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inviato il 15 Settembre 2016 ore 15:10
“ Se di fronte ad una qualsiasi inquadratura, impostato in M, io semplicemente regolo i parametri per parificare lo 0 dell'esposimetro allora io sono un "sostituire con parolaccia". „ Comunque, se può consolare, è sempre stato così Quando ho iniziato (fine '70 inizi '80), faceva figo (very pro) usare sempre M e poi far semplicemente collimare l'ago PS: abbraccione Max! |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 15:18
A me piace sentire CLICK-CLICK e TRRR-TRRR sotto i polpastrelli. Mi diverto con poco |
user46920
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 15:30
“ La faccenda è proprio questa. Se si dice "scatto in manuale per imparare le basi" e poi imposti l'esposizione sullo 0 (vale lo stesso se fai un minimo di compensazione esposizione basandoti sullo 0 della scala eh), non stai imparando nulla... „ ma non ci sono basi da imparare! l'unico metodo che conosco per fare ciò che voglio in quel modo, sarebbe quello di valutare la luce a priori, coi propri occhi ... cosa anche abbastanza semplice, dopo un po' di esperienza "Scattare in Manuale" , significa impostare la fotocamera senza esposimetro. .. o valutare la luce anche più precisamente tramite un esposimetro (esterno o interno), ma poi esporre coscientemente come desiderato, annullando così "l'automatismo" della macchina Personalmente ritengo che sia meglio capire prima cosa bisogna fare per avere il risultato voluto e poi sarà anche possibile decidere l'impostazione migliore della fotocamera, rispetto all'esigenza. |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 15:46
Uso prevalentemente esposizione manuale quando la scena non cambia o quando voglio un determinato effetto e quello che ho pensato prima dello scatto senza che la fotocamera scelga per me. In particolare quando lavoro in chiesa, interni uso il flash in E-TTL e fotocamera in manuale compresi iso e sono certo che l'esposizione la fa il flash al tempo e diaframma che ho scelto, senza che per effetto di qualcosa tipo un soggetto con abito scuro entri in scena abbassandomi il tempo di esposizione o aprendomi il diaframma in alternativa senza flash uso gli iso automatici fino alla impostazione che preferico per esempio max 6400 ISO. Fotografare in manuale non vuol dire non utilizzare l'esposimetro, per me vuol dire avere il controllo di quello che ho pensato. Se fotografo una partita di calcio e lavoro in S per canon = priorità dei tempi , sto inquadrando la palla e voglio lo sfondo sfocato ma gli automatismi mi correggono il diaframma a F8, potrei avere quello che ho pensato? NO!! ecco perchè in molte occasioni si lavora in manuale manuale vuol dire comunque guardare sempre le tacchette verdi se vanno verso DX o SX, quindi l'esposimetro io lo uso. Quando non hai tempo e sei certo dei risultati puoi comunque lavorare in AV-TV Parliamo di esposimetri da reflex digitale strumenti validi Buona luce a tutti. |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 15:57
Cioè se la scena é chiara apro e se la scena è scura chiudo. Certo che non devo guardare l'esposimetro, quello riposta tutto al 18% che sia chiaro o scuro. Ma perchè complicarsi la vita quando non si sono studiate le basi ?? Le persone vogliono il 99% di foto buone ( a monitor ), quindi iso auto e P ( flessibile se proprio vuoi decidere qls ) e quindi perchè manuale x poi far collimare ?? |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 15:57
Leth, lasciare l'esposimetro sempre sullo zero è affidarsi ciecamente ad esso in *tutte* le modalità. Vero, se dici che lo fai per imparare e poi non valuti criticamente la lettura dell'esposimetro, è un controsenso, ma non è peggio di usare P o Av senza compensare quando opportuno. Sostenere che ci si debba dare all'ippica è una generalizzazione che non contribuisce a chiarire la faccenda, che è complessa come l'insieme di permutazioni di tutti i valori delle coppie tempi/diaframmi (tralascio l'iso in quanto lo considero solo un moltiplicatore, è più pratico) Concordo con chi ha detto di aver iniziato, o voler iniziare, in M e, una volta presa dimestichezza, passare alle priorità con una coscienza maggiore. Così sai quando è più comodo lavorare in M, e puoi valutare questa opzione quando ti serve. E capisci anche come la macchina interpreta l'esposimetro, quando esegue il lavoro correttamente e quando invece commette degli errori. Faccio un passo oltre: l'istogramma è di una comodità inaudita. Tuttavia comporta uno spreco: o scatti, guardi, correggi, ri-scatti fino ad ottenere ciò che vuoi; oppure, se lo segui in LV, sprechi batteria e concentrazione sulla composizione. Se impari ad usare lo spot per valutare la scena ed applicare la giusta esposizione, quando avrai preso dimestichezza sarai molto più veloce e preciso che con l'istogramma, soprattutto quando vuoi applicare tecniche come l'ETTR. Torno al paragone automobilistico, facilmente comprensibile: se impari a guidare con il cambio automatico, difficilmente capirai che per affrontare una curva è opportuno impostare rapporto del cambio e numero di giri adeguato affinché le ruote abbiano il maggior grip possibile in modo da raggiungere la massima velocità possibile. L'auto ti porterà comunque a destinazione, ma ci metterai più tempo rispetto a chi usa (bene) il cambio manuale, se le condizioni della strada presentano difficoltà (dalla semplice curva, al percorso bagnato o innevato o sdrucciolevole) |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 16:03
