JuzaPhoto utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per ottimizzare la navigazione e per rendere possibile il funzionamento della maggior parte delle pagine; ad esempio, è necessario l'utilizzo dei cookie per registarsi e fare il login (maggiori informazioni).

Proseguendo nella navigazione confermi di aver letto e accettato i Termini di utilizzo e Privacy e preso visione delle opzioni per la gestione dei cookie.

OK, confermo


Puoi gestire in qualsiasi momento le tue preferenze cookie dalla pagina Preferenze Cookie, raggiugibile da qualsiasi pagina del sito tramite il link a fondo pagina, o direttamente tramite da qui:

Accetta Cookie Personalizza Rifiuta Cookie
RCE Foto






Login Logout Iscriviti a JuzaPhoto!

Street photography: bisogna porsi dei limiti?


  1. Forum
  2. »
  3. Tecnica, Composizione e altri temi
  4. » Street photography: bisogna porsi dei li...





user118485
avatar
inviato il 26 Marzo 2017 ore 22:43    

Alby85:
bella!
La mia foto mai scattata era, o meglio sarebbe stata , diversa. La bimba e la vecchia erano inconsapevoli una dell'altra. La mamma della bimba e la figlia della vecchia, prese dall'urgenza di spingere il passeggino/la sedia a rotelle dall'altra parte della strada: incrocio pericoloso e trafficatissimo, ricordo perfettamente ancora dove, spesso con auto e motorini che - questo nel DNA della mia città - sfreccia(va)no guidate da finti daltonici. La bimba presa da cose di bimba, la vecchia presa ormai da più nulla. Terribile, quasi agghiacciante alfa e omega. Tutto qui.
La tua foto è molto bella e fa tenerezza, la mia avrebbe fatto forse un po' paura. Già. Perché spesso, presi dal presente, scordiamo il passato e fingiamo di ignorare il futuro che ci aspetta. Se abbiamo la fortuna di invecchiare, ovviamente.
Ciao.

avatarjunior
inviato il 27 Marzo 2017 ore 0:15    

Oggi guardavo un tg qualsiasi e facevano vedere guerriglie urbane varie (anche se poi per fortuna non è accaduto niente) in cui mi attirano l'occhio di più la massa di fotografi (credo anche non professionisti) che i manifestanti.

In questo caso secondo voi non c'è un eccesso di egocentrismo da parte del fotografo?


Mar-cello grazie ma credo che di strada ne devo fare tanta. Potrei inventarmi un sacco di bischerate per dare un senso a questa foto...Ma in realtà non racconta proprio niente di che. Grazie comunque però!

avatarsenior
inviato il 27 Marzo 2017 ore 0:18    

Si.
Ed é proprio il bello di andare dentro quelle situazioni,ti fa sentire vivo,cosciente del fatto di rischiare sulla propria pelle.

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 11:18    

Parlando di street e di crescita personale è bella la frase "di strada ne devo ancora fare tanta"

Giravo la galleria e notavo come ormai certi paesi (India in primis) sia fucina di foto che rappresentano la povertà, la disperazione e l'abbandono. Onestamente lo dico senza polemica ma lo abbiamo capito perfettamente e già lo sapevamo.
Forse se dovessi andarci penserei a cosa fare di diverso dal semplice bambino povero.

user104642
avatar
inviato il 28 Marzo 2017 ore 12:53    

Onestamente lo dico senza polemica ma lo abbiamo capito perfettamente

Hai ragione, ormai le salto a piedi pari,nemmeno le guardo, ne ne posso più (ma se piace il tema va bene tutto) ConfusoTristeMrGreen

