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inviato il 23 Gennaio 2015 ore 12:49
Roberto P,ho vissuto a Firenze e conosco bene i musei di Vinci,Caravaggio E'il mio pittore preferito,detto questo non conosco nessuna studiosa Roberta Lapucci.Da come hai commentato sembrerebbe che io abbia gia'ascoltato certe tesi. |
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inviato il 23 Gennaio 2015 ore 12:59
Caspita veramente interessanti i link di Roberto “ Il fotografo come hanno detto altri deve cogliere l'attimo,che si tramuta in scatto..Il pittore lavora nella sua mente "fotografica"il dipinto da effettuare,il fotografo aspetta di vedere lo scatto davanti a se' „ In realtà continuo a non vedere, in superfice, una grossa differenza di base fra pittore e fotografia entrambi partono con un'idea, entrambi inquadrano la scena, entrambi la elaborano dopo per ottenere ciò che vogliono. Certo le due arti sono diverse e la foto effettivamente la scatti in un momento e poi eventualmente la elabori ma d'altro canto anche il pittore forse si scatta una foto in testa e poi la elabora mentre la trasferisce sulla tela. |
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inviato il 23 Gennaio 2015 ore 13:01
veramente rollotom l'ho scritto io..non roberto... |
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inviato il 23 Gennaio 2015 ore 13:42
Le tesi della Lapucci non le ho mai approfondite, mi è giunta l'eco delle discussioni che hanno suscitato e mi sembra che alcuni le giudicano azzardate. Comunque, tutto quello che so in proposito è nel link che ho postato, in particolare nell'intervista attivabile dal sito Moebiusonline. Roberta Lapucci l'ho sentita nominare per la prima volta in quest'occasione e, come mia abitudine, evito di pronunciarmi su tesi che non ho avuto modo di approfondire. |
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inviato il 23 Gennaio 2015 ore 16:34
Roberto P ci sei o ci fai?Hai ricopiato le mie frasi accusandomi quasi di plagio..,poi adesso neghi di non conoscere la tesi della Lapucci.Comunque ribadisco che quello che ho scritto e'di mia bocca,potessero crocifeggermi se mento!! |
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inviato il 23 Gennaio 2015 ore 17:58
“ Roberto P ci sei o ci fai?Hai ricopiato le mie frasi accusandomi quasi di plagio..,poi adesso neghi di non conoscere la tesi della Lapucci.Comunque ribadisco che quello che ho scritto e'di mia bocca,potessero crocifeggermi se mento!! „ Mi sembra che abbiamo i nervi un po' troppo tesi! Forse è colpa mia che non sono stato chiaro. E' il solito problema dei forum: non ci si conosce e si comunica frettolosamente per iscritto, per giunta manca la mimica, il cosiddetto "linguaggio del corpo" (ci sarebbero le faccine ma non servono a molto e io ho una sorta di idiosincrasia per esse). E il fraintendimento è sempre dietro l'angolo. Si dovrebbe rileggere attentamente i post prima di cliccare sul pulsante di invio; di solito lo faccio ma questa volta evidentemente sono stato frettoloso. Vediamo se arriviamo a fare chiarezza: Alla considerazione: “ Caravaggio dipingeva come se avesse un 50mm.. „ NON mi è passato neanche per l'anticamera del cervello di accusarti di plagio. Se rileggi con attenzione il mio post delle 12:35 tale concetto non fa capolino in alcun modo. Semplicemente questa affermazione mi ha attivato un associazione di idee con la tesi di questa Lapucci (di cui ho una conoscenza superficiale) e anzi, facendone cenno pensavo ingenuamente di fare una cosa a te gradita, come dire: c'è la tesi di una studiosa che parrebbe convalidare questa tua impressione, ovvero che Caravaggio dipingeva come se avesse avuto un dispositivo ottico. Tu e lei siete arrivati a conclusioni simili per vie diverse: lei attraverso studi filologici e tu grazie a un osservazione attenta dei quadri di Caravaggio, quindi è come si ti avessi detto: "che occhio che hai avuto!", che non mi sembra un'affermazione offensiva. Se poi rileggi attentamente e con mente serena anche il post delle 13:42, qui non faccio altro che precisare quello che è il MIO grado di conoscenza delle tesi della Lapucci, ovvero superficiale e sostanzialmente limitato a quello che ho trovato in rete nei siti che ho linkato. Me ne aveva parlato un collega che lavora come ricercatore presso il Dipartimento di Storia dell'Architettura dell'IUAV di Venezia (dove anch'io estemporaneamente ho svolto attività didattica e di ricerca) e ho sentito parlare di questa stessa tesi in un documentario che ho visto un po' di tempo fa, non ricordo se sulla Rai o Sky-Arte. Quindi ho fatto una breve ricerca in rete e per ora non sono andato oltre; ho solo memorizzato tra i preferiti di Chrome i due link che ho sopra allegato. Questa tesi mi sembra interessante e affascinante ma evito di pronunciarmi in merito. Siccome mi capita talvolta di fare lavori di ricerca di storia dell'architettura, modesti se vogliamo e destinati a una micro-nicchia di studiosi nell'ambito dell'IUAV; approfondire una tesi storica per me significa leggere attentamente i testi che la veicolano, controllare le fonti a cui fanno riferimento e incrociarle con le informazioni che già posseggo. Infine cercare di ricostruire il procedimento attraverso cui l'autore (o gli autori) ha elaborato la tesi in base alle fonti e a questo punto forse posso dare la mia opinione. Siccome non ho neppure iniziato questo procedimento, ma per ora mi sono limitato a quel che ho trovato in rete (spero di avere il tempo per approfondire perché è un argomento che mi intriga), ci tenevo per scrupolo a precisarlo. Tutto qui. |
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inviato il 23 Gennaio 2015 ore 18:13
Mi scuso col dovuto rispetto,ho mal interpretato le tue frasi.L'importante e'chiarirsi. |
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inviato il 23 Gennaio 2015 ore 18:30
Tutto ok... non c'è problema... senz'altro anche io avrei dovuto essere più chiaro. |
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