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Il mondo degli spiriti esiste davvero ?


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user117231
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inviato il 01 Maggio 2018 ore 17:05    

Caro Heisemberg..
se solo accettassi la tua provocazione gratuita,
finirei per essere come te.
Ma non siamo fatti della stessa sostanza. Cool

user86191
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inviato il 01 Maggio 2018 ore 17:08    

Gattone fai fatica a credere che ci siano pianeti oltre al nostro sistema solare, ma questo e il minimo sindacale MrGreen

molto probabilmente oltre al nostro universo c'é ne sono infiniti

user117231
avatar
inviato il 01 Maggio 2018 ore 17:09    

È più facile che non ci sia proprio nulla..
fuori da tutto quello che crediamo esserci.
Ma è molto difficile razionalizzare..

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2018 ore 17:37    

Tutte le osservazioni "scientifiche" relative al cosmo, sono filtrate da quello che umanamente vediamo..

se l'utilizzo della tecnologia e degli strumenti vuoi inserirli nell'ambito dell'umano l'asserzione è corretta.

Felix era uno che a scuola non ha mai scritto nulla di suo pugno, copiava sempre. La tragedia erano i temi. scriveva, scriveva, ma non c'erano dentro contenuti.

comunque anche qui adesso, dopo tanti anni a farsi aiutare. uffa.

Gli spiriti esistono? prima di tutto bisognerebbe definire cosa è uno spirito, che ne dite?
Vogliamo asserire che lo/gli spiriti sono quella parte animante che riesce a superare la carnalità, quindi può evaderla sia da vivi sia da morti?
vi piace come definizione?
Beh, in quel caso si, gli spiriti esistono, ma a mia opinione è molto, ma molto differente rispetto a come molti credono, ma soprattutto rispetto a come piace loro credere.
Si, perchè una delle cose che ci caglia, talmente bene da renderci vivi, un po' come si forma il burro nel latte munto, è il nostro smisurato ego.
Il fatto stesso di esistere sotto forma carnale per lo più è il risultato di una certa ignoranza associata al nostro smisurato ego, ego che anch'esso dell'ignoranza fa parte.

Proviamo a fare 3 respiri profondi adesso, prima di riflettere su queste domande.
1) Ti chiedo "chi è l'ente? la formica o il formicaio? rifletti attentamente prima di risponderti.
2) pensa per favore agli antichi romani, usi e costumi, e pensa anche agli antichi greci. Fallo per favore, e tra poco adremo avanti.
Chiedo scusa per averti sottoposto a questi 2 esercizi mentali, ma adesso se ti sei fermato a riflettere hai più elementi per comprendere quanto segue.
Normalmente abbiamo attitudine a definire IO come IO, assoluto e determinato, da cui deriva probabilmente anche la desinenza di dio.
Si tratta di qualcosa determinato, con contorni precisi, si tratta del nostro io, di noi stessi, indiscutibilmente a bordi netti.
Tuttavia se pensiamo al senso ed al valore di quello che possa essere entità, definito come ente, è piuttosto azzardato andare a definire ente una formica.
La formica di per sè è addirittura sterile, operaia o guerriera, per il ruolo cui è stata deputata. eppure è fondamentale per tutta la colonia, si impegna smisuratamente a sostegno di tutte le sue sorelle. Di fatto la formica in sè è quesi priva di significato, ha senso come ente il formicaio.
Tale considerazione è nota sia tra gli scienziati che si occupano di esobiologia, sia agli scrittori di fantascienza che hanno scritto di extraterrestri significanti solo in quanto comunità, e praticamente irrilevanti singolarmente.
Ma passiamo agli antichi romani, o agli antichi greci. Quando hai pensato loro hai fatto un immediato sunto di tutte le tue conoscenze atte ad identificare quel/quei popoli lontani nel tempo, ormai non più esistenti.
Nessun problema quindi ad identificare qualcosa che percepiamo come lontano da noi in modo collettivo, in una struttura d'insieme, come comunità interdipendente.
Di fatto l'importante è che a quella considerazione massificante riguardi qualcun altro e non altri. Detta alla Alberto Sordi " perchè io so io e voi non siete un czzo "
Tutto questo per arrivare ad avere una considerazione più realistica sia di noi stessi, sia dell'universo, sia dell'anima o dello spirito.
Il nostro raggrupparsi in un ente è determinato da un processo di sviluppo che va per esperienze successive. Nessuno denota alcun problema se il giorno muore tutti i giorni e risorge all'indomani, ma che questo possa accadere nell'incedere della vita crea problemi, problemi ovviamente derivanti come al solito dal nostro ego e qui si potrebbe ricitare Sordi.
Quindi non abbiamo alcun problema a determinare la goccia come la forma costituente il fiume o il fiume come un insieme di gocce.
Ma noi no, noi non siamo gli antichi romani, noi non siamo la formica.
IO so IO. MrGreen
Per starnutire occorre un attimo, lavarsi occorre un tempo maggiore, per fare una gestazione occorrono 9 mesi, per apprendere una competenza complessa possono necessitare 1O o 2O anni di studio ed esperienza specializzata. Per fare altre cose, serve tutta la vita e per farne altre una vita non è sufficiente.
il nostro spirito è fortemente egoistico solo per il tempo necessario alla struttura vitale, perchè ovviamente non è ancora sufficientemente progredito per abbandonare totalmente l'atto egoistico dell'autocelebrazione.
Per potersi liberare alla forma finale, che poi sarebbe quella normale, priva di confini, si deve accedere al passo in cui i confini sono percepiti per quello che sono realmente ovvero un'illusione che fa parte della struttura nella forma vitale, così importante e necessaria per poter accedere al livello successivo.

