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Piccolo sfogo sul clientelismo nell'ambiente della fotografia (al Sud)


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avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2017 ore 18:57    

MrGreen

avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2017 ore 19:05    

Presente dalla Sardegna.
Ormai manco dal 2009, ma sento spessissimo ex colleghi e amici. La situazione era tragica allora, ma oggi è peggio.
Quando me ne andai io, avevo uno studio che mi seguiva mia moglie e o lavoravo come dipendente fotografo in una grossa azienda.
Me ne andai per accontentare mia moglie che voleva tornare nella sua città.
All'inizio ho sofferto, ma alla lunga, posso dire di aver avuto solo fortuna. L'azienda ha chiuso e non so che avrei fatto solo con lo studio in un paese di 9000 abitanti con 8-10 fotografi. Senza contare gli occasionali.

avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2017 ore 19:07    

in un paese di 9000 abitanti con 8-10 fotografi. Senza contare gli occasionali.

Eeeek!!!Eeeek!!!

avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2017 ore 19:21    

Quando si parla dei problemi della Sicilia...c'è sempre qualche calabrese che ci consola.


Ahahahahhahahahahahah è vero.

Non siamo messi 100 volte meglio, siamo solo 6 volte come dimensione e abitanti, quindi per forza di cose abbiamo una vita culturale ed economica leggermente più viva.

Tra l'altro Palermo sta vivendo, a livello culturale, una specie di rinascita, con gli eventi che si sono decuplicati da un anno all'altro. Merito di un'amministrazione che pecca per tante cose, ma non per sensibilità.
Questa, però, non è accompagnata da una rinascita economica nè da un miglioramento delle condizioni di lavoro, anzi paradossalmente le peggiora, proprio per gli esempi riportati.

Limitandoci alla fotografia (che è una minimissima parte), la rinascita culturale la favorisce molto, perchè gli eventi da fotografare (reportage, pubblicità, ricordo, qualunque cosa) diventano improvvisamente tanti.

Se non fosse che a nessuno interessa pagare un professionista per fotografarli. Lo sottolineavo all'inizio, adesso riprendo il post di Two_Evo: il numero di manifestazioni ed eventi che non sono coperte da professionisti sono, penso, la stragrande maggioranza. Citavo un concerto di un artista nazionale, di pochi giorni fa, senza nemmeno un fotografo, ma sono tanti gli eventi di cui le uniche foto sono quelle fatte con gli smartphone degli spettatori ce ne sono a dozzine ogni mese.
Il tutto causato per due motivi: gli organizzatori non si interessano dei fotografi, per questioni di budget e culturali, come dicevo il fotografo è una spesa inutile, tanto ci sono sempre gli spettatori con gli smartphone e con le compattine a scattar foto, e i professionisti hanno pretese spesso ridicole, economicamente parlando, mi è capitato di venire a conoscenza di tal dei tali che chiedeva 500 euro per un reportage di scena, ad uno spettacolo, o di fotografi che effettivamente si son fatti pagare 200-300 euro per una sera di lavoro (e sottolineo una sera, perchè mi rifiuto di credere che certe foto siano anche frutto di post-produzione).
In un'economia dove 200-300 euro forse rappresentano l'attivo di un evento, per gli organizzatori, spenderli tutti per un fotografo diventa magicamente una spesa superflua.

Poi, tutto dipende dalla portata dell'evento, e dalla volontà dell'organizzatore, ogni tanto ci sono eventi che hanno una copertura fotografica più che buona, e il budget si trova: mi è capitato di farne parte, più di una volta, ma anche qui, si parla di rarità che non fanno testo.

avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2017 ore 19:24    

E si...Giorgio.
E uno di questi ha avuto il coraggio di aprire ben 2 attività (una in un paese vicino) dopo essere andato come assistente matrimonialista per un stagione.
Un'altro ha aperto con i soldi di papino.
La crisi però ha decimato tutti. Ora ne sono 3 ufficiali. E una marea di abusivi.
Stessa sorte nei paesi limitrofi.
E credo in tutta l'Isola.
20 anni fa, ti basta scegliere una zona scoperta e lavoravi. Anche se erano paesini di 1500 abitanti. Ma tra quelli, e i paesi vicini, racimolavi 40-50 matrimoni l'anno.
Io lavoravo parecchio nelle zone limitrofe al mio paese. Per non parlare degli sviluppi con il minilab.
Altri tempi! Oggi, le nuove generazioni, sono illuse da quel ricordo.


avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2017 ore 19:31    

Raffaele
Il fatto che la stragrande maggioranza di eventi siano scoperti è perche quelle foto non danno un guadagno sicuro e sufficiente alla mole di lavoro che occorre per la realizzazione.

avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2017 ore 23:17    

Raffaele
Il fatto che la stragrande maggioranza di eventi siano scoperti è perche quelle foto non danno un guadagno sicuro e sufficiente alla mole di lavoro che occorre per la realizzazione.