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 13:46    

Anch'io non mi pongo problemi. Scatto ciò che vedo e mi colpisce in quel momento. Poi valuto se renderla visibile o meno. Intendo street raccontare la società in cui vivo. Forse all'epoca le immagini della Maier non avrebbero avuto lo stesso impatto di oggi. Per questo motivo uno scatto buono viene valorizzato col passare degli anni.. Il problema che molti scattano a casaccio e confondono una foto venuta bene con una buona street. Parlano di progetti da seguire prima di un'uscita ecc. Fare street è avere fiuto di ciò che potrebbe essere uno scatto interessante e anche se banale deve raccontare qualcosa. Nei miei scatti non penso di offendere nessuno...mostro la realtà del quotidiano stop. Sono circa 20 anni che questo faccio e non ho mai beccato denuncie. Finiamola con le paranoie...la gente cambia in continuazione...come potrebbe dimostrare che sia lei in quell'immagine anni dopo?...Quindi chi fa il moralista non si lamenti se le sue immagini non raccontano nulla. Ad eccezione della Maier la maggioranza dei grandi maestri erano tutte immagini costruite (leggete le biografie ufficiali e non quelle dal web!!!) per evitare denunce...ma quanto vale un loro scatto e quanto vale il nostro?...Riguardo i progetti sono idee ben precise, man mano si raccoglie il materiale è si crea un filo conduttore. Spero di aver reso il mio concetto.

avatarjunior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 14:53    

Ammetto di non aver letto tutti gli interventi, comunque provo a dare il mio contributo.
Per me bisogna scindere due casi sostanziali:
1) quando il soggetto è un soggetto sensibile
2) quando il soggetto è all'interno di una situazione delicata .

Mi spiego meglio: per me è diverso fotografare un neonato su un passeggino per strada rispetto al fotografare l'espressione in volto di una donna mentre ha perso il controllo dell'automobile.
Sono secondo definizione entrambe street photo perchè racchiudono la realtà quotidiana tipica delle vie delle nostre città, cercandone il lato artistico, però vi è una differenza sostanziale.

Nel primo caso per me non v'è problema nello scattare la foto, ma sicuramente c'è nell'utilizzo della foto stessa e ogni diffusione pubblica dovrebbe in teoria rispettare il consenso o meno del soggetto stesso, e ciò chiaramente dipende molto dalla riconoscibilità dello stesso soggetto e di quanto all'interno della composizione la sua riconoscibilità conti a livello artistico (quest'ultimo è sicuramente un parametro non molto oggettivo).

Nel secondo caso per me bisogna porsi, prima di effettuare lo scatto, il quesito rispetto a quanto sia appropriato fare una foto in quel momento, o meglio, se in quel momento contingente la cosa migliore che tu - fotografo - possa fare è scattare una foto - ovvero racchiudere quel momento - o "entrare" nella scena - per es. aiutando un signore appena caduto dalla bicicletta, soggetto della tua eventuale foto .
E' un quesito quest'ultimo che, credo, nell'ambiente street difficilmente possa raggiungere livelli alti, però nel fotogiornalismo esso è alla base. Se pensate un attimo, Kevin Carter si è suicidato perchè, fra gli altri motivi, fu accusato di essere stato negligente, scattando una foto invece di aiutare il bambino. Eppure quella foto ha una potenza visiva allucinante e ha sicuramente avuto un effetto fortissimo negli osservatori; il bambino, del resto, sopravvisse grazie alle cure del centro ONU dove si trovava, e che sicuramente aveva i mezzi per aiutarlo (a differenza di Kevin). So bene che è un discorso mooolto lungo, e anche a tratti off-topic, purtroppo subalterno a una narrazione spesso sbagliata, moralista e poco obiettiva.
Dopodichè ritengo che, in caso un fotografo si trovasse in una situazione dove il non fare una foto ma fare altro possa essere "meglio" (il concetto di giusto e sbagliato dal punto di vista morale lascia il tempo che trova: diciamo che intendo che possa migliorare le condizioni materiali/essere maggiormente d'aiuto), credo sia giusto porsi il quesito.


