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avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 16:46    

Sembra tornare il discorso che occorre "essere" per poter avere la sensibilità di scegliere e voler trasmettere qualsiasi contenuto.


Personalmente trovo questo punto dirimente, decisivo.
Che la si prenda all'interno della visione genericamente orientale o, più semplicemente, riferendosi alla storica frasetta di Ansel Adams, nella fotograifa mettiamo l'esperienza, le sensibilitò, il punto di ossrvazione delle cose e del mondo che ci appartengono.
E la ricchezza individuale, personale, finisce appunto per essere forse il fattore più decisivo.

(implicito, avendo quella minima conoscenza tecnica senza la quale è improponibile dedicarsi a qualsiasi cosa...)

Saluti
F

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:14    

Atatap, intanto complimenti per l'ottimo argomento.
vorrei dire che anche se tecnica e significato non si escludono l'un l'altra, occorre fare alcune considerazioni.
Supponiamo che voglio un paesaggio da stativo, conosco l'ora giusta e ho il meteo adatto, ho un buon margine per scegliere l'orientamento, l'inquadratura, T, f, ecc... Supponiamo che aspetto una modella in studio, preparo tutto prima, e poi mi concentro su come fare gli scatti apportando nuove modifiche alla situazione. Bene.
Non è che si tratti di un'arida corsa all'estetismo estremo, ma in queste 2 circostanze, tutti si aspettano il massimo dal punto di vista estetico (+ o -), poichè si tratta di foto ampiamente "telefonate prima".

Altro caso, sono in giro per il mondo, in un Paese che piega ai disagi, se non addirittura agli stenti, gli eventi da fotografare si susseguono non secondo le volontà di chi fotografa ma sulla macina della vita e delle vicessitudini.
Può accadere che non hai neanche il tempo di cambiare ottica, altro che ombrellini e pannelli riflettenti.

Allora si fotografa quello che si cerca, che si trova, e che poi si ha davanti agli occhi.
Nei primi 2 esempi, l'aspetto estetico ha una valenza prioritaria, e forse il significato può avere mille sfumature, secondo la sensibilità di chi organizza l'immagine.
Nell'ultimo esempio invece, ti trovi prima di tutto nella condizione di riuscire a scattare, che a volte già di per sè è una piccola conquista, e poi il resto. Millemila ISO, inquadratura non perfetta, micromosso?
Ma tutto dipende da cosa si sta scattando, dal significato appunto.

Quindi potremmo dire che la fotografia documentaria, che sia street, reportage, reportage di viaggio e altro che non è contenuto alla perfezione nei posticci contenitori delle categorie, ha priorità differenti, rispetto all'estetismo puro.
Ma in altri casi le priorità si spostano all'estetica massima, allontanandosi dal bisogno del significato, nel senso che comunque l'immagine significherà qualcosa, ma potrebbe significare magari, che devi comprare quel determinato tipo di maionese.

avatarjunior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:15    

riferendosi alla storica frasetta di Ansel Adams


Sono curioso.
A quale frase in particolare ti riferisci? :-)

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:21    

Sono curioso.
A quale frase in particolare ti riferisci?


Hai ragione: riporto...

Tu non fai una fotografia solo con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito e le persone che hai amato.

giuste Ooo le tue osservazioni.
Ma è anche importante chiedersi se nasce prima l'uovo o la gallina ;-)
Nel senso che è vero quel che dici, rispetto a differenze di approccio connaturate nell'oggetto delle nostre attenzioni.
Ma credo che, in qualche misura, alla fine il punto non è "come fotografiamo quella cosa", ma "cosa scegliamo di fotografare", scoprendo che tutti noi, più o meno, abbiamo qualcosa che sentiamo più vicino, più affine.
Può essere?

user46920
avatar
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:26    

Per il libro sullo zen, lo vado subito a cercare, grazie per la segnalazione!
edit: mi arriva domani.

ma lo devo mettere sul mercatino per riuscire a venderlo .. con l'autografo e la dedica? ;-)

" Devo avvertire però che lo Zen è probabilmente quanto di più lontano ci sia dal modo di vedere occidentale" però non sarà un caso se i nostri mezzi fotografici siano di provenienza orientale Sorriso

non è proprio "la verità" ... siccome la fotografia e l'ottica hanno una culla Europea o comunque occindentale.

