|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:25
io con gl' appostamenti mi diverto molto anche a fare dei filmati cosa altrmenti impossibile con altri metodi ,vedi quello al picchio verde , che e rimasto 30 minuti sul posatoio |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:26
Esatto, anche se ho pochissima esperienza ho capito da subito che è un soggetto molto schivo e quando sente qualcosa di strano si allarma immediatamente. Non so ancora capito perché è un soggetto che mi attira così tanto.. ho perso il conto delle ore che ho investito per riuscire a fargli un primo scatto decente.. ad ogni minimo movimento se ne scappava via.. Al momento la vedo molto più confidente, arriva a 5 metri da casa mia (ieri erano in 3 esemplari contemporaneamente) e mangiano un po di tutto.. Maggie: anch'io ho fatto qualche breve filmato, ma solamente a qualche cincia che tentava di immedesimarsi in un picchio per aprire qualche arachide intero |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:30
si la cincia ha questo tipo di comportamento stile picchio , ma il verde è qualcosa di sublime  |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:33
Posso soltanto immaginare.. purtroppo fino ad ora non mi è mai capitata l'occasione di vederlo da vicino.. in futuro spero di avere l'occasione.. è un soggetto che mi attira moltissimo. |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:35
Buongiorno a tutti. Mi piace questo argomento. Facendo esperienza di fotografia all' aperto, si può imparare più o meno. In particolare facendo azioni di disturbo si può imparare a non farle. Recentemente frequento delle pozze dove anatre e limicoli vengono a bere e a lavarsi. Mi sono messo in 3 punti diversi ottenendo risultati diversi. Utilizzando una sdraietta da mare ricoperta di una rete mi sono messo piu' basso coperto da una rete mimetica. Solo in una delle tre posizioni le anatre si posavano e restavano a lungo nella pozza: bisognerebbe evitare di mettersi troppo vicini o seduti troppo alti perché è controproducente. Ma c'è chi lo impara e chi no e si ostina in un'azione di disturbo. Questo non è una colpa, è semplicemente non imparare dai propri errori. Personalmente poi amo poco accompagnarmi ad altri fotografi perché in due il disturbo aumenta e perché la discrezione dei luoghi fotografici è merce rara e necessaria in questa Italia dall' ambiente di pianura così devastato. Una volta frequentavo un tale con cui scoprii una postazione molto buona per fotografare uccelli in volo. Capitò che un giorno lui ci portò un altro e solo per puro miracolo la cosa non si divulgò ad altri fotografi: quello è un sito scomodo e funziona perché è completamente isolato e senza alcun disturbo. Vederci altri fotografi sarebbe certamente perdere tante occasioni che sussistono perché nessun altro ci va. Altra cosa sono luoghi in cui i selvatici vedono costantemente persone o animali come bufale, mucche e cavalli . I capanni delle oasi come il CHM di Ostia o gli immondezzai dove fotografare nibbi bruni e nibbi reali sono tutt'altra cosa. Ai Pantani dell' Inferno, sulla stradina arcinota a tutti, mi metto lungo le traiettorie degli spostamenti locali e la presenza di altri fotografi o qualche disturbo della gente che viene a passeggiare fa volare gli animali che poi, passandomi davanti mi fanno fare foto bellissime. Anche questo bisognerebbe imparare:il disturbo degli altri può far fare anche ottime foto. |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:52
Scusate se ogni tanto mi intrometto, stò raccogliendo notizie ed esperienze altrui per evitare di commettere errori e capire le strategie migliori per avvicinarmi a"loro" Giusto domenica scorsa ho fatto una passeggiata intorno al lago del Segrino, zona molto frequentata da ciclisti, podisti, famiglie con bambini e cani ecc ecc ho notato che vicino al parcheggio in prossimità della riva germani, folaghe, oche si avvicinavano alle persone che portavano loro ogni bendiddio e anche in zone meno frequentate se mi fermavo vicino all´acqua dopo pochi istanti arrivava la folaga di turno ad "elemosinare" la razione, ho pensato che ormai hanno ben poco di selvatico. La stessa cosa non succede in un altro laghetto vicino casa molto meno frequentato, svassi, folaghe e germani si tengono a debita distanza. Ne deduco che l´ambiente circostante influisce in modo determinante sul loro comportamento e che li rendono "opportunisti" fino a perdere ogni diffidenza nei confronti dell´uomo, la domanda è non si corre il rischio di rendere domestici animali atavicamente diffidenti? giuliano |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 10:56
Si Julien, questo e uno dei rischi, gli animali sono estremamente opportunisti, per loro cercare il cibo e un bel dispendio di energie quindi quando ne possono trovare a costo zero... |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:05
Più che domestici io direi vulnerabili...... |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:07
E' per questo che, esclusi i passeriformi, l'utilizzo di mangimi e/o esche (anche per brevi periodi) è da evitare e sconsigliare, in quanto può provocare seri danni. Distribuire cibo di qualunque genere e con una certa regolarità (ad esempio, come fanno molti turisti), senza conoscere il reale fabbisogno dell'animale e le relative abitudini, può compromettere un intero habitat (imho). |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:16
Bravo Fabio.... |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:18
Ci sono anche altri comportamenti discutibili, come le foto in prossimità dei nidi o addirittura all' interno di nidi. È un'abitudine tanto diffusa quanto dannosa per la nidificazione. Basterebbe mettersi lungo le traiettorie che portano gli adulti al nido per fare splendide foto in volo senza mettere a repentaglio la vita dei nidiacei. |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:18
Sull'Etna un × per fare contento il nipotino dava merende zuccheratissime ad una volpe, alla nostra critica si è pure inca.z.z.ato. Ma non abbiamo mollato Purtroppo c'è molta ignoranza e presunzione in giro |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:33
Dovete venire a fare un giro sopra Ceresole Reale nel periodo estivo per vedere cosa danno i bambini a quelle povere volpi. Ciò nonostante i cartelli di divieto messi dal PNGP. Credo che i colpevoli siano però i genitori che non insegnano ai loro figli, forse perché spesso sono più ignoranti di loro! (i filgi sono freschi di studio) Giorgio B. |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 11:48
A Ceresole anche qualche fotografo non sa come comportarsi. Io con altri amici stavamo fotografando dall'alba le marmotte. Ad un certo punto arriva una tipa che senza salutare e ignorando la nostra presenza ci supera e riesce a fare innervosire pure le marmotte. Si poi dopo qualche minuto si sono calmate perchè sono molto abituate. Però l'atteggiamento della persona arrivata con tutta calma in tarda mattinata era da colpo secco di treppiedi in testa...che senso ha un atteggiamento del genere? Per me è pura maleducazione accompagnata a mancanza di rispetto verso gli animali fotografati. |
|
|
inviato il 22 Ottobre 2014 ore 12:04
@Antonio, probabilmente per molti fotografi naturalisti, fare foto agli animali è come andare al cinema: cerca di passare davanti a tutti per prenderti il posto migliore!  Il digitale ha portato molti più appassionati alla fotografia in breve tempo, ma l'acculturamento non ha seguito la stessa tempistica. Giorgio B. |
Che cosa ne pensi di questo argomento?
Vuoi dire la tua? Per partecipare alla discussione iscriviti a JuzaPhoto, è semplice e gratuito!
Non solo: iscrivendoti potrai creare una tua pagina personale, pubblicare foto, ricevere commenti e sfruttare tutte le funzionalità di JuzaPhoto.
Con oltre 258000 iscritti, c'è spazio per tutti, dal principiante al professionista. |

Metti la tua pubblicità su JuzaPhoto (info) |