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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 9:25
A torino città, per shooting a tema "classico" (non edifici abbandonati etc..) tutta la parte del Valentino partendo dal ponte di corso Dante a Corso Vittorio ha un sacco di posti e colori diversi. Fino a qualche anno fa snobbavo totalmente quella zona, invece ora trovo che si adatti bene al ritratto (ovviamente andando presto di mattino e stando attenti a non andare in mezzo alla folla). Per altre location, ci penso un attimo e ti dico! |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 13:36
“ Raffaele come fai a non averlo guardato „ Lo shooting che abbiamo fatto non metteva in risalto il suo corpo ed era incentrato su altro, quindi anche io mi concentravo di più su una serie di altri elementi. Capita, oh “ Sicuramente quello che ho capito è che non voglio ritrarre modelli o modelle solo per una questione estetica ma ho sentito la necessità di comunicare e raccontare qualcosa attraverso il ritratto e quindi la fotografia anche accompagnando il tutto con le parole e da li vorrei ricominciare. la differenza fra l'ambientato o meno invece penso sia da applicare al contesto, all'idea che abbiamo e a ciò che vogliamo comunicare. „ Questa è la parte più difficile, mi sa, creare dei ritratti che trasmettano qualcosa, oltre alla pura e semplice riproduzione visiva di una scena e/o di un soggetto. Io però sono dell'idea che questo aspetto del ritratto non vada curato subito, ma ci sono altre priorità a cui dare spazio prima, come la tecnica, la post-produzione e l'esperienza di contatto / approccio. Una volta acquisita padronanza di questi mezzi, sarà possibile realizzare dei progetti più complessi, riuscendo così a piegare le conoscenze acquisite per lo scopo di comunicazione che vogliamo ottenere. Questo non significa che bisogna fare ritratti vacui solo per far pratica e migliorare la tecnica, però diciamo che serve di più imparare a padronare mezzi e a piegarli alle nostre volontà, nei primi periodi. Anche facendolo, si può provare a creare qualcosa, e a comunicare, ma non dovrebbe essere lo scopo primario, i primissimi tempi. Mia personalissima opinione, sottolineo. “ Seguendoti anche su altri social, Mi sono accorto che ci metti moltissima cura nelle tue foto, soprattutto nella ritrattistica e il messaggio che viene fuori è proprio quella di una bellezza artistica e non di una bellezza del soggetto fine a se stesso. Il soggetto è "funzionale" al messaggio che vuoi dare. Questa cosa secondo me è difficilissima e un giorno vorrei ottenerla anche io „ Oh, è uno dei complimenti più belli che abbia mai ricevuto.     Grazie! Non è così difficile, è necessaria un po' di sensibilità, una sufficiente comunicazione con il soggetto, un bel po' di esperienza per queste cose (gli inizi sono più complicati per tutto) e, beh, anche un po' di cu*o. Ma ci si arriva senza problemi |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 13:47
Per non fare ritratti banali bisogna osservare la banalità evitando di riprodurla. |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 13:55
@Domenik: “ Per non fare ritratti banali bisogna osservare la banalità evitando di riprodurla „ Cosa si intende per banalità? Una cosa senza valore, facile, vista e rivista, oppure qualche stilema troppo pacchiano e comunque stra-usato, se non abusato, troppa ricercatezza fine a sè stessa. Per evitare la banalità bisognerebbe limitarsi alla sostanza, alla realtà, senza voler strafare, in tutti i sensi. Per il mio gusto personale, una "location" forzata o inappropriata, e/o una PP troppo accentuata portano a diminuire la veridicità, la concretezza, il "vero" che c'è in un ritratto. Lo portano sulla strada appunto della banalità. Il ritratto diventa perfezione formale, ma espressione di un vuoto di sostanza. O peggio ancora, la perfezione formale serve a coprire la mancanza di sostanza. Succede anche che la troppa perfezione possa distrarre dalla sostanza di una foto, cioè da quello che vuole dire, comunicare, trasmettere. Si guarda l'apparenza, si esclama WOW, e non si vede più il resto... Mie opinioni del tutto personali, ovviamente Ciao, Roberto |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 15:22
“ Questa è la parte più difficile, mi sa, creare dei ritratti che trasmettano qualcosa, oltre alla pura e semplice riproduzione visiva di una scena e/o di un soggetto. Io però sono dell'idea che questo aspetto del ritratto non vada curato subito, ma ci sono altre priorità a cui dare spazio prima, come la tecnica, la post-produzione e l'esperienza di contatto / approccio. Una volta acquisita padronanza di questi mezzi, sarà possibile realizzare dei progetti più complessi, riuscendo così a piegare le conoscenze acquisite per lo scopo di comunicazione che vogliamo ottenere. Questo non significa che bisogna fare ritratti vacui solo per far pratica e migliorare la tecnica, però diciamo che serve di più imparare a padronare mezzi e a piegarli alle nostre volontà, nei primi periodi. Anche facendolo, si può provare a creare qualcosa, e a comunicare, ma non dovrebbe essere lo scopo primario, i primissimi tempi. „ Grazie per i consigli, sarebbe carino raggruppare 2 o 3 persone a cui interessa il genere e provare a scattare [negozio 24] uno stesso soggetto. Per confrontarsi sull'approccio, la comunicazione, le luci, le pose. Poi scattare, post produrre e guardare i risultati. Sicuramente di una stessa posa si ricaverebbero foto differenti in base alle caratteristiche del fotografo. |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 15:25
