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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 8:26
“ Bresson non usava mettere in posa i suoi personaggi ma preferiva fotografarli nei momenti più inaspettati per cogliere la loro naturalezza. „ Continua pure a credere agli UFO, ma intanto Labirint ha espresso il mio stesso concetto in modo migliore “ è prassi trovare un luogo che funziona e dove presumibilmente succederà qualcosa e aspettare l'avvenimento. „ così come lascia trapelare il fatto che questa prassi sia diventata pura e semplice Accademia quando afferma che “ spesso si è rimasti all'attimo senza aver aggiunto nulla „ |
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 9:38
Su Bresson... difficile dire dove finisce la verità e inizia il mito ma ricordo una dichiarazione di Scianna in cui diceva che mentre lui, pur documentando, faceva spostare i soggetti in punti con luce migliore Bresson si rifiutava persino di intervenire dando indicazioni... Inoltre sono d'accordo con Labitint quando dice “ spesso si è rimasti all'attimo senza aver aggiunto nulla „ . Ma questa non è un'eredità di Bresson. Le sue foto sono si formalmente ineccepibili ma spesso hanno anche contenuti che raccontano. Lui diceva chiaramente di allineare occhio testa e cuore. Se noi siamo rimasti solo all'occhio la colpa è soprattutto "nostra"... Torno di nuovo sul digitale/analogico. Credo che alla fine l'aspetto della resa sia, per un amatore, abbastanza secondario rispetto ad altri. Credo conti di più l'approccio. Da una parte più immediato, dall'altra più riflessivo. Da una parte più tecnologico dall'altro più artigianale. Personalmente la scelta del digitale è dovuto a motivi di tempo, praticità e "stile". Il pensare che, digitale o meno, avrei un miglioramento fotografico passando a sistemi con resa "migliore"... per me la resa attuale del mio mezzo fotografico va ben oltre le mie capacità. Oppure che passando a un sistema più riflessivo affinerei le capacità... Boh, dipende anche dalle persone. Io sono più propenso a scattare istintivamente... Credo che il passaggio dell'analogico mi aiuterebbe a limitare il numero di scatti "a caso" e a riflettere maggiormente ma non migliorerebbe automaticamente la qualità delle mie foto. Mentre trovo un aiuto maggiore nello scattare sempre nella stessa zona e poi rivedendomi gli scatti e capendo come correggere il tiro. Sulla resa, ripeto... tutto è migliorabile ma per le mie necessità di "allenamento" fotografico è più che sufficiente. Il problema principale delle mie foto sono io. Così come se sono un brocco a pallone il problema non è delle scarpe di fascia media... Questo per dire che secondo l'avvento del digitale non ha automaticamente abbassato il livello di chi cerca con impegno e costanza di migliorarsi . Ha "semplicemente" introdotto nuove categorie di fotografi e aumentato la visibilità in maniera indiscriminata e slegata dalle capacità... Poi che sia diventato un monopolio e che la scelta non sia più alla pari ma "drogata" dal mercato posso essere anche d'accordo... |
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 10:22
“ Questo per dire che secondo l'avvento del digitale non ha automaticamente abbassato il livello di chi cerca con impegno e costanza di migliorarsi . Ha "semplicemente" introdotto nuove categorie di fotografi e aumentato la visibilità in maniera indiscriminata e slegata dalle capacità... „ Concordo in pieno |
user90373
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 10:25
Alla terza domanda personalmente mi sento di rispondere che no, non riesco a cambiar sistema senza modificare il "modus". Un sistema lo ritengo indirizzato alla stampa, l'altro mi vien più spontaneo associarlo alla "condivisione" virtuale. Quando mi carico a pellicola, penso già all'impegno della stampa e a cosa andrà ad aggiungere a quelle già esistenti, dove potrà inserirsi nel flusso precedente e/o se sarà foriera di nuovi percorsi, la "riflessione" pre-scatto riguarda più questo aspetto, gli altri, tempi, diaframmi, composizione mi vengono quasi automatici e, al momento del click, il mio unico pensiero sarà:- "E di questa cosa me ne faccio?". Tutte queste "pippe" quando inserisco l'SD non me le creo e vado più spensierato, le riflessioni sul "cosa farne" le rimando a dopo lo scatto. Questo succede nel mio orticello e non pretendo vada oltre la recinzione. |
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 10:36
Credo che la resa sia, per un amatore, abbastanza secondario rispetto ad altri. Credo conti di più l'approccio. Da una parte più immediato, dall'altra più riflessivo. Da una parte più tecnologico dall'altro più artigianale. Personalmente la scelta del digitale è dovuto a motivi di tempo, praticità e "stile". Opisso quoto queste parole |
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 11:19
