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Il dilemma della fotografia.


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avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:15    

Io credo che il discorso sia a metà.
il sistema dell'arte contemporanea ha delle responsabilità reali che non si possono scaricare sull'ignoranza del pubblico.
Quando un'opera vale tanti soldi non per la sua qualità ma per il nome dell'artista e per una complessità teorica che la circonda creata dai galleristi, siamo fuori da qualsiasi logica culturale.
Siamo nella finanza.
Contemporaneamente la società ha smesso di formare le persone a leggere l'arte e l'immagine.
Aggiungiamo un periodo storico dove le persone si vantano della propria ignoranza, la mettono a vessillo e in più pretendono comunque di dare la propria opinione e che questa opinione venga tenuta in considerazione e abbiamo un mix che ha creato la situazione attuale.
Credo sia corretto porsi delle domande io mi sono risposto che la direzione non è nel semplificare,ma uscire dall'autoreferenzialità e tornare a stare in relazione con il mondo reale
Però io parlo da artigiano non da srtista, ma quando scatto cerco di tenere a mente certi ragionamenti e concetti

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:25    

Beh un artista moderno porta un punto di vista solido e nuovo e cambia il mondo dopo di se'. Dopo sara' tutto diverso anche se le persone "normali" non se ne accorgeranno, la loro vita ne verra' influenzata.

questa è una merda e questa è buona per i motivi XYZ

facciamo un gioco, prendiamo due ipotetiche foto e tracciamo una linea guida per distinguerle tecnicamente sezionando tre assi portanti.

Asse 1: Composizione (intenzione vs caso)
A merda: Soggetto morto-centrale, sfondo che riempie l' 80% del frame. Errore: nessuna guida per l'occhio, nessuna tensione – come il 99% delle foto fatte da smartphone in auto.

B buona: Soggetto nel terzo sinistro, linee convergenti di un muro-vicolo puntano a lui, lo spazio negativo destro crea l'"attesa". Vince: l' occhio scorre naturalmente, sensazione di dramma immediata.

Asse 2: Esposizione/luce (drama vs piatto)
A merda: Auto-esposizione a mezzogiorno, meditoni uniformi, ombre al 20% di intensità. Errore: nessuna plasticità, tutto troppo "sicuro" = noia.

B buona: -1EV manuale, ombre 60% nere (clip istogramma), controluce con un flare della lente. Vince: per volume 3D, profilo silhouette sottolineata e gli occhi luminosi staccano = emozione diretta.

Asse 3: Post (onesto vs finto)
A merda: AI skin smooth, bokeh gaussian blur, contrasto globale +20%. Errore: texture finta, zero carattere.

B buona: Grana luminance +25%, dodge solo occhi/labbra (+15%), curva S selettiva ombre. Vince: pelle vera, "vissuto" tattile. maschere e gradienti gestiti. color grading accurato.

Volendo si possono definire in questo modo decine o anche centinaia di "assi" o "sezioni" in cui splittare le due immagini e ed eventualmente valutarle /ordinarle secondo un punteggio digitale, che puo essere anche molto accurato.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:33    

Beh un artista moderno porta un punto di vista solido e nuovo e cambia il mondo dopo di se'. Dopo sara' tutto diverso anche se le persone "normali" non se ne accorgeranno, la loro vita ne verra' influenzata.


In questa frase secondo me si nasconde parte del problema attuale
Duchamp mette un orinatoio in mostra nel 1917.
La generazione successiva deve fare qualcosa di ancora più estremo per essere rilevante.
E quella dopo ancora di più.
l criterio di valutazione non è più "questa opera comunica qualcosa di significativo?" ma "questa opera fa avanzare il discorso interno al campo dell'arte?"
Secondo me qui tutto si avvita un po', non credo che si debba puntare a cambiare il mondo dopo di sè

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:35    

Io credo che il discorso sia a metà.
il sistema dell'arte contemporanea ha delle responsabilità reali che non si possono scaricare sull'ignoranza del pubblico.
Quando un'opera vale tanti soldi non per la sua qualità ma per il nome dell'artista e per una complessità teorica che la circonda creata dai galleristi, siamo fuori da qualsiasi logica culturale.
Siamo nella finanza.

Io, fuori da qui, non conosco nessun del forum, personalmente o virtualmente. Non so quindi se qualcuno ha delle posizioni autorevoli nel mondo dell'arte contemporanea. Prendo per buono il fatto che non sia così. Quindi, su questa parte, credo si abbiano pochi strumenti per fare la differenza.
Spero di non aver frainteso il tuo commento ma su quello che dici dopo credo il contrario: se non si semplifica ("modifica" forse è il termine più corretto, non credo che la comunicazione odierna sia più semplice, anzi) e gli altri non capiscono, come fai a relazionarti col mondo reale? Alla fine ritorna ad essere autoreferenzialità se sei l'unico che capisce quello che dici.
Gente come te, come Rombro, come Novebis, che tenente in piedi i thread più interessanti di tutto il forum... aiutateci MrGreen

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:37    

Si ma attenzione... Duchamp lo mette in posizione orizzontale. In modo che non sia possibile utilizzarlo per la funzione per cui e' stato costruito..
Il processo che ne segue e' importante non L'orinatoio, che e' solo un pezzo di ceramica.

