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inviato il 20 Agosto 2014 ore 15:42
@Raamiel il "Digital Color Meter" di OS X dice che sono uguali Battute a parte...è chiarissimo quello che dici, ma è altrettanto chiaro quello che viene detto da altri... |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 15:55
@Joe Foker
 Oltre a questo poi ci sarebbe da considerare anche la copertura del gamut, uniformità, drift luminanza.... LUT in hardware ecc.... e sono aspetti in cui non brilla... (ovviamente ci sono monitor peggiori) @Alex Frigeri Fai lo stesso tipico errore di chi si cimenta inizialmente nella gestione del colore. L'occhio umano va escluso dalla catena, sempre e comunque. E' l'unico modo per garantire una gestione del colore corretta e una riproducibilità dello stesso. Ti faccio un esempio: mettiamo che il tuo monitor abbia una pessima uniformità di luminanza e che verso il bordo sia più scuro, tu apri la foto in Photoshop e compensi quello che credi sia la vignettatura dell'obiettivo, ma tu non stai correggendo la foto in quel momento, stai correggendo lo schermo. Il risultato per l'occhio è identico. Ma quando vai a stampare o a visualizzare la stessa foto su altri monitor potresti avere la sorpresa. La stessa cosa vale anche per il punto di bianco; se il tuo monitor non è ben calibrato su un bianco neutro definito il tuo occhio non se ne accorge, perché la percezione umana ha un adattamento cromatico automatico di cui noi non siamo coscienti. Un buon monitor è quello che non aggiunge nulla (o molto poco) di suo a una immagine, ma questo non lo puoi giudicare in nessun modo a occhio nudo, è impossibile. L'unica via è una gestione strumentale alla gestione del colore. Per questo esistono le specifiche ICC le procedure e i parametri che un apparato deve rispettare per essere considerato consono. Guardare un monitor e dire "ma è bello" non conta nulla nella colorimetria; la scacchiera di Adelson dovrebbe far riflettere proprio su questo. |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:00
Come la luminosità uniforme nella stanza in cui si lavora a tutte le ore del giorno e della notte |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:04
“ il "Digital Color Meter" di OS X dice che sono uguali „ Infatti visto come realtà e percezione possano divergere? Cmq io capisco cosa intendano dire gli altri, ma affermazioni tipo "il monitor dell'Imac va bene per fare postproduzione alla grande" è priva di senso. E lo sarebbe anche se al posto di Imac ci fosse scritto qualcos'altro. Senza dei test che ci possano restituire la realtà dei fatti è impossibile fare affermazioni. I test negano che il monitor dei più recenti Imac possano essere considerati buoni; è un giudizio tecnico, asettico. Non significa che il monitor dell'Imac fa vedere delle immagini che fanno schifo; significa che non arriva ad avere i parametri corretti che degli standard internazionali hanno fissato. In sostanza, per gestire in modo corretto il colore, l'accoppiata macmini + monitor esterno Dell (uno a caso) sui 500€ ottiene risultati migliori nei test, ed è quindi più adatto, tanto da essere certificato idoneo. Ovviamente il tutto è relativo a una scala; il Dell si piazza agevolmente al di sopra del limite, un Eizo è il The Best, il monitor dell'Imac sta sotto la sufficienza. Quindi se si vuole scegliere un sistema per fare postproduzione è bene tener conto di questi parametri; nessuno deve buttare alle ortiche l'Imac, ma se si deve scegliere cosa comprare allora c'è di meglio in questo ambito. |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:06
“ Come la luminosità uniforme nella stanza in cui si lavora a tutte le ore del giorno e della notte „ Questa è una cosa in effetti sopravvalutata; lavorando con sorgenti emissive (come i monitor) non è indispensabile questa costanza. L'unica cosa è evitare sorgenti "sporche" ossia illuminanti che hanno una forte prevalenza su un certo spettro. |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:19
E qui invece Raamiel mi cadi in errore... |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:23
Ma non ho detto che è sbagliata, bada bene. Una buona illuminazione è importante, specialmente che sia diffusa e non intralci il monitor. Ma non è così vitale che sia costante con precisione; quello è per le stampe. |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:28
Invece sbagli, all'atto pratico é fondamentale una illuminazione uniforme e il più 'fredda' possibile perché non deve trarre in inganno l'occhio umano che alla fine ha l'ultima parola sul risultato. P.s. il colore é una componente principale del mio lavoro |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:37
ma che intendi per fredda? |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:50
Bianca il più possibile senza arrivare ai classici riflessi azzurri |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 16:54
Un D50 allora, con che CRI ? |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 17:13
Generalmente io lavoro con D50/D65 CRI>85 in una stanza mentre nell'altra ho lampade D50 CRI>90 con cabina colori con D65/TL84 e UV |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 17:17
Ti occupi di stampe quindi, dagli illuminanti direi che è così. |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 17:24
Purtroppo no. Lavoro nella realizzazione di pellami per scarpe e borse |
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inviato il 20 Agosto 2014 ore 17:26
beh... credo sia sempre un bel lavoro no, anche se non ne capisco niente. Dato che siamo su di un forum di fotografia pensavo tu fossi un professionista della stampa, non avrei mai pensato alla pelletteria. |
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