user117231
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inviato il 01 Maggio 2018 ore 17:39    

Ooo..puoi sintetizzare in una frase ?
Credo che il maestro Eisenberg possa essere andato in confusione. ;-)

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2018 ore 17:46    

purtroppo posso sintetizzare abbastanza da rendere il tutto incomprensibile.
Si,
gli spiriti esistono, ma sono una derivazione dei nostri limiti, perchè nella forma nobile gli spiriti non hanno motivo d'esistere in quanto non sono addensati in sè stessi ma sono estesi universalmente.

in pratica sono estensione della nosta pochezza, sono ombra o specchio di noi stessi, non sono il superamento di un traguardo ma solo l'ombra del noto e comune.

user117231
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inviato il 01 Maggio 2018 ore 17:47    

E secondo me.....no.
Troppo filosofica.
Credo sia più terra terra.
Chissà cosa ne pensa Eisenberg...

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2018 ore 18:59    

Io ci credo. Mio nonno dopo la morte per circa 2 anni ha mandato dei messaggi abbastanza chiari. Non so cosa sia uno spirito, credo qualcosa di diverso da quello che passa la chiesa. Probabilmente dopo la morte resta ancora la nostra energia e anche su questo non ho idea se sia eterna o semplicemente una scia che lentamente si spegne. Per quanto riguarda mio nonno fece capire che più passava il tempo più faceva fatica ad interagire con il mondo materiale.

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2018 ore 19:02    

Facip, è normale, ma due anni sono un po' tanti. poi può anche essere.
sicuri di non aver voluto interpretare le cose in quel modo?

user117231
avatar
inviato il 01 Maggio 2018 ore 19:04    

Tuo nonno probabilmente faceva sempre più fatica ad interagire con il nostro mondo,
perchè si stava lentamente avvicinando all'altro.
Non tutti vanno via subito,
alcuni restano, perchè sono confusi, perchè hanno cose da risolvere o chissà per quale altro motivo.
Qualcuno fa a tempo a passare a dare l'ultimo saluto a sua madre.

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2018 ore 19:06    

Felix, ti sei vista tutta la serie di The Librarians ?

user117231
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inviato il 01 Maggio 2018 ore 19:10    

Troppo infantile. Io sono per cose come THE OTHERS...
ma ho un consiglio per chi non crede,
provate a passare una notte, da soli, in alcuni posti dove succedono certe cose inspiegabili...
alla mattina dopo, crederete. Cool

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2018 ore 19:11    

Dammi qualche indicazione di questi luoghi. Ci sono su Google Maps?

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2018 ore 19:12    

Il problema è che, indipendentemente dal fatto che la loro esistenza sia reale o meno, tutto ciò che possiamo pensare degli spiriti è solo frutto di speculazioni filosofiche (cioè frutto del pensiero umano), non di vera conoscenza, quindi ogni descrizione che ne viene fatta finisce per avere il medesimo valore, che sia quella buddista, cristiana o delle religioni degli indiani d'America (o persino di chi non ci crede). L'unica effettiva verità su cosa ci possa essere o non essere dopo la morte è che non potremo mai saperlo finché saremo in vita, e se per caso non dovesse esserci nulla, come sostengono gli atei, non lo sapremo nemmeno dopo morti perché in quel caso non esisteremo più e non avremo più percezione di nulla.
Una volta raggiunta l'età adulta ed esaminato con un minimo di onestà il nostro rapporto con la vita, tutto ciò in cui il credente dice di credere è frutto solo di quello in cui LUI vuole credere, così come il fatto di non credere è solo frutto della volontà dell'ateo di non credere, e probabilmente l'unico modo di affrontare onestamente la vita è quello di rimanere coerenti fino in fondo con ciò in cui crediamo o non crediamo.

avatarsenior
inviato il 01 Maggio 2018 ore 19:14    

Di episodi ce ne sono stati diversi racconto quello per me più significativo. A fine ottobre mia mamma sogna il nonno morto l'estate prima e mi dice che nel sogno continuava a dirgli di andare nella casa di montagna che si trova a circa 800 metri da dove è sepolto e che la luce blu. Mi alzo Vado in cucina e trovo tra le candele che avevo sul mobile quella blu accesa. Ero solo in casa e la candela era consumata pochissimo. Peraltro la sera prima non avevo acceso nessuna candela. Vado in montagna con mia mamma ed al ritorno dal cimitero quando tocco la maniglia della porta di casa la radio in sala si accende al massimo volume. Una radio anni 70 con pulsanti meccanici. La radio si è accesa proprio al momento in cui ho toccato la porta perché il volume era fortissimo e si sentiva fin dalla strada. Quando ho spento la radio mi sono accorto che era partita anche quella al piano inferiore.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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