| inviato il 12 Agosto 2025 ore 8:49
Stiamo parlando di bellezza estetica nella scelta dei soggetti. Sono partito da un'affermazione che coniugata in diverse salse suona più o meno così: “ Il mondo ha bisogno della bellezza „ Ho appunto citato inizialmente Francesco Ferla che cerca di rappresentare la Sicilia andando oltre il mal costume. Ragionavo anche sulla foto "bella" in se, perchè rappresenta qualcosa di bello e che comunica sensazioni positive senza che questa abbia alle spalle un'idea astratta o un concetto oltre la voglia di essere visivamente "bella" Infondo il bello fine a se ha sempre fatto parte dell'arte |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 8:53
“ La mia visione è diversa, la fotografia dovrebbe spingere oltre e imporre magari anche una riflessione senza per forza restare nella rappresentazione del bello a tutti gli effetti perchè sarebbe molto limitante. Io non credo che le persone fisicamente non perfette possono apparire solo magari in qualche street se sono buffe „ Mi trovi d'accordo. Tutto dipende da come si rappresenta. Il bello e' armonia. Allora che, mettiamo Botero (come esempio d'artista affermato) lo buttiamo nel cesso?
 Eppure, io ci vedo bellezza, armonia e pure un pizzico di erotismo Trovo molto piu' interessante un ritratto tipo il tuo che mille scatti tutti uguali della solita modellina/bambolina, magari in pose astrusamente innaturali. Magari sara' solo che preferisco le taglie forti |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 9:03
seguo leggerò con calma quanto già scritto appena riesco a trovare del tempo... |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 9:05
Per completezza non sto ricercando una risposta definitiva alla questione, cosa è buono e cosa no e cosa è giusto e cosa no. Lo scopo è un confronto e provare a creare un ragionamento che va al di la di discussioni e antipatie personali |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 9:18
“ non sto ricercando una risposta definitiva alla questione „ Me ne guardo bene anch'io. Missione impossibile oltre che profondamente limitante. Ma con delle immagini concrete, magari se ne puo' ragionare meglio. Quest' altro, ad esempio, lo trovo un ritratto molto riusciuto, anche non rispettando certo i canoni standard di bellezza. |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 9:19
“ Solo le persone che meglio rappresentano l'ideale di bellezza attuale devono quindi avere la precedenza nella rappresentazione? Si lo so che nella società è così, guardiamo le persone belle, nei telefilm spesso sono tutti belli ecc... „ Eccezioni ci sono, poche ma ci sono vedi pubblicità Dove e Venus/Gillette donna, in quanto ai telefilm se guardiamo a quelli statunitensi sì ma in quelli europei, soprattutto di lingua tedesca ma anche anglosassone la bellezza non è prioritaria. Comunque la bellezza "non" salverà il mondo, anche perché il significato inteso da Fëdor Dostoevskij ne "L'×" è un altro! EDIT: il titolo dell'opera viene censurato! |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 10:26
Do i miei 50cents, sperando non siano sgraditi a priori: Il titolo del post e parte della tua prefazione parlano di "Estetica vs Contenuto" passando poi per le fotografie di Ferla che ritagliano "la parte bella" della Sicilia. Ecco, prima premessa: stiamo parlando di tre elementi diversi. Questo perché l'estetica di un'immagine non è determinata dalla bellezza del soggetto, ma dalla capacità del fotografo di ritagliare con armonia visiva ciò che ritrae. Per intenderci può uscire una fotografia "esteticamente bella" anche fotografando una discarica. Quindi farei un primo passo indietro, definendo il contenuto: come la parte narrativa dell'immagine e il suo background politico/sociale estetica: armonia visiva, l'insieme delle scelte tecniche e compositive che incastrano nello spazio concesso dal fotogramma ciò che il fotografo vuole ritrarre Chiariti questi due concetti oggettivi passiamo un po' alla polpa del discorso, piuttosto soggettiva. Le fotografie di Francesco Ferla hanno una parte estetica molto molto curata, a tratti maniacale, molto probabilmente voleva dare la stessa armonia visiva che