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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 13:14
“ Secondo me il punto è che stiamo cercando di risolvere una questione di corredo attraverso una logica puramente ottica, quando invece in un viaggio la focale va considerata come parametro dinamico del contesto fotografico, e non semplicemente come valore inciso sull’obiettivo. Il 24-120 f/4, per esempio, sulla carta sembra la soluzione più razionale, ma bisogna capire cosa intendiamo per “razionale”. Perché un f/4 costante non significa necessariamente avere una luminosità costante dal punto di vista operativo: la luminosità percepita dipende anche da quanto la scena riesce a saturare il rapporto tra apertura, tempo e distanza soggetto, e questo cambia continuamente durante il viaggio. Quindi il vantaggio dell’f/4 è soprattutto quello di sapere che non sai esattamente quanto ti servirà. Il 24-200 invece è apparentemente meno luminoso, ma ha un vantaggio che spesso viene sottovalutato: ti consente di modificare la compressione senza modificare fisicamente la posizione. Questo significa che puoi rimanere fermo e spostare il punto di vista, che è una contraddizione geometrica ma fotograficamente funziona benissimo, soprattutto quando hai già camminato troppo. Aggiungerei però una considerazione sul 24-200: la sua escursione focale non va letta in maniera lineare. Tra 24 e 200 mm non ci sono “176 mm di differenza”, perché la differenza reale è nella quantità di mondo che decidi di escludere. E questo, nei viaggi, incide più del diaframma. Anzi, spesso il problema del 24-200 non è che sia buio, ma che lascia entrare troppe possibilità fotografiche contemporaneamente. Per questo non escluderei nemmeno il 24-120 solo perché “c’è già il 28/1.4”. Sono due oggetti che sembrano sovrapporsi soltanto se si ragiona in termini di focale, mentre in realtà il 28/1.4 lavora sulla componente prospettico-emotiva della scena, mentre il 24-120 lavora sulla componente escursionale del soggetto. Sono due MTF completamente diverse, anche se nessuno ha ancora trovato il modo corretto di misurarle. Il 28/1.4 lo terrei quindi assolutamente, ma con una funzione quasi di riferimento. È l’obiettivo che ti permette di capire quando il resto del corredo sta diventando inutile. Se durante un viaggio senti che il 24-120 ti basta per tutto, significa che il 28/1.4 è stato utilizzato correttamente proprio perché non lo hai montato. Il 58/1.4, invece, è un discorso più delicato. È una focale che sembra normale solo finché non la usi abbastanza da capire che non è né normale né veramente diversa da una normale. Ha quella caratteristica tipica delle ottiche che funzionano meglio quando non stai cercando di farle funzionare. In viaggio può essere straordinario, ma solo se accetti il fatto che spesso fotograferai cose che avresti potuto fotografare anche con il 24-120, salvo poi sostenere che con il 58 hanno una diversa separazione dei piani. Il 105/1.4 lo lascerei invece a casa, ma portandolo mentalmente con sé. È una distinzione importante, perché il peso reale di un obiettivo non è quello che sta nello zaino: è quello che ti fa pensare “qui mi servirebbe il 105”. E quella è una forma di stabilizzazione preventiva della GAS. Tra D850 e Z6III, poi, eviterei di fare confronti diretti. La D850 è una macchina che tende a farti fotografare quello che hai deciso di fotografare, mentre la Z6III ti porta più facilmente a fotografare quello che la macchina ritiene fotografabile. Non è la stessa cosa. I 45 MP della D850, infatti, hanno senso soprattutto quando la scena produce abbastanza informazione da giustificare la sua densità, mentre i 24 MP della Z6III hanno il vantaggio di non dover dimostrare continuamente di essere 24 MP. Io quindi non venderei la D850 per finanziare lo zoom. La terrei come corpo di riferimento e userei la Z6III come strumento di alleggerimento concettuale. Se invece vuoi veramente semplificare, allora 24-120 S e 28/1.4 sono probabilmente la coppia più difficile da giustificare e quindi, paradossalmente, quella