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Nucleare in Italia.... Finalmente!


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avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 14:08    

www.repubblica.it/esteri/2026/05/17/diretta/guerra_iran_usa_israele_ne

Emirati, un drone causa incendio vicino a una centrale nucleare

C.V.D...

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 14:21    

Quando andavo al catechismo mi dicevano che le pugnette portano alla cecità.
MrGreen

Anche a me MrGreen

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 14:45    

Bisognerebbe indire un ipotetico referendum (ipotetico, in quanto la costituzione italiana contempla soltanto la finalità abrogativa, riguardo al quesito referendario) dove si domandi allaGGente: "Se TU (individuo unitario ed autocosciente) ne avessi la facoltà, le capacità conoscitive ed infine gli strumenti necessari a farlo, te la produrresti da te, la tua necessaria quantità di energia nucleare individuale, facendotela in casa (tipo i "cuochi" del Fentanyl)?"
Ovviamente dopo essere stato legittimato a farlo, mica agendo in clandestinità (come nel caso di quella droga sintetica).
Il quesito includerebbe anche la faccenda del trattamento e dello smaltimento delle scorie risultanti a fine processo, da collocare magari in una nicchia ricavata nel proprio scantinato, o scavando nel proprio giardino, qualora si abitasse una casa unifamiliare.
Quante persone lo farebbero? Quanta produzione di energia nucleare individuale ci sarebbe, esattamente come nel caso della macellazione di animali, previa uccisione (personale, non demandata) di quegli animali?

Immediatamente torno con la testa ai tempi della pandemia, dove c'erano i cosiddetti negazionisti che empiricamente sostenevano che il virus non esisteva, in quanto nell'aria non si vedeva librare nulla. Ed avevano anche ragione: nell'aria non si vedeva muovere davvero nulla. Ma è per una ragione come questa che, l'uomo, s'è inventato degli strumenti conoscitivi che gli permettessero di misurare le cose della vita anche in termini sia atomici (sul fronte delle piccolezze) che galattici (sul fronte delle grandezze, dalla parte opposta della scala numerica), e tiro in ballo questo argomento perchè la cosiddetta energia pulita, se prodotta sinteticamente (o prestidigitalmente) non esiste, se non nell'ambito della superstizione.
Le uniche fonti energetiche ecologiche (nel senso psicologico del termine, e non solo in quello "ecologista") sappiamo bene quali sono, ma le rigettiamo, perchè non convengono. A chi non convengono? Non tanto a chi le produce o a chi ne beneficia, ma a chi le specula. Sole, fiumi e vento sono sfruttabili, ma non speculabili: non si può accrescere l'energia solare, in quanto la sua è una entità invariabile per mezzo dell'intervento umano, mentre "lavorare" l'uranio, che si trova in natura quasi ovunque, ma che non è nocivo quanto il plutonio, (che in natura non esiste, se non a seguito dell'accrescimento neutronico dell'uranio energeticamente "povero") quello può essere fatto.
Ma la domanda bella è: per farci cosa?
Di un sovrafabbisogno energetico, che permetta a chiunque di stare in camera da letto mentre in soggiorno resta una luce accesa che serve a nessun altro, a chi gioverebbe, se non a degli aspiranti imbecìlli? Potrebbe anche servire a ricaricare il proprio telefono più volte al giorno, dopo averne abusato scaricandolo come laGGente "normale" normalmente fa, scrollando il dito sulle pagine del weBB, per sentirsi in costante interconnessione col resto del mondo, ma distortamente o approssimativamente, rispetto a quello che effettivamente percepisce.
A che serve tutto questo sovrammontare energetico che tanto reclamiamo? Oppure, visto che negli anni l'esigenza s'è combinata con un altro aspetto, che è quello economico (inteso come risparmio), davvero dobbiamo rivolgerci all'ultima spiaggia del nucleare, quando le rinnovabili garantiscono risultati performativamente "positivi" (nel senso scientifico del termine, e non in quello dualistico bene-male) con la conseguenza di doverci scavare la fossa sotto ai piedi prima del tempo?
A che serve possedere un'automobile capace di raggiungere i 400Km/h, quando i limiti imposti dal codice stradale sono notevolmente più restrittivi? Oppure, a che serve un'auto capace di accelerare da 0 a 100 in 2.5", quando vivendo in un qualsiasi contesto sociale condiviso, c'è da badare continuamente a non mettere sotto qualcuno con la propria auto ("arrotare", come dicono i romani)?
O ancora: qual'è lo scopo di voler accendere un fornelllo a gas avvalendosi di un lanciafiamme militare, quando è sufficiente adoperare un semplice accendino, o addirittura una manopola pulsante integrata nella console dell'apparato tecnologico?
La questione viene messa sotto l'aspetto stilistico formale, ovvero riguardante l'assetto ambientale (o architettonico) che "verrebbe" deturpato dall'installazione di pilastri recanti delle pale eoliche... Ma allora, secondo lo stesso assunto, bisognerebbe proibire ad alcuni soggetti di vestirsi con abiti incongrui (se non disgustosi), prima di uscire nei vari centri abitati. E' davvero la finalità estetica, ad impedire la diffusione delle pale eoliche? Chiaramente no.

