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inviato il 15 Novembre 2023 ore 0:06
“ Io non sono così sicuro che la società occidentale si sia imbarbarita come dite, anzi, direi l'opposto. Quand'è che la società è stata meno violenta, negli anni di piombo? Durante la seconda guerra? La prima? C'erano forse, in quegli anni, più apertura mentale, più attenzione e rispetto per le diversità, per i più deboli, per gli animali, per l'ambiente? C'era forse più accesso all'arte, alla cultura? Più attenzione ai diritti fondamentali dell'uomo? Insomma, se adesso si sta peggio, quand'è che si stava meglio? „ Penso che dal dopoguerra agli anni settanta compresi siamo andati migliorando in molte cose, poi abbiamo cominciato ad andare in discesa, e la tendenza mi pare ancora quella. E' vero che c'è più sensibilità per animali e ambiente (perlomeno a parole: nei fatti mica poi tanto) ma per il resto non direi che stiamo andando molto forte: aumentano le diseguaglianze sociali e le fasce più deboli della popolazione vengono trattate sempre peggio da chi ha il coltello dalla parte del manico, non c'è attenzione alla cura del territorio, la medicina di base sta peggiorando, sul livello culturale della classe dirigente stendiamo un velo pietoso... arte e cultura di destinarci qualche soldino? Solo le briciole... Diritto allo studio negato nei fatti dai costi che le famiglie fanno sempre più fatica a sostenere (in italia abbiamo il numero di laureati più basso rispetto alla popolazione di tutta europa) ... 'nsomma... si potrebbe fare decisamente meglio in tante cose. Magari mancano i soldi (forse... com'è che per le minkiate si trovano sempre?) ma le idee sono gratis. E la mancanza più grave non è quella dei soldi, in questo periodo, ma quella di dare ossigeno alle buone idee. |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 7:10
Parliamo di idee. Siamo in un momento in cui l'arte contemporanea si é in po' avvitata su se stessa, pensiamo da fine 800 in poi, siamo passati dagli impressionisti, surrealisti, tante avanguardie, idee esperimenti. Le guerre anno inciso, ma dal dopoguerra abbiamo avuto molti autori e idee sempre nuove, certo l'avanzata dell'informale é stata ben finanziata, ma sono nati anche iperrealisti, pop art che spesso erroneamente si limita a identificarla con Andy Warholl Ora c'é ristagno, si riciclano vecchie idee, chi fa cultura deve quasi sentirsi in colpa. Leggiamo anche solo questo forum dove ci sono topic e topic di elogio della non conoscenza del se non lo capisco non é venuto bene. Tra l'altro é chiaro che il modello occidentale é in crisi e abbiamo rigurgito di idee che si speravano morte e rischi di governi forti e tendenti alla dittatura un po' in tutto il mondo Siamo in un momento di discesa e molti gridano slogan come uno vale uno che é una delle più grandi putt.anate mai sentite ma ha ragione chi grida più forte. E cosí anche con l'approccio alla cultura non c'é differenza tra mio giudizio e quello del curatore, siamo uguali se non capisco qualcosa é perche x é raccomandato. Però aggiungo un piccolo chiarimento, non amo molto le supercazz.ole complicate per mascherare il nulla, mi é capitato a una mostra fotografica di non capire il lavoro e ho chiesto, mi é stato fatto un racconto partendo molto largo ma alla fine guardavo il risultato e sono rimasto della mia idea. Forse non avevo la sensibilità o forse banalmente il lavoro a Eva dietro concetti che non era riuscito a esprimere |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 8:44
“ mi é capitato a una mostra fotografica di non capire il lavoro e ho chiesto, mi é stato fatto un racconto partendo molto largo ma alla fine guardavo il risultato e sono rimasto della mia idea „ E poi dici di me ... io almeno non perdo tempo. Vedo e decido. |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 8:52
Ecco hai proprio l'atteggiamento che critico e trovo assurdo. Mi metto al centro vedo e giudico e non ho il pudore di mettere in discussione quello che so e il mio gusto. Mi spiace ma sono sincero trovo questo modo di approcciarsi fastidioso quando chi lo ha poi vuole che la propria opinione in merito a quello che non capisce e non vuole approfondire sia considerata e venga messa alla pari delle altre |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 10:32
“ Mi metto al centro vedo e giudico e non ho il pudore di mettere in discussione quello che so e il mio gusto. „ E perché dovrei? Si tratta del MIO gusto. Mio. E i gusti non si discutono. Mi fa schifo? Bene, significa che mi fa schifo e morta lì. In ogni caso, liberissimo di pensarla diversamente e di comportarti diversamente. Non però di sostenere che io sbaglio. |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 10:36
sbagli nel momento in cui vuoi esporre la tua opinione e vuoi che sia presa in considerazione e pretendere che abbia lo stesso valore di altri che invece si sono informati (magari giungendo alla stessa conclusione..) |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 10:46