Nel tuoi esempi quindi, Elraw, io probabilmente avrei scattato nel primo caso mentre nel secondo no. ;-)


avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 16:58    

Se una persona è in difficoltà e posso aiutarla non ci penso nemmeno a scattare...chi se ne frega della foto!!!... hai fiuto?... capiteranno altre situazioni meno drammatiche. Se fai fotogiornalismo è sei un professionista conosci bene cosa fare in certe situazioni considerando che alcune immagini sono il tuo pane quotidiano. In giro ci sono tanti amatori senza conoscenze specifiche che hanno distrutto il mercato. Molti fotoreporter...fidati hanno grosse difficoltà a lavorare in particolar modo in Italia. Cerchiamo di non far confusione tra la street e il fotogiornalismo tra il vero professionista e l'amatore (che vende le sue foto perchè costano poco alle agenzie di conseguenza ai giornali.) I like è commenti che si ricevono sui social per me non hanno nessun valore forse per molti si. Le nostre foto per essere valide devono avere qualcuno che le paga... è a prezzo di mercato. Fare una mostra è da tutti... basta cacciare soldi. Fare una mostra invece dove c'è qualcuno che investe per lo spazio, le stampe, cornici ecc. è diverso...vuol dire che le le tue immagini sono state riconosciute "valide". Oggi giorno il mercato è cambiato(almeno in italia) perchè tutti son disposti a cacciar soldi per mettersi in mostra distruggendo il vero fotogiornalismo è la buona street a favore di chi manopola il mercato. Stesso discorso è nel mondo del fumetto della musica e programmi televisivi dove solo pochi eletti prendono cifre astronomiche e risultati si vedono.

avatarjunior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 17:13    

Per allenarsi alla street niente di meglio del cellulare. Ottica fissa, iperfocale e lo hai sempre con te. Non ci stamperai del 50x70 però ti allena l' occhio e a cogliere il momento con molta più discrezione che una reflex

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 17:29    

anche una compattina come la vecchia G10 (non so a che modello siamo arrivati oggi) permette molto.
Sta in una tasca e non spaventa nessuno

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 17:55    

Scrivere nei forum non porta risultati. Se si organizza una battuta di caccia forse è meglio e anche molto costruttivo. Se qualcuno è di Milano io non ho problemi e penso neanche per qualche buon amico juzzino.MrGreen

user118485
avatar
inviato il 28 Marzo 2017 ore 18:06    

Ciao Nujdilla, grazie per avermi fatto conoscere Kevin Carter, e grazie per le tue righe. Non riesco a guardare alcune delle sue foto, sono troppo scioccanti e mi fanno sentire male.

Su Wikipedia si parla di controversie in merito alla sua foto più importante (questa: all-that-is-interesting.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/kevin ):

... nel marzo del 1993 si recò in Sudan per documentare la guerra civile in corso e la carestia che aveva sconvolto il paese. È qui che scattò la sua foto più famosa: il ritratto di un bambino denutrito che accasciato a terra cerca di raggiungere il centro di aiuti e sullo sfondo un avvoltoio che lo osserva quasi ne stesse aspettando la morte. Immediatamente la foto fece il giro del mondo apparendo nelle copertine delle riviste più importanti e permettendo a Carter di vincere un Pulitzer. Allo stesso tempo dette vita a una serie di polemiche che indagavano il ruolo del fotografo nello scatto della foto. La gente cominciò ad interrogarsi sul destino del bambino e sulla moralità della fotografia.

Carter non fu mai chiaro su quello che successe al momento dello scatto e raccontò diverse versioni della vicenda. Secondo alcune versioni avrebbe aiutato quella che si sarebbe rivelata una bambina, secondo altre avrebbe aspettato per 20 minuti il momento migliore per scattare mentre egli stesso afferma di aver fatto solo il suo lavoro di fotografo e testimone, consapevole di non poter far nulla per cambiare le sorti della bambina. Certo è che lo scandalo mediatico che si creò turbò profondamente Carter che, tormentato dall'immagine della bambina che gli ricorda la figlia piccola che riusciva a vedere solo raramente, cadde in profonda depressione. La sua popolarità crebbe rapidamente quando il New York Times acquistò la foto nel marzo 1993 facendola diventare uno dei simboli della devastazione africana. Questo non fece che aggravare la sua situazione portandolo a peggiorare il suo abuso di droghe al punto che quando gli telefonarono per comunicargli la vincita del premio Pulitzer nel 1994 non capì cosa stesse succedendo e furono costretti a ripetergli più volte la comunicazione.