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:28    

ocCINdentale è freudiano? MrGreen

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:43    

Ma credo che, in qualche misura, alla fine il punto non è "come fotografiamo quella cosa", ma "cosa scegliamo di fotografare", scoprendo che tutti noi, più o meno, abbiamo qualcosa che sentiamo più vicino, più affine.
Può essere?


Be' si. Ed in parte è proprio quello che intendevo quando dicevo che il problema è anche "scegliere" il bersaglio oltre che tirare bene la freccetta.

Comunque voglio dire spremi spremi, scatta scatta, studia studia ma alla fine non è che sono tutti predisposti a diventare "maestri".
Ci si diverte e si cerca di indirizzare al meglio possibili potenzialità nascoste dove sarebbe uno spreco non cercare di raschiare il fondo del barile.
Parlo anche per me. Soprattutto per me. Più fotografo e meno saprei spiegare cosa e come bisogna fare... Più fotografo e più mi sorprendo a come ho fatto a tirar fuori certi scatti... Più fotografo e più mi rendo conto che essendo negato in certi aspetti "fondamentali": previsualizzazione, composizione, precisione, faccia tosta, cerco quindi di compensare con altri insistenza, autocritica, conoscenza, visione personale...

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:45    

Dici una cosa molto saggia Opisso. Volevo infatti aprire un topic su questo: se non partiamo dal fine di ognuno, dai bisogni e la natura individuali, che sono ovviamente diversi, a volte diversissimi, quale ricetta potrà mai essere buona in se? Sorriso

avatarjunior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:46    

Tu non fai una fotografia solo con la macchina fotografica. Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto, la musica che hai sentito e le persone che hai amato.

Grazie! :-)

Non è che si tratti di un'arida corsa all'estetismo estremo, ma in queste 2 circostanze, tutti si aspettano il massimo dal punto di vista estetico (+ o -), poichè si tratta di foto ampiamente "telefonate prima".

Se ti va, Ooo, leggi quello che dice Sarah Moon a proposito dell'"inatteso" o della componente casuale nelle sue fotografie.

user39791
avatar
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:48    

Più fotografo e meno saprei spiegare cosa e come bisogna fare.


La fotografia è una cosa semplice. A condizione di avere qualcosa da dire.
Mario Giacomelli

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:50    

" Più fotografo e meno saprei spiegare cosa e come bisogna fare."

La fotografia è una cosa semplice. A condizione di avere qualcosa da dire.
Mario Giacomelli


E in effetti, quale che ne sia la personale traduzione, concordo Fili che è tutto lì.
Declinabile in molti modi, ma io pure penso che la ciccia sia quella...

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:52    

Insomma, è come dire che le nostre foto sono come uno specchio nel quale ci riflettiamo.

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:53    

più o meno si

user39791
avatar
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 17:59    

Insomma, è come dire che le nostre foto sono come uno specchio nel quale ci riflettiamo.


Dato che sono in vena di citazioni ripasso al mio amato Scianna:
Il luogo comune vuole che la fotografia sia specchio del mondo ed io credo occorra rovesciarlo: il mondo è lo specchio del fotografo.

avatarsenior
inviato il 05 Ottobre 2016 ore 18:02    

E aggiungerei, non solo le nostre foto, ma tutto quello che diciamo e facciamo, correlato alla fotografia, è uno specchio in qualche modo.
Ed è questo il motivo per cui dicevo sopra che nessuna ricetta sarà mai universalmente buona, perchè non potrebbe rispondere ai bisogni di ogni differente anima...

Per correttezza va detto che, restando alle citazioni così estrapolate, è facile essere d'accordo e sentirle proprie, avveritrne l'universalità. Ma nella pratica le differenze sono inevitabili. E grazie al cielo ci sono Sorriso

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