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inviato il 25 Settembre 2017 ore 14:58
“ Al WPY bisogna obbligatoriamente scrivere le condizioni di scatto, i metodi utilizzati per ottenerlo (esche, pasture)...e persino i passaggi di post-produzione nel dettaglio per poterli verificare quando si mandano i files RAW. Il WPY, e pochi altri concorsi, hanno immagini di un livello altissimo e rappresentano la perfetta sintesi tra estetica, creatività, tecnica, tempismo e documento. In questi concorsi, si guarda più alla tecnica utilizzata, che all'obiettivo serie L ;-) . Le immagini DEVONO nascere bene già in fase di scatto e non sono frutto di fusioni e magheggi in PP. In questi concorsi, se ti beccano con un insetto "finto"orientale o, con il mendicante indiano dagli occhi vitrei, ti buttano fuori con un bel calcio nel sedere... Molti non lo sapranno ma, su Juza, ci sono (o, c'erano) utenti che al WPY sono realmente arrivati in finale, con tanto di partecipazione alla premiazione in Inghilterra, ma: Non hanno aperto un topic intitolato "piccola soddisfazione"... Non lo hanno sbandierato ai 4 venti, inserendosi in tutte le discussioni aperte... Non hanno rotto le scatole perché la loro foto era meritevole di EP... Non hanno frignato perché su Facebook prendono 299 like e, qui solo 8... Non si sono messi a cliccare come dei dannati, su ogni foto pubblicata nelle successive 48 ore Insomma, non hanno fatto nulla per "promuovere" i propri scatti e non hanno cercato l'approvazione di nessuno. Ovviamente alcuni loro scatti sono passati quasi inosservati. Questo "silenzio", è stato un grande insegnamento ;-) „ Bell'intervento. Bravo Fabio |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 15:27
Bell'intervento... “ Al WPY bisogna obbligatoriamente scrivere le condizioni di scatto, i metodi utilizzati per ottenerlo (esche, pasture)...e persino i passaggi di post-produzione nel dettaglio per poterli verificare quando si mandano i files RAW. „ Interessante. A torto o ragione quindi danno comunque assoluta importanza anche al contesto extra-fotografico... Una sensibilità sull'argomento che probabilmente passa e si diffonde a vari livelli anche in ambienti più amatoriali. |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 15:41
Scusate l'esempio un po' stupido, ma anche nello sport non è importante solo il tempo che fai nei 100m, ma anche come lo fai. Non per nulla ci sono i controlli anti-dooping. Tutte queste verifiche nei concorsi fotografici rappresentano un po' una sorta di controllo anti-dooping. Quindi non è vero che importa solo il risultato finale (l'immagine), ma anche come la si ottiene. |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 15:49
Va bè , vedo che prima o poi i post tornano sul tema "wildlife" che non era esattamente l'argomento che avrei voluto vedere affrontato quando ho aperto il thread. Mi riferivo infatti in generale alle foto , esempio : anche ai reportages di guerra . Piccola digressione: il 7 ottobre apre a Lodi il Festival della fotografia etica. Se qualcuno fà un salto sul sito milano.corriere.it ne vede alcuni esempi. Ad esempio la foto di un uomo con un roditore in mano. Bene , senza alcuna informazione la foto è in sè banale mentre se si sa che questo uomo addestra i ratti per rilevare le mine anti-uomo la stessa foto assume altro rilievo non credete ? |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 15:51
Grazie Antonio e Opisso. E scusate se sono troppo diretto quando scrivo, ma quando si toccano certi argomenti, non c'è filtro...drena tutto e scivola sulla tastiera Comunque, sempre riguardo al WPY e altri concorsi, tenete presente che non è consigliabile scrivere falsità, perché è un concorso talmente seguito che la possibilità di venire scoperti è altissima. Solo un pazzo rischierebbe di fare una figuraccia mondiale e di compromettersi la carriera. Pertanto, meglio essere chiari, trasparenti ed essere sempre pronti a fornire le prove di quanto dichiarato. Ad esempio, quando realizzo i miei scatti in notturna (fototrappola), spesso scatto foto che mostrano il backstage: - ambiente circostante - il punto in cui metto l'eventuale esca (olfattiva o, a base di frutta o miele) - l'attrezzatura usata e come è posizionata (flash e stativi, sensori...) In questo modo, se dovesse uscirmi uno scatto "wow" da mandare ai vari concorsi, avrò anche gli scatti preparatori per dimostrare il mio operato. Se, invece, non dovesse uscire lo scatto "wow"...mi resteranno tanti bei ricordi delle mie avventure nei boschi @Skylab59: il risultato finale, l'estetica...conta solo nei social. Quando si toccano altissimi livelli, è come hai detto tu, ci sono i controlli "anti-doping" che servono a smascherare i ci@ltroni. C'è gente che è capace di qualsiasi cosa, pur di ottenere la fama e i riconoscimenti. @Cesaregiancarlo: Si portava l'esempio Wildlife, perché conosciamo bene le porcate che avvengono in questa categoria...chiudo OT scusate |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 16:05
@Fabio Usvardi scusa Fabio con il mio post non volevo darti la sensazione che tu fossi OT è solo che io avevo aperto questo thread perché volevo sapere se secondo voi una foto va giudicata per quello che si vede (quindi solo il risultato) o avere dettagli sul come/quando/la situazione/ etc... etc.. è stata fatta può modificare il giudizio. Capisco che per molti l'attenzione è rivolta automaticamente alle foto wild ma io intendevo un panorama più ampio di scatti e prendevo per esempio (sarò noioso lo ammetto) le mie foto sul ponte tibetano in Pakistan o quelle nella foresta amazzonica dell'Ecuador. Ho anche scritto che le mie foto erano e restano mediocri prescindendo dalla situzione difficile in cui sono state fatte ? oppure sono più belle ? Il nocciolo della questione per me è questo |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 16:12
“ Va bè , vedo che prima o poi i post tornano sul tema "wildlife" che non era esattamente l'argomento che avrei voluto vedere affrontato quando ho aperto il thread. Mi riferivo infatti in generale alle foto , esempio : anche ai reportages di guerra . „ Be' vogliamo allora commentare la foto di Burhan Ozbilici vincitrice del wolrd press? Ma forse anche no visto che esiste già un mega-topic Topic in cui molti avanzavano dubbi su una foto che è stata una colossale "botta di fortuna" per il fotografo che era lì per caso (ok comunque ha avuto il sangue freddo di scattare). www.juzaphoto.com/topic2.php?l=it&t=2213375&show=1 Quindi una foto facile? Difficile? Ma la foto contestualizzata nell'ambiente giornalistico era meritevole o no? Leggete il topic... e avrete le idee più confuse di prima  |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 16:12
E se la domanda fosse: " una foto AUTENTICA ha più meriti? " E' vero che le immagini scattate hanno bisogno (da sempre) di un intervento per essere ottimizzate. Ma altra cosa è "barare". Intendo dire che alzarsi all'alba per trovare la luce giusta e poi lavorare la foto è una cosa, altra cosa è scattare a vanvera, e poi intervenire a posteriori con quei bei programmini che fanno diventare un'opera d'arte qualunque ciofeca. Quindi non sono assolutamente d'accordo con chi dice che "è solo il risultato finale quello che conta" . Il merito in fotografia dovrebbe essere quello di riuscire a vedere una situazione interessante e scattare una bella foto, specialmente in contesti difficili, e non quello di essere bravi ad aggirare le difficoltà e trovare la scorciatoia (tecnologica) che porta alla bella foto. |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 16:30
@Skylab59 tu dici Quindi non sono assolutamente d'accordo con chi dice che "è solo il risultato finale quello che conta" . mi piace ciò che hai scritto ! perchè allora le mie foto (quelle già citate molte volte) sono più belle ma c'è un problema : io ho detto la verità sulle varie situazioni, le difficoltà , i pericoli che ho corso oppure ho mentito ? Per farla breve: se nelle foto wild come scrive Fabio Usvardi ci sono inganni sempre latenti non ci sono gli stessi possibili inganni se un fotografo mente sui dettagli operativi che lo hanno portato a ottenere quegli scatti ? |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 16:51
