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inviato il 19 Maggio 2026 ore 21:16
“ Mah! Se qualcuno non ha ancora compreso che la fotografia la fa il fotografo, e non certo l'attrezzatura, significa che questo qualcuno deve avere dei problemi alquanto seri. „ qui è pieno di gente così. “ E perché Rombretto? „ perchè fai fotografie discretamente scadenti. Quindi vedi che non è così De la Palice, tu che scatti diapositive. |
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inviato il 19 Maggio 2026 ore 21:48
Più che altro intendevo che Paolino, insieme al Perazzetta, è il talebano pellicolaro del forum che non perde occasione per ribadire quanto il digitale sia la rovina della fotografia |
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inviato il 19 Maggio 2026 ore 23:13
“ Si, vero, @ Bruno77,ho saltato questo passaggio. Probabilmente perché mi lascia perplesso: lo capisco se si vuole recuperare vecchi scatti o vecchie diapositive, ma fare un passaggio usando una digitale uno scatto per volta per poi utilizzare " una postproduzione tutt'altro che semplice" mi lascia alquanto perplesso e non vedo il senso di tutta questa macchinosa trafila tranne, ripeto, nel caso si voglia recuperare immagini del passato „ Beh @Claudio in realtà altro non è che un metodo alternativo allo scanner per digitalizzare. Non vedo francamente la differenza da un punto di vista di processo, cambiano solo gli strumenti. Nello specifico mi riferivo comunque alla qualità del file digitalizzato con camera digitale, che per quanto ho sperimentato risulta essere molto alta. Sulla conversione ci sarebbe probabilmente da aprire un topic a parte, ma per come la vedo io, se la si vuole fare manualmente con programmi tipo PS, i passaggi fondamentali da seguire sono pochi, il resto sono aggiustamenti fini, in altre parole è meno complesso di quanto sembri. In alternativa ci sono plugin che fanno tutto in automatico. Perché digitalizzare negativi? Ad esempio per ristampare vecchie foto, magari su formati maggiori, e con il massimo del controllo sulla resa del colore. Cito un episodio, che mi ha lasciato basito. Un caro amico che tutt’oggi scatta a pellicola (negativa), ha fatto sviluppare i rullini al ritorno da una vacanza con la famiglia, e successivamente gli ha fatti stampare. Lo sviluppo è stato pressoché perfetto, ma i risultati della stampa sono stati pessimi. Ora mi chiedo, questi laboratori che processi usano al giorno d’oggi per fare stampe da negativo? Perché se digitalizzano per poi stampare, dando priorità alla produzione piuttosto che alla qualità (ovviamente parliamo di laboratori medi), allora preferisco controllarla io quella fase del processo che va dal negativo alla stampa, e che risulta essere estremamente dedicata. Ah dimenticavo mi riferisco nello specifico a negativo colore. |
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inviato il 19 Maggio 2026 ore 23:41
“ @Rombro Più che altro intendevo che Paolino, insieme al Perazzetta, è il talebano pellicolaro del forum che non perde occasione per ribadire quanto il digitale sia la rovina della fotografia „ E non solo! |
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 1:32
Visto che stai facendo una tesi di laurea, vorrei ricordare che anche la fotografia digitale è in realtà analogica: il sensore non registra colori ma solo variazioni di luce, esattamente come la fotografia a pellicola. Cambia solo il tipo di sensore : la pellicola fotosensibile o il sensore digitale. Solo dopo che il sensore digitale ha trasformato le variazioni di luce in quantirà discrete che sarannao digitalizzate e mediante il filtro Bayer trasformate in pixel colorati, la foto diventa digitale. |
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 6:20
