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inviato il 19 Marzo 2026 ore 22:16
“ se era serio non c'era variabilità „ È una visione ottimistica Ancora oggi nel cinema si usa un sistema di correzione colore che compensa le leggere differenze cromatiche dovute ai diversi stock di emulsione della stessa pellicola. Si chiama "printer lights" e si applica in fase di stampa del negativo. Non corregge solo quelle leggere differenze ma anche magagne più evidenti. |
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inviato il 19 Marzo 2026 ore 22:30
interessante .. ! |
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inviato il 19 Marzo 2026 ore 22:50
Quando, con la pellicola, si riproducevano quadri (in negativo colore) si faceva il primo scatto ad una "tavola" di riferimento della Kodak che riproduceva tutti i colori; poi si partiva con i quadri. In seguito, lo stampatore "settava" la filtratura da applicare alla prima immagine (quella della tavoletta Kodak) e, sistemata quella, stampava poi i dipinti da riprodurre. In diapositiva, invece, era indispensabile il TERMOCALORIMETRO che, determinata la temperatura di colore della luce impiegata nella situazione specifica, portava all'individuazione del filtro con la "giusta" gradazione (ambra o blu) da applicare all'ottica di ripresa. Ovviamente era necessario disporre di una serie di filtri ambra, ed una serie di filtri blu (con le diverse gradazioni) del diametro dell'obiettivo impiegato. Un'amica restauratrice operante a Milano, mi spiegava che esistevano studi specializzati in quel genere di riprese (operanti a costi/scatto esorbitanti!). GL |
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inviato il 19 Marzo 2026 ore 23:48
Ricordo quando più di 55 anni fa frequentavo la scuola di grafica mi occupavo dei fogli di montaggio con i quali, tramite tracciato (riquadri sotto un foglio di astralong o volgarmente detto di plastica trasparente) su un banco luminoso, posizionavo le diapositive precedentemente croppate tramite sgarzino sull'emulsione delle diapo per farle combaciare sul suddetto tracciato. Questo per preparare la lastra di stampa offset, in questo caso o stampe meno qualitative per la rotocalco(X quotidiani). Ha ragione Ale Z che col digitale è diventato tutto più semplice. Al tempo si misurava al densitometro la risposta cromatica delle diapo e ne si doveva calcolare le varie percentuali per le lastre del cyano, magenta, giallo e nero. Ogni colore aveva un retino che doveva essere angolato di tot gradi, retini da 60 linee/cm o 120 linee/cm per riviste patinate di alta qualità. Scusate la divagazione ma mi sono reso conto in questa mia elucubrazione notturna ricordo ancora qualcosa dei vecchi tempi. Sorgevano allora nell'82 i primi Mac con la primissima versione di Photoshop. Ora Ps si è evoluto tantissimo e mi diverto con C1 in particolare modo (mio preferito per resa colore dell'incarnato e toni in generale) a fare la post sui raw che si producono con le attuali fotocamere, altro che ingranditori, vasche di sviluppo, fissaggio ecc. Ora con 4 click hai già fatto wb, crop, orizzonti da sistemare e quello che più si ritiene opportuno per le proprie immagini. Le riviste e i quotidiani sul web stanno, giò da diverso tempo, soppiantando il cartaceo. E i Video in alta risoluzione stanno soppiantando le riviste digitali, e l'AI ora con un prompt fa tutto da se... Basta, scusate l'OT. E' meglio che vada a letto che domani è l'ultima giornata lavorativa della settimana e la smetto così di annoiarvi. Buon week Alessandro |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 1:40
Per nulla noioso.. anzi.. La storia della fotografia è molto interessante.. Praticamente con il digitale è stato trovato il modo di farci fare il lavoro dei laboratori.. sarà anche un bene per il portafoglio.. ma non so quanto lo sia stato per l'economia .. Ora il rosso lo dobbiamo trovare noi.. al supermercato la spesa la passiamo noi alla cassa.. facciamo i corrieri andando a prendere i pacchi negli access point (altrimenti te lo consegnano tre giorni dopo.. o non te lo consegnano proprio .. ) e licenziano personale perché la tecnologia lo sostituisce con noi che "inconsapevolmente" li aiutiamo a fare soldi immediati e a distruggere la società.. Chissà chi è più Stu pido.. noi o loro.. ? |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 7:41