Io, la questione del nucleare, la vedo come una ambizione maschile a detenere un membro di 25cm, quando è largamente assodato che...tipo 17... siano più che sufficienti a sollazzare una qualsiasi donna di questo pianeta. I giapponesi ci riescono con molto meno, a dire il vero.
Poi, per carità, esistono anche le perversioni specifiche, ma non è che sia il caso di assecondarle tutte, adattando l'intero sistema sociale al servizio di quei capricci individuali. No?
E non stiamo ragionando in astratto o congetturalmente, attenzione!
Stiamo "solo" voltando le spalle agli esempi spagnoli e cinesi, i quali dimostrano che il risparmio economico è possibile, e a fronte di una produzione energetica davvero pulita (per quanto possibile), senza doversi ancora appellare alle culture medievali dell'empirismo e del misticismo.
Questo per dire che, il vecchio ed il presunto nuovo, solitamente (se non apoditticamente) coincidono, culturalmente parlando (o evolutivamente, per chi lo preferisce. Io, ad esempio non ricorro a questa terminologia).

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 14:54    

Ma vista l'età media dei forumisti e dei partecipanti a questa discussione, perché vi preoccupate di quelle che saranno le nostre fonti energetiche fra 10 o addirittura 20 anni? MrGreen

avatarjunior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 14:57    

Ma vista l'età media dei forumisti e dei partecipanti a questa discussione, perché vi preoccupate di quelle che saranno le nostre fonti energetiche fra 10 o addirittura 20 anni


Definire idi.ota la domanda sarebbe un complimento, che non voglio farti.
Io ho una figlia, magari più in la pure dei nipoti, ti basta come motivo?

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 15:00    

Ironia, questa sconosciuta.
E dire che c'era pure uno smil... faccina, che se no qua...

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 15:02    

Fare figli in un'epoca come quella attuale, è un gesto superstizioso.
Un po' come pregare l'onnipotente affinchè esso possa favorire l'esito positivo (stavolta inteso come benefico) di un esame scolastico, senza affidarsi alle proprie capacità o alla preparazione conseguita.

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 15:22    

Qualsiasi processo produttivo che porta ad un rifiuto che non può essere smaltito né riciclato ma che deve invece essere accumulato e protetto dalla sua degradazione e ri-immissione nell'ambiente per un suo riutilizzo, su scala biologica, è un non senso.

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 15:22    

è vero che il rischio è lo stesso pure per le pale eoliche


Ammetto la mia ignoranza, me lo puoi spiegare?

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 15:30    

Qualsiasi processo produttivo che porta ad un rifiuto che non può essere smaltito né riciclato ma che deve invece essere accumulato e protetto dalla sua degradazione e ri-immissione nell'ambiente per un suo riutilizzo, su scala biologica, è un non senso.


Infatti, esiste quella che viene definita cultura cumulativa, che è fratella (per essere linguisticamente onnicomprensivi) della cultura "fresca", quella appena appresa sul web, per poter ribattere immediatamente sui forum(s) e sui social(s) esibendo un certo sostrato conoscitivo, ma che in realtà è sovrastruttura e pure apparente, o temporanea, che in termini di natura è grossomodo la stessa roba.
Dopodichè, il giorno dopo, ci si risveglia nuovamente ignoranti o disinformati. E si ricomincia daccapo.

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 15:46    

Dai un'occhiata a questo video: "avete voluto la bicicletta adesso pedalate" share.google/CnTbMEryAZ4413HYZ

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 15:55    

Definire idi.ota la domanda sarebbe un complimento, che non voglio farti.
Io ho una figlia, magari più in la pure dei nipoti, ti basta come motivo?


E te pensi che i nostri nonni o bisnonni vissuti nell'ottocento pensassero veramente a modificare il futuro dei propri nipoti e pronipoti?

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 15:59    

Ma no, fenicio, non è una questione solo tecnologica o funzionale, o che caspita ti pare...
La questione è culturale ed anche cognitiva.
Una sciura lombarda che si acchitta tutta prima di andare dal fruttarolo di quartiere, non potrà mai convincere una sua coetanea libanese o mauritana a prepararsi così.
Sono fronti distanti, ma non per distanza metrica. Lo sono ostacolarmente, od occlusivamente parlando (quelli che laGGente chiama i cosiddetti "muri").

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 16:42    

E te pensi che i nostri nonni o bisnonni vissuti nell'ottocento pensassero veramente a modificare il futuro dei propri nipoti e pronipoti?

Sicuramente ;-)

avatarsenior
inviato il 17 Maggio 2026 ore 16:51    

Se lo facevano, era per superstizione o per speranza, che sostanzialmente è la stessa roba argomentativa.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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