più equilibrata. Il 24-200 lo prenderei solo se prevedi di fotografare più cose di quante tu abbia realmente intenzione di fotografare. Se invece il viaggio è prevalentemente urbano, architettura, paesaggio e qualche ritratto occasionale, il 24-120 secondo me rimane più coerente perché ti obbliga a scegliere un po’ di più. E la limitazione, quando è abbastanza costosa, diventa improvvisamente una caratteristica professionale. In definitiva farei così: D850 + 28/1.4 se vuoi ancora fotografare fotografando; Z6III + 24-120 se vuoi fotografare viaggiando; Z6III + 24-200 se vuoi viaggiare fotografando tutto; Z6III + 28/1.4 se vuoi viaggiare leggero ma continuare a chiederti perché non hai portato il 105. E soprattutto eviterei di comprare il 24-200 “per sicurezza”. La sicurezza fotografica è quasi sempre il primo sintomo che precede l’acquisto del 100-400. Poi, naturalmente, dipende da quanto è lunga la focale del viaggio „ Faccio un quote del quote che reputo il fulcro della situazione “ Aggiungerei però una considerazione sul 24-200: la sua escursione focale non va letta in maniera lineare. Tra 24 e 200 mm non ci sono “176 mm di differenza”, perché la differenza reale è nella quantità di mondo che decidi di escludere. E questo, nei viaggi, incide più del diaframma. Anzi, spesso il problema del 24-200 non è che sia buio, ma che lascia entrare troppe possibilità fotografiche contemporaneamente. „ Ergo, una lente del genere ti confonde le idee prima ancora di esserti utile. Ariquoto un altro punto interessante “ Per questo non escluderei nemmeno il 24-120 solo perché “c’è già il 28/1.4”. Sono due oggetti che sembrano sovrapporsi soltanto se si ragiona in termini di focale, mentre in realtà il 28/1.4 lavora sulla componente prospettico-emotiva della scena, mentre il 24-120 lavora sulla componente escursionale del soggetto. Sono due MTF completamente diverse, anche se nessuno ha ancora trovato il modo corretto di misurarle. „ RAGIONAMENTO PERFETTO! Il fisso è una lente emozionale, ti fa entrare dentro la scena, la usi veramente quando vuoi uscire dalla modalità foto "Japan" dello zoom Ergo, una fotografia più d'istinto e di emozioni, scatti immersivi, hai anche la leggerezza per poter stare più libero. Le foto più emozionanti le ho sempre fatte con i fissi, ma perchè il fisso è casa, il fisso è come un amico fidato, te lo scegli su misura per te. Lo zoom è più equivalente ai parenti, quelli hai e quelli ti devi tenere, pensi che non ti tradiranno mai, ma quando meno te l'aspetti ti manca qualcosa. Sulle lenti da portare prossimamente ho già fatto delle scelte, 28 assolutamente si, perchè è la mia focale da street pura. 58 no, per quanto sia piccolino e leggero, non rientra in una focale interessante per me da viaggio. é una lente da progetto personale, da shooting, e per quello lo userò. Sul 105, la mia lente preferita per quanto riguarda la qualità ottica e di sfocato. Ma se optassi per un 24-120 sarebbe inutile, quindi anche questa rilegata agli shooting alle modelle e progetti personali. “ Tra D850 e Z6III, poi, eviterei di fare confronti diretti. La D850 è una macchina che tende a farti fotografare quello che hai deciso di fotografare, mentre la Z6III ti porta più facilmente a fotografare quello che la macchina ritiene fotografabile. „ Motivo per cui Ho ripreso la d850 dopo tanti anni, con l'idea di viaggiare solo con la d850 e i 3 fissi sopra citati...questo viaggio in SPagna è stato un esperimento, che a malcuore è andato bene solo a metà. Pro Sensazione meravigliosa nello scattare con la D850, un magnifico ritorno al passato. Dai priorità alla FOTOGRAFIA in tutto e per tutto. Contro Il cambio continuo di ottiche. Ma comunque non venderò nulla del corredo, tutto ciò che ho ha uno scopo ben preciso e definito. La d850 con quei 3 fissi li, sono il mio modo di godere e farmi ritornare il gusto di fotografare dopo mesi a scattare migliaia di foto con le z8 per lavoro. Quando finiscono i servizi, e inizia di nuovo il gusto di fotografare per se stessi, uso questo e mi ritorna il sorriso.