Grazie dei racconti. “ Praticamente con il digitale è stato trovato il modo di farci fare il lavoro dei laboratori. „ Alle fine se io penso a cosa mi ha definitivamente convinto a passare al digitale, il motivo vero è proprio il maggiore controllo che ho direttamente su tutto il processo, dallo scatto al risultato finale. Il colore è uno degli aspetti più eclatanti. Fare quello che faccio "nella mia cameretta digitale", con la fotografia chimica significherebbe passare ore nei laboratori, spendendo cifre che non mi posso permettere e magari dovendo comunque fare molti più compromessi sul risultato. Poi la soddisfazione di fare le cose da sè, non ha prezzo. |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 9:35
Rimanendo in ambito fotografico, penso che la tecnologia abbia semplificato molto le cose, ovviamente occorre saperla usare. Gli attuali programmi di "fotoritocco" sono strumenti potentissimi e permettono di ottenere tutto ciò che si desidera, ma allo stesso tempo il rischio di fare dei danni è altissimo. Si è visto negli esempi che ho postato come basti banalmente lasciare l'impostazione del profilo colore (anche da fotocamera), su paesaggio per avere rossi totalmente impastati, salvo poi inveire contro i colori Canon, Nikon, Sony, ecc... |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 13:30
"....ma di colori "impastati" ------- esattamente e solo in determinate condizioni (vedi la parte di piumaggio arancione del Martin Pescatore) |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 14:37
@Gion. Se hai tempo e voglia, ti consiglio un "bel" libro di Vittorino Andreoli (NOTO psichiatra e neurofarmacologo): "Homo stupidus stupidus" ... istruttivo!!! Ciao. GL |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 15:11
“ "....ma di colori "impastati" ------- esattamente e solo in determinate condizioni (vedi la parte di piumaggio arancione del Martin Pescatore) „ @Mauryg11 a che foto fai riferimento? |
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inviato il 20 Marzo 2026 ore 22:59
Profili colore lineari. Tipo il Repro della Cobalt (Raamiel &Ulysseita) |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 7:44
"Natural standard color" su Silkypix Developer Studio pro 12, oppure Neutro e immagine fedele su Digital Photo Professional di Canon. |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 16:34
Bruno77 ...in particolare ad un mio scatto al Martino, ma in generale dove si hanno dettagli fini su rossi e arancioni,noto dettagli impastati - come già scritto da altri, saturazione e luminosità si gestiscono comunque in PP ( e in questo Dpp4, lavora molto bene ), ovvio che nel caso specifico, una esposizione corretta aiuta, anche se .....sovraesporre clippa, sottoesporre satura ...e con i rossi non se ne esce --- non ho mai affrontato in modo selettivo la questione, ma in Canon la ritrovo presente sia in Apsc, Apsh e FF ma non saprei dire in quale percentuale ...verificherò appena riprendo a scattare con continuità |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 22:31
Ho visto la foto. Anche in quel caso al 99,99% dipende dal profilo di conversione. |
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inviato il 21 Marzo 2026 ore 23:23
Bruno77 - profilo di conversione di Canon, visto che uso Dpp4 a parametri "0" (> converto in TIFF > produco il JPEG finale con P.S. Elements 10)...che e' ottimizzato sui RAW dei suoi sensori... da dire che quello specifico scatto esce da un Raw del 24 mpx aps-c e non dal 16mpx Apsh (che e' di ben altra pasta) ------ Tu come ti muoveresti a tal proposito? |
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