“ Un ottimo metodo per digitalizzare il negativo, almeno per quanto ho sperimentato, è la foto del negativo stesso con la macchina fotografica. I risultati che ho ottenuto sono una via di mezzo tra "chimica" e digitale, e il fatto che la bilancia penda più da una parte piuttosto che dall'altra, dipende molto dalla post produzione, tutt'altro che semplice se si vogliono risultati coerenti. Ma ripeto, per la mia esperienza la digitalizzazione del negativo con reflex/ML da un'ottima base di partenza su cui lavorare. „ “ Beh @Claudio in realtà altro non è che un metodo alternativo allo scanner per digitalizzare. Non vedo francamente la differenza da un punto di vista di processo, cambiano solo gli strumenti. Nello specifico mi riferivo comunque alla qualità del file digitalizzato con camera digitale, che per quanto ho sperimentato risulta essere molto alta. Sulla conversione ci sarebbe probabilmente da aprire un topic a parte, ma per come la vedo io, se la si vuole fare manualmente con programmi tipo PS, i passaggi fondamentali da seguire sono pochi, il resto sono aggiustamenti fini, in altre parole è meno complesso di quanto sembri. In alternativa ci sono plugin che fanno tutto in automatico. Perché digitalizzare negativi? Ad esempio per ristampare vecchie foto, magari su formati maggiori, e con il massimo del controllo sulla resa del colore. Cito un episodio, che mi ha lasciato basito. Un caro amico che tutt’oggi scatta a pellicola (negativa), ha fatto sviluppare i rullini al ritorno da una vacanza con la famiglia, e successivamente gli ha fatti stampare. Lo sviluppo è stato pressoché perfetto, ma i risultati della stampa sono stati pessimi. Ora mi chiedo, questi laboratori che processi usano al giorno d’oggi per fare stampe da negativo? Perché se digitalizzano per poi stampare, dando priorità alla produzione piuttosto che alla qualità (ovviamente parliamo di laboratori medi), allora preferisco controllarla io quella fase del processo che va dal negativo alla stampa, e che risulta essere estremamente dedicata. Ah dimenticavo mi riferisco nello specifico a negativo colore. „ concordo molto con il fatto che i risultati migliori si ottengono fotografando i negativi e le diapositive con una fotocamera digitale, a suo tempo ho passato un inverno, attrezzato con uno scanner Nikon e i miei accrocchi (un vecchio ingranditore ed un proiettore dia) atti a fotografare le pellicole analogiche. La qualità migliore la ho ottenuta proprio con l'ingranditore ed il proiettore dia (opportunamente adattati allo scopo), risparmiando tra l'altro un sacco di tempo, soprattutto con il proiettore dia. Bisogna togliere l'obiettivo dal dispositivo e, per il proiettore dia usare una lampada poco potente (50W) ed il gioco è fatto. Questo era il sistema usato con l'ingranditore
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 7:27
“ @Pablo46 Visto che stai facendo una tesi di laurea, vorrei ricordare che anche la fotografia digitale è in realtà analogica: il sensore non registra colori ma solo variazioni di luce, esattamente come la fotografia a pellicola. ............. „ La fotografia digitale nasce tale già nella testa e nelle intenzioni, non è solo questione di mezzi, materiali e/o procedure ma bensì di approccio mentale. |
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 9:27
@Paolo46 la fotografia digitale parte dall'acquisizione analogica della foto semplicemente perché viviamo in una realtà “fisica” (anche se alcuni sostengono che la nostra realtà sia simulata), ma c’è una conversione numerica di questo segnale, ed è quella conversione a restituire l’immagine digitale. |
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 9:45
perchè fai fotografie discretamente scadenti. ******************************************** Beh archetto SE NON VEDI LA LUCE non le capisci le mie fotografie. In ogni caso non c'è problema, su questo forum ci sono artisti, autoincensatisi tali come te per intenderci, che tengono ALTO il livello medio. Uhmmm...medio o mediocre? |
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 10:09
Siamo alle solite... |
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 10:58
