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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 12:43
“ Scusa Nicola cosa intendi con oltre? „ Mi riferivo al mio post precedente, per oltre intendo uscire dalla sfera social e avventurarsi nel mondo culturale strettamente legato alla fotografia. C'è un mondo.. libri, mostre, associazioni fotografiche che propongono uscite ed incontri stimolanti, provare a coinvolgere un parente o un amico per avere un interlocutore diretto pronto a capire di cosa si sta parlando. Sperimentare, divertirsi a riprodurre scatti celebri, essere curiosi e guardarsi costantemente intorno con lo stimolo di avere un'opportunità fotografica. Anche senza macchina al collo. Poi ognuno è libero di fare quello che vuole della propria passione, anche seppellirsi di soli tecnicismi |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 12:45
“ nel mondo culturale strettamente legato alla fotografia. „ non necessariamente anzi tanti bei lavori sono legati proprio a cose al di fuori della fotografia |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 12:53
Verissimo Labirint, ma visto che si parlava di iniziare un percorso magari viene più facile se si inizia dalla fotografia |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 13:06
Scusa Nocola ma mi ero smarrito tra un commento e l'altro!!! "non necessariamente anzi tanti bei lavori sono legati proprio a cose al di fuori della fotografia" Will Eisner, Andrea Pazienza con la fotografia non hanno nulla a che vedere...eppure in qualche modo sono legato ai loro lavori. |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 13:55
A questo punto aggiungerei che per raccontare qualcosa, con qualsiasi mezzo, occorre conoscere, quindi un minimo di ricerca culturale, generale e non solo fotografica, occorre ed è indispensabile |
user90373
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 13:59
@ Labirint “ non necessariamente anzi tanti bei lavori sono legati proprio a cose al di fuori della fotografia „ Questo è verissimo, tutte le fotografie in fondo contengono qualcosa che era da qualche parte al di fuori di esse. |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 14:35
Chi si lamenta che scattare su commissione castra il fotografo, dovrebbe ricordarsi che quasi tutti gli artisti del passato che veneriamo lavoravano su commissione. Il David? La cappella sistina? La maggior parte dei ritratti di Duhrer? tutti commissionati, la differenza è che tali artisti facevano quello che voleva il committente, ma come volevano loro. Fatta la premessa, credo che il problema, se problema può essere, è dato proprio dal perché ci si approccia ad uno determinato strumento/disciplina. Se domani, io dovessi commissionare la costruzione di un ponte, o di un macchinario non andrei da un fotografo. Se voglio una buona immagine, non andrei da un ingegnere. La fotografia è un racconto, per essere fatta bene richiede creatività e spesso uno stato d'animo combattuto, una sensibilità diversa da chi deve far quadrare i conti per forma mentis. Motivo per cui le foto di chi è ossessionato dai numeri, mediamente non aggiungono nulla al panorama fotografico. Guardando i numeri le immagini magari saranno perfette tecnicamente (esposizione, regola dei terzi, rumore, distorsioni etc..) ma sarà uguale a tutte le altre realizzate seguendo gli stessi parametri. La fotografia creativa, ha bisogno di tante cose, ma sicuramente può fare a meno di check list e procedure. |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 15:40
Fabio quando si commissiona un lavoro ad un fotografo o illustratore musicista ecc. ci sono motivi ben precisi in primis lo stile dell'autore. Quando si lavora su commissione è fondamentale capire prima di cominciare un progetto il "committente cosa vuol VEDERE" e realizzarlo seguendo il proprio stile (parlo dei grossi nomi). L'opera dell'artista secondo una mia visione è quella non commissionata Molti maestri della fotografia o della pittura sono conosciuti per lavori realizzati su commissione, ma se vai nei loro studi troverai quelle vere (collezione privata dell'artista). Questa prassi è sempre esistita in tutti campi. C'è anche da dire che il lavoro su commissione porta soldi e permette all'artista di proporre e sperimentare cose interessanti per la sua crescita. Sarebbe un bel topic da proporre sull'argomento. |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 16:06
Il lavoro su commissione dovrebbe essere uno stimolo piuttosto che una limitazione. E' qui che salta fuori la bravura e la passione. Il lavoro su commissione può avere molti significati: - fare per filo e per segno quello che ha bisogno o vuole il committente (per es. fotografie per un catalogo di scarpe) - realizzare un servizio sulla guerra in Afganistan. Molto generico, quindi ampia libertà di azione (fotograficamente parlando). Però inevitabilmente in ognuno dei due casi il fotografo ci metterà del suo. Quello molto bravo produrrà lavori interessanti, quello OK, lavori ben fatti, che faranno comunque la felicità del suo committente, ma nulla di originale e innovativo. Però il topic è indirizzato verso la fotografia amatoriale e alla sua deriva nozionistica. Quindi nessun committente, per definizione. L'interesse all'aspetto nozionistico o tecnicistico nel fotoamatore (chiamiamolo così) è tanto più grande ed esclusivo, quanto è debole la passione per l'immagine e i suoi contenuti. |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 16:19
“ L'interesse all'aspetto nozionistico o tecnicistico nel fotoamatore (chiamiamolo così) è tanto più grande ed esclusivo, quanto è debole la passione per l'immagine e i suoi contenuti. „ Forse perché è più semplice imparare a memoria le specifiche di obiettivi e fotocamere che capire una bella foto e/o crescere culturalmente? |
user90373
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 16:43
A volte nutro un forte desiderio di dialogo sulla fotografia amatoriale, liberata dagli ingombranti e pesanti fardelli di professionismo ed arte, insomma una "fotografia leggera" alla portata di tutti. |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 16:44
"Il lavoro su commissione dovrebbe essere uno stimolo piuttosto che una limitazione. E' qui che salta fuori la bravura e la passione." Dovrebbe essere così ma nella maggior parte dei casi vengono imposte delle modifiche che all'autore non piacciono ma deve farle. Siamo abituati a vedere il lavoro finito ma non conosciamo i retroscena. Spesso si critica senza sapere. Detto questo è tornando al topic è vero l'amatore cura molti aspetti tecnici e difficilmente si spinge oltre. Non tutti... ma buona parte non osa. |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 16:45
@Il Signor Mario “ Forse perché è più semplice imparare a memoria le specifiche di obiettivi e fotocamere che capire una bella foto e/o crescere culturalmente? „ Forse anche solo perchè ognuno è fatto a modo suo, e a molte persone interessano solo gli aspetti tecnici, anche se la veste di "artista" fa più figo. Quindi "confondere" le due cose permette di prendere due piccioni con una fava. |
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 16:48
@Ettore “ A volte nutro un forte desiderio di dialogo sulla fotografia amatoriale, liberata dagli ingombranti e pesanti fardelli di professionismo ed arte, insomma una "fotografia leggera" alla portata di tutti. „ Sì, anche a me piacerebbe, ma non so perchè si finisce sempre con le stesse argomentazioni... |
user90373
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inviato il 30 Ottobre 2017 ore 16:58
@ Skylab59 “ Sì, anche a me piacerebbe, ma non so perchè si finisce sempre con le stesse argomentazioni. „ . In precedenza, a parziale risposta alle perplessità ora esposte, avevo ipotizzato quanto segue: “ Siamo tutti artisti in qualche settore e quindi tutti facciamo arte in qualche maniera ma, nessuno ce lo riconosce e questo è il primo problema. Se malauguratamente qualcuno riconoscesse la nostra arte ci riterremo artisti in tutto e per tutto, questo è il secondo problema. „ |
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