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inviato il 21 Settembre 2016 ore 21:49
“ Il cartoncino serve per la misura della luce riflessa e come tale va usato „ Il cartoncino non deve "riflettere" la luce creando riflesso. Il cartoncino deve riflettere il 18% della luce e cioè la luminanza dello stesso oggetto al 18% e cioè un grigio medio. Quindi il cartoncino deve restituire un valore di luminanza e non riflettere la luce come se fosse uno specchio ed appunto quello che poi hai detto anche tu. “ Ovviamente se capita che il cartoncino faccia effetto specchio è una casualità che falsa il risultato „ Ma quest'effetto specchio, lo elimini, spesso proprio posizionando il cartoncino frontale allo scatto tenendo presente la luce principale come ad esempio una lampada o il sole, dove è posizionato. In altri casi lo si può inclinare per evitare l'effetto riflesso stando attenti a non esagerare per evitare sotto o sovraesposizioni. E questo lo consiglia anche Kodak. |
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inviato il 21 Settembre 2016 ore 22:18
Ragazzi so che sto deviando da quello che era l'intento iniziale del post, ma sto colorchecker mi sta prendendo Domanda: se è stato inventato nel 1976, come correggevano i colori sulla pellicola? cioè su photoshop selezioni il colore e gli cambi le coordinate, su pellicola? |
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inviato il 21 Settembre 2016 ore 23:11
@Pironman Molto probabilmente con procedimenti chimici con i quali si necessitava di buona manualità non solo tecnica ma anche artistica nel saper restare nell'ambito del fotorealismo. Altrimenti succedeva un pò quel che accade ora con l'HDR. Foto che diventano disegni. Se le procedure sono simili a quelle della serigrafia o pittura, allora i colori chimici andavano composti con "occhio". E qui più che tecnica si va di esperienza. Anche perchè non è che potevi avere già pronto esattamente il colore da fotoritoccare. |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 0:11
I colori venivano corretti con dei filtri durante la stampa da negativo a carta. |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 11:51
I colori venivano corretti anche in ripresa, con dei filtri colorati da mettere davanti all'obiettivo. In genere con la luce artificiale. “ Il cartoncino deve riflettere il 18% della luce e cioè la luminanza dello stesso oggetto al 18% e cioè un grigio medio. „ Questo lo deve garantire il costruttore. Ma siccome ci sono materiali lucidi e opachi, è ovvio che con un cartoncino lucido non puoi simulare una superficie opaca. A quel punto servirebbe un cartoncino opaco che non riflette, altrimenti orientando quello lucido a discrezione non si fa che tentare di simulare un materiale meno riflettente. E dunque ribadisco, tanto vale misurare l'esposizione sul palmo della mano, vedrai che non riflette e sarà anche più preciso. |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 12:08
“ Ma siccome ci sono materiali lucidi e opachi, è ovvio che con un cartoncino lucido non puoi simulare una superficie opaca. A quel punto servirebbe un cartoncino opaco che non riflette „ Esattamente, altrimenti il cartoncino non va bene e creerebbe solo problemi. “ Questo lo deve garantire il costruttore „ Se lo garantisce e non è così, lo rispediamo al mittente. “ E dunque ribadisco, tanto vale misurare l'esposizione sul palmo della mano, vedrai che non riflette e sarà anche più preciso. „ Il vecchio sistema sempre valido. |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 12:10
mi permetto di fare un piccolo appunto il cartoncino grigio che hai utilizzato è troppo piccolo. Motofoto ,sei troppo poemico sintetizza un pò Ciao |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 13:06
In effetti, usandolo, mi sono accorto che è troppo piccolo. Pensavo adesso di comprare un cartoncino A4 in cartoleria, confrontandolo con questo che ho per trovare il colore corrispondente (se c'è). comunque ho fatto alcune foto, dei ritratti alla mia ragazza all'ombra di un albero, e sono soddisfatto, esposizione perfetta al primo colpo e bilanciamento del bianco idem, usando il cartoncino appunto per regolare il bilanciamento in camera. tra l'altro (ovvio direte voi) con l'esposizione perfetta anche i colori sono ben bilanciati, mentre se la si sbaglia e si corregge dopo qualcosa cambia sempre |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 13:11
Ricordo anche io che i colori venivano corretti già in ripresa. Si usavano degli appositi filtri con una codifica creata mi pare da Kodak e poi diventata di uso comune. Io ne avevo tre o quattro, non di più, e li usavo (poco) quando lo ritenevo necessario. Avevo anche un cartoncino A4 che però lasciavo a casa in quanto scomodo da portare in giro. |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 13:21
@Dados1 Non è un problema Dados1 perchè se scatta riempendo il fotogramma e con misurazione spot ancora meglio, va bene cmq. |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 13:21
“ Motofoto ,sei troppo poemico sintetizza un pò „ Se devo spiegare, un po' di parole ci vogliono. Poi qui sono tutti fotografi che sono come i pescatori: pazienti per natura. |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 13:29
Però i pescatori quando pescano un pesce di venti centimetri dicono che era di due metri, noi siamo più precisi |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 14:21
Noi siamo più precisi perchè abbiamo Photoshop. I pescatori usano la narrativa orale. |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 14:37
Perche non usare un buon Termocolorimetro ?? [IMG]https://www.amazon.it/Sekonic-SE-C500-Termocolorimetro-Fotografia/dp/B0098HYKSY[/IMG] |
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inviato il 22 Settembre 2016 ore 15:20
Motofoto, ci vorrebbe un pescatore con photoshop, così potrebbe allungare i pesci come meglio crede |
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