Riporto anche qualche riga dalla versione inglese di Wikipedia:

Alternative account
João Silva, a Portuguese photojournalist based in South Africa who accompanied Carter to Sudan, gave a different version of events in an interview with Japanese journalist and writer Akio Fujiwara that was published in Fujiwara's book The Boy who Became a Postcard.

According to Silva, he and Carter travelled to Sudan with the United Nations as part of Operation Lifeline Sudan and landed in Southern Sudan on 11 March 1993. The UN told them that they would take off again in 30 minutes (the time necessary to distribute food), so they ran around looking to take shots. The UN started to distribute corn and the women of the village came out of their wooden huts to meet the plane. Silva went looking for guerrilla fighters, while Carter strayed no more than a few metres from the plane.

Again according to Silva, Carter was quite shocked as it was the first time that he had seen a famine situation and so he took many shots of the suffering children. Silva also started to take photos of children on the ground as if crying, which were not published. The parents of the children were busy taking food from the plane, so they had left their children only briefly while they collected the food. This was the situation for the girl in the photo taken by Carter. A vulture landed nearby with its eyes on the little girl. To get the two in focus, Carter approached the scene very slowly so as not to scare the vulture away and took a photo from approximately 10 metres (33 ft). Carter took approximately twenty minutes to take the photo, wanting the best shot possible. He then took a few more photos before chasing the bird away.

However, Arenzana argued that although the photo was near a feeding center and the particular child in Carter's photo may not have been in mortal peril, that does not mean Carter's photo is a total lie.

“It is certain that this photography is of great impact and leaves no one indifferent, but it made many people raise stupid questions. If you cut away a piece of reality and you isolate it, you're able to either be expressing reality or not expressing reality. And in this case, that which is expressed in the photo is a pretty good reflection of that which happened and is currently happening, there in Sudan. Photography has an enormous power over the viewers, and it has to be like that in order to reflect the horrible reality.”


Ciao.

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 18:19    

Rispondo a Elraw... non avrei fatto nessuna delle due foto. Al di là del discorso dei soggetti sensibili e della loro dignità, è importante anche previsualizzare ciò che si sta fotografando. Spesso mi rendo conto che una foto che sto per fare potrebbe essere banale, brutta, o insignificante. Allora mi fermo.

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 18:22    

La versione inglese è interessante e spiega il merito della polemica, la versione italiana è approssimativa ed alimenta la polemica.

avatarsenior
inviato il 28 Marzo 2017 ore 20:53    

comunque io credo... che dopo essere stato nel profondo di situazioni come quelle vissute da Carter per mesi, qualcosa dentro si rompa. Arriva un momento in cui semplicemente non ce la fai più ad opporti, ed allora accetti.
Anche un episodio come quello del bimbo credo divenga parte dell'inevitabile.
Poi ovviamente, a freddo ed a posteriori la visione dei fatti cambia.

Quello che alla fine ha messo in difficolta' Carter non e' stato tanto l'aver scattato o meno la foto.
Ma, per sua stessa ammissione,piuttosto l'aver aspettato per parecchio tempo ed invano, che il rapace allargasse le ali per ottenere uno scatto migliore.

RCE Foto

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info)



Questa discussione ha raggiunto il limite di 15 pagine: non è possibile inviare nuove risposte.

La discussione NON deve essere riaperta A MENO CHE non ci sia ancora modo di discutere STRETTAMENTE sul tema originale.

Lo scopo della chiusura automatica è rendere il forum più leggibile, soprattutto ai nuovi utenti, evitando i "topic serpentone": un topic oltre le 15 pagine risulta spesso caotico e le informazioni utili vengono "diluite" dal grande numero di messaggi. In ogni caso, i topic non devono diventare un "forum nel forum": se avete un messaggio che non è strettamente legato col tema della discussione, aprite una nuova discussione!





 ^

JuzaPhoto contiene link affiliati Amazon ed Ebay e riceve una commissione in caso di acquisto attraverso link affiliati.

Versione per smartphone - juza.ea@gmail.com - Termini di utilizzo e Privacy - Preferenze Cookie - P. IVA 01501900334 - REA 167997- PEC juzaphoto@pec.it

www.juzaphoto.com - www.autoelettrica101.it

Possa la Bellezza Essere Ovunque Attorno a Me