Parliamone, io a Torino sono disponibile! |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 15:27
Un sistema per esercitarsi nel ritratto, in mancanza di soggetti disponibili, potrebbe essere quello di formare gruppetti e ritrarsi a vicenda. Il fotografo diventa soggetto e si fa ritrarre. |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 15:33
In questo periodo purtroppo non ho la possibilità di organizzare qualcosa causa tempo lavoro/famiglia/bimbi piccoli. L'idea mi è venuta un po' di tempo fa guardando un esperimento su un sito straniero e se n'era parlato anche sul forum (non mi ricordo le discussioni). Comunque, Io ho (ri)lanciato l'idea , se qualcuno ha voglia/possibilità di organizzare io farò il possibile per esserci. Altrimenti, per quanto riguarda me, se ne riparla più in là |
user46521
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 16:02
Per me la cosa più importante è il messaggio che vuoi dare e quanto sei in sintonia con il soggetto. Io che sono un caprone con i ritratti, non tanto per la tecnica, anzi ho anche un discreto studio in casa e so usare bene flash e diffusori vari, noto che i più belli che faccio sono sempre ad amici e conoscenti o persone con cui magari ci passo insieme la giornata per vari motivi... È quel feeling particolare tra fotografo e soggetto che rende bella la foto, i bravi ritrattisti riescono a crearlo quasi con chiunque e in qualsiasi situazione. Il resto conta poco... |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 16:06
A mio avviso troppe attrezzature potrebbero mettere a disagio il soggetto. Trovo preferibile riuscire a sfruttare una situazione favorevole con una bella luce naturale, in modo che il feeling che c'è fra fotografo e soggetto non se ne vada in fumo. |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 16:24
@Bfcleojr il mio contributo al topic. Il mio rapporto con la modella si svolge in completa armonia. Si fa una prima uscita per conoscenza, ad esempio andiamo a prendere un caffè o un aperitivo sul lungomare e si chiacchiera del più e del meno inerente al lavoro e non. Si approfitta per scattare anche qualche foto in esterne e poi si conclude la giornata trascorsa a vedere un pò il centro storico di Napoli, nel mio caso, Se la modella dovesse essere di fuori zona. Nel caso è di zona,.......pure. In genere abbiamo feeling dopo breve tempo, tra una chiacchiera risata e l'altra. Poi si decide il giorno per il lavoro vero e proprio da effettuare, e nel caso non sia troppo prossimo, ci si sente un po' sui social. |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 17:37
Fireshoot, faccio lo stesso anche io, preciso preciso, senza le foto al primo incontro |
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inviato il 05 Ottobre 2017 ore 18:26
@Raffaele Franco le foto al primo incontro, le faccio perchè fa più fotografo......ahahaha. Scherzo. Si, porto con me la fotocamera, almeno ci facciamo qualche "selfie" professionale, invece degli smartphone, chiaramente sempre accompagnati da un bel caffè. |
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inviato il 06 Ottobre 2017 ore 9:49
“ Si fa una prima uscita per conoscenza, ad esempio andiamo a prendere un caffè o un aperitivo sul lungomare e si chiacchiera del più e del meno inerente al lavoro e non. „ A Napoli (ed al Sud) forse funziona, a Milano se proponi loro di incontrarsi prima dello shooting come minimo pensano che tu ci voglia provare... |
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inviato il 06 Ottobre 2017 ore 10:25
“ A Napoli (ed al Sud) forse funziona, a Milano se proponi loro di incontrarsi prima dello shooting come minimo pensano che tu ci voglia provare... „ Credimi, per esperienza diretta più e più volte, è l'esatto contrario A Milano, e al centro-nord in generale, le persone sono meno maliziose, e un po' più aperte al dialogo e alla conoscenza. Mi è capitato spesso di dover andare qualche giorno a Milano o a Roma, e di contattare ragazze tramite i social, tra conoscenze indirette e stalking selvaggio ( ), la disponibilità in quei casi è quasi sempre totale, del tipo ci si vede la sera prima, si chiacchiera un paio d'ore, e l'indomani foto. Qui al sud una proposta del genere è solitamente vista come un tentativo di approccio, anche se si tratta di conoscenze dirette, di ragazze che si conosce già! Diciamo che, in parte, una tale diffidenza è giustificata, ogni "nuova" ragazza con cui entro in contatto, per le foto, me ne racconta di tutti i colori sui "fotografi", anche a livelli di molestia e denuncia penale (che in un paio di casi è persino arrivata), ma qui andiamo poi in un discorso diverso e un po' più complicato. Diciamo che avere un portfolio abbastanza ricco e variegato, nonchè farsi "un nome" in ambito locale, aiuta non poco a superare la barriera di diffidenza, sia al sud che al nord, ed è sufficiente essere disponibili a incontrarsi in modo molto easy, lasciando totale libertà di scelta alla ragazza sulle modalità d'incontro, ossia luogo, orari e persone con cui venire. D'altronde, anche se porta il fidanzato o l'amico muscoloso, a voi che importa? Non siete lì per spezzare il ghiaccio e organizzare lo shooting insieme? |
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