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inviato il 24 Gennaio 2024 ore 16:24
Io sono dell'idea che adesso continueranno imperterriti a distruggere economia, mercato e benessere imponendo le auto elettriche. Tra un decennio salteranno fuori che era sbagliato, che l'usato elettrico non lo vorrà nessuno e che l'inquinamento generato dalle elettriche è insostenibile su larga scala. Arriveranno ad ostacolare le elettriche e spingeranno con qualcosa altro. Alla fine penso che quelli si sono riuniti a DAVOS rimangano dell'idea che le armi e munizioni sono sempre il miglior business ... |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 7:16
“ Della serie:i nodi vengono al pettine „ infatti, quelli del motore termico sono pochi e sono venuti al pettine dopo 100 anni di utilizzo. E solo in europa e sono per lo più pretestuosi e non supportati da alcun dato scientifico. quelli dell'elettrico, nonostante sia l'equivalente di pettinare un calvo, stanno già bloccando il pettine dopo 2 passate ma nonostante tutto da certa parte politica si continua a tirare il pettine imperterriti |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 10:13
il futuro della mobilità generale, a meno di imprevedibili miracoli tecnologici, sarà per forza sempre un motore a combustibile. Che sia a cella con produzione diretta di energia elettrica o termico, il combustibile ha enormi vantaggi rispetto al concetto della batteria. Il combustibile accumula energia dove viene prodotto, la batteria la accumula dove si trova il veicolo. Questo indipendentemente dalla capacità che potrà avere un giorno la tecnologia delle batterie, è già di per se un limite. Ma oggi la situazione è ancora più critica per la mobilità con batterie: - stoccaggio: il combustibile lo puoi stoccare presso i punti di rifornimento in quantità fantascientifiche rispetto alle batterie. una semplice cisternetta da 5.000l contiene l'equivalente di 2.500kWh di energia elettrica. Un normalissimo distributore di carburante può avere anche 100.000 litri, tra benzina e gesolio...sono 500.000kWh, facciamo il calcolo di quante batterie? - potenza di erogazione: una singola pompa che eroga 1 litro/secondo sta "ricaricando" con una potenza di circa 15MW. Un piccolo distributore di paese con 4, 8 pompe ha una potenza di ricarica istantanea equivalente ad una centrale elettrica, nemmeno troppo piccola - rete di distribuzione: per il combustibile basta una strada, per la corrente elettrica servono infrastrutture fisse, ENORMEMENTE più potenti delle attuali. - disponibilità: un deposito di combustibile è uno stoccaggio, significa si che devo rifornirlo, ma anche che non necessita di approvvigionamento continuo e posso rendere completamente asincrona la produzione dell'energia con il suo utilizzo- Al contrario, una stazione di ricarica deve necessariamente avere la disponibilità della POTENZA nel momento in cui viene chiesta. Significa che il sistema di produzione dell'energia e della POTENZA deve essere perfettamente sincrono con l'utilizzo. |
user198779
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 10:39
Sono d'accordo l'energia deve essere prodotta dal vettore nel momento del bisogno. Il parco circolante elettrico a batteria anche se ridottissimo sta già mostrando problemi di non poco conto. |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 13:46
