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inviato il 12 Maggio 2026 ore 15:17
A me sembrano tutte molto simili come segnalazioni. Non è un giudizio di merito, mera constatazione ... mia constatazione. |
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inviato il 12 Maggio 2026 ore 15:44
Probabilmente non hai tutti i torti. Ovviamente metto principalmente fotografi che mi piacciono, quindi molti rispecchiano il mio gusto che probabilmente non è molto vario. Allo stesso tempo però vedo profonde differenze tra loro: Wisecup e Arnold si somigliano come stile ma sono per me completamente diversi da Dinh e Monaris come lo sono da Marlow e Stuart, come lo sono da Buscatò e Dakowicz ecc ecc. Cercherò di variare di più sul tema grazie per averlo fatto notare |
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inviato il 12 Maggio 2026 ore 16:38
A me invece intriga... |
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inviato il 12 Maggio 2026 ore 18:17
“ Cercherò di variare di più sul tema „ Non era mia intenzione e non voleva essere una critica. Limite mio se faccio fatica a cogliere le sfumature. |
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inviato il 12 Maggio 2026 ore 18:21
No no, assolutamente. In realtà c‘é un fondo di verità in quello che dici. Ho messo poca street seriosa/malinconica/triste, per esempio. Ho in testa un po‘ di nomi diversi, le posterò in questi giorni |
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inviato il 13 Maggio 2026 ore 12:06
Trent Parke Trent Parke è un fotografo australiano, membro della Magnum dal 2002. Le sue street (visto che fa anche altro, come fotografie di paesaggi urbani a colori) sono quasi astratte, surreali: i soggetti non sono sempre perfettamente leggibili come non lo è la situazione o il posto in cui sono state scattate. Il momento, la composizione, ci sono ma non sono quello che rendono le sue foto uniche. A me ricorda in alcuni tratti Moriyama per la crudezza e le scelte stilistiche (contrasto, movimento, distruzione delle regole di bellezza) ma, per me, Moriyama (ma anche, in parte, Tatsuo Suzuki) fa un "concentrato" del reale e te lo sbatte in faccia come uno schiaffo, mentre Parke sembra quasi fotografare "l'antimateria". Ti porta nella foto come l'addormentarsi ti porta in un "mondo parallelo". Siamo proprio all'opposto di fotografi come Josh Edgoose, per esempio, che ritrae le spensierate giornate di sole in Inghilterra o come Matt Stuart che gioca con la leggerezza e l'assurdità divertente della vita quotidiana.





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inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:10
Bella discussione, grazie dei contributi sono tutti estremamente interessanti, mi piace anche il taglio "pop" delle immagini, rispetto alle classiche street in b/n, che comunque apprezzo, vd anche le ultime sopra di Trent Parke. |
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inviato il 13 Maggio 2026 ore 16:20
Grazie Shrike, Le street in bn le digerisco veramente poco, sopratutto in digitale, ma sto cercando di integrarle maggiormente (nel mio baglio culturale intendo, oltre che in questa lista). Personalmente ritengo il bn molto più difficile del colore in certi contesti urbani dove è complesso isolare i soggetti dallo sfondo. Si finisce molto spesso in un pastrocchio di tonalità di grigio di difficile lettura, poi si aumenta il contrasto e tutto diventa ammasso di punti bianchi e neri. Ma è facilmente un limite mio. |
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inviato il 13 Maggio 2026 ore 22:37
Trent Parke è un fotografo che ammiro e sfoglio molto spesso le sue foto nei libri, ma non mi sarei mai aspettato di associarlo alla fotografia street dove conta il BOOM dell' immagine singola e dove emergono gli autori bravi nel creare un insieme omogeneo di immagini singole con un proprio stile estetico personale. Le foto di Trent Parke ritengo siano più progetti a lungo termine dove è pianificato e prevale un tema ricorrente come la solitudine e isolamento, oppure più aderenti alla fotografia documentaria con delle interpretazioni visive legate al reportage emotivo ed intimo. www.unafotografainviaggio.com/fotografi-trent-parke/ e penso la stessa cosa di Martin Parr, anche se fotografa esclusivamente per strada le sue foto sono dei veri reportage, documentando la vita quotidiana e le contraddizioni della società occidentale dei nostri tempi e mettendoci, da spettatori, davanti ad uno specchio. Nella street ci vedo ironia, il momento irripetibile, le composizioni originali, un forte gusto estetico, etc.. ma zero rumore di fondo, manca un filo conduttore come una storia o un racconto, quel qualcosa che ti faccia ragionare su un argomento. Ora non vorrei scatenare una moltitudine di commenti con una propria definizione di street photography, dico solo che sono sorpreso di aver trovato Trent Parke in queste pagine, probabilmente il mio modo di percepire certe foto ha ricevuto condizionamenti molto diversi. |
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inviato il 13 Maggio 2026 ore 23:00
Capisco la tua concezione Novebis ma non credo di condividerla: moltissimi fotografi street lavorano per progetti e in alcuni casi credo i due generi reportage/documentaristico e street si accavallino (ci metterei anche dentro la fotografia di viaggio che alla fine è documentaristica se vogliamo). È vero però che Parke difficilmente si può accostare a molti altri che ho postato e che i suoi lunghi lavori (appunto lunghi anni e anni) non siano solo basati sulla foto d'impatto singola. La definizione che fai di street credo sia valida per alcuni ma non credo si possa applicare alla street in toto. Non a caso proprio Parke e Parr sono considerati tra i migliori fotografi street di sempre e sono presenti in volumi dedicati (due pietri miliari come "100 Great Street Photographs" di David Gibson o "Street photography now" di McLaren, ad esempio, hanno foto di entrambi). Ma, come dici, non facciamone un caso. Credo che come quasi tutto nella vita anche i generi fotografici siano classificabili come "curve a campana" e che queste si sovrappongano maggiormente per alcuni fotografi che per altri. |
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inviato il 15 Maggio 2026 ore 10:21
Quando una categoria diventa stretta perchè ha contaminazioni di altre che gli stanno appiccicate, è sempre difficile poi stabilire un confine se non si lasciano le sfumature della linea che li divide. Di base ci portano a riflettere non cosa sto vedendo in una fotografia, ma come è stata concepita, dove sta la narrazione, dove si intravedono i legami che sono il fili conduttori al capire. Quali sono gli elementi e come sono dislocati nell'immagine, hanno una caratteristica tra loro? Oppure è tutto casuale, e allora la narrazione è la strada e chi ha scattato è solo chi ha congelato un frammento di luce di vita urbana che scorre ogni giorno e determina il tempo che sta passando. Alla fine cosa stiamo guardando? Forse quello che ci aspettiamo di vedere oppure qualcosa che ci pone domande e non sta comunicando risposte? Come sempre la risposta sta nella domanda, pillola blu o pillola rossa? Buona continuazione, interessante 3D. |
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