la scelta "non giusta". |
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 16:14
Ma non è una questione di corretto o meno. Qua è un pensiero di una persona che la vede nel suo modo, coerente con il suo lavoro, ecc., insomma la vede così. Ma è personale, come dice Matteo sopra altrimenti diventa arduo allora tra dire "è giusto gardin o crewdson". Ad esempio io concordo sulla stampa fino ad un certo punto, poi diventa un discorso sensato ma si parla del sesso degli angeli, e i motivi li ho elencati più volte prima. Chi ha ragione? L'importante è avere idee proprie, non altrui e men che meno dogmi. Una mente aperta insomma. |
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inviato il 05 Giugno 2018 ore 16:19
"non c'è nulla che non sia chiaro, ci sono solo lavori che hanno senso, hanno una coerenza e sono validi e ci sono immagini vuote, ci sono belle foto e schifezze, tutto qua, non esiste nessun segreto, nessuna grande verità nascosta. Ma se la pensi diversamente chi ha ragione tra Gardin e LaChapelle? o tra chi sceglie solo il BN e chi vive solo di colore, tra quelli che mettono in scena come Wall o Crewdson o tra chi cerca di essere invisibile tra la gente"... più chiaro di così!!! |
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inviato il 06 Giugno 2018 ore 9:46
“ E' un po forte quando dici:" Certo se poi guardiamo la media delle foto che popolano i social sono d'accordo anche io che sia quasi tutta immondizia..." Ci sono foto eccezionali, bellissime, belle, mediocri,esagerate e ....; ma immondizia non ne vedo. „ Vero sono stato un po' brusco. Semplificando la rivoluzione digitale di eliminare l'aspetto "editoriale" e della "meritocrazia" ha portato obiettivamente alla mediocrità delle proposte. Che questa anarchia possa avere degli aspetti stimolanti sono anche d'accordo. Esempio: qui su Juza. Gli Editor's Picks, scelti con criterio da una singola persona sono mediamente a un livello superiore delle altre gallerie. Ma è indubbio (o no?) che siano più "stimolanti" le altre gallerie proprio per la loro varietà. E chi sa rastrellare trova foto magari imperfette ma più "interessanti" e che contengono, anche involontariamente, idee nuove. Ma questo è un mio pensiero e c'entra solo in parte col discorso, forse più interessante che fa Salgado. Salgado sta dicendo che il medium influenza non solo la qualità ma soprattutto il tipo di proposta. Ad esempio la stessa persona può fare un certo tipo di foto con la reflex e poi un selfie istantaneo da proporre su fb. E ci sta dicendo questa non è fotografia è altro, è comunicazione. Un po' ha ragione, ma, secondo me... 1) A priori, non ci vedo nulla di male. Come diceva Ironluke non si può pretendere che uno scrivi un romanzo su un post-it. E non credo che scrivere post-it escluda la possibilità di scrivere un buon romanzo. Ovvero pubblicare un selfie su fb non impedisce da vincere il Pulitzer per il giornalismo. E soprattutto... 2) Non tutte le immagini docial hanno un contenuto "fotografico" significativo. Specie se la "qualità fotografica" non è la "priorità" di un medium come il cellulare .Ma la "Fotografia" sfrutta i nuovi linguaggi che si vengono a creare inglobandoli ed evolvendosi (dove evolversi ha un significato "neutro"). Molti fotografi (bravi) che usano Instagram in modo consapevole e oserei dire "fotografico". La fotografia si è evoluta dai primi dagherrotipi. Mi sembra assurdo far finta che rimarrà sempre quella che conosciamo oggi. Una spinta al mutamento sta avvenendo proprio dai social. Inutile avere la puzza sotto il naso. Non serve a niente. E se ci pensiamo la fotografia popolare è stata quella che ha permesso di rompere dai primi fotografi pittorialisti, che ha aperto la strada all'uso del colore ecc. D'altra parte lo stesso Dante per la sua Commedia ha usato il dialetto toscano... Poi siamo tutti d'accordo che i nomi che si ricordano sono quelli dei grandi che hanno sintetizzato ed elevato ad "arte" questi elementi presenti nella vernacular photography. Che a volte erano persino dei veri e propri errori. In autori come Friedlander diventa quasi un marchio di fabbrica (impensabile credere che Friedlander non sia stato almeno indirettamente influenzato da qualche foto amatoriale dove l'ombra era presente). Allo stesso modo oggi, per fare un esempio, un bravo fotografo potrebbe sfruttare in maniera intelligente l'uso del selfie, invece di demonizzarlo a priori... Ovviamente nessuno costringe Salgado a pubblicare snapshot su Instagram. E i suo lavori sono sempre eccezionali. L'uso della fotografia come memoria continuerà ad avere sempre senso. Ma ecco, non lo prenderei come riferimento assoluto per capire dove andremo a parare... |
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inviato il 06 Giugno 2018 ore 13:04
Opisso da un lato condivido dall'altro la penso un po' maniera diversa. Instagram ad esempio è nato per condividere le foto fatte con i cellulari e pubblicate in tempo reale per condividere con amici o con chi voglia vederle. Fin quì concordo in pieno con Salgado. Non è più così. Sui social oggigiorno c'è di tutto e molte immagini sono fatte con fotocamere e spesso foto d'archivio. Non ho visto l'intervista a quando risale per cui se è attuale non condivido. I tempi cambiano e anche i punti di vista. Per la qualità delle immagini c'è di tutto da quelli molto bravi a quelli che scattano a caso. I like?...non hanno nessun valore se il tuo intento non è commerciale. |
user146073
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inviato il 06 Giugno 2018 ore 15:35
Oggi abbiamo sganciato la libertà di pensiero dal confronto e verifica con la realtà concreta. L'abbiamo trasformata in opinione, arbitrio cosicché ognuno pensa di poter giudicare e sentenziare su qualsiasi cosa. Non è cosi. L'opinione di Salgado, e di altri come lui che della fotografia ne hanno fatto una professione ed una attività in cui realizzarsi, vale più di tante opinioni di appassionati, cultori e tuttologi; rimanendo noi coscienti che non sono né depositari della verità né sempre nel giusto. Per Salgado poi, se ho letto bene l'intervista, la fotografia può assolvere almeno a tre funzioni: a) memoria - b) documentare/denunciare - c) comunicare |
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inviato il 06 Giugno 2018 ore 20:07
"Per Salgado poi, se ho letto bene l'intervista, la fotografia può assolvere almeno a tre funzioni: a) memoria - b) documentare/denunciare - c) comunicare"...fin qui condivido, non sono d'accordo sul fatto che se una foto sia stata realizzata con uno smartphone non possa comunicare/denunciare/comunicare. Ok lui è Salgado io un Pinko pallino qualunque, ma questo non vuol dire che non posso esprimere una mia opinione |
user90373
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inviato il 06 Giugno 2018 ore 23:02
A nessuno è passato per l'anticamera del cervello che forse, e ripeto forse, Salgado è diventato Salgado proprio perchè consapevole che quel suo certo modo di intendere la fotografia era l'unico percorribile per ottenere quel tipo di risultati? Visti i quali, mi sento di affermare si tratti di un modo tutto sommato corretto. Che poi non abbia valenza universale ci sta anche. |
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inviato il 06 Giugno 2018 ore 23:52
Ettore+1, Vincenzo (senza offesa) guardando i lavori di Salgado confronto ai tuoi e di qualcuno che non ha foto ma ha commentato in modo xx Salgado, forse mi faccio influenzare? |
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