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inviato il 08 Giugno 2026 ore 19:27
@Valgrassi Inizio dalla fine. Potrò dirlo ancora per un paio d'anni poi entrerò anche io nel club... proprio quando tu ne sarai uscito per navigare allegramente verso i novanta. Per la tua domanda su cosa significhi essere a fuoco fisicamente parlando ammetto di non averne contezza fisica, sono laureto in scienze della formazione e quindi di fisica ce n'era ben poca, a livello di intuito e di studi di fotografia di mille anni fa posso dire che si può dire che un punto è a fuoco quando i raggi che partono da quel singolo punto e attraversano una lente o un insieme di lenti convergono in un singolo punto, arrivo anche ad intuire che questo può accadere solo in linea teorica in quanto non esiste lente perfetta, l'aria è il vetro comunque non sono medium perfetti e la vista umana non è perfetta. Se la mia intuizione fosse sbagliata sarei felice di sentire come la definiresti tu, sul serio apprezzo imparare da chi ne sa più di me e in questo campo sono convinto tu possa darmi lezioni (non a pagamento  ... da ex maestro ho finanze molto limitate in quanto come immagino tu sappia lo Stato italiano non ha mai amato gli insegnanti). |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 15:26
@Mario sono sicuro che avrai onorato la tua professione, cardinale per un paese moderno. Ho vissuto sei anni a Vancouver in Canada e altrettanti anni a Monaco di Baviera e lì gli insegnanti sono ricompensati meglio che in Italia. Diciamo che basta un insegnante per mantenere una famiglia entro i due figli. In Italia devi arrangiarti con ripetizioni in nero, altrimenti devono lavorare in due. È sempre difficile riassumere in poche righe quello che un Feynman (noto per la sua passione per la divulgazione di concetti scientifici, essenzialmente di fisica) sviluppa in qualche pagina. Cmq "Lectures on Physics" c'è su Android. Fondamentalmente è tutto a fuoco quello che arriva nel fuoco allo stesso tempo. In genere questo non viene menzionato dai divulgatori della fotografia. La luce bianca risultato della miscela dei vari colori viaggia nel vuoto a una certa velocità che è anche la velocità max della luce. Un obiettivo è costituito da almeno tre lenti. La velocità della luce cambia a seconda del vetro ottico usato e del colore della luce. Il progettista ne tiene conto e si sforza di fare arrivare "contemporaneamente" tutti i raggi colorati nel fuoco. È per questo che gli obiettivi APO sono più pregiati di quelli convenzionali. Se torniamo al primo post in cui si citava un obiettivo F=16 mm a f/6.3, è un caso ideale per focheggiare all'infinito (non alla iperfocale!) e avere a fuoco l'infinito perfettamente e tutto il resto fino ai propri piedi in modo accettabile. A prescindere dal formato del sensore, si calcola il diametro dell'apertura dato da 16/6.3=2.54 mm. Tutti i punti che stanno al di fuori di 2.54 mm verranno accettabilmente a fuoco. Tuttavia se si vuole discriminare maggiormente ciò che appare a fuoco si può usare f/11 per cui il diametro sarà 1.45 mm, migliorativo di f/6.3. In realtà si può usare anche f/16. Quello che è sconsigliabile usare è f/22. Ho provato dalle Phase One alle 1" e f/22 è meglio non invocarlo, nel senso che la caduta di nitidezza a causa della diffrazione diventa visibile ad occhio nudo. Tieni presente che tutto questo non è intuitivo e che i 3d sull'iperfocale non si contano! |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 15:39
Grazie Valgrassi, gentilissimo e chiarissimo. |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 18:14
Mi manca un anno agli ottanta (80), sono curioso di vedere (se sopravvivo) se divento meno intollerante verso quelli che capiscono poco la fotografia digitale, in sé piuttosto semplice. ****************************************** Quanto sei miracoloso Valerio quando diventerai stranamente tollerante con tutti quelli che capiscono poco di fotografia digitale potrai sempre indirizzare i tuoi strali verso quelli che poco comprendono la fotografia chimica! |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 18:23
Secondo me diventar matti per una convenzione ,visto che i dati della PDC sono tali solo perche' qualcuno ha deciso che il CoC ha un determinato valore non ha senso. Se hai un soggetto a 5 mt e per la focale e diaframma che usi, l'iperfocale e a 7 metri e lo farebbe rientrare nella convenzione delle PDC ,che fai metti a fuoco a 7 metri....io NO Se non ho un soggetto preciso e uso l'iperfocale ,che non sara' tutto a fuoco allo stesso modo lo so' gia prima. Oppure mi sembrera' tutto a fuoco su una stampa 13x18 ma non su un a3 |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 18:56
@Paolo non dimenticare che nel 1972 ho pubblicato una tesina bibliografica supportata da Kodak dal titolo "Emulsioni fotografiche a basso contenuto di Ag", già allora mi sembrava uno spreco usare l'argento in fotografia. Mi sono convertito completamente all'idea del digitale verso il 1976 alla UBC di Vancouver. Non ho mai usato Apple, il punto di svolta è stato il PC IBM dei primi anni '80, al punto che per attizzare le canadesi affermavo "PC's substitute for women!". Qualcuna ci è cascata, altrimenti usavo le lasagne al forno! |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 19:04