Ribaltando il concetto fondamentale della domanda n. 3 (da mantenere il vecchio ad abbandonarlo, almeno per il momento) si può ugualmente tentare una riflessione che implica il fatto di esserci "nati" col sistema della pellicola. Io, ad esempio, mi trovo bene col passaggio al digitale, ma non riesco a considerare l'idea di finalizzare le mie foto prevalentemente verso la condivisione "virtuale": in parte perché continuo a considerare la stampa come il traguardo di qualità più elevata, indipendentemente dalle differenze tra stampa analogica o digitale, in parte perché la visualizzazione a monitor mi pare comunque "castrante" per un file che sia appena più grande di 2 Mp nativi. Non ne faccio quindi un problema di maggiore o minore "socialità" del sistema di fruizione, ma di maggiore o minore rapporto tra condivisibilità/fruibilità e qualità dell'immagine finale (indipendentemente dal fatto di non essere decisamente un maestro della fotografia), dove attribuisco tuttora un'importanza rilevante alla qualità dell'immagine |
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 16:42
Intanto io oggi me ne sono andato a spasso in zona Malles con la mia IIIf a godere della pellicola, sto tornando a casa e sviluppo questa sera stessa. Domani può essere già nell'imgranditore o nello scanner, a secondo di quello che mi va |
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 16:48
1 si 2 si 3 no |
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 17:13
Sintetico |
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inviato il 25 Ottobre 2017 ore 20:43
Bene dopo due post lunghissimi e costruttivi vorrei fare una considerazione, il discorso rapidità del digitale è più teorico che pratico. A dimostrazione dico che io oggi ho fatto un bel giro a piedi fra Sluderno, Glorenza e Malles con la mia IIIf. Rientrato a casa alle 18, alle 19 il rullo era già sviluppato ed alle 20 era già pronto per l'ingranditore volendo ....ecco questo esempio odierno solo per dire che le differenze ci sono, ma sono altre e soprattutto è il gusto personale che fa usare uno o l'altro sistema |
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inviato il 26 Ottobre 2017 ore 8:20
Vero Ivan, alla fine la scelta è e deve rimanere una questione di feeling e di motivazioni personali |
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inviato il 26 Ottobre 2017 ore 13:26
Mi rialaccio al punto 3,non uso piu' la pellicola da tempo,le sensazioni erano diverse anche se il gesto è lo stesso,varia un pò la tecnica.E' qualcosa che è passato e non voglio rovinarlo,delle foto che scatto oggi non mi importa un granchè,la fotografia di oggi non mi piace.Scattata la foto andava solo portata a casa e non c'era quell'altro che poi riaggiusta la foto dopo,poi vota ,è anche giudice, arbitro e scrive pure l'articolo. Non ho lo scanner e devo sostituire la lampada del proiettore,il mio laboratorio ha chiuso passando gestione poi di nuovo hanno aperto un'enoteca.Tenevo almeno un rullino nella borsa o due tre pronti per la giornata. |
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inviato il 26 Ottobre 2017 ore 14:01
“ non c'era quell'altro che poi riaggiusta la foto dopo „ permettimi, ma questo ragionamento non ha logica di essere, significa semplicemente che hai sbagliato foto come la sbagliavi prima, si porta a casa la foto migliore per la post che si vuole fare, o comunque è quello lo scopo, pensare al fotoritocco come qualcosa per correggere gli errori è semplicemente un'interpretazione molto riduttiva e che non descrive quello per cui viene usato da chi davvero fa fotografia |
user90373
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inviato il 26 Ottobre 2017 ore 15:44
L'idea che la maggioranza dei fotoamatori si fa della post-produzione deriva dall'uso che ne fa la maggioranza dei fotoamatori. Come ben sappiamo è solo il "singolo" fotoamatore che la usa per far davvero fotografia, tutti gli altri la usano come la maggioranza dei fotoamatori si è fatta un'idea di usarla, il punto sta nel capire chi è e come la usa quel "singolo". Forse ho detto niente dicendo tutto, o forse ho detto tutto dicendo niente, fra le due.... l'altra. |
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inviato il 26 Ottobre 2017 ore 15:48
è comunque un concetto errato, semplicemente da strumenti in più e diverse applicazioni sono più semplici, ma seriamente parlare della post in questo modo è semplicemente non aver capito che il processo è identico, scatto e sviluppo, prima in camera oscura ora in camera chiara, in modo diverso, con strumenti diversi che hanno quindi anche potenzialità differenti, ma il flusso del lavoro quello è, quindi non è che prima era figo ora invece scatto a ca.zzo e sistemo dopo, se si ragiona così semplicemente si è fuori strada e si fanno foto brutte non a causa del digitale, ma semplicemente per una mancanza di chi fa la foto |
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