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Ancora un ibis eremita morto...


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avatarsenior
inviato il 07 Novembre 2016 ore 21:23    

Giobol, se vuoi ti rispondo citando degli studi (l'antivisezionismo scientifico ha solide basi) ma poi andiamo pesantemente OT; ma che vuoi dire alla fine, che ogni volta che un vegano prende un'aspirina - se poi mai la prende - un bracconiere è legittimato a uccidere uno degli ultimi quattro esemplari di ibis sul nostro territorio? Confuso

avatarsenior
inviato il 07 Novembre 2016 ore 22:20    

Giobol, se vuoi ti rispondo citando degli studi (l'antivisezionismo scientifico ha solide basi) ma poi andiamo pesantemente OT; ma che vuoi dire alla fine, che ogni volta che un vegano prende un'aspirina - se poi mai la prende - un bracconiere è legittimato a uccidere uno degli ultimi quattro esemplari di ibis sul nostro territorio?


Voglio semplicemente dire che come vive oggi l'umanità e lo sfruttamento intensivo di tutto il regno animale, senza escludere neppure gli insetti, per raggiungere i suoi scopi egoistici, è estremamente difficile seguire una filosofia vegana al 100% senza correre rischio alcuno di essere smentiti da qualcuno.

Si può ridurre l'impatto, ma da qui a dire "Io amo in modo ferreo gli animali e non faccio nulla che possa fare loro del male, quindi rispetto la loro vita" (frase tipica dei vegani e vegetariani), ce ne passa....
Se questa non è una bufala: www.wellme.it/approfondimenti/gli-speciali/4794-derivati-animali-9-ins

Giorgio B.

avatarsenior
inviato il 07 Novembre 2016 ore 22:56    

Sono contro la caccia da sempre, non capisco che divertimento ci possa essere nel giocare non ad armi pari con una povera bestia che si fa beatamente i fatti suoi. Abbiamo, e stiamo, devastando il territorio rubando spazi che tradizionalmente non ci appartengono e divenendo la causa prima dell'estinzione di diverse specie.
Come se il mondo ci appartenesse e fosse pure nostro il diritto di distruggerlo..
Nonostante questo mi capita ogni tanto di discutere con dei cacciatori e ogni volta rimango di stucco nell'ascoltare il loro concetto di "amore per la natura". Uno in particolare mi racconta di come raccoglie animali feriti, li cura e li tiene nella sua cascina (???!?!?) come animali di casa (il fagiano ferito che ha curato e ora vive con lui da qualche anno ad esempio..) e io rimango ogni volta allibita...!! Certo c'è molta ignoranza, molto menefreghismo e tanto egoismo.. credo però che con alcuni soggetti(molto pochi purtroppo) che si dilettano in questa macabra attività ci siano ancora degli spazi di dialogo .... di informazione di sensibilizzazione.
Sull'ibis..non ci sono parole...un altro triste episodio che si unisce a tanti casi tristi..primo, a mio parere, su tutti la povera aquila reale nata libera in natura a cui un maledetto anni fa ha sparato, soccorsa e curata ora vive all'oasi di Vanzago ma senza un ala..

avatarsupporter
inviato il 07 Novembre 2016 ore 23:02    

La coerenza umana è risibile.
Giusto oggi, ad un mio collega cacciatore ( questa è stagione di beccaccie ) gli è arrivata la tessera del WWF.
Vogliamo "sparare" un giudizio?
In fondo, anche i santi sono peccatori e personalmente giudizi manichei mi rendono molto diffidente.

avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2016 ore 0:20    

La coerenza umana è risibile.
Giusto oggi, ad un mio collega cacciatore ( questa è stagione di beccaccie ) gli è arrivata la tessera del WWF.
Vogliamo "sparare" un giudizio?

No, no, è coerente: anche il presidente del WWF era un cacciatore. MrGreenMrGreen
Forse il tuo collega vuole anche lui fare il salto della barricata. ;-)

avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2016 ore 5:41    

Il discorso sull'incoerenza sembra voler giustificare l'annientamento di tutto ciò che vola. Tutte modalità argomentative che mettono in secondo piano l'abbattimento di un'aquila o un pettirosso.
www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/07/caccia-metodi-vietati-specie-prote



avatarjunior
inviato il 08 Novembre 2016 ore 11:57    

Il discorso era un po' OT...Sul fatto in questione penso fossimo tutti d'accordo sulla scelleratezza e stupiditá del gesto e nessuno penso lo volesse giustificare.

avatarjunior
inviato il 08 Novembre 2016 ore 12:10    

Trogloditi ignoranti

avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2016 ore 12:20    

Quello dell'abbattimento di specie a rischio estinzione non è un problema di animalisti o vegani, ma di conservazione di ecosistemi e di equilibri naturali, in cui anche la sparizione di vegetali, funghi o batteri avrebbe effetti analoghi. Perciò non la butterei tanto sul nostro tipo di alimentazione (anche una coltivazione intensiva di grano o di soia è pur sempre spazio sottratto alla natura), quanto sulla cultura necessaria a rendersi conto di quali siano le pratiche che ostacolano la conservazione di ciò che definiamo Natura.