@Speedking “ Se hai un soggetto a 5 mt e per la focale e diaframma che usi l'iperfocale e a 7 metri e lo farebbe rientrare nella convenzione delle PDC ,che fai metti a fuoco a 7 metri....io NO „ Speed lascia perdere per aver fatto un discorso come il tuo, soggetto a 5m e iperfocale a 7m. la cosa più carina che mi è stata detta è che confondo iperfocale con PdC; pensa c'è anche chi sosteneva il "tutto a fuoco" ma che ha modificato il post dopo il mio intervento. Continua a mettere a fuoco il soggetto e usa la PdC che ti serve senza le pippe mentali dell'iperfocale. |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 19:21
Sto ordinando le magliette con la scritta davanti Aborro l'iperfocale e sul retro Aborro il Cdc taglie miste, chi le vuole. |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 19:33
@SaroGrey “ taglie miste, chi le vuole „ Che colori e quale font? |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 19:37
@Saro tu vorresti stampare quelle magliette, guarda invece cosa ho combinato in un Congresso su "Metodi FT in chimica analitica". Si teneva a Bergen in Norvegia. Si riteneva che i norvegesi fossero freddini. Ho fatto stampare una cinquantina di T-shirts a fondo azzurro con la scritta in rosso: SPECTROSCOPISTS DO IT WITH FREQUENCY AND INTENSITY Mi sono pentito di non averne stampate di più, vichinghi e ricercatori mi hanno "bruciato" tutte le magliette a disposizione! |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 19:42
Se hai un soggetto a 5 mt e per la focale e diaframma che usi l'iperfocale e a 7 metri e lo farebbe rientrare nella convenzione delle PDC ,che fai metti a fuoco a 7 metri....io NO ******************************************* E certo... ci mancherebbe altro. Assicurati che sia a fuoco il soggetto... e poi quello che viene viene |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 19:50
... che nel 1972 ho pubblicato una tesina bibliografica supportata da Kodak dal titolo "Emulsioni fotografiche a basso contenuto di Ag", già allora mi sembrava uno spreco usare l'argento in fotografia. ******************************************* E mi sarei stupito del contrario Valerio. Se c'era da risparmiare quegli accattoni miserabili di Kodak erano sempre in prima fila tu poi l'Argento volevi addirittura farglielo togliere! |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 21:16
@Paolo a quei tempi c'era il tycoon Hunt che praticamente faceva il prezzo mondiale dell'argento. Ma le pellicole erano alla portata di uno studente-marchese-della-zolla come me, la Leica M3 me la sono potuta permettere soltanto nel 1990 a Monaco. Aveva il Leicameter al selenio accoppiato che dava sempre la stessa misura, come non averlo. Il Summicron 5cm F=2 risaliva al 1957 e le lenti avevano un rivestimento appena passabile. Non ho mai impugnato una macchina come la M3, la sfiorava la Nikon F3 HP, la Spotmatic Pentax non l'ho mai tenuta in mano (quella di David Bailey che sposò Catherine Deneuve). A distanza di sessanta anni il telemetro della M3 è ancora apprezzato dai Leicisti che ci vedono. |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 22:42
Zitti tutti adesso tocca a me La profondità di campo esiste perché l’ho vista con i miei occhi, quindi esiste. L’iperfocale è una tecnica per estendere artificiosamente la profondità di campo. Negli ultimi anni di pellicola mi ero fissato con una tecnica che avevo imparato nel circolo fotografico che frequentavo: ossia mettere un soggetto su un lato del fotogramma in primissimo piano e, tramite l’iperfocale, mettere tutto a fuoco da lì all’infinito. Con il 18mm Canon f/4 chiudevo al massimo il diaframma, spostavo il segno dell’infinito sul valore 22 (mi sembra fosse quello il diaframma minimo) e veniva tutto a fuoco da 50cm. (ma anche meno) all’infinito. La pellicola era la Kodachrome 25 e si proiettava su grande schermo nella sala del circolo. All’epoca ci vedevo pure bene (11/10) quindi se vi dico che era tutto a fuoco, era tutto a fuoco. L’effetto era di grande impatto, non tanto per le mie fotografie ché facevano abbastanza cahare già all’epoca, ma c’erano degli iscritti veramente bravi in questa tecnica. |
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inviato il 09 Giugno 2026 ore 23:01
@N.enrico “ quindi se vi dico che era tutto a fuoco, era tutto a fuoco „ Non ti offendere ma tutto a fuoco con un solo scatto o usi la regola di Scheimpflug, o fai focus stacking o è impossibile, tutto accettabilmente nitido sì. Oltre all'iperfocale, come spesso ci ricorda Valgrassi, esiste il Metodo Merklinger, o del diaframma effettivo, basato sul diametro del diaframma, probabilmente ti consigliavano questo metodo. |
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