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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 15:51
@Ale Z "Forse dico una cosa scontata ma, senza entrare in Photoshop, si possono visualizzare i valori LAB di un punto anche in Camera RAW e Lightroom. Basta cliccare con il tasto dx sull'istogramma in alto a dx e scegliere "valori LAB". Io ho adottato Capture One (attualmente alla versione 16.7....) e anche con C1 è possibile visualizzare i valori L* a* b* in ciascun pixel visibile nel monitor (calibrato e nello spazio colore Adobergb). In Capture One >> Visualizza>>Formato di lettura>>Lab. Una nota (dalle note CIE): "The a* and b* axes are unbounded and depending on the reference white they can easily exceed ±150 to cover the human gamut. Nevertheless, software implementations often clamp these values for practical reasons. For instance, if integer math is being used it is common to clamp a* and b* in the range of -'128 to 127." In C1 i valori visualizzati sono numeri decimali e si arrestano alla seconda cifra decimale. In particolare, per quanto riguarda l'incarnato, con : a>0, b>0, b>a ritengo sia una buona scelta, tuttavia con b <= 35 ed 0,4 < a/b < 0,9. Resta comunque il fatto che "de gustibus non dispuntandum est". Grazie ancora per il contributo. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 15:54
@Ale Z devi tener presente che Dan Margulis era un consulente della pre-stampa americana e quindi i suoi studi erano improntati sui modi di trattare le immagini in modo accurato per poi passare in CYMK per l'editoria. Oggi se uno fotografa in raw nei vari Sw di sviluppo raw esistono anche altre strade per arrivare ad avere un incarnato che funzioni. Se prendiamo il raw qui in gara, ha una luce da esterno filtrata dalla tenda e il trucco del viso porta ad un magenta per il trucco, mentre le mani ad un rosso e la pancia un po più rosa mentre le braccia sono più sul marrancio. Questi valori differiscono tra loro di pochi punti percentuali, restando in generale sul magenta. Se si vuole dare un tono caldo si dovrebbe portare tutto ad essere meno magenta ed anche rosso. Queste cose anche se parti poi da un riferimento che allora andava bene per il CYMK oggi non si stampa quasi più e in sRGB tutti quei valori sono diversi. Invece il LAB oggi è utilissimo come prima per la tinta ed in casi in cui ci sono dei riferimenti a colori di tessuti o anche vernici ed altro. Per l'incarnato si può portare in una tolleranza che oggi è più vasta rispetto ad allora, anche per via del fatto che è cambiato anche il modo di fotografare e di post-produrre. Ad esempio il raw di questa gara si può portare ad una illuminazione più da studio che da finestra della cucina. Comunque è sempre interessante fare queste osservazioni che hai fatto perchè bene o male sono state la base per arrivare ad oggi. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 15:58
“ anche con C1 è possibile visualizzare i valori L* a* b* „ Assolutamente sì e da molto prima che Adobe lo rendesse disponibile nei suoi convertitori. Prima si poteva solo in PS. “ tuttavia con b <= 35 „ Sono d'accordo. Infatti un valore di b più alto mi pare eccessivamente saturo per un incarnato. Forse ci starebbe in una scena ripresa proprio al tramonto… |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:03
“ Comunque è sempre interessante fare queste osservazioni che hai fatto perchè bene o male sono state la base per arrivare ad oggi. „ Infatti se rileggi la discussione che ho citato, vedi che ad un certo punto prende la piega pre-stampa e stampa, e quindi CMYK. Ci sta perché chi partecipa ha evidentemente quell'esigenza. Ma anche lì ad un certo punto qualcuno dice che "l'editoria" oggi è sempre meno cartacea e sempre più digitale immateriale… |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:05
Ale Z devi tener presente che Dan Margulis era un consulente della pre-stampa americana e quindi i suoi studi erano improntati sui modi di trattare le immagini in modo accurato per poi passare in CYMK per l'editoria. Oggi se uno fotografa in raw nei vari Sw di sviluppo raw esistono anche altre strade per arrivare ad avere un incarnato che funzioni. Se prendiamo il raw qui in gara, ha una luce da esterno filtrata dalla tenda e il trucco del viso porta ad un magenta per il trucco, mentre le mani ad un rosso e la pancia un po più rosa mentre le braccia sono più sul marrancio. Questi valori differiscono tra loro di pochi punti percentuali, restando in generale sul magenta. Se si vuole dare un tono caldo si dovrebbe portare tutto ad essere meno magenta ed anche rosso. Queste cose anche se parti poi da un riferimento che allora andava bene per il CYMK oggi non si stampa quasi più e in sRGB tutti quei valori sono diversi. Invece il LAB oggi è utilissimo come prima per la tinta ed in casi in cui ci sono dei riferimenti a colori di tessuti o anche vernici ed altro. Per l'incarnato si può portare in una tolleranza che oggi è più vasta rispetto ad allora, anche per via del fatto che è cambiato anche il modo di fotografare e di post-produrre. Ad esempio il raw di questa gara si può portare ad una illuminazione più da studio che da finestra della cucina. Comunque è sempre interessante fare queste