avatarsenior
inviato il 08 Novembre 2016 ore 20:18    

@Daniele, è inutile che giriamo intorno al problema, perché come dici tu, se fossimo tutti vegetariani, comunque causeremmo la morte per fame degli animali, sottraendo loro le risorse per la sopravvivenza. Quindi se cerchi di sistemare da una parte, crei problemi dall'altra ed è difficile uscirsene fuori.
Forse l'unica sarebbe ridurre di 10 volte la popolazione e tornare a vivere come 10.000 anni fa, forse anche prima.
Pura utopia.... ;-);-)

Quello che possiamo fare è difendere ciò che si può, se poi si trova gente come quella del link di Domenik, verrebbe proprio voglia di.... (non si può dire :-P)

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2016 ore 9:00    

Comunque, prima o poi, dovremo metterci in testa che la soluzione del problema contempla anche e necessariamente una riduzione del numero di individui della nostra specie, soprattutto per il fatto che, contrariamente a quello che alcuni affermano, il genere umano, da quando esiste come genere scientificamente separato all'interno dell'Ordine dei Primati, è sempre stato anche cacciatore, quindi predatore (lo confermano persino gli studi sulle microstrutture da usura sui più antichi utensili in pietra, vecchi di alcuni MILIONI di anni, mica due giorni); ma proprio per questo dovremmo renderci conto di quanto sia innaturale che un predatore superi in numero la quantità delle possibili prede.
Certo, noi le nostre "prede" abbiamo imparato ad allevarle, ma il nostro aumento esponenziale ha portato ad un analogo e pericoloso aumento anche del numero di questi animali, ma anche dei campi coltivati per sostentare noi e loro, con importanti (ma soprattutto evidenti) squilibri in tutti gli ecosistemi.
Non si tratta di ritornare a metodi di sopravvivenza di 10.000 anni fa, non dobbiamo necessariamente abbandonare il livello tecnologico raggiunto, anzi, proprio la tecnologia ci permetterebbe di mantenere ugualmente attivi i medesimi scambi economici e culturali a lungo raggio, le classi di lavoratori non direttamente produttivi e cose simili; quello che dobbiamo cambiare è il concetto di "progresso", che non possiamo continuare a far coincidere con quello di "sviluppo" indefinito perché ormai siamo arrivati ai limiti fisici del pianeta.
Ma questo comporta un cambio radicale nella mentalità con cui ci approcciamo alla Natura; dovremo finalmente renderci conto di farne parte, non di esserne antagonisti. La famosa "catena alimentare" non è, come troppo spesso si crede, ad uso e consumo solo del "più forte", ma una catena di mutualismo per cui se scompaiono gli eucalipti scomparirà anche il Koala, e se scompare il Koala si estingueranno anche i suoi predatori e così via (e chissà che anche l'Uomo, alla fine, rientri in questa catena di estinzioni!)

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2016 ore 9:32    

Predatore significa che un animale caccia per necessità, mentre invece le prime forme di allevamento si sono strutturate per esigenze ben diverse, ossia per l'accumulo di capitale, con conseguente prima divisione in classi. L'allevamento è un prodotto del materialismo storico.
E chi lo dice che siamo scientificamente separati dai primati? Questa è bella! Noi siamo primati con capacità e caratteristiche diverse, ma solo l'antropocentrismo, ossia la narrazione culturale fatta a partire da noi stessi, ha creato nel tempo quella divisione ontologica (non scientifica, quindi) che ha fatto sì che venissero esaltate le nostre peculiarità e considerate inferiori (rispetto ovviamente a parametri decisi da noi) quelle degli altri animali.

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2016 ore 10:55    

Non ho scritto che siamo scientificamente separati "dai" Primati, ma che il genere Homo è un genere separato, nel senso di ben distinguibile dagli altri, "all'interno" (era proprio questa la parola) dell'Ordine dei Primati di cui è evidente a tutti che facciamo parte.
L'allevamento in quanto tale non è un prodotto del materialismo storico, quanto meno per l'epoca e i modi con cui è nato; anzi, per millenni le comunità di allevatori nomadi delle steppe eurasiatiche sono state molto, ma moooolto meno classiste e capitaliste (ma si può parlare di capitalismo in epoca pre- e protostorica?) di qualunque popolazione agricola loro contemporanea. Poi sono d'accordo sul fatto che sia colpa dell'antropocentrismo culturale se si è creato un distacco tra la considerazione che l'uomo ha di se stesso e degli altri esseri viventi (e io ci metteri anche piante, funghi, batteri ecc., perché senza di loro non esisterebbero nemmeno gli animali; solo i batteri e, forse, le piante sono indispensabili alla vita intesa in senso globale)

avatarjunior
inviato il 09 Novembre 2016 ore 11:08    

...sarebbe ora di chiudere la caccia...
troppe bestie morte solo per l'orgoglio di gente ignorante...

avatarsenior
inviato il 09 Novembre 2016 ore 11:17    

...sarebbe ora di chiudere la caccia...
troppe bestie morte solo per l'orgoglio di gente ignorante...

Temo che non servirebbe a niente; anche adesso uccidere quegli animali comporta delle sanzioni, eppure certi personaggi se ne sbattono tranquillamente i girevoli; chi ti dice che non continuerebbero imperterriti?
Il problema è culturale e va affrontato battendo altre strade, ma soprattutto con argomenti che convincano sui pericoli che anche noi corriamo se non cambia il nostro approccio con la Natura (magari se riesci a toccare il loro stesso intreresse all'esistenza, forse prima o poi capiranno)

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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