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Fotoamatori e dottori in Fisica


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avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:09    

Ma nessun meccanico si sentirebbe offeso dall'evidenziarne l'incompetenza circa una specifica monoposto di formula uno. E men che meno nessun automobilista si sognerebbe di partecipare a classi di gestione dell'elettronica di bordo di una utilitaria. E questo non perché non sia possibile che abbia le capacità mentali per capire, ma semplicemente perché non gli serve affatto.


La tua provocazione è legittima ed anche stimolante, tuttavia la trovo eccessivamente polemica.

Il mercato ha sempre funzionato così. Sempre. Stai facendo un processo al mercato ed alle persone.

Se vuoi pulire il pavimento, sei libero di farlo con la scopa o con la Dyson portatile da 700€; sei libero anche di fare un master sull'elettronica di gestione della Dyson e continuare a pulire con la scopa. L'importante è conoscere, capire e trarre le debite considerazioni sui mezzi da usare e i relativi benefici.
Sei tu con la tua testa a deciderlo.

Non infierire quindi sul venditore della Dyson quando, sulla base delle tue scelte, riterrai inopportuna la spesa di 700€ per pulire il pavimento, tra l'altro nei modi descritti nel manuale operativo.

Questa non è tecnologia è follia commerciale per allocchi.

Io non voglio essere trattato da allocco. E molti se ne stanno rendendo conto. Nella mia città in molti avevano avviato attività di stampa digitale. Negli ultimi cinque anni sono quasi tutti scomparsi. Mi sento confortato.


Qui l'allocco non sei tu ma il venditore, la tecnologia non c'entra niente. Il bravo venditore non chiude perchè capisce il cliente.

Ogni epoca offre i migliori mezzi ed anche i migliori venditori ed ogni epoca conosce anche chi accetta il progresso e chi non lo accetta.

A me sembra, scusa la schiettezza, che tu non accetti questi cambiamenti con annessi e connessi.

user102065
avatar
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:17    

Set3 io amo sperimentare e amo l'innovazione.

E' vero non amo le follie del mercato neoliberista e l'aumento scoraggiante degli imbonitori camuffati da "esperti".

user102065
avatar
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:20    

Husqy io sono il fotografo e quindi se la stampa non mi piace è chiaro che sono io a decidere se mi piace o no. Se poi la stessa immagine un altro la stampa diversamente e mi piace sono sempre io a decidere se mi piace o meno, non lo stampatore o il dottore in Fisica.

Se poi una mia fotografia non può essere stampata come io la immaginavo, se ne può discutere. Ma in termini di tecniche di scatto e anche in questo caso il dottore in Fisica può tranquillamente starsene a casa.

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:20    

Gli imbonitori camuffati da esperti esistevano nel medioevo e negli anni '50, non è un fenomeno moderno.

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:21    

Io non voglio essere trattato da allocco. E molti se ne stanno rendendo conto. Nella mia città in molti avevano avviato attività di stampa digitale. Negli ultimi cinque anni sono quasi tutti scomparsi. Mi sento confortato.

Questo però è un problema di "quantità"; dal momento che oggi tutti fanno foto (all'epoca eravamo molti di meno) il business, comprensivo di storture ed eccessi, ci si è fiondato; all'epoca non ci sarebbero stati i numeri per attirarlo, ma in altri campi si: ricordi i pedanti venditori di enciclopedie MrGreen?
Comunque anche a me capita di ritirare stampe con qualche dominante o problema di colore; il fatto è che oggi la cosa dipende in effetti quasi sempre dal sistema di partenza, cioè dalle tarature della mia attrezzatura, non della loro; anche da un punto di vista legale, oltre che commerciale, non credo che potrei rivalermi sul laboratorio, quindi mi sono sforzato di apprenderne abbastanza sulla gestione del colore in digitale da consentirmi di lavorare su un monitor non di grido, ma calibrato con un minimo di costanza, eseguire una pp decente e limitare al minimo "fisiologico" l'invio di immagini con possibili problemi (che comunque correggo personalmente in base al primo risultato). Di sicuro non ne faccio una mania, ma una necessità minima si. Comunque, alla fine la soluzione migliore rimane sempre quella di fermarsi quando si è trovato il laboratorio che ci ha maggiormente soddisfatto già le prime volte, e instaurare un rapporto minimamente fiduciario con quello; se non altro, se opera con costanza ti consentirà una maggior standardizzazione del tuo flusso di lavoro.

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:24    

E' vero non amo le follie del mercato neoliberista e l'aumento scoraggiante degli imbonitori camuffati da "esperti".

