user21398
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 21:39
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 21:49
“ Ricordo ad Ares892 che la medicina è SCIENZA, la fotografia ARTE. La scienza è una materia oggettiva, mentre l'arte soggettiva, giusto? Infatti di quest'ultima esistono diverse, tantissime correnti, tutte tra loro contrapposte, nessuna "giusta" o "sbagliata". L'arte nasce dal libero arbitrio, e poichè ne siamo tutti dotati, io credo che un giudizio di un'opera non lo si debba negare a nessuno. Quest'ultimo poi può cambiare, naturalmente, e le discussioni servono a questo, a cos'altro sennò? Questo atteggiamento l'ho già visto, lo chiamo "Presunzione del Sapere", ed è esattamente quello che contraddistingueva gli aristotelici-cattolici, che pretendevano che il mondo si adattasse alla loro cultura, e che hanno bloccato il progresso per centinaia di anni. O Dante, o Ariosto o quanti altri. E caro Ares, se c'è una cosa che la cultura dovrebbe averti insegnato, è che quasi tutti i grandi uomini sono tali perchè hanno cambiato il modo di pensare per sempre, cioè, detto in altri termini, sono stati in contraddizione con la cultura del loro tempo. E la cultura, come avrai notato, è differente in ogni epoca e in ogni luogo, e per mantenere il suo carattere mutevole e plasmabile, deve essere APERTA alle CRITICHE di TUTTI, altrimenti scade nel dogmatismo. Qualcuno, forse Settimio, diceva prima che non ha mai sentito nessuno vantarsi della propria ignoranza. Francois De La Rochefoucauld direbbe che "I deboli non possono essere sinceri". Bene, sono io, qui, che smentisco Francois e ammetto la mia ignoranza. Ma proprio questa consapevolezza mi spinge a imparare, giacchè solo chi sa di non sapere lo cerca, gli altri o sanno (ammesso che si possa), o credono di sapere, dunque non cercano. „ Richard forse non hai capito il senso del mio intervento. Posto che sulla definizione della medicina come scienza ho i miei dubbi, e prima di praticarla l'avrei definita inequivocabilmente scienza, mentre adesso propenderei molto di più per l'arte, il mio non era un precludere il giudizio ad alcuni. Ma non ci sono scuse per non avere una cultura prima di pretendere di dar valore al proprio giudizio. Soprattutto al giorno d'oggi in cui la cultura è libera, e l'unico suo ostacolo è un onnipresente apologia dell'ignoranza. Il concetto de "la mia opinione vale quanto la tua in ogni circostanza" è profondamente errato, ed è figlio di un relativismo radicale che ignora i fondamentali di ogni cosa. E così la logica del mi piace diventa: se piace a me va bene, se una foto piace a me è una Fotografia anche se io non so assultamente nulla di cosa in realtà sia la Fotografia è sopratutto di cosa voglia dire in termini di linguaggio tradotto la mia fotografia!!!! |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 21:51
@Richard2: Ciao Richard2, però se la metti/mettiamo così diventa un pò troppo freddo il concetto. @Maxlaz66: Ciao Maxlaz66, perdona il mio commento ma anche tu la fai troppo facile. Il tuo esempio della Fotografia di Capa non può essere dissociato da Capa Fotografo stesso. Parliamo di una persona, un Fotografo specializzato nel racconto direi storico, ha seguito e vissuto diversi conflitti. Il suo progetto, la sua presenza, il suo stile, la sua capacità di documentazione non credo si possano collegare ad un risultato finale pre-visualizzato o pre-voluto. La sua presenza sul campo credo coincida con la sua idea (Capa era tra l'altro schierato durante il conflitto) la sua estetica fotografica è collegata alla sua intimità. Mi pare ci siano già delle buone prerogative per cui la sua sia Fotografia e non perchè si chiama Robert Capa ma perchè i suoi lavori trasudano di questo. Credo comunque che nel reportage il discorso sia più complicato rispetto ad altri tipi di progetti fotografici più inclini ad essere "controllati" dal Fotografo e meno seggetti alle ambiguità della Fotografia stessa. Il tuo discorso è comunque interessante, secondo me. Continuo a fare/mi delle proposte/domande che arricchiscano me e chi disponibile: Non sarà che forse cerchiamo delle risposte e delle indicazioni troppo rigide (probabilmente per la sete di chiarezza) nella Fotografia? Sia nelle caratteristiche che essa deve avere per essere tale e sia in quelle che non deve avere? Ho paura che così (ora ci vuole) non andiamo molto lontano. Come già detto e come avrete capito personalmente condivido i pensieri sulla Fotografia di Settimio Benedusi e altri Fotografi, nella mia personale capacità cerco di tendere a ciò, ma contemporaneamente non sottovaluto il potere dell'Ambiguità Fotografica. Anzi, credo sia la cosa più affascinante e interessante della Fotografia. Forse tenendo a un pò a bada questo (ognuno trovi il suo metodo ammesso che esista) saremo più consapevoli e rilassati nel fare fotografie/Fotografie. |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 21:54
@MaurizioPalumbo “ Ti faccio una domanda: in che modo puoi essere assolutamente certo che " quell'inutile paesaggio con la posa B " non sia in realtà il racconto più intimo e vero del soggetto ripreso?Avendo studiato la location, avendo compreso come muta in funzione del susseguirsi delle stagioni e quindi come variano le superfici modellate dalla luce lungo questi periodi, avendone colto gli elementi che lo rendono vero ed avendo instaurato una simbiosi dettata dalla conoscenza di ciò di cui si andrà a parlare, il fotografo deve forse lasciarsi condizionare dalla pre-visualizzazione di un risultato stereotipato dalla "facile" fotografia? „ Onestamente ho sempre pensato come te, che la funzione della fotografia fosse proprio quella di cogliere un momento rimanendo il più fedele possibile alla realtà... Quello che però mi sembra di capire dal pensiero di Settimio (non voglio sostituirmi a lui, e se sbaglio mi contraddica pure) è che il soggetto della sua fotografia non sia il soggetto stesso dell'immagine, bensì il pensiero che quell'immagine vuole esprimere. E mi sembra che lo confermi quando dice: “ (e progettualità NON vuol dire svegliarsi alle 5 del mattino per realizzare quell'inutile paesagio con posa B uguale a mille altri) „ Per lui progettualità credo che significhi "avere un'idea, un pensiero, un ragionamento, un messaggio" da esprimere poi attraverso un'immagine. Cioè lui "costruisce" la foto sulla base del pensiero che ha in mente, proprio come noi tutti costruiamo frasi per esprimerci. Se ho inteso bene, vorrei chiedere a Settimio se nelle sue foto il soggetto dell'immagine è il soggetto del pensiero, cioè se il pensiero è riferito al soggetto della foto, oppure quest'ultimo è puramente simbolico, e il messaggio può riferirsi a tutt'altra questione. |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 21:57
@Settimio Benedusi e tutti gli altri: visto che di cultura si parla, che consigli darebbe riguardo a libri da leggere? purtroppo l'offerta è grandissima ed è molto difficile scegliere da dove partire, senza l'indicazione di qualcuno piu esperto... Riguardo invece alla foto di Capa, se si conosce la storia dietro la foto non la si puo non definire potente, ma è una potenza diversa rispetto a foto "artistiche", anche se non per questo inferiore... In ogni caso i grandi fotografi hanno sempre studiato, e non solo fotografia: ho sempre trovato utilissimo e molto didattico quest'articolo ( e tutti quelli correlati) www.adammarelliphoto.com/2012/02/caravaggio/ |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:03