Bruno77 si immagino che la qualità sia maggiore col tuo metodo. Solo che devi rifotografare uno per uno i fotogrammi; nel caso di negativi devi fotografarli tutti perché non sai esattamente quale sarà il migliore prima di fare una cernita. Certo, l'esperienza conta in questo caso, almeno col B/N, con il colore la vedo un po' più dura. Circa 15 anni fa io facevo la scansione di diapositive ( e quindi già conoscevo la qualità di ogni singolo fotogramma e facevo una cernita,più facile e rapida, prima e non dovevo fotografare tutto) e potevo acquisire più soggetti contemporaneamente con un buon scanner piano ( anche questo era più rapido). Certo, la qualità del risultato non era la stessa , ma partendo dal formato 6x7 in parte si riduceva il gap. Arrivata una bigMP di qualità mi sono chiesto che senso avessero tutte queste complicazioni se si arrivava sempre ad un file digitale un po' lunghetto da ottenere e se poi ( almeno per quanto mi riguarda) il mio file digitale lo stampavo in proprio sempre con una stampa digitale. Due passaggi digitali.Perciò conclusi che, in un modo o in un sltro, il metodo potesse servirmi più per un archivio ( e non l'ho praticamente mai fatto per mancanza di tempo) che per iniziare da zero una foto. Ma nel tempo ho ammorbidito le mie posizioni: e come capisco il bravo @Paolo con le sue proiezioni di diapositive, allo stesso modo capisco chiunque si voglia divertire in qualunque altro modo e metodo. Poi, non polemizzerei con chi interviene per dire sempre le stesse cose, dette e ridete ( e anche giuste) e cioè che conta il risultato finale comunque ottenuto, che qui su Juza si fanno solo foto mediocri e così via. Cosa che può avere senso certamente. Migliorarsi è normale nella vita ma farne una ossessione può andar bene per qualcuno, per altri no che hanno altre priorità e accettano o decidono fin dall'inizio di privilegiare la parte ludica della faccenda. Penso che sia lapalissiano |
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 11:26
“ Bruno77 si immagino che la qualità sia maggiore col tuo metodo. Solo che devi rifotografare uno per uno i fotogrammi; nel caso di negativi devi fotografarli tutti per non sai esattamente quale sarà il migliore prima di fare una cernita. „ Diciamo che uno dei grandi vantaggi della digitalizzazione con camera è la velocità operativa, scatti e passi al fotogramma successivo. La cernita la faccio dopo. |
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inviato il 20 Maggio 2026 ore 18:53
“ Beh archetto SE NON VEDI LA LUCE non le capisci le mie fotografie. In ogni caso non c'è problema, su questo forum ci sono artisti, autoincensatisi tali come te per intenderci, che tengono ALTO il livello medio. Uhmmm...medio o mediocre? „ sul mediocre non batto ciglio... però questa è una affermazione da pseudo artista "Beh archetto SE NON VEDI LA LUCE non le capisci le mie fotografie" |
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inviato il 21 Maggio 2026 ore 6:46
Onestamente non vedo nessuna ragione valida per fotografare in analogico per poi passare al digitale, a me sembra una complicazione inutile anzi, dannosa ai fini del risultato finale (che è quello che conta). Il procedimento di digitalizzare negativi, diapositive o anche riprodurre foto in digitale, a mio parere, ha senso solo per convertire i nostri archivi del passato e fare una transizione definitiva al digitale. Potrebbe avere una mezza ragione effettuarlo se si possiede una medio o grande formato (6x6 od olltre), ma il risultato finale sarà sempre abbastanza deludente, complicato, lento e ovviamente più costoso. Ci sono passato, eppure usavo una meravigliosa Hasselblad 500CM. Insomma la mia opinione spassionata è: o tutto analogico, o tutto digitale, il procedimento misto somma solo le negatività, non certo le positività dei due processi, anche se nel digitale io negatività proprio non ne vedo. In definitiva, se piace l'analogico, ciascuno ha ovviamente i propri gusti e soprattutto si diverte come gli pare, a mio parere è meglio eseguire l'intero processo utilizzando quella tecnologia, attezzandosi con una camera oscura (che è fatica, ma è forse la parte più bella ed affascinante del mondo analogico). Così ci si può cimentare con buoni risultati con il BN, il colore lo sconsiglierei, meglio fare delle diapositive, la stampa a colori era piuttosto difficoltosa un tempo quindi immagino sia un calvario oggi. |
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