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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 7:13
“ con la modica spesa di 7 € per una pellicola PRO „ Più sviluppo, più stampa, per la modica spesa di 1€ ogni volta che si preme il pulsante di scatto Oltretutto, se pensiamo ogni scatto, un rullo da 36 dura molto, il problema è che i rulli professionali tecnicamente non dovrebbero rimanere troppo tempo esposti e non sviluppati, per cui una volta iniziato meglio finirlo nel minor tempo possibile. Ergo, scattare a pellicola è molto, molto costoso. Un rullo ogni tanto lo faccio perché mi piace, ma ogni volta che tiro fuori 30€ per quelle 36 foto stampate metà delle quali finiscono nel cestino, un ripensamento ce l'ho |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 7:39
Basta fare tutto in casa per divertirsi di più e risparmiare TANTO. Un rullo da 36 di hp5 (o fp4), sviluppato, a me viene a costare attualmente intorno ai 5€ (complessivi). |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 7:58
Vero, ma poi lo devi comunque stampare, o scannerizzare, e allora devi spendere altri 2-300€ di scanner Se sviluppi a colori servono bagni termostatati e una buona dose di esperienza, serve comunque tempo e lo spazio in appartamento... C'è poco da fare, il digitale è più facile, più immediato e più economico. È come coi cavalli, una volta ci si spostava a cavallo, l'auto lo ha soppiantato in pieno, è estremamente più comoda, più veloce, più pulita, ma questo non vuoldire che non ci sia più gente che si sposta a cavallo. Sono appassionati, che lo fanno perché trovano sensazioni che l'auto non offre. Stesso con la pellicola, si può scattare a pellicola perché da sensazioni che il digitale non offre, ma non venite a dire che la pellicola è il meglio assoluto e chi scatta in digitale è un ×, perché tra le righe si legge esattamente questo P.S.Anche c.ret.ino mi censura? Chi vede quella x crederà che ho scritto chissà quale offesa |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 8:23
Il costo della stampa va escluso dal calcolo. Non é che il digitale é AUTOSTAMPANTE. E per le foto in digitale basta (e avanza) un telefonino (v. mia gallery ) Anche perché se il digitale non devi stamparlo.... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 8:25
Non ho letto tutta la trafila degli ultimi giorni, perché alla fine si riscrivono cose già scritte in 3d precedenti; però mi soffermo solo su questa affermazione di Puma e su quanto sia ingenua: “ La pellicola é analogica alla realtá e di "discreto" non ha assolutamente niente. „ Come dire che la pellicola registrava la luce "in continuo", il ché è falso. Prendiamo ad esempio una pellicola BN: ciascun granulo di alogenuro d'argento, per poter essere sviluppato con i modi e tempi standard, doveva aver assorbito almeno 4 fotoni (mi pare che anche questo sia un riferimento "numerico"), e questo valeva sia in fase di ripresa (pellicola) che in stampa (carta fotosensibile); ne derivò almeno una tecnica di camera oscura, la Prevelatura, in cui veniva aggiunto (sotto l'ingranditore) un determinato valore di illuminazione generale che consentisse, almeno in fase di stampa, di recuperare il maggior numero possibile di particolari del negativo (almeno sulle aree scure, quelle che in stampa sarebbero risultate alte luci); ma intanto, quello che il negativo non era riuscito a registrare, per il medesimo motivo dei 4 fotoni, non era recuperabile. Se aggiungiamo quanto già scritto da Cigno, che cioè anche la luce agisce per "pacchetti discreti" di energia (e non in modo continuo), ne deriva che teoricamente il miglior modo di sfruttare la luce sarebbe la tecnologia digitale, proprio perché è già pensata per agire secondo una filosofia "numerica" simile a quella della luce. Ma c'è un passaggio nell'articolo citato sul "modus operandi" di Salgado che è una vera chicca: “ Ogni immagine digitale bruta, che a causa dell'ampio intervallo dinamico del sensore si presenta troppo piatta, viene lavorata selettivamente sui toni scuri, su quelli intermedi e sulle luci per darle il rilievo necessario a competere con quello presente nel negativo analogico. „ Significa che, in realtà, ogni immagine digitale è superiore alla relativa pellicola, basta saperla elaborare correttamente |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 8:39