Qui tocchi un tasto dolente e che non riguarda solo il campo della fotografia, quanto piuttosto il fatto che oggi pare che non conti più ciò che sai fare, ma come ti sai vendere

user102065
avatar
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:30    

Daniele proprio questo bisognerebbe dire ai tanti fotoamatori sballottati a destra e a sinistra da blogger, corsi, laboratori che promettono risultati eccellenti e altro ancora: se una stampa non vi piace non lasciate che si abbatta su di voi la mannaia della colpevolizzazione. Voi pagate e non siete voi che avete fatto il prezzo.

Lamentatevi e:

1) se non ricevete risposta, non tornate più da quel laboratorio
2) se la risposta è che dovete acquistare costosi monitor e colorimetri e seguire corsi di gestione del colore, non tornate più da quel laboratorio
3) se la risposta è che potreste discuterne e provare a ristampare, accettate la proposta e se anche la seconda ristampa non va nella direzione giusta, non tornate più da quel laboratorio

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:35    

Nel settore commerciale, un tempo a proprie spese si preparava una prova di stampa "certificata", normalmente chiamata Cromalin, che veniva utilizzata come riferimento.

Con gli anni il "Cromalin" è diventato digitale e poi è sparito.

In compenso è cresciuto di numero di esperti che sono successivamente migrati al settore amatoriale della fotografia, perché le competenze nel settore grafico erano già "disincantate"!!!

Anche le sonde e i calibratori erano esclusiva della prestampa e della grafica... oggi sono quasi esclusiva dei fotoamatori.

Il dialogo tra stampatore, prestampa e creativo era continuo e culturalmente avanzato.

Oggi ti dicono, il RIP è OK ma tu sei CALIBRATO?... c'è troppa arroganza e poca sostanza.

Del resto come dice Huski, i committenti vogliono i risparmiare.

user102065
avatar
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:42    

Troppa arroganza e poca sostanza! ;-)

Ed è sotto gli occhi di tutti che il mercato più fiorente sia proprio quello dei fotoamatori, che poveretti subiscono a proprie spese.

Del resto se io sono un professionista e tu mi dici che con una "sondina" (so che non si chiama sonda e per ironia, meglio specificare) da 87 euro e venti minuti di tempo io ho qualsivoglia monitor perfetto per andare in stampa e ottenere quello che vedo, ti lancio dalla finestra del mio ufficio.

Se, invece, sono un fotoamatore, allora corro a comprare la "sondina", mi iscrivo a tutti i tuoi prossimi corsi di formazione, se qualcosa non funziona cambio monitor, poi provo a prendere una stampante pro da tenere sul comodino ecc. ecc. ecc.

Che cosa rischia l'imbonitore di turno? Nulla. Ma i suoi sponsor sono contenti.

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:54    

so che non si chiama sonda e per ironia, meglio specificare


Usiamo il sondino naso gastrico... dominanti verdastre o violacee a seconda del caso!

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 16:54    

Con gli anni il "Cromalin" è diventato digitale e poi è sparito.
dai sparito no, io l'ho ancora qua MrGreen è spento ormai da quasi 8 anni, perché adesso si va solo con epson, però la certificazione c'è ancora ed è migliore rispetto a quella che si faceva con i vecchi digital cromalin, tra l'altro si usa ancora lo stesso programma (rip) per le prove, è solo cambiata la stampante... che costava in manutenzione e colori uno sproposito...

Oggi ti dicono, il RIP è OK ma tu sei CALIBRATO?... c'è troppa arroganza e poca sostanza.
si però spesso è così, una stampante tiene la calibrazione a lungo, difficilmente si sballa qualcosa, però capita anche quello...

Del resto se io sono un professionista e tu mi dici che con una "sondina" (so che non si chiama sonda e per ironia, meglio specificare) da 87 euro e venti minuti di tempo io ho qualsivoglia monitor perfetto per andare in stampa e ottenere quello che vedo, ti lancio dalla finestra del mio ufficio.
ecco qua c'è un errore di fondo, perché tutto ciò è possibile, nei limiti ovviamente dell'attrezzatura...

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 17:13    

Husqy... cianografiche altro che imposizione; il cromalin o il matchprint a cui facevo riferimento erano quelli su pellicola trasparente MrGreenMrGreenMrGreen usati per decenni anche quando si era passati a quelli a tonner a cui facevi riferimento.

avatarjunior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 17:23    

Vado un po' Ot ma credo posa essere utile ai principianti come me:

Sono sempre stato scontento delle stampe da pochi centesimi che ottenevo ed a volte ancora ottengo dai laboratori fotografici del tipo di Photocity,PhotoSi ecc...
Nonostante non cercassi la perfezione assoluta,i colori erano sempre parecchio lontani da quello che volevo ottenere e/o vedevo a video, inizialmente pensai che tutto fosse dovuto al monitor di fascia bassissima, presi un monitor decente della Dell (non super pro ma di tutto rispetto), mi feci prestare un buon calibratore,feci le stampe di test del laboratorio ecc...
Pensato che la cosa si a migliorata? NO le stampe continuavano a non corrispondere e di tanto.