Io sono dell'idea che adesso continueranno imperterriti a distruggere economia, mercato e benessere imponendo le auto elettriche. Tra un decennio salteranno fuori che era sbagliato, che l'usato elettrico non lo vorrà nessuno e che l'inquinamento generato dalle elettriche è insostenibile su larga scala. Arriveranno ad ostacolare le elettriche e spingeranno con qualcosa altro. ************************************ Sono convinto anch'io che il futuro non possano essere le batterie, per i motivi che avete già elencato. Le auto elettriche usate, già oggi non le vuole nessuno, ed il mercato di quelle nuove senza incentivi statali sarebbe prossimo allo zero, ergo non è una tecnologia sostenibile. In questo momento le lobby dell'elettrico e la politica stanno spingendo tantissimo, facendoci credere che non ci siano alternative. E se il futuro fosse dei carburanti sintetici? Le infrastrutture esistono già, i motori endotermici pure. Se si trovasse il modo di produrli su larga scala a prezzi concorrenziali, verrebbe spazzato via l'elettrico e si abbatterebbe l'inquinamento da combustibili fossili. Due piccioni con una fava. |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 14:58
“rete di distribuzione: per il combustibile basta una strada, per la corrente elettrica servono infrastrutture fisse, ENORMEMENTE più potenti delle attuali.” Non e' assolutamente vero. Andrebbe, molto piu' modestamente, adeguata. Intanto chiamiamo le cose col nome giusto: rete di trasmissione. Il rifornimento di grosse stazioni di servizio avverra', OVVIAMENTE, in altissima tensione. La rete di distribuzione non c'entra nulla. L'attuale rete di trasmissione e' gia' adesso in grado di esercire una quantita di potenza che supera abbondantemente il fabbisogno giornaliero del nostro Paese. Attualmente l'Italia assorbe circa 350 Gwh di energia al giorno. Bisogna tenere conto che nelle ore di picco sulla rete transitano potenze che arrivano e superano in assoluta sicurezza i 60 Gw. Sai cosa significa: che se si fa un conticino e facciamo 60*24 viene fuori una capacita' di transito potenziale, se si producesse piu' o meno sempre al picco, di circa 1500 Gwh/giorno! Fai un conticino per vedere mediamente quanta energia/giorno richederebbe mediamente l'INTERO PARCO AUTO CIRCOLANTE in Italia: viene circa 1300Gwh, medi, al giorno. Quindi se si producesse sempre al picco, gia' attualmente l'infrastruttura terrebbe. Non solo, i grossi problemi legati alla gestione della rete di trasmissione sono legati alle differenze di potenza tra zone geografiche e al continuo cambiamento repentino delle condizioni di esercizio. Se la rete esercisse in modo costante sarebbe un vantaggio enorme! Il problema vero, unico e grande problema, e' arrivare a stoccare quanita' importanti di energia. Non e' trasferirla. Pero' pian pianino si stanno gia' facendo cose in questo senso. Poi per il combustibile basta una strada? Ma lo sai che per portare il carburante alle stazioni di rifornimento circolano su srade di ogni tipo mezzi pesanti che a loro volta hanno bisogno di combustibile? L'unico vero grande vantaggio dell'energia elettrica e' proprio la trasmissione che e' mille volte piu' indolare rispetto a qualsiasi altro tipo di sistema e qui viene citato come un problema ahahaha. Incredibile! |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 15:34
Sostanzialmente io vedo che ci sono squadre tipo stadio che si perculano a vicenda ridendo su chi ha ragione e chi conosce tutti i fattori per giungere alla verità assoluta. L'essere umano non è fatto per "andare d'accordo" ... ogni pretesto è buono per bisticciare, azzuffarsi, litigare, fare guerre ... siamo una specie bellicosa. |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 16:02
dimentichi un paio di cose: primo, la rete di distribuzione della potenza attualmente installata è localizzata principalmente verso zone dove NON ci saranno le auto in carica ed è per buona parte utilizzata. Inoltre, è INUTILE valutare la potenza media, perchè quello che conta è la potenza istantanea nel momento in cui prevedi il massimo picco di assorbimento. Che, nel caso delle auto in carica e ipotizzando una diffusione massiva, non le briciole attuali, sarà alla sera. Milioni di auto che verranno messe in carica contemporaneamente tra le 18 e le 20, moltissime delle quali in zone residenziali e cittadine. E dovrai considerare, e ALIMENTARE, anche quei siti dove possono concentrarsi, in certi periodi, migliaia di auto contemporaneamente...ad esempio comprensori