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Stampa vs scannerizzazione negativo


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avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2026 ore 14:11    

Il solo e unico vantaggio della pellicola nei confronti dell'immagine digitale è il supporto in celluloide dell'immagine che se ben conservato può essere utilizzato anche fra decenni perché non vincolato da alcun software

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2026 ore 14:12    

esistono anche fotografi che scattano in digitale e poi stampano in argentico..

Walker Blackwell / Cone Editions Press – tiene workshop e realizza stampe ai sali d’argento da file digitali con sistema PiezoDN, molto usato da fine‑art photographer che scattano in digitale e vogliono stampe gelatin silver.


Vari fotografi fine‑art che usano servizi di digital negative to silver gelatin (ad es. laboratori tipo giclée / darkroom che convertono il file digitale in negativo e poi stampano su carta Ilford tradizionale).

Community “digital negative + silver gelatin print” (editing digitale, poi negativo inkjet su film trasparente, stampa su carta baritata in camera oscura)

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2026 ore 16:10    

“ Nel mondo reale ci sono tanti fotografi pro che scattano in analogico e scansionano... „


Ho iniziato a fotografare dal secolo scorso e frequento 3 circoli fotografici. Ebbene non c'è un solo fotografo che scatta con la pellicola poi la passa allo scanner.
*********************************************

Certo Phsystem, e dal mio punto di vista hai ragione da vendere ma il tuo discorso ha un piccolo difetto: tu, come me, come tutti gli amici dei circolo che frequenti, siamo sostanzialmente degli amatori, gente che fotografa per hobby e pertanto ragioniamo da hobbysti che possono pure permettersi il lusso di essere integralisti, un professionista deve portare il pane a casa e non può perdersi dietro a certe... come dire... finezze ecco.
Ragione per cui può fotografare a pellicola per un mucchio di motivi, compresa pure la furbata di spacciarsi per artista, artistoide o artista bohemmienne... ma dopo la sceneggiata deve essere certo di portare il risultato a casa!
Anche cercando di spendete quanto meno possibile ;-)

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2026 ore 16:24    

L'esperienza individuale conta poco.
Se oggi in Italia e non solo, girano un film su pellicola Kodak, significa che ha perfettamente senso la commistione dei due mondi.


Allora perchè Nolan gira in 70mm e i suoi film li proiettano in sale con la possibilità di usare la pellicola e a 70mm?
Se non avete mai visto la differenza provate ad andare in una sala dove proiettano in pellicola.

Il telecine è stato fatto per solo una questione di distribuzione, nulla centra con la qualità, difatti i registi e i produttori continuano a girare in pellicola, poi è la distribuzione che vuole il digitale perchè costa un bel pezzo meno.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2026 ore 16:35    

Personalmente sono assolutamente a favore dello scattare in analogico e poi scansionare, se lo si fa "come si deve" e mettendoci la giusta cura per conservarvare quanto più possibile le informazioni presenti nel negativo.

Ovvio che non sia la stessa cosa che un processo interamente analogico, ma non è nemmeno una cosa "insensata" per come la vedo io: in primis perché già lo stesso modo di scattare in analogico è diverso dallo scattare in digitale e per qualcuno potrebbe essere già abbastanza appagante quello e comunque in ogni caso non penso si possa dire che una foto fatta in analogico e poi scansionata a dovere, restituisca un risultato perfettamente replicabile in digitale sempre e comunque (e spesso magari non senza un certo sforzo di post produzione che magari non tutti hanno la voglia di sobbarcarsi).

Io lo sfizio di qualche Ektachrome me lo toglierò anche nei prossimi mesi (a caro prezzo) e mi sono pure procurato un bel proiettorino Rollei 66, ma non significa che non continuerò a scansionare comunque gran parte dei rulli che avrò la voglia di scattare nei prossimi mesi.. Sorriso

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2026 ore 16:38    

Ci si sta perdendo in un discorso che poco a che fare con la qualità di immagine.
Molti artisti fotografano in pellicola e poi stampano in digitale per una questione di ricerca della materia che nel digitale non c'è. Ma per fare questo servono scanner che ormai non sono in produzione da decenni. Quindi non è una questione che può avere uno sviluppo del progetto a livello amatoriale.
Cosa invece molto più pratica l'uso delle dia e poi la proiezione.
Inoltre da quello che mi risulta non conosco artisti che scansionano i negativi a colori, perchè poi in fase di conversione perdono ogni vantaggio che avrebbero a scattare in dia.
Alta cosa sarebbe se si fa un cross-process scattare in negativo e sviluppare per dia e poi proiettare, ma qui entra in gioco anche il fatto che si deve partire dallo scatto con colori che poi saranno alterati e ad esempio il trucco delle modelle deve essere fatto in modo diverso così come tutti i colori nella scena.

Oggi viene venduto tutto come facile, ma per una questione di marketing perchè a livello di qualità è tutto un altro discorso.

avatarsenior
inviato il 30 Gennaio 2026 ore 17:12    

Il solo e unico vantaggio della pellicola nei confronti dell'immagine digitale è il supporto in celluloide dell'immagine che se ben conservato può essere utilizzato anche fra decenni perché non vincolato da alcun software

Se vogliamo essere precisi, i formati di "uscita" delle immagini digitali, tipicamente JPG e TIFF, non sono proprietari e quindi non risultano legati a qualche tipo di software.
Anche i vari tipi di RAW sono in genere leggibili liberamente, o eventualmente convertibili.
Il problema delle immagini digitali, comune a tutti i tipi di dati archiviabili nei computer, è che necessitano di backup, su supporti sicuri, da controllare periodicamente, possibilmente in più copie.
Ma anche le immagini su carta da pellicola, non sono eterne. Più resistenti quelle B&N su carta baritata, un po' meno quelle su politenata, maluccio le stampe a colori, a parte le Ciba.
Ma i problemi ci sono anche per le pellicole: le mie vecchie dia hanno subito le ingiurie del tempo, se escludiamo le Kodachrome, ancora perfette, le Ekta sono blu, le 3M verdi, la Agfa Ct18 magenta, ma proprio magenta di brutto.
Non ho indagato sui negativi a colori, mentre quelli B&N sono perfetti, ma sviluppavo da me ed esageravo con il lasaggio.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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