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Questioni (brevi) di mirini...


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avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2024 ore 21:53    

Io continuo a non capire questo:

=======

E' la visione nel mirino che ti fa scegliere l'inquadratura e scegliere l'esposizione giusta, e se la visione è distorta, le tue scelte non sono mai ottimali

=========

Il mirino di una mirrorless ti fa vedere l'inquadratura esattamente come quello ottico, o meglio se consideriamo che possono venir già applicate le correzioni, ad esempio della distorsione... se però su una reflex imposto 1" di esposizione a f 1.4 e 512000 iso o 1/1000 f22 a 100 iso, l' immagine che vedrò nel mirino è sempre quella, quindi proprio non riesco a capire questo concetto che per avere una corretta esposizione è fondamentale il mirino ottico.

N.b. non è una polemica ma una semplice domanda

avatarsenior
inviato il 30 Maggio 2024 ore 22:49    

"... ti fa vedere l'inquadratura esattamente come quello ottico.."

Verissimo, corretto per quanto riguarda l'inquadratura, che cosa geometricamente fotografi.

Ma non ti fa vedere la luminosità reale, il contrasto reale e neppure i colori reali, ma quest'ultimo è meno importante, della scena che stai fotografando.

Soprattutto nelle foto in controluce, o notturne, comunque quelle foto in condizioni difficili di luce, dove l'esposimetro non ce la fa ad esporre correttamente e lo devi compensare, guardando in un mirino che non rappresenta bene il mondo che vede (= grigi scuri e grigi molto chiari illeggibili, valori di contrasto diversi dal vero, luminosità alterata), la probabilità di sbagliare la compensazione dell'esposizione, e dunque l'esposizione, perché la stimi male, aumenta.

Puoi staccare l'occhio dal mirino, e fare una stima ad occhio della compensazione da dare, ma poi devi rifare l'inquadratura, e questo complica un po' lo scatto, e comunque guardando nel mirino, almeno io, faccio un po' meglio la stima, perché l'occhio è non solo distratto, ma anche alterato come visione, dalla luce di tutto l'ambiente circostante, perché non vede solo quello che fotografa.

Comunque uno è liberissimo di usare il mirino che più gli piace, considerando oltretutto che attualmente le Reflex sono morte, oggi vendono gli avanzi di magazzino, e domani, una volta finiti, non le venderanno più.

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2024 ore 9:16    

Mi spiace Alessandro ma continuo a non capire ... però ho imparato a scuola ad alzare la mano quando una cosa non mi era chiara, a costo di sembrare un tordo ... quindi riprovo:

il contrasto di una determinata scena lo vedo anche a occhio nudo: se fotografo un tramonto, lo vedo chiaramente che il primo piano non illuminato sarà molto più scuro del cielo ... usando un mirino elettronico vedrò (quasi) esattamente ciò che troverò sulla sd quando scaricherò sul pc i files.
Lasciando l' esposizione senza compensazione, troverò un cielo molto chiaro, magari troppo per eseere recuperato, e un primo piano scuro (ma questo coi sensori attuali non è un grosso problema) ... quindi di solito in una scena del genere, occorre compensare in negativo l' esposizione: quando avevo la reflex, facevo uno scatto senza compensazione, guardavo la foto ottenuta, valutavo a spanne quanto dovevo compensare, rifacevo la foto, la riguardavo ed eventualmente aggiustavo di nuovo e così via.
In alternativa misuravo l' esposizione a spot sul cielo, scattavo, e riguardando la foto in playback valutavo se compensare in positivo fin quando le luci fossero solo leggermente sovraesposte (ma recuperabili in post).
Con un EVF posso fare il tutto in un unico passaggio: il mirino mi evidenzia con un pattern a zebra le zone sovraesposte della foto, quindi compenso fin quando scompaiono le zone sovraesposte, e da lì, in base a quanto scuro è il resto della scena valuto se tornare indietro con la compensazione, così da avere alte luci leggermente sovraesposte ma sicuramente recuperabili e ottenendo al contempo ombre meno chiuse quindi con maggior dettaglio recuperabile in post senza incorrere in decadimento di qualità e rumore digitale. Quindi faccio la foto e ciò che vedo nel mirino allo scatto sarà (quasi) esattamente ciò che troverò sulla sd, non serve neppure andare a riguardare la foto in playback.
Non ho mai scattato a pellicola, ma immagino che una scena del genere fosse molto più difficile riprenderla correttamente, non avendo modo di verificare sul campo quanto impresso sulla pellicola dopo lo scatto.
Ti quoto un commento lasciato in un altra discussione da un membro del forum:

***
L'Autunno scorso ho scattato all'incirca un rullino con una R6 mk ll, e all'inizio ho impostato la macchina come faccio con le mie 1V: esposizione su M e lettura Spot... alla terza o alla quarta fotografia ho capito come funzionava l'affare e ho smesso di prendere l'esposizione... con l'occhio dx traguardavo a mirino, col sx osservavo la scena e quando corrispondevano scattavo.
Avere una trentina di j-peg PERFETTI per le stampe che avevo in mente di fare, è stato un gioco da ragazzi
***


avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2024 ore 12:11    

Io,pur usando molto le mirrorless, trovo fastidioso il mirino digitale proprio perché modifica la visualizzazione rendendola inaffidabile.

Non è reale e non è coerente con ciò che registra la scheda. RAW.

Spesso scatto pensando ad una regolazione in post.per esempio un profilo sottolineato da una lama di luce.
Tutto il resto può affogare nel nero. Mi serve solo quel profilo.
L' EVF fa di tutto per distrarmi e dirmi che ci sono zone sovra e sottoesposte.




avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2024 ore 13:03    

quindi proprio non riesco a capire questo concetto che per avere una corretta esposizione è fondamentale il mirino ottico.