osservazioni che hai fatto perchè bene o male sono state la base per arrivare ad oggi. PS: per tutti i SW che possono vedere i valori LAB non è detto che poi nelle modifiche usino il metodo LAB potrebbe essere che la luminosità sia divisa solo da RGB e non che si sta lavorando sui canali A e B + luminosità. Un po come fa il metodo di fusione livello su luminosità. Anche nella stampa inkjet oggi i colori sono CYMK + colori specifici per aumentare il gamut di stampa. I Rip ragionano sui valori LAB che danno l'univocità del posizionamento esatto della tavola del gamut. Inoltre il LAB è più vicino a come vede l'occhio umano. Altra cosa per sRGB che non usa inchiostri pigmento, ma la luce. E sono uno additivo e l'latro sottrattivo, quindi nemmeno fisicamente possono essere paragonati, si arriva ad una simulazione a monitor dei colori che poi si vedono in stampa. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:11
“ Oper tutti i SW che possono vedere i valori LAB non è detto che poi nelle modifiche usino il metodo LAB potrebbe essere che la luminosità sia divisa solo da RGB e non che si sta lavorando sui canali A e B + luminosità. Un po come fa il metodo di fusione livello su luminosità. „ Sì, come scrivevo, sono quasi certo che i convertitori Adobe lavorino internamente comunque in RGB. Quindi puoi solo vedere i valori in LAB. Per un flusso di lavoro realmente in LAB, quindi utilizzando anche le altre tecniche "Margulisiane" come lo sharpening o il denoise, in Adobe occorre usare PS. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:13
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:16
@IVO6767 "Oper tutti i SW che possono vedere i valori LAB non è detto che poi nelle modifiche usino il metodo LAB potrebbe essere che la luminosità sia divisa solo da RGB e non che si sta lavorando sui canali A e B + luminosità. Un po come fa il metodo di fusione livello su luminosità." NO. Quello che vediamo in un monitor dipende "soltanto" dal suo "gamut". In un monitor come il mio (BenQ SW270C) lo spazio colore è AdobeRGB e lavora con una calibrazione: L120 D65 AdobeRGB G220 K0. Il SW Capture One consente soltanto una lettura/conversione da AdobeRGb a L* a* b*. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:23
@Giuseppevella Non parlavo di monitor ma come un programma opera per apportare modifiche. Poi quello che vedi a monitor è una simulazione di quello che poi vedi in stampa. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:32
@Ale Z comunque ora uso DxO PL9 e ragiono in modo diverso, faccio tutto in questo programma e poi in uscita determino i vari profili, e i vari tipi di file. In questo modo archivio solo il raw originale e il suo sidecar che comprende anche tutte le copie virtuali in pochi KB. I file in uscita poi dopo l'uso li getto tanto li posso rigenerare identici. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:33
“ In questo modo archivio solo il raw originale e il suo sidecar che comprende anche tutte le copie virtuali in pochi KB. I file in uscita poi dopo l'uso li getto tanto li posso rigenerare identici. „ Faccio anch'io la stessa cosa, su LR. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:45
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 16:59
Non conosco LR né DxO PL9. Sento spesso parlarne e ne sono incuriosito. Ho cominciato con SW "liberi" ed ancora oggi uso qualche volta Darktable. Poi mi sono imbattuto in Capture One (il più adatto per i miei RAF). Dopo un iniziale periodo di apprendimento (da fotoamatore), uso quasi sempre C1 nelle sue aggiornate versioni. Non posso, dunque, fare molti confronti ma credo di conoscerlo abbastanza bene riconoscendo alcune sue "eccellenze" e le poche "pecche". Ad esempio non è in grado di recuperare regioni con significativo "rumore", ossia laddove il rapporto segnale/rumore si è ridotto anche a causa di ISO elevati. Da qualche tempo, in questi casi, ho adottato DxO Pure Raw 5, ora capace di trattare al meglio anche il file RAF. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 17:32
io invece oltre a conservare, catalogare e sviluppare i raw li esco sistematicamente in tif e in jpeg, formati facilmente consultabili da qualsiasi persona anche inesperta senza ricorrere ad alcun SW, perché altrimenti solo io ce la farei a districarmi con i raw i parametri di sviluppo i side-car, ecc....e tutto finirebbe un giorno dritto alla spazzatura e quindi preferisco tenere diversi cataloghi delle foto già sviluppate nei formati universali tif e jpeg. |
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inviato il 06 Gennaio 2026 ore 17:44
@Leo45 "ci ho pensato spesso ai mandarini, i "veri" mandarini quelli della nostra infanzia ormai introvabili perché rimpiazzati da nuove varietà più dolci, non so se in italia si trovano ancora ma ho appena visto alla TV un documentario sul Marocco dove c'é un posto (uno solo) dove li coltivano ancora...li pagherei anche 30€/kg pur di ritrovare quel sapore e profumo paradisiaco...ma perché l'uomo rovina tutto?" Ancora nella "Bella e Amara" Palermo se ne trovano con un gusto ed un profumo irraggiungibili. In particolare provenienti dalla "famigerata" frazione di Ciaculli |
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