user14286
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 13:23
L' amicizia è una malattìa: gli amici servono a formare gli anticorpi anti-amicizia. ci sei quasi. |
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 14:29
“ L' amicizia è una malattìa: gli amici servono a formare gli anticorpi anti-amicizia. „ Lucida analisi molto realista. |
user117231
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 14:38
Per nulla d'accordo. |
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 15:13
"Esistono amici a lavoro?" +1 per Vangogh. Spero che mi abbia sentito |
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 15:35
Posso suggerire di leggere questo libro ? L'Arte dell'egoismo - di David Seabury - Edizioni l'Astrolabio E' illuminante perché analizza con molta cura il perché dei nostri e altrui comportamenti. Evita delusioni e fa comprendere (anche nel senso di accettazione) perché tradiamo e siamo traditi. |
user14286
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 19:22
“ Per nulla d'accordo. „ Ottimo. Continua a prendere bastonate sui denti. |
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 19:28
Rimane comunque il fatto che l'uomo non è un animale solitario, come l'orso; il 99% delle persone non riuscirebbe a vivere in isolamento dagli altri esseri umani senza dare di matto dopo un po', ed è difficile pensare che questo sia solo per il bisogno di dare sfogo al proprio opportunismo (che poi, l'orso sa essere opportunista come pochi, anche se è un animale solitario) |
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 19:29
Cesare ammetto di non conoscere il libro. Se posso la mia interpretazione è che : 1. Quando si subisce un tradimento è perché è quello di cui avevamo bisogno 2. Quando lo facciamo è per dare sfogo ai nostri processi vendicativi. In ogni caso io ho Amici con la A maiuscola. Pochi, ma esistono. Gli altri sono nel calderone dei conoscenti. A questi ultimi mai affiderei un segreto da non rivelare, sarebbe un suicidio annunciato |
user14286
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 20:45
“ Rimane comunque il fatto che l'uomo non è un animale solitario „ è vero. ma il dramma è che è geneticamente incapace di gestire le relazioni che tenta contraddittoriamente di costruire (in molti casi con risultati psicopatologici). E' un limite di natura, come il non poter volare, o respirare sott' acqua... Semplicemente "non è fatto per". |
user117231
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 20:58
Solitario non so, non credo...animale si... tradire una amicizia è da bestie. |
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inviato il 29 Marzo 2018 ore 21:48
“ ma il dramma è che è geneticamente incapace di gestire le relazioni che tenta contraddittoriamente di costruire (in molti casi con risultati psicopatologici). E' un limite di natura, come il non poter volare, o respirare sott' acqua... Semplicemente "non è fatto per". „ O forse la società che l'essere umano ha costruito non è a sua misura. La dimensione umana ideale è il villaggio di 70/80 abitanti, relazioni semplici, nessuna competizione tra membri della stessa comunità, molta collaborazione, poco o nessuno spazio per la genesi di fatti "segreti". Io credo, che l'essere umano, con la nascita delle civiltà organizzate, si sia trovato in una situazione di ipersocializzazione che esonda le sue esigenze fisiologiche, e che le varie figure mitologiche come l'amore o l'amicizia, con tanto di copiosa letteratura a tema, siano lo specchietto per le allodole affinché le persone continuino docilmente a far girare la ruota della società senza messe in discussione, tanto alla fine il premio dell'amicizia o dell'amore esiste, se non l'abbiamo trovato arriverà, è questione di tempo, e colorerà la nostra vita con tonalità sgargianti. Quando ci si rende conto dell'inganno è troppo tardi, non si può tornare indietro, le nostre scelte irreversibili le abbiamo fatte (ed ecco altra copiosa letteratura secondo la quale cambiare si può sempre, basta coraggio, basta volerlo). Tutto per rendere alle masse più sopportabile il girare la ruota del criceto a benficio di chi sta all'apice della piramide sociale che fonda il suo potere sulla schiavitù altrui. |
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inviato il 30 Marzo 2018 ore 7:49
Valentina : il libro è stato edito nel 1966 e non so se è ancora possibile trovarlo. Io l'ho catalogato nei miei ex-libris quindi l'ho ancora , ma non so dove visto che dopo il trasloco di una decina d'anni fa, ho ancora in cantina degli scatoloni con libri perché in casa ho meno spazio di prima.. Io l'ho letto un paio di volte e ricordo bene che , malgrado il titolo, non è un elogio dell'egoismo , è solo un'analisi del perché noi privilegiamo noi stessi nei rapporti con gli altri. L'autore considera normale questo comportamento che ha a che fare con l'ancestrale istinto di sopravvivenza. Quindi per tornare all'argomento di questo thread il tradire un amico (o essere traditi) è solo prendere atto che noi siamo al centro della nostra vita e cerchiamo sempre di fare scelte che vanno a nostro vantaggio. Cinismo ? Forse |
user117231
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inviato il 30 Marzo 2018 ore 8:15
E allora io sono un'eccezione. Perchè non ci riesco... |
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inviato il 30 Marzo 2018 ore 8:15
Non è cinismo, è una realtà, ma attuale, non innata. Cerco di spiegarmi meglio: l'istinto di sopravvivenza e la ricerca del vantaggio personale sono effettivamente innati in ciascun individuo di tutte le specie viventi, ma l'uomo non è fatto per autogestirsi in piena solitudine come accade per le specie di animali non sociali (facevo l'esempio dell'orso), e qui entra in gioco l'aspetto della dimensione del sistema sociale (a cui faceva riferimento anche Connectionrefused); in sistemi sociali molto piccoli è preponderante l'aspetto mutualistico proprio per il fatto che il gruppo è strettamente sufficiente a colmare le lacune della capacità di autogestione del singolo e quindi, se i numeri rimangono piccoli, per sopravvivere tutti hanno bisogno di tutti. Se poi il piccolo gruppo sociale è composto su basi parentali, anche l'altruismo sarà espresso in grado elevato, perché comunque funzionale alla conservazione del patrimonio genetico familiare. Non appena i gruppi sociali si allargano oltre la soglia del mutualismo obbligato, ecco che inizia a prendere il sopravvento l'opportunismo, fino a sfociare nell'egoismo vero e proprio, perché comunque i pochi "compagni" che mi servono per sopravvivere li trovo con facilità e, anzi, con ancor maggiore facilità li posso cambiare all'occorrenza e in base alle difficoltà che devo affrontare; tutti gli altri diventano solo pericolosi concorrenti. Tuttavia il fatto è che ci rimane la natura (questa si ancestrale) di animali sociali che ci fa comunque percepire come eticamente negativo il comportamento troppo opportunistico, fino a produrci i sensi di colpa quando siamo noi a mettere in atto quel comportamento, sia pure sotto la spinta dell'intero sistema sociale moderno. |
user117231
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inviato il 30 Marzo 2018 ore 8:18
Penso che a breve perderò il lavoro, in funzione degli ultimi cambiamenti che hanno di fatto spostato tantissimi equilibri. E succederà perchè non sono capace di " calpestare " gli altri. Non è una cosa che mi appartiene. Ma preferisco così e non vedo l'ora di tirarmi fuori. Ormai non ho più la serenità che un qualsiasi dipendente al lavoro dovrebbe avere... |
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