A mio avviso non è fondamentale, anzi è peggiorativo e in luce scarsa con l'ottico non vedo una cippa. Coll'EVF ho tanti aiuti in più che difficilmente la foto registrata è diversa da come l'ho vista nel mirino.

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2024 ore 13:52    

Alessandro Pollastrini (sul "miccio-pride") + 1; anzi + 2!!! GL

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2024 ore 20:59    

"......usando un mirino elettronico vedrò (quasi) esattamente ciò che troverò sulla sd quando scaricherò sul pc i files.."

E' qui che sbagli.

Sensore e mirino elettronico delle ML attuali hanno curve di risposta alla luce (= GD, Contrasto, Colori) estremamente diverse tra loro : quello che vedi non è quello che ottieni in scatto.

Con quest'ultima affermazione, quel concetto l'ho già espresso 3 (tre) volte qui.

Se tu non lo capisci ancora, mi spiace per te, ma io non ci posso fare nulla.

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2024 ore 22:10    

Mi spiace essere causa di orchite caro Alessandro, ma se insisto a chiedere spiegazioni è perché, conscio delle tue conoscenze tecniche, cercavo di far mio un concetto che esprimevi e che con i miei occhi faccio difficoltà a vedere ... guardando nel mirino della mia mirrorless, premo il tasto otturatore e quando apro la foto in galleria la trovo come la vedevo nel mirino ... non a caso è stato coniato per le mirrorless l' acronimo WYISWG ... what you see is what you get ... certamente la foto finale potrà essere molto diversa, a seconda di quanto e come si deciderà di intervenire in post-produzione, ma questo vale a prescindere dal tipo macchina usata: le foto in bianco e nero che hai in galleria (molto belle) sicuramente non le vedevi così nel mirino ottico della tua reflex.
Probabilmente il concetto che cercavi di inculcarmi è che l' anteprima di scatto visibile nel mirino elettronico delle mirrorless può talvolta distogliere dalla visualizzazione che si ha in mente per la foto finita, ad ogni modo, chiudo qui l' argomento e andrò a cercare altrove ulteriori informazioni in merito, però ti lascio uno spunto di riflessione: ha senso fare pubblica gogna dei micci fotografici, se poi quando qualcuno cerca di scavare un po' sotto la superficie, non si vuol spendere qualche minuto in più per condividere la propria conoscenza?
Buona serata a te. E ci risentiamo alla prossima discussione tecnica.

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2024 ore 23:45    

WYISWG ... what you see is what you get ...

Una giornalista americana che lavorava a Milano nel 2001 mi disse che quell'acronimo / frase era stato coniato appositamente per definire la ristorazione McDonald's.

avatarsenior
inviato il 31 Maggio 2024 ore 23:47    

quando si parla di evf per me esistono solo 2 categorie: quello della S1/R e tutti gli altri (dietro)

avatarsenior
inviato il 01 Giugno 2024 ore 8:18    

@Odysseus, l' acronimo che io sappia è nato originariamente in ambito informatico, per descrivere un software di videoscrittura dove ciò che si vedeva a monitor corrispondesse a ciò che sarebbe risultato in stampa, poi ne è stato esteso il significato ai programmi di editing delle pagine web. In fotografia è stato poi adottato con l' avvento delle ML.


avatarjunior
inviato il 01 Giugno 2024 ore 8:38    

Nella disamina dei vari tipi di mirini non ho letto di nessuno che ha menzionato il mirino a pozzetto, capisco che sia una nicchia (anche se ormai non più solo relativa all'analogico), ma credo che inteso come sistema per un certo di fotografia più "rilassata" sia una delle esperienze migliori per un fotografo.

avatarsenior
inviato il 01 Giugno 2024 ore 8:49    

In effetti lo ricordo pure riferito ai primi sistemi Windows quando sostituì il dos, ma quella giornalista me ne parlò come una svolta epocale che caratterizzava McDonald's da tutti gli altri sistemi di ristorazione e ne aveva consentito il successo poiché, ovunque nel mondo, tu sapevi che al banco avevi esattamente quello che era raffigurato li nel locale e pure altrove, internazionalmente inteso.

Poi, dove 'nato' non insisto... anche se propendo per la mia testimonianza...

D'altra parte un fatto informatico lo conoscono soprattutto gli addetti del settore, uno correlato al cibo 'veloce', soprattutto chi lo mangia spesso...

Comunque divenne uno standard di riconoscimento applicato cove possibile o da chi preferisse adeguarsi.

avatarsenior
inviato il 01 Giugno 2024 ore 9:47    

Mi chiedo come si faccia a sostenere che ciò che si vede nel mirino elettronico sia uguale a ciò che si registra nel RAW.

Questo è senza dubbi o uno slogan di vendita FALSO e tendenzioso.


Oltretutto nel processo fotografico quasi mai ti serve vedere nel mirino il risultato finale della post applicata ad uno scatto. Anzi spesso è controproducente

avatarsenior
inviato il 01 Giugno 2024 ore 10:51    

WYISWG ... what you see is what you get ...

Una giornalista americana che lavorava a Milano nel 2001 mi disse che quell'acronimo / frase era stato coniato appositamente per definire la ristorazione McDonald's.

Da un cieco, evidentemente...
Se era un riferimento ironico nei confronti dell'EVF, e della penosa corrispondenza con la scena, però, concordo.

Lui dissente fortissimo, riguardo il McDonald:



E se insistete tira fuori pure la mitraglietta. MrGreen

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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