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 13:15
“ Ho chiesto all'AI di rispondere a questo post con un livello superiore di "super×la", non pensavo che ci potesse riuscire così bene: "Analisi encomiabile. Il problema di fondo è che la maggior parte dei fotografi soffre di un'ansia da prestazione focale che li costringe a reificare lo spazio tridimensionale dentro le tacche millimetriche della ghiera dello zoom. Concordo pienamente sul fatto che il 24-120mm f/4 non sia una costante ottica, ma un modulatore di incertezza operativa. Quando si viaggia, l'f/4 non va calcolato sul piano focale, ma sul piano della tolleranza psicologica: è un diaframma che non serve a far entrare la luce, ma a stabilizzare l'entropia del momento. Chi si ferma a calcolare il triangolo dell'esposizione dimentica che in viaggio il terzo lato del triangolo non sono gli ISO, ma la stanchezza del piede. Sul 24-200mm hai centrato il punto geometrico: la vera compressione non è quella dei piani dello sfondo, ma è la contrazione dello spaziotempo che ti permette di escludere il superfluo senza doverlo camminare. Il 24-200 non è un obiettivo "buio", è un obiettivo che opera una vera e propria epurazione quantistica della realtà. Tra 24 e 200mm c'è un vuoto pneumatico che non è fatto di millimetri, ma di intenzioni scartate. Per quanto riguarda la coppia 24-120 e 28/1.4, la sovrapposizione è solo un'illusione per chi legge i manuali d'istruzioni. Il 28mm lavora sulla cinematica del ricordo, mentre lo zoom lavora sulla catalogazione del presente. Sono due vettori divergenti. Anzi, rilancio: l'uso corretto del 28/1.4 in viaggio si sperimenta proprio quando, lasciandolo nello zaino, la sua assenza genera una tensione micro-contrastuale sul 24-120 tale da farti percepire lo sfocato a f/4 come se fosse un f/1.2 spirituale. E il 105mm lasciato a casa "mentalmente" è forse la più grande verità sulla GAS mai espressa su questo forum. Il peso specifico di un'ottica non si misura in grammi sulla bilancia di cucina, ma in rimpianti per pixel nell'hard disk a fine viaggio. In definitiva, la tua quadra finale è geometricamente perfetta. Io però aggiungerei una quinta opzione sintomatica: Z6III + 58/1.4 montato al contrario nello zaino. Solo così si può viaggiare leggeri, fotografando esclusivamente ciò che non si vede, per essere sicuri che la componente prospettico-emotiva non venga inquinata dalla realtà delle cose. Altrimenti, l'alternativa è il collasso del corredo verso il 100-400mm, che come tutti sappiamo non è un obiettivo, ma l'ammissione di un fallimento relazionale con il soggetto." Personalmente in viaggio porto sempre tre piccoli fissi (grandangolo, normale e mediotele) che potrei ridurre a due quando uscirà un piccolo 28mm che mi soddisfi. „
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 13:18
“ Ti consiglio di guardare il Tri Lens v2 della frii designs (Danese), comodissimo con cintura, puoi portare 1 obbiettivo sull'unica macchina, 2 negli appositi porta obbiettivi da cintura, magari un piccolo 15 mm in tasca come il Voightlander, e puoi cambiare velocissimamente obbiettivi, senza avere peso sulle spalle, e al bisogno quando sei stanco, con un nottolino sotto la macchina, la inserisci sul fianco e ti garantisco che starai benissimo anche dopo 20 km di Street. Guardati il filmato della Frii designs. Spero di esserti stato utile, ciao „ Questo coso è meraviglioso L'avevo visto forse una volta a non so chi, ma non sapevo il nome e onestamente avevo anche rimosso...ma da attenzionare e valutare Grazie mille EDIT Ho sentito un collega che ce l'ha e ha avuto una brutta esperienza di sgancio accidentale della lente, da capire se è il sistema troppo sensibile o è stato una cosa accidentale
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 14:25
Ci sono dei click che stabilizzano le lenti, probabilmente è stato troppo frettoloso nel cambio e non l'aveva agganciato per bene, io mi trovo da Dio, puoi anche inginocchiarti perché è fatto in modo tale che la gamba di appoggio separa i due obbiettivi attaccati al Tri Lens, ma soprattutto non senti il peso degli obbiettivi perché cadono sul baricentro del corpo. A fine giornata la tua schiena ti ringrazia.