sciistici, località turistiche ecc. Tutti posti dove ora arriva si e no 1/1000 della potenza che dovrebbe servire. Già oggi, quando installano quelle miserie di 2 o 3 piazzole per la ricarica rapida oltre 25kW, devono costruire una cabina di media dedicata....ma di cosa stiamo parlando? E ribadisco: rifornire una stazione di servizio con un autocisterna è estremamente più semplice che costruire una linea fissa. Infatti, è più facile portare rifornimento a luoghi isolati attraverso una strada che non creando una linea elettrica. Peraltro, il trasporto dell'energia elettrica tramite autocarro ha un rendimento altissimo, dell'ordine del 99% ogni 100km. Una linea elettrica, lasciando stare le perdite di carico lungo la tratta, già solo di trasformazione da alta a media quel rendimento se lo sogna. E, alla fine, siamo sempre al solito punto: centinaia, se non migliaia di miliardi di euro, sottratti quindi ad altre spese, per ottenere cosa? Qualche grammo di co2 in meno, FORSE, dell'europa? Io vorrei sapere quali dovrebbero essere gli effettivi e concreti vantaggi che l'europa si aspetta nella transizione elettrica. E a livello quantitativo, con i numeri...non con gli slogan. |
user198779
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 16:10
Ma non so in estate la rete va in tilt solo per il consumo dei climatizzatori... |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 16:11
“Inoltre, è INUTILE valutare la potenza media, perchè quello che conta è la potenza istantanea nel momento in cui prevedi il massimo picco di assorbimento. Che, nel caso delle auto in carica e ipotizzando una diffusione massiva, non le briciole attuali, sarà alla sera. Milioni di auto che verranno messe in carica contemporaneamente tra le 18 e le 20, moltissime delle quali in zone residenziali e cittadine.” Servono le batterie per questo, che verrano ricaricate unformemente nel tempo. L'ho gia' detto. Le linee, gia' ora soddisfarrebbero il fabbisogno energetico. “…già solo di trasformazione da alta a media quel rendimento se lo sogna.” Poi lasciamo oerdere sul rendimento dei trasformatori: i trasformatori in altissima tensione hanno rendimenti pressocche' unitari, si perde all'incirca il 6% sulle linee. Non paragonarlo neppure al rendimento di trasportare il carburante sulle autocisterne, non ha neppure senso il confronto, fidati. Stai confrontando pere con mele. Evidentemente non hai ben chiaro come stiano le cose. |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 18:05
@angelo_82 Che esperienza hai delle batterie? qual'è la percentuale di phase out delle batterie al litio? Quanti sono mediamente i cicli di carica e scarica di ogni singolo elemento? Al di là delle propagandistiche e ottimistiche dichiarazioni, il 5% di delle batterie al litio ha una vita media di 3 mesi. Solo il 50% supera i due anni di vita e solo il 30% i 3 anni. Ogni 5 anni è bene cambiare tutto il parco batterie, per inefficienza conclamata. |
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inviato il 25 Gennaio 2024 ore 18:27
Lo ripeto, guardate che su questo sono d'accordissimo. Le batterie sono ancora lontane in molti sensi dal soddisfare le richieste a regime del siatema elettrico di trazione automobilistica. Ancora non ci siamo, per ora sono d'accordo anch'io che l'elettrico e' piu' un esercizio di stile. Ma non certo per la trasmissione dell'energia elettrica |
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inviato il 26 Gennaio 2024 ore 0:10
Questo è il simulatore Jaguar per le sue auto elettriche. E' fatto piuttosto bene ed è tutto sommato abbastanza veritiero. Se volete giocare: www.jaguar.it/electric-cars/range.html Fino a poco tempo fa prevedeva più opzioni tra le quali viaggio notturno o diurno e soprattutto prevedeva la possibilità di spingere le temperature ambiente fino a -15 °C. Guarda caso adesso lo hanno limitato a -10°C. |
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