... Ricordo che anni fa un mio amico che studiava Fotografia allo IED di Milano mi disse che la cosa più importante in una Fotografia o nella Fotografia è l' IDEA. Posso affermare e garantire che lo stesso amico non aveva mai detto una cosa del genere prima di frequentare lo IED (non sto pubblicizando e lodando lo IED) negli anni precedenti ... Avevo capito che per IDEA non si intendesse un idea meramente oggettiva tipo: mi è venuta l'idea, fotografiamo la sposa così o colì. Ma che l' IDEA fosse il convogliarsi e condensarsi di un progetto, una posizione personale, un qualcosa di intimo che possibilmente fosse valido anche per altri, la personalizzazione e spersonalizzazione di qualcosa, un "prodotto" finale che fosse altamente antropologico, realizzato utilizzando come strumento la Fotografia e la quindi la macchina fotografica. Secondo me sono caratteristiche notevoli che difficilmente sfuggono, se presenti, nelle Fotografie. |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:05
OT: Ares cosa intendi scrivendo che la medicina non è scienza, ma arte? Che non è scienza esatta perché non c'è ancora il sapere completo del corpo umano? O forse che il medico deve "metterci del suo" per interpretare la diagnosi e prescrivere la cura? |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:11
@DC77 e Settimio Benedusi (In rigoroso ordine alfabetico) sicuramente più che uno scatto del 43 in Sicilia, avrei dovuto mettere uno scatto del 36 in Spagna, il non voler banalizzare ha travisato il messaggio. Uno scatto fatto da un 23enne sicuramente dotato, stento a giustificarlo come "esperienza". È altresi vero che stiampo parlando di fotogiornalismo, categoria border-line rispetto a quanto finora espresso. O no ? Condivisibile o no, semplificabile o no, bisogna ammettere che si sta sviluppando finalmente un thread costruttivo e stimolante. Grazie Settimio B. Grazie Zentropa (In rigoroso ordine alfabetico) |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:12
@Richard2: Spero come te che Settimio risponda alla tua seguente domanda che ri-incollo sotto: Se ho inteso bene, vorrei chiedere a Settimio se nelle sue foto il soggetto dell'immagine è il soggetto del pensiero, cioè se il pensiero è riferito al soggetto della foto, oppure quest'ultimo è puramente simbolico, e il messaggio può riferirsi a tutt'altra questione. (Scritto da Richard2) Qualunque sia la risposta credo sarà utile per un normale concetto di ampliamento di idee. Contemporaneamente, mi permetto di peccare di arroganza, credo la risposta sarà deludente e la tua/nostra sete di chiarezza non sarà placata. Sostengo che le caratteristiche di ambiguità della Fotografia stessa (una vera POTENZA direi) e dell'Arte stessa, non permettano ciò. Non è possibile ridurre la Fotografia così razionalmente e dedurre i vari rapporti tra soggetto/pensiero/oggetto/simbolo. la Fotografia non si fa imbrigliare da nessuno. |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:22
@Dc77 grazie di aver ripostato la domanda “ Non è possibile ridurre la Fotografia così razionalmente e dedurre i vari rapporti tra soggetto/pensiero/oggetto/simbolo. la Fotografia non si fa imbrigliare da nessuno. „ Se partiamo dal presupposto che la fotografia è un linguaggio (così l'ha definita Settimio), questo non è impossibile, tutt'altro... Staremo a vedere, sono curioso della risposta |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:22
@Maxlaz66: Per quanto mi riguarda sono d'accordo con te nel porsi la domanda sull'esperienza di un 23enne in Spagna riguardo ai concetti di Fotografia di questo thread. Sempre per quanto mi riguarda non riesco a "valutare" pensando soltanto ad una Fotografia del 36 in Spagna, qualunque questa sia, dalla più famosa alla meno famosa (a scanzo di equivoci). Riesco a farmi un idea pensando che in Spagna Capa abbia realizzato un reportage completo, non una Fotografia, un "esperienza" che conteneva tutte le cose che ho elencato 3 inteventi sopra. Anche il lavoro in Spagna, secondo me, trasuda di questo, è Fotografia e non ritengo importante che sia stato realizzato con meno esperienza di quello del 43 in Sicilia. Sempre interessante il ragionamento. |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:24