Il concerto di un artista di fama nazionale e anche oltre non è un guadagno sicuro?
Cosa è un guadagno sicuro, allora, in quest'ambiente, se non un concerto con sold-out dopo soli 3 giorni di vendita biglietti?

avatarsenior
inviato il 10 Aprile 2017 ore 23:53    

ho capito,questo le foto del battesimo le consegna alla comunione,poi le
foto della comunione le consegna al matrimonio,le foto del venticiquesimo di nozze,le consegna alle nozze d'oro!!!

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2017 ore 6:06    

Raffaele
a chi le vendi le foto?
All'artista? Quello le pretende gratis perché è famoso e tu gli hai fatto le foto con il suo consenso.
Ai giornali? Al massimo te ne prendono una e ti danno 30 euro.
Alle persone del pubblico? La vedo dura perché non potresti.
Si vendono meglio le foto della recita scolastica dei bambini dell'asilo. Fidati.



avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2017 ore 9:40    

C'è un mio amico fotografo che vuole chiudere l'attività malgrado non abbia raggiunto il limite di età per andare in pensione non riesce a sostenere le tasse e il calo del lavoro. Lui dice sempre la vera mazzata è stata l'avvento al digitale. Una volta diceva che solo con la vendita dei rullini era un bel guadagno soprattutto con i turisti


Peccato che sono stati proprio loro, i professionisti e i negozianti, ad abbracciare per primi questa tecnologia. Forse pensavano che avrebbero risparmiato molto e quindi guadagnato molto (loro non passano mail il risparmio al cliente finale, si sa). E invece hanno segato il ramo su cui erano seduti.
Chi come me faceva foto da prima dell'avvento del digitale si ricorda sicuramente quando, agli esordi del digitale, andava a comprare i rulli o a svilupparli, e gli veniva puntualmente proposto, anche insistentemente, di comprare una macchina digitale invece di continuare a spendere in rulli-sviluppi-stampe. Certo lì per lì il guadagno c'era per chi vendeva, vuoi mettere vendere una macchinetta da "qualchecentinaiodimilalire" invece di un rullino?! Ma poi col tempo hanno sperimentato sulle loro spalle quanto espresso da Raffaele60 e dal suo amico fotografo e la stragrande maggioranza ha chiuso i battenti. Chi è causa del suo mal pianga se stesso penso ora quando li sento lamentarsi.

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2017 ore 9:49    

Raffaele
a chi le vendi le foto?
All'artista? Quello le pretende gratis perché è famoso e tu gli hai fatto le foto con il suo consenso.
Ai giornali? Al massimo te ne prendono una e ti danno 30 euro.
Alle persone del pubblico? La vedo dura perché non potresti.
Si vendono meglio le foto della recita scolastica dei bambini dell'asilo. Fidati.


Anche alla recita scolastica non le vendi più ;)

Comunque che si lamenta di non avere il permesso di fotografare in sala durante gli spettacoli teatrali forse dimentica come funziona la fotografia a teatro: quando parte la prima ci sono già le foto nel foyer esposto e pronte. Miracolo? Viaggio nel tempo? No semplicemente le foto vengono fatte durante la prova costume e alcune, soprattutto quella con tutti gli attori sul palco, sono dei posati, nei concerti si usano le foto che i fans, paganti, inviano gratis sui forum, su centinaia foto per concerto qualcuna buona ce ne è sicuramente se servissero per la copertine del CD o per i manifesti, stampa comunque, si chiama il fotografo di fiducia conosciuto e affidabile. Ricordo poi che le compagnie di teatro e di danza hanno sempre meno soldi, il FUS ormai è praticamente un piacevole ricordo e gli spettatori sono sempre meno e la frase "Ho i soldi per pagare il costumista o il fotografo, secondo te chi pago?" diviene sempre più frequente

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2017 ore 10:53    

Raffaele
a chi le vendi le foto?
All'artista? Quello le pretende gratis perché è famoso e tu gli hai fatto le foto con il suo consenso.
Ai giornali? Al massimo te ne prendono una e ti danno 30 euro.
Alle persone del pubblico? La vedo dura perché non potresti.
Si vendono meglio le foto della recita scolastica dei bambini dell'asilo. Fidati.


Gianluca, è esattamente questo concetto che è completamente cambiato.
La fotografia non è più un oggetto che si vende, singolarmente, perchè tra smartphone, compatte e reflex digitali TUTTI ormai hanno (o possono fare) foto e video di qualsiasi evento.

La fotografia è una componente importante del marketing di una qualsiasi azienda, ancor di più nell'ambito degli eventi (concerti, teatro, eccetera), la fotografia è il veicolo più veloce e immediato per fare promozione, per curare l'immagine della propria agenzia di organizzazione eventi, per diffondere velocemente e tramite la condivisione social il proprio brand.