E' importante perche sposta il centro dalla MANUALITA' all' INTENZIONE.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:43    

Salt era ovvio, credo tu non abbia letto il mio messaggio.

e gli altri non capiscono, come fai a relazionarti col mondo reale?

tornando a insegnare a leggere l'immagine

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:45    

Salt, in questa epoca è già tanto se si riesce ad essere individui pensanti che hanno qualcosa da dire onestamente, senza smania di arrivismo.

Quando parli della figura dell'artista ne hai una concezione troppo utopistica e spropositata, considerati i tempi che viviamo.

Ricollegandoci all'intervento di Matteo, oggi se non sei "immanicato" non conti un càzzo.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:48    

non è così, o meglio in Italia un po' bisogna entrare nel giro per farsi considerare e il giro è un po' autoreferenziale
ma credo che la tua sia un'estremizzazione

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:50    

Il punto e' che non credo serva qualcosa di estremo, di disturbante, per cambiare il mondo.
L'opera avrebbe funzionato lo stesso anche se al posto dell'orinatoio ci fosse stato un vaso in ceramica sbeccato e avvitato storto al tavolo. Ne avrebbero parlato meno pero'. L'estremo, il disturbante e' un escamotage per far soffermare la gente comune sul significato dell'opera. Non fa parte dell'opera secondo me. E' solo un'esca.



Duchamp parlando di immagine AI oggi, direbbe probabilmente che senza scelta umana (composizione intenzionale, luce drammatica, grana autoriale) è solo un oggetto pronto per il consumo, ma non e' arte.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 14:51    

tornando a insegnare a leggere l'immagine

E sono d'accordissimo. Però questo lo devi per forza fare col linguaggio dell'allievo, no?
Puoi espandere su questo? Perché mi interessa molto. Vorrei capire da chi ha gli strumenti per farlo quale possano essere i metodi migliori per insegnare a leggere l'immagine.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:00    

Sì, Matteo, è un'estremizzazione ma penso che sai cosa intendo.

Il fattore "finanza", come lo chiami tu, è molto preponderante oggi.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:03    

Beh che alcune gallerie siano veicolo e modo per riciclare denaro credo sia noto a tutti.

Esattamente come alcuni centri di potere facciano il bello ed il cattivo tempo.

Purtroppo denaro e arte spesso vanno a braccetto. E le conseguenze si vedono.

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:12    

insomma servirebbero filosofi della nuova generazione MrGreen

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:31    

Beh tu ci scherzi ma il punto è proprio quello.

Pure Benedusi (che comunque come fotografo non mi interessa minimamente) diceva giustamente in un'intervista che chi si occupa di fotografia deve interessarsi prima di tutto al mondo, alla filosofia, alla psicologia, all'etica, alla morale, ecc. E non "ai diaframmi".

Il vuoto sottostante alla massiccia produzione moderna, anche laddove brilla per forma e tecnica, è dovuto principalmente a questo.

Come da questo deriva la mancanza di saper guardare all'immagine in maniera profonda e sfaccettata.

Se, ipoteticamente, tutti coloro che corrono dietro all'attrezzatura avessero un saggio umanistico di qualunque tipo sotto mano al posto di una macchina, il mondo della fotografia andrebbe seriamente in crisi.

Ma non per il contenuto del saggio...quanto per il fatto che una minima percentuale avrebbe l'interesse e la capacità di leggere e comprendere MrGreen

avatarsenior
inviato il 19 Marzo 2026 ore 15:32    

Inizio dicendo che mi piacerebbe avere la possibilità di incontrarci un giorno.
Ad esempio Salt, secondo me , ha vissuto intensamente, ed è sempre interessante un confronto.

Divido idealmente in due aspetti la mia opinione sul mecenatismo nell'arte come forma di investimento sulla immortalità. E sul fatto che la cultura, anche se di altri, era sinonimo di importanza e di ricerca e quindi andava ripagata e tenuta in considerazione.
Che è diverso dal rendere un artista come un asset da investimento economico. E indirizzare il mercato di conseguenza verso la realizzazione del profitto.

La Cultura, di qualsiasi tipo, è un apprendimento come imparare a parlare, a camminare o a vivere le emozioni socialmente. Puoi limitarti a farlo pedissequamente, senza capirne i meccanismi, ma anche in quel caso ogni nuova variante ti sfuggirà nella identificazione e soprattutto come per la semantica, ti renderà povero di sfumature.
Diciamo che la stragrande maggioranza usa una pallette di colori basica, e diciamo che riconosca solo quelli in prossimità cromatica ai suoi. Il problema è che avversa chiunque voglia far notare od usare le immense altre varietà. Lo definisce con aggressività perché si sente svilita e posta in condizione di mostrare la pochezza. E allora invece di estendere i propri limiti vuole abbassarti, ti indica come spocchioso o intellettuale o peggio, come se nel tuo menù esistesse la considerazione di osservare la miseria e trovarla appetitosa.
È molto molto facile, trovare negli altri le nostre stesse mancanze, ma la esistenza inizia quando ci rendiamo conto che ogni aspetto è legato a delle scelte che facciamo o meglio NON facciamo.
In breve, i nostri pensieri sono come la nostra capacità di identificarli e comprenderli e la nostra vita è esattamente proporzionale alla esperienze vissute.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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