ragazzi ma a me pare che nessuno abbia detto che esponiamo in manuale puntando sempre allo zero... |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 16:13
“ ragazzi ma a me pare che nessuno abbia detto che esponiamo in manuale puntando sempre allo zero... „ Questo certamente no, hai ragione Mi pare che fosse solo lo spunto che qualcuno ha scelto per dire che, spesso, si sceglie M soprattutto perchè fa "pro" ;) E qualcun altro ha detto che succede da che mondo è mondo (pardon, da quando esiste qualche "A" ) |
user44306
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 16:18
@Max il mio ragionamento non è: fate fare alla macchina, in Matrix, che fa meglio di voi... Ah! E scordatevi la compensazione dell'esposizione! Anzi è il contrario! Ciò che io contesto a molti che iniziano è il pensiero che scattando in M stanno imparando la fotografia (o almeno la triade del'esposizione), mentre in realtà non fanno altro che agire come se fossero in P, con la stessa logica che farebbe appunto la macchina in P con la apposita "scena" selezionata. Io vedo gente che non sa nemmeno come cambiare il metering delle propria reflex... Ma scatta in M!!!! Sono assurdità!!!! Scegliere l'esposizione è principalmente una questione di creatività: - scegli gli F in base alla PDC che vuoi ottenere; - scegli i Tempi in base al congelamento o meno della scena. Idealmente è questo. Supponendo ISO infiniti da emtrambi i lati per compensare la nostra scelta di TAv. già questo non è, appunto, esporre manualmente. Già questo è esprimere tutta la creatività necessaria allo scatto. Si può aggiungere la variabile della compensazione dell'esposizione, ma anche in questo caso siamo nella scelta creativa e non di "corretta" esposizione. In base al genere fotografico poi un determinato valore diventa più o meno ininfluente (ci frega dei tempi nello still life?). In altri casi ci basta che un valore sia "almeno pari a..." Io ad esempio con persone "vive" è genere reportage non scendo mai sotto i 1/200. Quindi impostando i tempi minimi a quel livello posso avere già tutta la creatività che mi serve regolando solo i diaframmi. Che poi il mio "darsi all'ippica" era una provocazione, ma solo per far capire che ciò che si stava ottenendo si poteva avere in altra maniera, più semplice e veloce e senza rinunciare nemmeno ad un soffio di creatività! |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 16:38
Ok chiaro . Ma sostiturei l'ippica con la manualistica della tecnica fotografica. Chi scatta in M senza badare alla modalità dell'esposimetro non raggiunge il controllo assoluto, ma è comunque un passo avanti. Oh, scusate, oggi sono forzato davanti ad un monitor, quindi discorro liberamente |
user44306
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 16:39
Anche l'ippica in realta se pur sottovalutata ha le sue difficoltà!!!   |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 16:41
Giusto per fare un esempio: scatti in M, metti il cursore al centro. Poi noti che il cursore si sposta, è passato un gatto nero. Poi il soggetto cambia camicia, ne mette una bianca e l'esposimetro segna +3. Inizi a farti qualche domanda e a cercare risposte. Io mi diverto di più ad imparare così, piuttosto che annoiarmi su manuali tecnici con nozioni che, all'atto pratico, finisci per fare tue solo dopo aver provato, e sbagliato, e sviscerato. |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 16:43
Ah ma come ippica si intendono la scommesse sui cavalli, di solito. Le difficoltà son quelle relative alle dimensioni del deretano, il più delle volte. Peggiore che lavorare in P |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 17:24
Scusate l'intervento, è pochi anni che faccio qualche scatto e non vorrei dire qualche eresia che possa offendere qualcuno. Io prima di fare la foto cerco di capire che risultato voglio ottenere in funzione della scena e della luce. Mi spiego meglio, se voglio fotografare un panorama parto sempre dagli iso ( 100 o 200) poi passo all'apertura (f8 o f11); per i tempi guardo l'esposimetro e metto a zero il cursore, faccio uno scatto di prova e guardo l'istogramma. Se le luci non sono bruciate per me lo scatto è valido. La modalità di esposizione dipende dalla luce; spot o media pesata al centro. Di solito espongo su un mezzo tono. Diverso è quando si fa street o cortei storici. Allora parto dai tempi ( t almeno 200), poi passo all'apertura del diaframma che decido in funzione della scena (per i primi piani apro il diaframma) e lascio gli iso auto per non perdere l'attimo. Saluti |
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inviato il 15 Settembre 2016 ore 17:34
Gigga... nessuna eresia mi pare Hai il tuo modello operativo: produce i risultati che cerchi? Operativamente ritieni che sia ben ottimizzato rispetto alla tua esigenza? Allora è buono. Quando fai una scelta tecnica, nel risultato finale ti ci ritrovi, rispetto all'aspettativa? Allora è buono. Io, personalmente vario il "modello" a seconda dei casi, non solo del genere, perchè anche rimanendo, per esempio, in ambito street, le diverse condizioni ambientali, il diverso momento della giornata, il tipo di ottica che sto usando possono indurre scelte differenti. E la domanda è la stessa: produco i risultati sperati con sufficiente continuità? Operativamente "ottimizzo", nel senso di dedicare meno attenzione possibile all'apparecchio per concentrarmi sullo scatto? Allora va bene. E se era M, AV, TV come partenza... ma a chi importa?!? Sempre posto che le basi siano sufficientemente piazzate... |
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