prova guardando la sua terra nel ritaglio del fotogramma. Lui ha scelto di raccontare la bellezza così, con architettura e composizione (ricordiamoci che se non vado errato è un architetto). La lettura è questa, ha messo nella fotografia se stesso e ciò che ama. C'è quindi sia la parte estetica che narrativa, il contenuto. Poi ci sono altri fotografi, che decidono di ignorare totalmente l'armonia visiva a favore del semplice racconto. CREDO che storicamente questa tendenza derivi dalla fotografia giornalistica/reportagistica: queste due branche, nate con i quotidiani quando la fotografia iniziava ad essere un mezzo per "raccontare" la realtà ( perché si pensava che catturasse ciò che è reale a prescindere , tema poi affrontato nei decenni successivi). In questo ambito si davano, spesso, fotocamere a giornalisti senza alcun interesse né preparazione tecnica all'estetica: il loro obiettivo era portare a casa una "proiezione" del momento per pubblicarla sui giornali. Poco importava se erano storte, leggermente mosse, con elementi di disturbo, senza stacco dei piani o con parti del corpo tagliate fuori, si trattava semplicemente di un supporto visivo al solo e semplice scopo di integrazione del racconto della cronaca fornito dall'articolo. Ci sono stati, successivamente, fotografi reportagisti, che hanno iniziato a costruire progetti secondo il concetto di "narrare" una determinata situazione sociale MA molti di questi, forse la quasi totalità, ha fatto vera e propria fotografia: nessun aspetto è stato tralasciato nei loro progetti, la parte estetica è tanto forte quanto la parte narrativa. Ecco, io credo che per comprendere cosa viene fatto con un'arte bisogna capire cosa sia la fotografia in sé e cos'è l'arte. Da definizioni oggettive, l'arte è l'elogio al saper fare delle persone, del popolo. La fotografia è un mezzo tecnico secondo quale si imprime una proiezione luminosa su un supporto fotosensibile per mezzo di una sistema ottico. L'unione di queste due cose è fare arte con la fotocamera. Con la fotografia la produzione è un'immagine, quindi sottostà a tutta quella branca che studio la direzione visiva delle immagini (direzione artistica, scelta della color, direzione della fotografia aka composizione e così via), che, per puntualizzare, è una disciplina accademica, quindi con basi e fondamenti ben definiti, non si parla, per dire, di cose troppo “astratte” ma concrete. Col buon Matteo abbiamo già avuto modo di discutere circa alcuni artisti e il concetto di “bellezza estetica” di una foto, e prima che andasse in vacca ho fatto notare come si parlasse di tutto escluso di armonia visiva, pur parlando di grandissimi autori. Ecco, ultima parentesi di questo immenso torpiloquio, la tendenza , come hanno fatto notare in molti, anche grandi artisti (es. Banksy, Cattellan ecc) è che il mercato dell'arte, ossia tutto ciò che nasce ed è regolamentato da un ambiente “elitario” provvede a “scoprire” un artista ed una volta attribuito un valore più o meno consistente ad esso, lo trasmette ad ogni opera che fa, anche se una di queste opere visivamente è curata quanto una fotografia fatta per sbaglio da un cellulare da un tizio qualunque mente sbloccava lo schermo e ha pigiato per sbaglio il tasto “fotocamera” (calma, è chiaramente una iperbole questa eh…) Ecco, per concludere il discorso, le mie due affermazioni fermissime sono: -Ognuno può decidere se, anziché entrambe le cose, nelle sue opere vuole includere solo la parte estetica o solo la parte narrativa, e mi opporrò sempre a chi fa propaganda dicendo che una cosa è meglio rispetto all'altra. -La fotografia migliore è quella che concilia sia estetica che racconto, MAI progetti fotografici che contengono solo racconto o che contengono solo estetica saranno superiori a quelli che hanno entrambi gli elementi Mentre il quesito che lascio e su cui vorrei fare riflettere è: Perché nella fotografia, come arte, negli ultimi anni è giustificata in moltissimi casi la presenza del solo contenuto narrativo e tendenzialmente ignorato quello estetico? Se trasporto lo stesso concetto in un'arte non visiva, ad esempio la musica, mi viene da pensare che se un compositore