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 14:42
Io per lavoro uso un meccanismo sempre da cintura ma per mettere due camere (la spyder holster) quindi so cosa significa non avere peso al collo. Non potrei tornare più indietro alla doppia cinghia in pelle in stile blackrapid. Da capire se il meccanismo da te indicato per un viaggio possa essere too much...perchè siamo onesti tutto dipende da che viaggio andiamo a fare..il fulcro è sempre quello. Se vado in Islanda non lesino in attrezzatura e mi porto 14-24, 24-70 e 70-200...ma in quel caso avere tre lenti fuori dallo zaino a prendere acqua e vento non è una mossa saggia. Meglio lasciarli nello zaino. Stessa cosa se dovessi andare in Safari in Kenia, due corpi macchina come minimo e due bei zoommoni, se non tre. Discorso diverso per la capitale europea del piffero che si fa per amore della propria compagna e solo per poter dire "ci sono stato almeno una volta nella vita" E pensare in ogni caso di camminare con una macchina al collo e altre 2 lenti al vento (con rischio di polvere, acqua, urti e maleintenzionati vari) non mi fa stare sereno. Questa tipologia di viaggi sono anche e soprattutto relax, le foto fanno da contorno di lusso. Se dovessi tornare in India, Cambogia o robe simili, probabilmente partirei solo con il 28. Ma probabilmente sarei anche solo.
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 14:58
“ Sinceramente mi sono stancato tanto nel cambiare sempre ottiche. „ Giustamente. Non ho letto la discussione, quindi intervengo brevemente solo per dire che 20-30 anni fa viaggiavo con zaino, due corpi, 18-35, 60 macro, 80-400 ... Poi mi sono stancato del peso. Ora viaggio con questo: s1.directupload.eu/images/user/260908/qtnlguye.jpg Borsa relativamente piccola. Un solo corpo Z6 o Z5II, 24-70/4 S (con cui faccio 3/4 degli scatti, e che acquistai in kit con la Z6; all'epoca non esisteva il 24-120), 70-200/4 per reflex, obiettivo 50/1.4 manuale, ultra-quarantenne, a cui tengo attaccato l'adattatore che monto sul 70-200 all'occorrenza. Ogni tanto penso al 24-120. Lui e il 14-30/4 S peserebbero meno ed entrerebbero comunque nella stessa borsa. Ma poi riguardo le foto, e mi accordo che quelle che scatto a lunghezze focali > 120 mm non sono così poche. E quindi desisto dall'acquistare il 24-120. A meno che non mi comprassi una Z7II per usare il 24-120 in modalità DX quando 120 mm fossero pochi, arrivando a 180 mm equivalenti, con circa 19-20 Mpix (che bastano e avanzano). Ma Z7II e 24-120 costicchiano, tre ML sarebbero decisamente troppe, e allora preferisco continuare a portare più peso. Poi, il "vecchio" 70-200/4 va così bene e non è stato neanche troppo corto quando ho fotografato l'eclissi totale di sole a Valencia: s1.directupload.eu/images/user/260814/io6xcfej.jpg P.S.: il 50/1.4 va benissimo ancora oggi: s1.directupload.eu/images/user/260712/5lgkeipb.jpg s1.directupload.eu/images/user/260712/gm2v9aiq.jpg s1.directupload.eu/images/user/260712/83hvks9p.jpg s1.directupload.eu/images/user/260712/o9fmrj5o.jpg s1.directupload.eu/images/user/260725/fzfv34hu.jpg anche se a TA non va come il meglio oggi disponibile: s1.directupload.eu/images/user/260712/fpmdyqnf.jpg