La differenza geografica è molto netta anche in questo concetto.
Tralasciando seriamente l'Europa, dove le aziende (non solo chi organizza eventi) curano e investono infinitamente più che in Italia (gli investimenti mensili di pubblicità social a 3 o 4 zeri sono il minimo indispensabile per una piccola azienda),noi abbiamo un centro-nord dove mediamente si fa promozione social, si assumono consulenti e/o vere e proprie aziende di web marketing a cui affidare lo sviluppo e la gestione dei social media (qui ci sarebbe da aprire un altro discorso, enorme, sul lavoro sottopagato dei social manager, ma lasciamo perdere), che a sua volta PAGANO fotografi per avere le immagini di un evento piuttosto velocemente e, soprattutto, di buona qualità, per legare il marchio/brand/azienda/organizzazione ad un livello qualitativo più alto. E ci sono interazioni, condivisioni multiple, tag, post sponsorizzati, fotografie a non finire.

E poi c'è il Sud, dove se visiti una pagina facebook di un organizzatore "medio" trovi giusto un link all'evento con un commento il più delle volte sgrammaticato. E BASTA. Per non parlare delle altre aziende, ma questo è un discorso che poi diventa troppo lungo.

La fotografia è un'arte e un mestiere che negli ultimi 10 anni, NON SOLO con il digitale ma anche (e soprattutto) con l'evoluzione antropologica della comunicazione, ha cambiato completamente forma e scopo, ma da noi (Italia, prevalentemente sud) questa rivoluzione è ancora quasi del tutto inespressa e incompresa.

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2017 ore 11:12    

Solitamente quando si organizza uno spettacolo si prevedono le foto per la sua presentazione, foto che solitamente vengono fatte prima della prima, e accompagnano le tournée in giro per l'Italia, la maggior parte delle agenzie è al centro nord e pensano loro a produrre il materiale che accompagna gli eventi e a distribuirlo alle singole realtà (se poi queste non lo usano è un altro discorso)

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2017 ore 11:44    

Io sono un amatore e faccio foto ai concerti metal in zona Milano. Per quanto concerne gli accrediti ( Live di Trezzo, Alcatraz, etc ) ti danno il pass gratuito per vedere il concerto e fare le foto durante i primi 2/3 pezzi di ogni band. Nessun compenso viene dato. Io da amatore mi accontento così e mi limito a dare le foto formato 900x600 per la pubblicazione online con l'articolo.
Se qualcuno vuole la foto, la paga. Ma non è mai successo, ti offrono il sipario del sito ufficiale con il tuo watermark e per loro è sufficiente.
Ai concerti partecipano anche professionisti ( che conosco, stimo e seguo ). Neanche loro vengono pagati a meno di essere i fotografi ingaggiati dal gruppo o dal locale. Io di mio, proprio per non inflazionare il fragile mercato, non regalo foto. Specie a gruppi da milioni di dischi e da minimo 30/35 euro per andarli a vedere.
In linea di massimo concordo con Raffaele sull'abisso di visione nord/sud, quì ogni singolo evento ha decine di foto di livello e viene pubblicizzato parecchio.


Stefano

avatarsenior
inviato il 11 Aprile 2017 ore 11:45    

Solitamente quando si organizza uno spettacolo si prevedono le foto per la sua presentazione, foto che solitamente vengono fatte prima della prima, e accompagnano le tournée in giro per l'Italia, la maggior parte delle agenzie è al centro nord e pensano loro a produrre il materiale che accompagna gli eventi e a distribuirlo alle singole realtà (se poi queste non lo usano è un altro discorso)


Eh, si, qui parliamo di eventi più in grande, concerti di artisti affermati da anni. Le realtà più piccole, i gruppi "indie" o emergenti, non hanno tutte queste organizzazioni alle spalle.

Ho citato più volte l'episodio del concerto di un artista emergente di fama nazionale, di alcuni giorni fa, che non aveva nemmeno un fotografo all'evento.
In questo caso il piccolo organizzatore (con cui ho un contatto da poco) ha investito tanto (risorse di vario tipo) per riuscire a organizzare il tutto, pubblicità (senza foto), trovare lo staff, trovare tutto insomma, e riuscire quindi a portare un artista di quel peso e fama in città, che spicca rispetto agli altri nomi più "indie", più underground diciamo, che questo organizzatore tratta solitamente.

Ebbene, ha fatto le cose bene, ma a metà. Ad oggi, dopo alcuni giorni, non vi è nessuna traccia fotografica, nessun post che valorizzi il lavoro fatto e che dia fama e prestigio all'azienda, nulla. Sui canali social di quest'organizzatore ci sono giusto i link dei prossimi (piccoli) eventi, e nulla più.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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