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inviato il 03 Gennaio 2026 ore 20:50
“ …ma credo che in futuro verrà presa in considerazione la possibilità di ridimensionare i lupi, come fanno in molti altri stati. „ Molti altri stati quali? L'Europa ha proposto e approvato una riduzione della protezione del lupo in alcuni Stati dell'EU, ma mi sembra sia ancora di là a venire. Mi sbaglio? Da ciò che ho letto credo che solo in Spagna e pochi limitati casi in Svizzera si siano eliminati dei lupi. Uso il condizionale poiché non ne sono certo, ma sembrerebbe che uno studio scientifico condotto in Slovacchia dimostri che la caccia al lupo non risolva i casi di predazione agli allevamenti. Poi certo, ci sarebbe sempre lo sterminio totale, come è quasi accaduto in passato, però non mi pare una soluzione da paese civile. In Trentino sono stati reintrodotti gli orsi, che sono ormai veramente tanti e non mi sembra che si promuova il loro sterminio. L'arrivo del lupo avrà anche causato delle problematiche, che secondo me potrebbero essere gestite molto meglio, ma sta anche contenendo l'eccessiva presenza di ungulati, prevalentemente cinghiali e cervi, che causano grave danno a foreste e boschi, oltre che all'agricoltura. Per quanto attiene gli attacchi ai cani, beh sarebbe onere di chi li possiede salvaguardare la loro esistenza, non certo delle istituzioni attraverso la caccia al lupo. Tenendo in considerazione che i cani causano problemi di entità ben maggiore rispetto a quelli causati dai lupi e lo dicono le cronache, non lo dico io (danni alla fauna selvatica, trasmissione di malattie, incidenti stradali, ibridazione con i selvatici, eccetera). Comunque due milioni di randagi non credo si nutrano solo di immondizia… altro che lupi. |
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inviato il 03 Gennaio 2026 ore 21:11
“ In passato assolutamente si, ma oggi ci sono strumenti che possono renderla attuabile. Ovvio che tali strumenti hanno un costo e non è giusto ricada solo su i soggetti coinvolti, dovrebbe essere un onere di tutta la comunità. La difficoltà di convivere con l'atavica paura del lupo, invece, va combattuta con strumenti culturali e andrebbero in qualche modo perseguiti coloro che la alimentano per interesse personale. „ C'è un dato che desta la mia attenzione ma che purtroppo viene ignorato totalmente non perché non esista ma volutamente perché scomodo e si tratta del territorio a disposizione, se nell'800 il lupo era un problema dove il territorio a sua disposizione era di gran lunga maggiore, l'agricoltura montana era pari a zero rispetto ad ora, il prelievo venatorio era enormemente inferiore all'attuale in quale modo ora con una totale modifica del territorio sia in misura abitativa, agricola e zootecnica il territorio sarebbe così adatto ad accogliere un numero così alto di lupi? E poi perché deve essere solo l'attività produttiva dell'uomo a farsi da parte e in silenzio? |
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inviato il 03 Gennaio 2026 ore 21:41
Beh Saro, quando ho parlato di “interesse personale” un po' mi sei venuto in mente . Come mi vengono in mente più o meno tutti i cacciatori che conosco. Il lupo è un vostro temibile concorrente, mi pare evidente. È anche un concorrente degli allevatori in aree marginali e comprendo le loro istanze. Però sono convinto che le istituzioni non facciano abbastanza per lenire le problematiche che la ritrovata presenza del lupo causa. Prima di imbracciare le doppiette e dare il via allo sterminio dei lupi direi che sarebbe possibile provare a migliorare le strategie di convivenza. Bada che non sono un protezionista tout court, per esempio l'operazione di introduzione degli orsi in Trentino mi lascia parecchio perplesso. Comunque, tu che sei un cacciatore lo sai benissimo, lo accertano anche le statistiche dei vari enti, ovvero che causano molti più danni all'ambiente naturale e quindi alla comunità intera, gli animali domestici (cani e gatti) piuttosto che le orde di lupi famelici. Se andassimo per ordine di importanza della problematica, direi che prima di sterminare i lupi ci sarebbero svariate altre cose da mettere a posto. P.s. Se ascolti il podcast che ha postato Muarese vi viene citata un'evidenza, che peraltro riscontro anch'io, relativa all'evidente spopolamento della montagna, quindi maggior territorio a disposizione del selvatico e non inferiore come affermi tu. |
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inviato il 03 Gennaio 2026 ore 21:58
