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La Grande Bellezza!


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avatarsenior
inviato il 06 Marzo 2014 ore 20:13    

;-) ok Nico

avatarjunior
inviato il 06 Marzo 2014 ore 22:13    

Io non sono nè un bravo fotografo nè tantomeno un bravo critico di fotografia o di cinema. Ma devo dire che a me il film è piaciuto ma non ci ho trovato un senso evidente, che sono però riuscito a trovare in qualche commento qui e lì e in qualche recensione fatta dalle persone giuste.

L'ho trovato esteticamente (intendo la fotografia) commovente, le riprese sono assolutamente spettacolari, bellissime, sempre al top, con luce eccezionale, riprese eccezionali, movimenti da cardiopalma.

Però la storia..non l'ho capita poi così tanto. Sarà che son giovane, sarà che mi manca la preparazione. Sta di fatto che voglio assolutamente rivederlo una, due, tre volte..fintanto che non riucirò a capirlo. E a capire cos'è davvero la grande bellezza.

user39791
avatar
inviato il 06 Marzo 2014 ore 22:21    

Questa è la recensione di Natalia Aspesi fatta quando è uscito il film, a qualcosa potrebbe servirti per riuscire a capirlo meglio.

Con La grande bellezza (accolto ieri dagli applausi della stampa internazionale; e da oggi il film è nelle sale italiane) Paolo Sorrentino sembra voler convincere che sì, quella che racconta è davvero "una Babilonia disperata" nel cuore oscuro e invidiato della capitale: e sembra riuscirci con la forza delle immagini e i virtuosismi visivi (di Luca Bigazzi), con il montaggio implacabile (di Cristiano Travaglioli), la colonna sonora (di Lele Marchitelli), che stordisce con la disco music e incanta con la musica sacra, una sceneggiatura (di Sorrentino, che è un vero scrittore, e Umberto Contarello) veloce e crudele. Non è più il tempo, 1960, della Roma di La dolce vita di Fellini, con il suo ormai perduto paradiso di confusione e peccato, né quello, 1980, della Roma di La terrazza di Scola, in cui politica e cultura erano già un pretesto di vite intaccate da indifferenza e corruzione. Ma La grande bellezza, 53 anni dopo Fellini e 33 dopo Scola, è altro, e all'inizio del film l'autore lo spiega con l'esergo tratto da Viaggio al termine della notte di Céline: «Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario. Ecco, la sua forza, va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose, è tutto inventato... ». In questo viaggio "inventato" eppure così vero, ci accompagna Jep Gambardella, re della mondanità capitolina, ridotto a fare il giornalista ma diventato famoso con L'apparato umano, il suo primo e unico romanzo, scritto a 20 anni, perché poi «Roma ti deconcentra ». Ogni tanto porta a letto una bella donna ricca «ma a 65 anni non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare», la notte si pigia con quelli che contano, per ballare sulle terrazze o negli attici ultimo design, o si affloscia sui divani «a parlare di vacuità, perché non vogliamo misurarci con la nostra meschinità». Per quanto Toni Servillo sia sempre un grande attore, a teatro e al cinema (questo è il suo quarto film con Sorrentino) il suo Jep è di lancinante genialità, capace di giudicare e giudicarsi, «Siamo tutti sull'orlo della disperazione, non abbiamo altro rimedio che farci compagnia, prenderci un po' in giro». Con la dolce inflessione napoletana, le magnifiche giacche, arancioni o gialle sui pantaloni bianchi, il cappello bianco, la sigaretta sempre tra le dita, il sorriso compiacente di chi è sempre al centro della festa ma non della sua vita: e che ritrova nel silenzio, nel vuoto, nella solitudine dell'alba, quando insonne cammina nella città come disabitata, la speranza che forse riuscirà a tornare a scrivere. Sono momenti di magia, in cui si lascia andare al ricordo di un amore inconcluso della prima giovinezza, quando il suo futuro era intatto e pieno di preziose promesse ormai fallite. Sono le pause dal baccano e dal caos, in cui si può ritrovare la grande bellezza: quella di una città meravigliosa, consegnata ai turisti, invisibile ai romani, ma non a Sorrentino che è arrivato nella capitale solo 6 anni fa. Il film inizia proprio con una visione immensa ed eterna dal Gianicolo, talmente stupefacente che il cuore di un turista giapponese non regge, mentre si leva un canto sublime di musica sacra. E la bellezza austera di Roma apparirà ogni tanto, come un prezioso reperto della sua storia, mentre la folla dei privilegiati guarderà le facce rifatte delle signore, l'agitarsi nel ballo sguaiato degli uomini di potere, il mondo di Ultracafonal e del matrimonio di Valeria Marini. Attorno a Jep e quindi a Servillo, una folla di personaggi dalle vite naufragate nel denaro e nella menzogna, tutti attori di talento: da Carlo Verdone, il poeta fallito e l'innamorato respinto che torna al paese, a Sabrina Ferilli, la spogliarellista in età cui Jep dice con tenerezza, «è stato bello non fare l'amore con te»; e tutti gli altri, tra cui Isabella Ferrari, Iaia Forte, Massimo de Francovich, Roberto Herlitzka. In quelle vite scontente e incapaci di trovare serenità e senso, Sorrentino fa scivolare via la morte, come un fastidio, un incidente breve, che ha il suo momento solenne solo nell'occasione mondana del funerale. Poi viene cancellata: il vedovo sicuro di dedicare ogni suo pensiero all'amatissima moglie defunta, si consola subito con una nuova, servizievole compagna, la madre che ha perso il figlio va a far beneficenza in Africa, Jep, rifiuta la morte dell'amica come se fosse solo un trucco, «perché prima c'è stata la vita, anche se nascosta sotto il blabla».