“ Il costo della stampa va escluso dal calcolo. Non é che il digitale é AUTOSTAMPANTE. E per le foto in digitale basta (e avanza) un telefonino (v. mia gallery Cool) „ Hai ragione. In generale però costa di più stampare da pellicola |
user90373
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 8:44
@ Pironman “ C'è poco da fare, il digitale è più facile, più immediato e più economico. „ Sono d'accordo solo su "più immediato" per il resto non è tutto oro ciò che luccica. E' si più facile, finchè non ci si addentra nei meandri di tutte quelle funzioni squisitamente informatiche (in continuo evolversi) atte ad ottenere il meglio dagli strumenti in nostro possesso, a quel punto non tutti hanno le capacità, il tempo e la voglia per correre ed arrivare. E' più economico finchè ci si accontenta dell'immagine a video, se andiamo a stampare il risparmio si riduce. Diciamo anche che la mia LX e l'IFF (ingranditore) molto probabilmente mi seguiranno nella fossa, non so se l'attuale PC, o schermo o modello di fotocamera digitale, o stampante, o hard disck o software saranno in grado di fare altrettanto. |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 9:25
@ Daniele Ferrari Interessante la tua opinione, ma ti aggiorno sui FATTI, giá postati qualche pagina fa... la pellicola di celluloide permette una miglior riproduzione dei colori (ed una maggior profondità degli stessi), oltre a garantire una profondità di campo nelle riprese, che il digitale, per motivi tecnici, non può riprodurre [wikipedia] C'è poco da incaponirsi con un SISTEMA CHE PER MOTIVI TECNICI, NON PUO'.:-P ecco il link ---> it.m.wikipedia.org/wiki/Cinema_digitale |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 9:29
Sì, però non bisogna calcolare solo il costo del singolo scatto analogico, perché è poco realistico. Occorre invece tenere conto dello scarto, che in analogico ha un costo, in digitale no. Non stampo molto, e faccio quasi soltanto diapositive, dunque posso fare un paragone fra i due sistemi: non c'è assolutamente paragone fra i costi. Ogni volta che schiaccio il pulsante, qualunque cosa ne faccia poi, in analogico ho un costo, non piccolo, in base al formato della pellicola. Nel mio caso, scattando principalmente in medio formato, tra costo pellicola, sviluppo, intelaiatura, scarto, anche cercando di contenerlo al massimo con una fotografia molto slow, molto pensata, almeno 3 euro a colpo. E senza ancora aver stampato. Per le stesse operazioni in digitale devo contare al limite il costo dello spazio occupato sull'hd in base alla risoluzione dell'immagine, ma nient'altro. Insomma, l'analogico è uno sfizio, diciamocelo, è tutta una filosofia diversa. Piacevolissima e gratificante. ma mi sembra totalmente inutile fare paragoni. Anche questi discorsi sull'inarrivabilità della pellicola, sono perfettamente ribaltabili in tutti quei casi in cui il digitale è enormemente più prestante, e quindi non hanno senso |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 9:30
“ Dico la mia: il sistema binario sul quale si basa il digitale (tutto) è basato sull'APPROSSIMAZIONE. IMHO, abituati all'audio/alla fotografia/al cinema "analogico" (con tutti i loro limiti), l'approssimazione del digitale non ci fa una bella figura. Anzi „ E invece sbagli. Tutto l'opposto. Arrivato a un certo livello di, come chiami tu, approssimazione il livello x diventa del tutto indistinguibile a livello "sensoriale" dal livello x+1. Per dire riesci a distinguere se la temperatura ambientale è a 21° o a 21,00000000000000001°? Senza contare che questa approssimazione digitale diventa inferiore all'errore che viene introdotto nell'analogico dove due letture di un dato continuo daranno due risultati diversi per il limite di precisione del supporto e dello strumento di lettura. Ovvio che dipende dai limiti tecnologici di elaborazione che permette di aumentare il numero di bit o comunque a migliorare la fedeltà di ricostruzione del segnale. Certo che se il sensore è da 1Mp e per decodificare i colori usi 2 bit sarai limitato. By the way al giorno d'oggi, nella fotografia, probabilmente il limite è più nella tecnologia dei fotositi del sensore che nell'approssimazione (????) digitale dove il limite lo danno probabilmente la risoluzione e il gamut dello schermo (che copre a stento il "profilo" sRGB) e della stampante. In più altro vantaggio del digitale che i dati essendo numeri si possono elaborare. Nell'audio si possono creare sofisticati algoritmi di correzione ambientale. In fotografia si possono correggere distorsioni prospettiche, aumentare nitidezza, diminuire il rumore ecc. Ma lasciando stare la filosofia che c'è dietro al digitale. Nella pratica. Un mp3 a parte essere più comodo si sente peggio di un'audiocassetta analogica? Ma ve lo ricordate tutte le menate dolby B, dolby C per il fruscio, le distorsioni ecc? Una trasmissione televisiva (o radiofonica) digitale, specie se hd, si vede peggio di quelle analogiche con i loro disturbi? Forse all'inizio che squadrettava ma ora? Al cinema la gente si lamenta perché i proiettori digitali non restituiscono i colori della pellicola? Poi ok, qualcuno preferirà il suono vintage dei dischi, la grana della pellicola ma questi sono gusti, abitudini, cultura, non parametri oggettivi di "meglio" e "peggio"... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 9:51
@Leone Giuliano Quoto ogni parola |
user90373
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 9:53
@ Opisso “ Poi ok, qualcuno preferirà il suono vintage dei dischi, la grana della pellicola ma questi sono gusti, abitudini, cultura, non parametri oggettivi di "meglio" e "peggio"... „ La parola magica è "diverso", questo l'unico dato oggettivo! |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 9:54
Bene Opisso, il mix gusti/abitudini c'entra ZERO con la cultura: questa te la fai leggendo, provando, approfondendo, studiando, ricercando, analizzando, confrontando, sperimentando. Conosco bene la tematica, dato che ho passione NON MISURABILE DIGITALMENTE per 2 cose: Audiofilia e Fotografia. Se scrivo che l'analogico (AD OGGI, bada bene) non é superabile, vuol dire che confronti approfonditi, ripetuti infinite volte in svariate condizioni, ricercando e partendo dalla PRESUNTA SUPERIORITÁ DELLA TECNOLOGIA DIGITALE hanno dato "esito negativo". Hai compreso il concetto? Io ero DIGITALISTA CONVINTO (e obbligato, per lavoro) fin dalle prime Mavica di Sony, quando ancora il digitale in fotografia era mediocre. Oggi riconosco che ha fatto passi da gigante che accontentano LA MASSA. Ma l'appassionato/ossessionato dalla Qualitá non rirsce ad accontentarsi... |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 9:59
@Ettore Di sicuro, specie, fra gli appassionati. Poi si può anche "oggettivare" risoluzione, gamma dinamica. rapporto segnale rumore, ecc. Ma ripeto a questo punto il collo di bottiglia sulla "qualità" diventa più, secondo me, la tecnologia del sensore. Tanto per capire cosa intendo... un CMOS e un Foveon danno risultati diversi su colore e rumore. Eppure sono entrambi "digitali" no? |
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inviato il 04 Ottobre 2017 ore 10:03
Puma, a parte che la maggior profondità di campo non dipende da "sensore vs pellicola", ma dalle caratteristiche dell'ottica utilizzata, quella che tu prendi per miglior riproduzione dei colori e maggior profondità degli stessi (e in parte anche la sensazione di maggior profondità di campo), è l'effetto di una "preproduzione" ottenuta dai tecnici delle Case produttrici per ovviare al basso intervallo dinamico "nativo" delle pellicole rispetto al digitale; il fatto che la maggior parte dei fotografi che si dedicano anche alla post non abbia le capacità per utilizzare al meglio il vantaggio del digitale è un altro discorso, ma ho già scritto che anche la pellicola, se sviluppata e stampata senza troppa attenzione, e accorgimenti ad hoc, ha una resa di m...., quindi è una questione di postproduzione antica contro postproduzione moderna. Dici che si salva la Dia? Ma è solo una questione di miglior lavoro di "preproduzione" dei tecnici della pellicola rispetto a quelli che creano le preimpostazioni delle fotocamere digit (tanto, oggi i sw di elaborazione sono alla portata di tutti, quindi si arrangino! - col digitale cambia anche questa filosofia, occorre adeguarsi o rimanere con la pellicola; c'è spazio per tutti) |
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