Se uno titola la propria foto "Leone nel Serengheti" lo sanno anche i sassi che la foto è stata scattata da una Jeep, e che i leoni non scappano nemmeno a prenderli a calci... e nemmeno ti mangiano. Quindi la foto vale per quello che è e buonanotte. Se uno fotografa una medusa nell'acquario di Genova e la titola "Medusa nel mar dei Sargassi" ovviamente sta mentendo, quindi la foto scade sì di valore, ma chi scade maggiormente è il suo autore. Molte delle facilitazioni in voga oggi (tecniche e logistiche) sono state "sdoganate" poiché sono ormai divenute la regola ... ed è forse per questo che molti ritengono che sia solo il risultato finale a contare. Forse che la "foto difficile" non esiste più? Oggi il difficile è diventato trovare un soggetto interessante , nuovo, originale, e non tanto riuscire ad ottenere un'immagine tecnicamente perfetta (esposizione, fuoco, nitidezza, bilanciamento colori, ombre, ecc). Quindi secondo me è il superamento di questo genere di difficoltà che va premiato. |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 18:36
@skylab59 proviamo con questa foto. In Eritrea (paese già difficile di suo) praticamente alla frontiera con l'Etiopia (dopo una guerra di liberazione durata 30 anni) controlli su controlli .Avevo una piccola compatta con me . a Kohaito di nascosto fotografo l'interno del posto di guardia dove le guardie dormono su letti di mattoni questo mentre aspettavo che controllassero tutti i documenti e i permessi Se si fossero accorti avrei non solo perso la macchina ma sarei stato portato non so dove (stando a quanto mi è stato confermato dal mio autista). La foto è venuta storta , un po' sfocata probabilmente le mani mi tremavano. L'ho cancellata. Scelta stupida probabilmente . Tu cosa dici ? |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 19:41
Hai fatto bene a cancellarla! Se ti avessero scoperto a quest'ora saresti ancora lì appeso per gli alluci (o qualche altra parte corporea sensibile) a cercare di spiegare perché ti sei tenuto quella foto storta e pure mossa. E qui su Juza non avresti ricevuto neanche un MI PIACE... |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 21:04
CesareGiancarlo se tu fossi stato un fotografo di fama internazionale quella situazione avrebbe interessato migliaia di persone. Ma anche cosi interessa i tuoi amici perché quella foto storta racconta una storia. I tuoi amici sanno che sei stato in Eritrea e vedendo dei soldati che dormono avrebbero capito a quale rischio ti sei esposto e dunque la foto acquista nel suo piccolo maggior valore. Per me hai sbagliato a cancellarla. La fama internazionale si acquisisce facendo decine e decine di quelle foto, magari anche tecnicamente ineccepibili oppure anche storte perché diventate lo stile distintivo dell'autore. |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 21:12
Fabio concordo con ciò che hai scritto ma parli di un concorso che ha regole ben precise. Il post sta prendendo diverse direzioni quindi faccio fatica a seguire. |
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inviato il 25 Settembre 2017 ore 22:00
Tranquillo Vincenzo...pensa che a volte devo rileggere quello che scrivo, perché mi perdo da solo nei miei deliri Riassumo il mio pensiero: il fatto che i concorsi importanti continuino a rafforzare i controlli e le verifiche sugli scatti, è sintomo che le acque sono torbide...e c'è bisogno di fare una grande chiarezza. Alla luce di alcuni spiacevoli episodi, penso che anche i concorsi nazionali si muoveranno con più attenzione su questa strada. Per quanto riguarda la domanda iniziale di Cesaregiancarlo: Si, per me, conoscere le REALI condizioni di scatto, può cambiare il giudizio su una foto. Magari non radicalmente, ma potrei aggiungere dei "+" o dei "-" a seconda della difficoltà affrontata dall'autore. Ma ammetto, in tutta onestà, che non mi sono mai posto seriamente il problema, perché sui social si può dichiarare tutto o, il contrario di tutto |
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