avatarjunior
inviato il 07 Marzo 2014 ore 9:03    

Non penso che per capire un film uno debba leggere prima una recensione...non è un trattato di economia od altro che siamo obbligati a capire per motivi di qualunque tipo. un bel film come un bel libro può essere si lento all inizio, e bisogna magari sforzarsi un pò perchè più avanti diventa avvincente o ha qualche significato che può illuminare chi lo guarda o legge(dipende dai casi).Questo film,almeno per me, non mi ha detto niente sotto qualunque lato lo si guarda(a parte le scene che sono fantastiche), non mi verrebbe in mente di riguardarlo per capirlo meglio, non sono obbligato,mentre mi è capitato di rivedere altri film o leggere più volte un libro per capirlo meglio, però già a prima visione/lettura mi era piaciuto e mi aveva quasi ipnotizzato(è questo quello che secondo me deve fare un bel film/libro che sia). Poi puo avere sia bravi attori o qualcuno meno bravo,ma non è quello il punto principale della trama

user39791
avatar
inviato il 07 Marzo 2014 ore 9:19    

Nessun obbligo ci mancherebbe, ma un utente aveva manifestato la voglia di capirlo a costo di rivederlo più volte quindi ho pensato che una recensione ben fatta potesse aiutarlo nel suo tentativo volontario di comprensione.

avatarsupporter
inviato il 07 Marzo 2014 ore 13:04    

Buon giorno, Filiberto! Tante grazie per aver proposto, il commento di Natalia Aspesi, efficace e semplice. Mi ha aiutato a comprendere meglio. Un saluto.
Franko FB-

user39791
avatar
inviato il 07 Marzo 2014 ore 13:33    

Ciao.

Prego, sono contento che ti sia piaciuto!;-)

avatarjunior
inviato il 07 Marzo 2014 ore 14:47    

Grazie mille Filiberto per aver proposto qui questa bella recensione anche se penso che non ci sia maniera migliore che rivedere il film per riuscire a capire con più completezza la vicenda. Grazie in ogni caso.

user39791
avatar
inviato il 07 Marzo 2014 ore 14:59    

Di nulla, certo rivederlo è la cosa migliore.Sorriso

user10190
avatar
inviato il 07 Marzo 2014 ore 15:48    

Non penso che per capire un film uno debba leggere prima una recensione...


Un recensore professionista dedica del tempo per capire l'opera, a prescindere se sia il suo genere preferito di intrattenimento. Ne considera molteplici aspetti, li raffronta e poi ne sintetizza e argomenta delle conclusioni possibilmente oggettive. Per molti, una recensione così è l'unico modo di pervenire al senso infuso dall'autore. Io ho avuto la possibilità di concentrarmi sul film e ritengo di essermi avvicinato abbastanza ad un giudizio coerente. I miei amici e parenti che tramite facebook hanno condiviso le considerazioni sul film, si sono espressi negativamente. Esempio: una, la più perplessa, gestisce un grosso centro ricreativo con ristorante e piscina e ammesso sia stata abbastanza libera quella sera, non credo che si sia potuta concentrare a capirci qualcosa. Altri che hanno figli piccoli o sittanto giovani ancora in casa, avranno dovuto lottare per restare su quel canale. Non sono supposizioni. Sono stato a casa loro è so come va. La colpa è anche della scelta pubblicitaria, che dava la sensazione di un film divertente, con una retro morale non impegnativo... una roba all'americana insomma. Quei film che anche se li vedi a metà o quando puoi, ti diverti lo stesso. Il difetto del film, se così si può definite, è un finale senza riscatto che lascia tristi. Di un uomo che ha incontrato la donna della sua vita e l'ha persa, dando la sensazione che tutto ciò che ha combinato poi era un tentativo inconscio di riempire quel vuoto. Una situazione purtroppo, dove mi riconosco...

avatarjunior
inviato il 07 Marzo 2014 ore 16:35    

vedete tutto è soggettivo e relativo, c è a chi un film/libro/foto/ecc può piacere e c è a chi non dice niente, come chi può essere molto interessato ad approfondire un argomento tramite recensioni critiche o manuali e cè chi di quel determinato argomento se non ne è attirato in prima persona non trova l interesse di approfondire....però non penso che si possa dire bene dei primi come dare dei superficiali ai secondi.

avatarsenior
inviato il 07 Marzo 2014 ore 17:01    

Assolutamente no pirso.
Quello che è superficiale è risolvere il tutto con "è una cagata pazzesca"

avatarjunior
inviato il 07 Marzo 2014 ore 17:56    

scusa assolutamente no cosa???Comunque non voglio far polemiche o iniziare a prendermi a male parole con nessuno, io non ho mai detto "è una cagata pazzesca", perchè non essendo al bar con i miei amici ma stando qui con persone che oltrettutto considero molto più esperte di me in quello che di solito si parla su Juza, però onestamente mi è venuto in mente spesso guardando il film in questione

avatarsenior
inviato il 07 Marzo 2014 ore 18:19    

Quello che è superficiale è risolvere il tutto con "è una cagata pazzesca"


forse ti sei perso qualche passaggio. Ho spiegato perché non mi é piaciuto...IO

avatarsenior
inviato il 07 Marzo 2014 ore 18:29    

@pirso

sorry, ma guarda che intendevo dire "condivido quello che dici" e poi ho fatto una considerazione

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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