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Primo tentativo di reportage fotografico


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avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2026 ore 9:51    

Certo, ma il rischio è quello di prendere direzioni che non sono tue ma di altri.
Ragionare su un tuo lavoro finito di 15 20 foto secondo me è più utile. Ma questa è solo la mia opinione.
Ciao

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2026 ore 10:14    

Solo un commento, poi non intervengo piu', altrimenti dicono (giustamente) che prendi direzioni non tue.

Ho osservato l'insieme delle fotografie.
A parte alcuni difetti, rimediabili, quello che ne esce a prima vista e' una certa rigidita' di inquadratura.

Non stai davvero fotografando. Stai portando in giro una fotocamera e scattando cose che ti colpiscono.

Non e' una critica e nemmeno una stroncatura. Non vuole esserlo.

Solo una osservazione per far capire cosa voglio dire.

Ti manca una profondita' di scatto che sottolinei il percorso attraverso ai banchi.

SONO TUTTE FOTOGRAFIE SCATTATE IN PIEDI ALLA STESSA ALTEZZA. Se questo dona uniformita' e senso di coerenza alla serie, nello stesso tempo la rende burocraticamente noiosa.

Prova ad abbassare la camera a livello della cintura, e poi alzarla a due metri. Gioca con il punto di ripresa.

Il mercato e' dinamico Anche se si svolge su punti fissi inamovibili. Il banco e' sempre la' da dieci anni, il proprietario pure, cambiano le merci ed i clienti. Sono onde che erodono scogliere fatte di frutta e verdura, ciascuna avvicinandosi ed asportandone piccole quantita'. Fino a lasciare il banco vuoto ed il proprietario esausto.

In qualche modo anche il fotografo dovrebbe assecondare la risacca e l'energia della ondata di clienti. Puo' farlo, non semplicemente registrando anonimamente il movimento. Ma entrando in risonanza con esso.


Quasi mai il cliente arriva e compra. Il cliente viene colpito dal banco, si avvicina, si intrufola tra la folla, attende, osserva, giudica, si sposta, guadagna posizioni, cerca con lo sguardo il venditore, lo trova, si osservano. Il cliente e' pescato. Decide di acquistare, chiede un prezzo, ricevutolo, storce la bocca, ne chiede un'altro...

E cosi' via.. c'e' un intero teatro in ogni sacchetto che viene riempito di costine.
Non puoi pensare di fotografarlo con la fotocamera fissata rigidamente ad un metro e sessanta MrGreen

avatarjunior
inviato il 12 Giugno 2026 ore 11:08    

Certo, ma il rischio è quello di prendere direzioni che non sono tue ma di altri.


hai ragione, c'è il rischio ma lo vedo come il prezzo da pagare nel momento in cui sono consapevole di non sapere come si fa un reportage (e in un certo senso neanche di come si fotografa).
ci sono comunque scelte di cui sono convinto (la più banale, colore invece di b/n) che non è che rimetto in discussione


@salt

ok ha molto senso, è qualcosa a cui in altre occasioni ho fatto attenzione (tipo le foto sull'haspartum che ho in altra galleria), provo a metabolizzarlo anche la prossima volta che vado lì
un limite, soprattutto per i campi lunghi, è che non ci sono scale o piani mezzanini, da cui ad esempio avrei voluto scattare la n.3, che invece ho fatto appoggiando la macchina su un carrello della spesa usandolo tipo cavalletto visti i tempi lunghi di scatto

avatarjunior
inviato il 12 Giugno 2026 ore 11:14    

uso di dittici (es. la 16 e 17).

i dittici non sono necessariamente 2 foto con lo stesso soggetto o quasi, potrebbero essere foto diverse con significato simile, o foto simili con significato diverso, potrebbero essere foto con colorazioni diverse (tipo 2 close up, anche se qui parleremmo di un altro ttipo di comunicazione rispetto a quella che stai usando tu, un close up sui pomodori rossi e uno sui peperoni verdi)



mi sono venuti in mente i dittici/trittici, perchè hai elencato una serie di "diversità" che vuoi raccontare... magari ne esce un lavoro più seriale

Certo, ma il rischio è quello di prendere direzioni che non sono tue ma di altri.


certo, ma credo che neanche lui sappia bene che tipo di direzione può prendere il suo progetto. secondo me bisogna mettergli davanti tanti spunti che poi lui stesso dovrà interiorizzare ed elaborare a proprio piacimento
Il canale principale resta il laboratorio, noi qui al massimo possiamo dargli spunti

avatarjunior
inviato il 12 Giugno 2026 ore 14:13    

Citavo la 16 e la 17 perché, messe una a fianco all’altra, secondo me rendono bene punti di contatto e differenze tra due culture, in questo caso attraverso la metafora del carboidrato.

Confermo che, anche se ho una direzione in testa, non é scritta nella pietra, e il correggere/ricalibrare in corsa, specie stando sul posto, lo vedo come parte del processo (e del divertimento, ogni tanto va ricordato visto che lo sto facendo aggratis MrGreen)

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2026 ore 18:54    

Se hai una tua direzione in testa non devi discostarti di un millimetro. Non confondere l'editing con l'idea di base del tuo lavoro. Quella non può cambiare. Non deve cambiare.

avatarsenior
inviato il 12 Giugno 2026 ore 19:32    

Se hai una tua direzione in testa non devi discostarti di un millimetro. Non confondere l'editing con l'idea di base del tuo lavoro. Quella non può cambiare. Non deve cambiare.

Ma... sì e no... Dipende.
Una preparazione solida è fondamentale: approfondire bene la conoscenza dell'oggetto su cui lavori è la prima garanzia contro le visioni stereotipate.

E' chiaro che si parte con un'idea chiara, con una tesi. Siamo d'accordo.
Ma occorre anche saper seguire di intuito opportunità che non erano "in scaletta". Perché la realtà è sempre più ricca di quanto abbiamo immaginato, studiato e previsto.

Lo dico per esperienza. Ti trovi davanti persone non previste, dormi in luoghi non previsti, dedichi più tempo del previsto per farti accettare... Certo: parti con un'idea, ma il "percorso" la arricchisce e in parte la cambia. Il progetto evolve mentre lo si realizza.

Anche il tempo è importante. Se dedichi alcuni anni ad un progetto, quando arrivi alla fine non avrai certo la stessa idea di partenza sul tuo soggetto.

Te lo posso assicurare, sulla base della mia molto modesta esperienza. Sorriso

avatarjunior
inviato il 12 Giugno 2026 ore 20:08    

Sono pienamente d'accordo con Ale Z, andare avanti con il paraocchi ti esclude tutto ciò che può accadere intorno, che magari si rivela più interessante della tua idea iniziale

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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