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Fotografia naturalistica e riflessioni


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avatarjunior
inviato il 23 Aprile 2026 ore 17:05    

Il problema per gli ungulati non è certo la fotografia naturalistica, ma i predatori naturali, che siano lupi o sciacalli. I cervi in certe zone sono in sovrannumero e creano problemi all'ecosistema locale. Al nord est ci sta pensando il lupo a ridurne il numero. In pianura si sta' diffondendo lo sciacallo dorato e pare che i cacciatori comincino a lamentarsi di varie predazioni di caprioli, e di questi ungulati sono frequenti gli investimenti stradali. Pochi giorni fa ne ho schivato uno per un pelo in auto, proprio quando andavo a fare un uscita fotografica all'alba.
La fotografia naturalistica potrebbe creare qualche problema per specie particolarmente rare o protette, non tanto per andare a fotografare in solitaria, ma piuttosto diffondendo immagini e location che attira vari curiosi.

avatarsenior
inviato il 23 Aprile 2026 ore 19:44    

I predatori naturali (proprio perché naturali) non sono mai il problema.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 6:58    

La fotografia naturalistica crea problemi in varie circostanze. Abbandono di nidi, stress durante il passo, carnai non autorizzati con problemi annessi....di esempi ce ne sono a pacchi.
Come dice simicic, i predatori naturali non sono il problema per gli ungulati, semmai sono una soluzione a problemi.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 7:45    

Qualsiasi cosa naturale ha sempre la sua utilità se rimane nei suoi contesti, perfino un innocuo pioppo è bellissimo in riva al fiume perché crea ombra, rifugio per gli uccelli, fa da barriera al vento,

se però me lo metti in città e non lo curi mai si mette subito in contrasto con quella realtà arrivando perfino ad essere un pericolo per chi ci vive sotto.

avatarsupporter
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:09    

@Saro : Sempre in ambito "cose fatte da chi non ci pensa su" a Torino, negli anni '70, fu tutto un proliferare di betulle e robinie piantate come estetici arredi urbani in giardini, parchi e zone verdi perché con il loro bel tronco bianco e nero, non ridete, facevano venire in mente la Juventus. Non scherzo. Peccato che questa specie in natura viva in montagna tra i 1000 ed i 1400/1500 metri di altitudine e conseguentemente è diventata oltre che alloctona anche fonte e causa di allergie, ne so ahimè qualcosa. Cosa analoga per lupi e cinghiali, i primi reintrodotti come possibili predatori dei secondi: ora qui al Nord Ovest i primi sovrabbondano predando bestiame ed animali domestici, i secondi stanno sereni in quanto il lupo ci pensa tre volte prima di rischiare grosso attaccando un panzer dentuto. Conseguenza, pressoché scomparsi i caprioli in molte zone causa lupo. Il problema siamo sempre più spesso noi, non la natura.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:11    

Lupi reintrodotti? Ma anche no
Poi vabbe, dire che un predatore "estingue"una preda naturale è proprio una bestemmia naturalistica

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:14    

@Codromodro77. Però non facciamo disinformazione. Il lupo non è stato reintrodotto, sono stati i cinghiali ad essere stati massivamente introdotti per scopi venatori. Quindi vero, il problema siamo sempre noi, ma sono le tue motivazioni ad essere errate.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:21    

www.isleroyalewolf.org/the-study

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 8:49    

Bello quello studio simicic, me lo lessi un po' di tempo fa grazie alla segnalazione di un amico naturalista. Ottimo esempio della complessità degli equilibri in natura

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 9:20    

Se si considera che quello è un sistema relativamente semplice si capisce quanto veramente sono complesse queste dinamiche e quanto siano difficili da valutare.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 9:27    

Un altro esempio è la stima del territorio occupato da un branco di lupi che fu fatta in italia. I famosi 120 kmq che sono discretamente rispettati in appennino ma che in pianura si nota essere sensibilmente inferiore a causa della maggior disponibilità di cibo (stalle, nutrie,....)

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 10:07    

Tutti gli studi vanno benissimo a patto che nel loro interno vengano valutate tutte le forme presenti su quel territorio in particolare,

pure io che sono ignorante posso "insegnare" a come e cosa fare in un territorio con totale assenza di attività umana, basterebbero tre parole ma per farlo sembrare una chissà che trovata geniale la tiro lunga con dati e paroloni ma alla fine di tutto la sua traduzione dell'intero testo si tramuterebbe nelle tre parole in croce dette prima e cioè: non fate niente di niente che li l'ambiente si regola da solo senza alcun intervento di togli e metti, e per pensarlo e dirlo oltre che a dimostrarlo non serve essere dei geni

se invece presenti lo stesso "pistolottone" e me lo vuoi applicare in zone ad attività umane succedono due cose: o non ci hai fatto caso alle attività oppure peggio ancora te ne freghi che esistano e prendi come scontato che siano loro a doversi adattare o scomparire affinché si arrivi a pretendere delle improbabili "foreste amazzoniche" o degli "Yellowstone" dove non ci possono stare nella sua completezza.

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 10:11    

Come in tutto, esistono gli studi fatti bene e quelli fatti male. Quel che è certo è che deve essere la scienza -molto più che la politica e le ATC- a guidare la "gestione" del territorio dal punto di vista naturalistico

avatarsenior
inviato il 24 Aprile 2026 ore 10:24    

Per esempio una critica che invio in forma decisa alla mia provincia ( Trento) è in riferimento alle innumerevoli azioni di disboscamento per trasformarle in campagne, le chiamano bonifiche ma per me è ben altro, l'insistenza di voler coltivare sempre più in altitudine sta provocando grandi ferite ma nessuno dice niente, nemmeno chi vorrebbe il lupo in piazza,

nel senso che non bisogna sempre cavalcare il purosangue più bello per mettersi in mostra ma servirebbe la capacità di vedere più a 360° quello che succede.

avatarsenior
inviato il 25 Aprile 2026 ore 12:03    

"Cosa analoga per lupi e cinghiali, i primi reintrodotti"

Come le vipere lanciate dagli elicotteri eh?


"Il problema per gli ungulati non è certo la fotografia naturalistica, ma i predatori naturali, che siano lupi o sciacalli."

Si chiama natura.


"La fotografia naturalistica potrebbe creare qualche problema per specie particolarmente rare o protette, non tanto per andare a fotografare in solitaria, ma piuttosto diffondendo immagini e location che attira vari curiosi."

Crea problemi quando si fanno le cose senza usare la testa: se vado da solo in arena dai forcelli alle 7 del mattino rompo il caXXo. Se ci vai in 3 e ci vai a modo, i galli si mettono sul tetto del capanno a cantare dal tanto che se ne fregano di te.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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