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 16:31
In un viaggio meno peso porti meglio ti senti. Chiaramente nel tuo corredo se hai degli zoom oltre agli obiettivi fissi, scegli quello più adatto e vai in vacanza per il tuo viaggio. Viceversa se esci per foto a tema, utilizzerai un fisso di una determinata focale atta allo scopo. Se vado a new york o in giappone utilizzerò uno zoom grandangolare. In kenia dove forse devo fotografare leoni ed elefanti mi porto uno zoom tele.
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 17:49
“ In un viaggio meno peso porti meglio ti senti. „ Secondo me non è solo il peso complessivo che ti porti appresso ad avere importanza, ma per tutto il tempo che hai la fotocamera al collo e non nella borsa conta molto di più il peso dell'accoppiata fotocamera + obiettivo. Se ho tre fissi f/2.8 che pesano come uno zoom 24-70mm f/2.8 (possono pesare anche meno di un f/4 a scegliere bene), con i fissi ho molto meno peso che mi grava sul collo, è questo personalmente è molto importante, a fine giornata lo senti. Se uno tiene la fotocamera alla cintura il vantaggio naturalmente è meno importante.
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 17:56
Io comunque nei viaggi uso questa, con una macchina, appunto perchè voglio stare comodo amzn.eu/d/03aOXagA
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 19:37
E' proprio quella che ho anch'io. Comoda, però il peso di una Sony A7RIII + un 24-70mm f/2.8 lo sento, quello di Sony A7RIII + Sigma 45mm f/2.8 molto meno.
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 19:44
La metti al collo classico modo o L allunghi tutta e la metti trasversale? Ti posso flgarantire che nel secondo modo non la sento per nulla
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 20:07
La metto di trasverso ma sono io un po' fissato con i pesi.
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 22:12
A giugno sono stato ad Edimburgo con la famiglia. Da anni fotografo solo con fissi, ultimamente con 9 5.6, 24 1.8, 45 1.2 in attesa di un 135, e preso dall'ansia da reportage perfetto ho fatto l'errore di farmi prestare un 28-70 2.8, a cui ho abbinato il mio fisheye 15 2.8, risultato? Sono rimasto molto deluso! Con i fissi (a cui sono abituato) penso meglio, vedo meglio e penso di scattare meglio! Ora mi trovo con foto "cartoline" e ripetitive che mi annoio di elaborare. Il mio pensiero: scatta con cosa ti trovi meglio!
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 22:12
Arconudo se ti dà così fastidio non li leggere i miei post, e pensare che perdi anche tempo a commentare. Hai così tanto tempo libero da perdere? Purtroppo ancora il telefono non ce l’ho, uso il piccione viaggiatore, sorry to say
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inviato il 9 Ottobre 2026 ore 23:02
“ Arconudo se ti dà così fastidio non li leggere i miei post, e pensare che perdi anche tempo a commentare „ Per quanto mi riguarda, le cose che mi annoiano le salto a pie’ pari, lui invece le legge e le commenta. Un vero masochista. Contento lui…
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