Dopo questa esperienza , ho iniziato ad usare un altro apprroccio:

-non ho comprato il colorimetro, ho tenuto il mio discreto monitor (è stata l'unica spesa sensata) di cui sono soddisfatto resettando le impostazioni colore a quelle di fabbrica in quanto era stato consegato con certificato di calibrazione.
- ho fatto prove sempre con lo stesso laboratorio ed ho "imparato" a tarare i colori in base a come loro (o più probabilmente io) sbagliavano.
Ora ottengo stampe decentemente corrispondenti dal laboratorio economico che ho scelto tra i tanti.

Per le stampe "importanti":
-ho preso una stampante a pigmenti A3+ di buona qualità, due tipi di carta del tipo che piace a me,imparato a settare i profili della carta ecc.., fatto parecchie (ma non tantissime) prove.
Ora mi stampo da solo quelli che a mio avviso e per le mie esigenze sono ottime stampe e decisamente superiori a ciò che ottengo dal laboratorio (parlo di laboratori economici e NON di quelli bravi che comunque ci sono).
Purtroppo un A3 stampato a casa costa come 5 A3 stampati on-line ma non c'è assolutamente paragone.

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 17:25    

mah......Eeeek!!!Eeeek!!!Eeeek!!!
Onestamente non comprendo tanto il senso di tutto questo 3D.

Dove si vuole andare a parare? Non mi e' chiaro.

Non avrei dovuto comprare la canon pro1? costa cara ma mi son divertito e mi ha soddisfatto.
Non avrei dovuto stampare in laboratorio?.. in genere so e son preparato alla sciagura delle stampe economiche che non rispettano i colori che vedo a monitor... ma chissenefrega. Se volessi stampe più simili ai miei desideri me le stamperei sulla pro1..

forse non saro'mai un fotografo, solo perché non contesto una stampa da 50 cent che presenta un 'incarnatoche non risponde perfettamente al mio gusto?.
Non so.. davvero non ho capito .

avatarsenior
inviato il 15 Dicembre 2016 ore 18:19    

Sono sempre stato scontento delle stampe da pochi centesimi che ottenevo ed a volte ancora ottengo dai laboratori fotografici del tipo di Photocity, PhotoSi ecc...


In mezzo a tante critiche contro questo o quel servizio di stampa online voglio portare una esperienza positiva.

Di recente ho fatto stampare da Photobox tre fotolibri per me, con immagini di lavoro (computergrafica 3D, fotoinserimenti, fotografie vere e proprie) e tre fotolibri da regalare ai miei genitori a Natale con una raccolta di foto di famiglia che partono dall'inizio del '900 e che io ho scansionato dopo averle raccolte tra i parenti. Le immagini le ho fornite tutte in sRGB con profilo incorporato e a una definizione abbastanza alta, più di quella standard tipografica.
Sono rimasto molto soddisfatto perché il risultato a stampa corrisponde a ciò che vedo a monitor (LaCie 324 profilato con una sonda XRite, MacPro 2013).
La stampa non è su vera carta fotografica (come fa Saal) ma su carta patinata con retino in quadricromia digitale molto fine. Ho dovuto prendere la lente per vederlo. Le immagini sono estremamente definite, e rispetto a ciò che ho fornito l'uscita in stampa, ripeto, è davvero ottima. Peccato che si debba comporre il fotolibro collegati online con il loro software, a differenza di Saal che fornisce il programma da installare sul computer.

Troppo buonista? Non va bene? bisogna per forza e rabbiosamente criticare qualcosa? allora segnalo che il mio primo fotolibro lo feci stampare da Apple , dopo averlo composto con iPhoto , tre anni fa. No, non rimasi per niente contento: immagini (tutte) troppo sature. Non so se fosse un effettaccio voluto, con l'intento di rendere le foto più "brillanti", tipo le vecchie pellicole "da gita" Kodak Gold che avevano colori sparati. In ogni caso non ho più fatto stampare niente da loro.

sono soddisfatto resettando le impostazioni colore a quelle di fabbrica


A parte questi fotolibri, nel mio lavoro devo fornire immagini che saranno stampate in tipografia, su cataloghi, quindi se avessi usato il profilo standard del monitor, quello di fabbrica che era nel CD LaCie, sarei fallito anni fa perché usando quello la differenza con ciò che esce in stampa è abissale.


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