I miei vicini hanno diversi gatti non sterilizzati che continuano a fare cucciolate. Gattini simpaticissimi, certo, ma una volta adulti finiscono per predare qualsiasi cosa si muova. È un problema reale e spesso sottovalutato: i gatti domestici predano moltissime specie diverse e, a livello globale, alcune sono anche a rischio di estinzione. A parte qualche “personaggio” che spara a tutto ciò che si muove un po' come fanno i gatti, in modo diverso nessuno sembra affrontare seriamente la questione. Il tema dei lupi invece fa notizia, quindi se ne parla molto, e i media continueranno a cavalcarlo. Personalmente, in notturna sulle colline in provincia di Torino, ne ho incontrati alcuni. Una volta due esemplari mi osservavano da lontano, sempre di notte, e in quel caso ho preferito fare una ritirata strategica Devo dire però che ho avuto più paura quella volta in cui un tasso mi ha caricato al buio Qui la fauna non manca: cinghiali e caprioli sono parecchi, per fortuna gli umani un po' meno anche se qualche volta sono riusciti a disturbarmi mentre fotografavo tra i campi. |
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inviato il 03 Gennaio 2026 ore 22:11
Grohmann, in Svizzera sicuramente, poi Norvegia, Svezia e anche in Finlandia pensano di introdurre una caccia al lupo. Russia e Nord America non ne parliamo. I lupi purtroppo sono sempre stati considerati problematici e incompatibili con l'uomo. Che poi siano utili a mantenere un ecosistema sano, qui non si discute, il problema e se dovessero essere troppi e creare problemi più seri, ricordando che questi animali non hanno gli stessi spazi che avevano fino a un secolo fa. Poi si può mettere in campo tutti i deterrenti e protezioni possibili, che però hanno un costo ed è preferibile ricorrere al metodo più veloce. Ma ripeto, a me non danno fastidio ma la questione lupi non è da prendere sottogamba perché non viviamo in una favola dove gli animali sono tutti belli e buoni. Si parla di animali selvatici e la convivenza con l'uomo nello stesso territorio. |
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inviato il 03 Gennaio 2026 ore 22:17
“ A parte qualche “personaggio” che spara a tutto ciò che si muove — un po' come fanno i gatti, in modo diverso — nessuno sembra affrontare seriamente la questione. „ Perché i gatti sono considerati animali da compagnia come i cani, e non predatori come tutti i felini. |
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inviato il 03 Gennaio 2026 ore 22:53
“ È un problema reale e spesso sottovalutato: i gatti domestici predano moltissime specie diverse e, a livello globale, alcune sono anche a rischio di estinzione. „ Si parla di milioni di uccelli predati dai gatti ogni anno, solo nel nostro paese, in effetti. In un'altra discussione sul tema avevo postato svariati link autorevoli, ma è un problema che non fa notizia, appunto. È più scontato accusare il lupo di nefandezze esagerate. Non voglio santificare il lupo, ma mi pare che ci sia un'esagerata e opposta voglia di criminalizzare un fondamentale elemento della piramide ecologica, posto al suo vertice e, in quanto tale, esposto a qualsiasi negativa variabile che ne possa minare l'esistenza. È molto contraddittorio l'atteggiamento umano nei confronti del lupo, il quale è il progenitore del suo migliore amico nel regno animale e, nel contempo, viene considerato un contendente degli ambienti naturali da temere e da combattere. Povero lupo. |
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inviato il 03 Gennaio 2026 ore 23:19
Spesso leggo che i "veri colpevoli" dei danni provocati dai lupi sono i danneggiati stessi che non attuano le dovute misure di difesa, perdonatemi ma questa suona tanto di propaganda unidirezionale e cioè tu allevatore che ti garbi o meno devi rinchiudere tutto e quindi modificare totalmente ovviamente in maniera negativa l'attività, anche con contesti diversi è la stessa come dire che chi era una volta abituato a vivere con meno timori ora deve circondarsi di sistemi di allarme, cambiare la tecnologia delle porte blindate, mettere le inferiate, lasciare luci accese, lasciare il meno possibile le case vuote, comperare casseforti, per non parlare con lo sconsigliare di passeggiare in certe zone della città dopo una certa ora e sconsigliare alle donne di uscire la sera ecc. ecc. questo non è il sistema per risolvere ma è solamente imporre il disagio a chi non lo merita, sul fatto della fauna anche li una cosa è schierarsi totalmente su un fronte e altro è osservare i risultati sotto tutti gli aspetti, sicuramente oggi i piani di abbattimento pianificati sono estremamente più efficaci delle predazioni fatte a caso, non siamo in africa qui e le realtà sono totalmente diverse, tutto va calcolato all'interno di territori fortemente antropizzati con il rischio di vedere situazioni allucinanti tipo cinghiali che arrivano tra gli ombrelloni in spiaggia o peggio ancora che vengono governati a pane e pizze da animalisti ignoranti e se qualcuno pensa che il lupo porti la soluzione a questo forse è meglio che ci ripensi. |
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inviato il 04 Gennaio 2026 ore 5:46