penso che sia sempre difficile esprime il "significato" di una fotografia (e lo stesso vale per l'arte in senso lato) a parole, poiché il linguaggio fotografico è differente dal linguaggio delle parole: per farmi meglio capire sarebbe come chiedere ad un grande compositore di musica classica di spiegare il significato della sua opera: la richiesta sarebbe senza senso, e così anche la pretesa di poter riassumere il significato di un' opera in due righe di parole è senza senso; tuttavia per apprezzare un certo tipo di musica è richiesta una conoscenza di base indispensabile, e così lo stesso vale anche per la fotografia. |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:35
@Richard2: Se partiamo dal presupposto che la fotografia è un linguaggio (così l'ha definita Settimio), questo non è impossibile, tutt'altro...(Scritto da Richard2) Eh,eh anche questo è vero, ma la vedo dura. Settimio Benedusi conosce la Fotografia ma questa non è da sottovalutare per niente Aggiungo due parole serie prima di uscire e fare un giro sulla spiaggia: Personalmente spero che quanto da te richiesto (Richard2) non sia possibile, che Settimio Benedusi la pensi come me o che non riesca a spiegarlo. Mi schiero con la Fotografia che condensa tutto e molto ma che non perda la sua caratteristica di AMBIGUITA' e POTENZA sempre con un pò fuori dalle briglia. Tempo fa in un documentario sull'Arte, un artista all'affermazione del giornalista che diceva : <non ce la faccio a capire vedendo questa installazione> rispose: <se pensi di approcciare con rigidità un qualsiasi avvicinamento alla mia installazione, aspettandoti la semplicità di comprensione che puoi avere leggendo un articolo di giornale, sei fuori strada e non perchè la mia installazione è complicata>. |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 22:40
@Dc77 quoto in tutto... |
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inviato il 25 Agosto 2015 ore 23:13
Perdonatemi, nell'attesa della risposta di Settimio, ne approfitto per un'altra divagazione: Mauropol “ OT: Ares cosa intendi scrivendo che la medicina non è scienza, ma arte? Che non è scienza esatta perché non c'è ancora il sapere completo del corpo umano? „ che la medicina non sia una scienza esatta credo che sia fuori discussione (ma rimane scienza per definizione) “ O forse che il medico deve "metterci del suo" per interpretare la diagnosi e prescrivere la cura? „ Naturalmente! Ma anche lo scienziato ci "mette del suo" per interpretare la realtà, e non sono io a dirlo... “ La scienza prima di essere esperimenti, misure, matematica, deduzioni rigorose, è soprattutto visioni. La scienza è innanzitutto attività visionaria.Il pensiero scientifico si nutre della capacità di "vedere" le cose in modo diverso da come le vedevamo prima. „ Il passo citato è tratto da pagina 31 del libro "Sette brevi lezioni di fisica" di Carlo Rovelli, che è nientemeno che membro del'Istitution universitaire de France e dell'Acadèmie internationale del philosophie des sciences e responsabile dell'Equipe de gravitè quantique del Centre de physique théoriquedell'Università di Aix-Marseille. E allora, direte voi, dove sta la differenza tra un artista e uno scienziato? E' una differenza di metodo: lo scienziato segue le tracce che gli offre la realtà per dedurre quel che non si vede direttamente. L'artista inventa. Adesso, ditemi quale dei due metodi vi sembra più vicino al lavoro di un medico... Non è forse vero che quest'ultimo osserva, studia i sintomi per dedurre una malattia / un'altra causa? E allora, suvvia, cosa c'è di artistico in una diagnosi... Questo non vuol dire che se andrete da due medici, essi vi daranno la stessa terapia, ma, (a meno di errori) vi daranno la stessa diagnosi. |
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