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inviato il 06 Luglio 2026 ore 9:09
@Checco79 grazie del contributo! Che sia una moda non ho dubbi, come ho scritto sopra. io guarderei avanti non indietro, ma io non sono né un pro né un artista! P.S. da oltre 40 anni scatto a pellicola, solo diapositive quindi ero, e sono, responsabile di tutto! |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 9:24
Qualcuno in un altro thread mi ha risposto: “ quanto è bello schiacciare il pulsante di scatto e far fare tutto alla mirrorless „ ******************************************* Te lo ripeto anche adesso... Per la moda invece che dire, serve per darsi delle facili arie da artista bohemienne... oltretutto te lo pagano pure di più il servizio chimico |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 10:23
Non è darsi delle arie, è una moda che c'è da un po'. Come quella di fare gli editoriali con un 16mm: - si è sempre fatto tutto con 50 e 85mm? Benissimo, facciamo l'esatto contrario - GENIO! Questo per me è una scappatoia facile e comoda, non certo una scelta contestualizzata in un percorso artistico. Per curiosità Paolo, nella tua zona quanto si fanno pagare per un servizio analogico e uno digitale? |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 10:35
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 10:47
Bisogna fare dei distinguo: Il servizio di matrimonio su pellicola ha un senso: la durata nel tempo della stampa al pari di quella del matrimonio (si spera) contro l'effimero del digitale. I due supporti si integrano alla perfezione: la stampa che tra 50 anni potrà restituire delle emozioni ed il digitale che consente di distribuire dei ricordi tra tutti gli amici. In sostanza... è una combinazione perfetta. (A parte che il digitale si può anche stampare...) Nello sport tutto questo non c'è. Occorre il tutto e subito. Però... è anche vero che si tratta di un ambito dove, se vuoi proporre una differente chiave interpretativa, hai una visibilità immediata che con altri generi non otterresti. Insomma... due piccioni con una fava: mi faccio un nome inventando un 'manifesto artistico' e poi ci campo sopra. Una volpata mica da ridere, ci vuole del genio... |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 10:55
Creare un progetto artistico è una cosa , rappresentare divulgare cercando di coinvolgere e di appassionare il pubblico è un'altra |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 11:06
Mah.. Parlando di stampe, ho stampato fotografie di mio figlio piccolissimo, ed appese in cucina senza nessuna protezione, sono arrivate quasi indenni ad oggi. Se si considera che oggi il figlio e' universitario, direi che il risultato e' ottimo.(purtroppo ho dimenticato sia il tipo di carta che gli inchiostri che ho usato,) Per quanto riguarda lo sport, penso che una cosa sia praticarlo. Un'altra fotografarlo. La fotografia riveste lo sport con una allure di leggenda e mito ad esclusivo beneficio di fotografo e pubblico. Per lo sportivo invece e' soltanto questione di sudore e fatica. Anche quando, per una volta, vince. Per vincere qualcosa di importante,devi aver perso molto. Devi aver sopportato molte sconfitte per migliorare e trovare la forma necessaria. Il caso peggiore? quando arrivi secondo. Passerai la vita a chiederti perche non hai vinto, dove hai perso il secondo cruciale che ti ha scaraventato tra i voglio ma non posso. La fotografia sportiva non fotografa quasi mai l'aspetto reale dello sport. Ne rappresenta pero' l'epica, il racconto che se ne fara'. Il RICORDO. In quest'ottica, per me, non e' sbagliato cercare strumenti obsoleti per una scelta estetica che celebra l'istante di gloria del vincitore. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 11:14
Tutto legittimo. Ma bisogna cercare qualcosa nelle storie da raccontare, non c'entra una beata il mezzo che si utilizza, se parliamo di storie, gloria, istanti. Altrimenti stiamo giustificando il mezzo, invece del fine. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 11:48
Beh dipende dal risultato direi. Puoi fare porcherie sia con digitale che con pellicola. E viceversa. Son scelte tecniche, non molto diverse dal cambiare corpo per ottenere un AF più efficace o un sensore più grande. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 11:54
Si, il punto è che dire "mi serve X per raccontare la storia" è mettere l'importanza dello strumento davanti all'idea. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 11:54
Sigmarco, quello di confondere i mezzi col fine succede da sempre. C'era il buon Efrem Raimondi che non si faceva problemi a passare dal medio formato al cellulare per portare a casa il servizio, era uno dei pochi che seguivo appassionatamente nel suo percorso. Su IG c'è lui qua che ha un look molto analogico ma per me vince soprattutto per la composizione e la narrazione: www.instagram.com/p/DaYJqdJGjJP/ Non è sport, ma è per spiegare cosa intendo: l'aspetto analogico dell'editing è solo uno dei tanti aspetti, mi importa poco sapere con cosa scatta mentre è interessantissimo studiare ciascuna composizione. Porre l'accento sull'attrezzatura è un po' come parlare di alta cucina in base alle padelle che usano... |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 11:56
“ La fotografia sportiva non fotografa quasi mai l'aspetto reale dello sport. Ne rappresenta pero' l'epica, il racconto che se ne fara'. Il RICORDO. In quest'ottica, per me, non e' sbagliato cercare strumenti obsoleti per una scelta estetica che celebra l'istante di gloria del vincitore. „ Se non rappresenti la realtà dello sport non ne catturi l'anima e non diventa epico... Guarda link della Roubaix che ho messo.... La qualità assoluta non serve ,ma ne serve abbastanza perché si possa apprezzarne i contenuti |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 12:04
“ Se non rappresenti la realtà dello sport non ne catturi l'anima e non diventa epico... „ non e' del tutto vero... Fotografi solo cio' che diventera' epico. Il fango e la smorfia. manca del tutto la parte vera dello sport. |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 12:11
Direi che è un’immagine emblematica e rende benissimo il momento! |
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inviato il 06 Luglio 2026 ore 12:16
“ non e' del tutto vero... Fotografi solo cio' che diventera' epico. Il fango e la smorfia. manca del tutto la parte vera dello sport. „ Certo, non sappiamo cosa c’è stato prima, per quello servirebbe un video o un racconto fotografico in sequenza, dove magari potrebbero esserci stati altri momenti epici, però poi alla fine tutto si sintetizza in un’unica immagine, che non è detto che sia quella finale. |
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