@Grohmann: +1 In Italia, lo spopolamento e l'abbandono delle zone rurali rispetto a 100 anni fa è un dato di fatto, noto a chiunque si interessi un minimo di storia. Idem per l'aumento di superficie ricoperta da foreste sulle zone collinari e montane negli ultimi 60 anni. Quanto all' "interesse personale" dei cacciatori, credo ne avrò la conferma a breve dato che devo passare in mezzo a loro i prossimi giorni, per censimenti. È sempre bello quando salta fuori l'argomento lupi... E comunque, a proposito dell' ultimo caso di "al lupo al lupo!", quello uscito sulla Gazzetta di Modena: è di ieri la notizia, riportata dallo stesso quotidiano, che la persona aggredita ha rifiutato di sottoporsi agli accertamenti disposti dalla polizia |
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inviato il 04 Gennaio 2026 ore 7:55
Vorrei invitare ad andare a vedere da dove arriva il problema dei cinghiali in Italia. Un altro bel regalo da parte dei cacciatori |
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inviato il 04 Gennaio 2026 ore 8:41
Senza scomodare l'AI pur sapendo che viviamo in un Paese dove, se va bene, circa il 40% della popolazione legge un libro all'anno esiste comunque una buona letteratura scientifica sull'argomento. Il lupo possiede un cervello, schemi comportamentali e strategie di sopravvivenza profondamente diversi da quelli del cane. È proprio questa differenza che gli ha permesso di sopravvivere nel tempo, soprattutto grazie alla sua naturale diffidenza nei confronti dell'uomo. Mettendo da parte le ormai superate teorie del “capo branco” nate da osservazioni di lupi forzatamente messi insieme in cattività, e oggi ampiamente ridimensionate dagli studi sul campo il lupo è un animale estremamente intelligente, prudente e adattivo. Evita il conflitto, non si espone inutilmente al rischio e punta sempre alla sopravvivenza, non alla dominanza. Per l'uomo, paradossalmente, risultano spesso più problematici i cani randagi o gli ibridi cane lupo, che non possiedono né la naturale diffidenza del lupo né il controllo comportamentale del cane domestico. Detto questo, se si va nel bosco sapendo che è presente il lupo con il proprio cane, oppure si lascia un chihuahua all'aperto di notte, è un po' come andare a camminare in una zona con presenza di orsi con le cuffie nelle orecchie e la musica a tutto volume, senza alcuna precauzione: il problema non è l'animale, ma il comportamento umano. La natura va rispettata. Non è una favola Disney. |
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inviato il 04 Gennaio 2026 ore 11:27
“ Detto questo, se si va nel bosco sapendo che è presente il lupo con il proprio cane, oppure si lascia un chihuahua all'aperto di notte, è un po' come andare a camminare in una zona con presenza di orsi con le cuffie nelle orecchie e la musica a tutto volume, senza alcuna precauzione: il problema non è l'animale, ma il comportamento umano. „ Esatto Daniele, hai rappresentato alla perfezione la questione. Personalmente non credo sia impossibile raggiungere una convivenza adeguata con il lupo. Vivo in una zona pedemontana, seppure abbastanza antropizzata, che è territorio di una famiglia di lupi (ma qualcuno afferma che sia area di confine del territorio di due diversi branchi). Ci sono certamente state delle predazioni verso animali domestici e di allevamento, ma ormai si è cominciato a imparare a proteggere i propri animali. Vengono usate reti elettrificate o comunque rinforzate per proteggere alcune coltivazioni dai cervi, dai caprioli e di cinghiali? Non vedo perché non possano esserne usate di adeguate anche per i lupi. Alcuni allevatori di aree marginali subiscono danni dalle predazioni dei lupi? È ora che le regioni, o comunque gli enti preposti, eroghino puntualmente adeguati ristori, magari anche sovvenzionando preventivamente le strategie di difesa. Che poi, questo tipo di allevatori ricevono già svariate sovvenzioni dalla PAC dell'UE, dallo sviluppo rurale regionale, aiuti per lo sviluppo delle razze autoctone, eccetera. Anche la faina, la donnola, le volpi, eccetera, predano i pollai e che facciamo? Eliminiamo qualsiasi specie che non ci aggrada? Anche il cagnolino domestico o randagio che sia, nulla ha a che vedere con l'ambiente naturale e l'onere e la responsabilità della sua salvaguardia/danni all'ambiente spettano principalmente al suo proprietario o a chi ne è sfuggito il controllo. Non si tratta di essere protezionisti a qualsiasi costo, piuttosto di non depauperare un patrimonio naturale del quale potrebbero godere anche i nostri figli e i nostri nipoti. |
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inviato il 04 Gennaio 2026 ore 11:38
“ E poi perché deve essere solo l'attività produttiva dell'uomo a farsi da parte e in silenzio? „ Perché alcune attività produttive (non certo tutte, ma solo alcune marginali) portano vantaggio a pochi soggetti, la salvaguardia dell'ambiente naturale porta vantaggio indistintamente a tutti. |
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