crea un testo profondissimo circa una situazione politica o sociale, ma la base musicale è uno stridio senza alcuna armonia sonora, quella canzone non verrà mai considerata dalla scena musicale sia locale che internazionale. Non è sempre arte? Perché deve funzionare in modo diverso? C'è evidentemente qualcosa che cozza. PS: conosco personalmente Sara Munari, grandissima persona che con le sue sole forza è riuscita a metter su niente di meno che una scuola/accademia, con lezioni interessantissime. Ma è da tenere presente, almeno per quanto È STATA LA MIA PERSONALE IMPRESSIONE, che il suo sguardo alla fotografia è prettamente incentrato sul racconto, che io ricordi la parte "bellezza estetica" viene appena accennata e poco considerata (Non è una critica, è semplicemente il suo approccio) |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 10:50
La parola Arte vorrei restasse totalmente fuori da questo topic così come la questione quotazioni. Non è argomento e non è sito dove ci siano persone con competenze per trattare l'argomento. Però sono per gli esempi concreti:
 Thomas Ruff sceglie un'estetica ben precisa legata al concetto che vuole veicolare Anche in questo caso Robert Adams sceglie un'estetica precisa che ha anche un formalismo, ma è lontana da quella considerata "bella rappresentazione"
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| inviato il 12 Agosto 2025 ore 10:58
L'invito alla riflessione è proprio quella, usando il parallelismo con la musica: Perché, se sono entrambe arti, in una delle due è concesso mettere da parte l'aspetto "bellezza" (estetica nel caso della fotografia)? È un quesito su cui ragionarci, non c'è una risposta concreta “ Non è argomento e non è sito dove ci siano persone con competenze per trattare l'argomento. „ Questo è un tuo pensiero, non la verità |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:01
Mi sembra che la fotografia sia ben più ampia del recinto in cui qui la si vorrebbe rinchiudere. Forse è una Mission impossible. In ogni caso non e' assolutamente indispensabile che contenuto e bellezza convivano nello stesso scatto. Anzi.. non e' neppure necessario che siano presenti. Es foto del mare di ghirri.. tre strisce di colore sfumate. Un mare deserto. Una fotografia piena di nulla senza un soggetto ma potente. Secondo me il senso di uno scatto sta altrove. Se ci si limita a cercare contenuti e/o forma in uno scatto si perde di vista l' essenza della fotografia |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:06
Io non voglio rinchiudere nulla, anzi spesso le foto che apprezzo di più sono per così dire Borderline Sono solo spunti a cui mi piacerebbe fossero aggiunti come stiamo facendo esempi concreti per chiaccherare insieme e ampliare il discorso affrontandolo da più punti di vista |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:11
@Salt questo è interessante, quindi secondo te oltre estetica e contenuto in fotografia c'è un terzo o più punti ulteriori non contenuti nei primi due? Se si, riesci a specificare quali? E se riesci a specificare quali, riesci pure a specificare se il discorso vale solo per la fotografia o per tutte le arti visive? |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:13
Matteo Voglio solo dire che, secondo me, cercare bellezza e contenuto e' un percorso che alla fine porta ad una fotografia funzionale. Se vogliamo definire meglio credo che in fondo si approdi alla fotografia commerciale di prodotto. Pubblicità insomma, dove l' estetica e' regina ed il contenuto e' potente ed accuratamente studiato. Tipo quella di Toscani, che io riconosco come buona,ma non apprezzo. Non mi dà nulla |
| inviato il 12 Agosto 2025 ore 11:16
Però io ho visto tantissimi progetti in cui il fotografo racconta se stesso e/o il soggetto, e il racconto funziona proprio perché presenti i due elementi estetica e contenuto. (Porto un esempio: Susan Burnstine). Non è che magari quando parlo di estetica pensi a quell'insieme di regole che ci sono, per esempio, nello stil Life? Perché io intendo estetica in senso lato, generale, molto più ampio delle semplici regole tecniche |
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