“ Siamo in un momento in cui l'arte contemporanea si é in po' avvitata su se stessa, pensiamo da fine 800 in poi, siamo passati dagli impressionisti, surrealisti, tante avanguardie, idee esperimenti. Le guerre anno inciso, ma dal dopoguerra abbiamo avuto molti autori e idee sempre nuove, certo l'avanzata dell'informale é stata ben finanziata, ma sono nati anche iperrealisti, pop art che spesso erroneamente si limita a identificarla con Andy Warholl Ora c'é ristagno, si riciclano vecchie idee, chi fa cultura deve quasi sentirsi in colpa. „ Il problema è che ancora non si riesce ad uscire dalla stessa logica che animava le avanguardie e le provocazioni: quella della ricerca di "un" linguaggio nuovo, solo che nel frattempo e è nata una cosa ben diversa: il fatto che ogni artista voglia creare il "proprio" linguaggio, costringendo l'osservatore a imparare una nuova lingua ogni volta che si avvicina ad un autore differente. Oggi si assiste ad un'ossessiva sovrapposizione tra due concetti differenti: linguaggio e impronta personale nel suo utilizzo da parte dell'artista. |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 10:50
Alvar Mayor la cosa è abbastanza semplice: se uno va ad una mostra ci sta andando apposta,perchè vuole andarci,non glielo ha prescritto il medico. E prima di andarci,immagino che s'informi su cosa stia andando a guardare e il motivo per il quale paga un biglietto (ma anche se fosse gratis la cosa non cambierebbe). Non ci si ritrova in una mostra "per caso",di solito. Quindi,se si decide di andare e poi non ci si prende la briga di cercare di capire quello che si sta guardando trovo la cosa alquanto incredibile e sconfortante Poi come dice giustamente Groppi,se dopo che hai letto o ascoltato non ti cambia nulla,pazienza,può anche essere che l'artista abbia fallito,ma se nemmeno ci si prova... |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 10:57
Daniele Ferrari in realtà vedo sempre più recuperare linguaggi delle avanguardie o comunque del passato, non si crea qualcosa di davvero nuovo, ma si segue quello già visto magari provando a riportarlo nella propria versione personale. Cosa che mi rendo conto di fare io stesso quando scatto a volte |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 11:06
"Uno vale uno" (citando Groppi di 3 post indietro) lo applicherei a quanto detto da Mayor: il MIO gusto è personale ed indiscutibile, una foto MI piace perchè MI piace e basta; se invece la foto va capita allora posso non avere tutti i mezzi teorici per farlo e in tal caso debbo studiare per sforzarmi di comprendere. Ma io sto dalla parte del 100% mi piace: il comprendere altri significati può essere interessante e anche stimolante a brevissimo termine, ma nel caso dell'arte - includendo anche la fotografia - mi aspetto immagini che colpiscano la mia fantasia, nulla più. Per questo motivo ad esempio non ho mai capito l'utilità del critico d'arte: che mi frega della spiegazione del perchè e del percome e di chi è l'autore (cosa su cui con Groppi ci siamo sempre scontrati); io guardo l'immagine e tutto si riduce ad un -> mi piace\non mi piace e se necessita di spiegazione per essere apprezzata allora è meglio riconsiderare lo scatto - o quel che è - e fare in modo che si spieghi da solo. |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 11:10
“ Per questo motivo ad esempio non ho mai capito l'utilità del critico d'arte: che mi frega della spiegazione del perchè e del percome e di chi è l'autore (cosa su cui con Groppi ci siamo sempre scontrati); io guardo l'immagine e tutto si riduce ad un -> mi piace\non mi piace e se necessita di spiegazione per essere apprezzata allora è meglio riconsiderare lo scatto - o quel che è - e fare in modo che si spieghi da solo. „ O santo cielo Addio,io lascio sconsolato |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 11:23
In altre parole, importa solo quel che IO apprezzo dell'opera, e non quello che l'autore voleva veicolare. |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 11:26
perchè è banalizzare un lavoro e ridurlo al solo wow tecnico cosa estremamente riduttiva non solo in fotografia. Ecco perchè spesso nascono foto con colori sparati, paesaggi ancestrale ecc.. perchè la foto deve colpire la massa dal gusto basico che guardano solo la fotina bellina e esteticamente accettabile. Per questo poi si definiscono nudo artistico foto magari tecnicamente discrete ma che non vogliono dire nulla, si confonde il soggetto bello con il lavoro. Non importa quello che tu apprezzi perchè quello che manca è darti un valore, la tua opinione su tale opera che valore ha? magari zero A me Manzoni non piace, ho fatto una fottuta fatica a leggere i promessi sposi e anche riprendendolo in mano dopo anni non ce la faccio proprio non mi piace per nulla I promessi sposi quindi posso dire che sono una cagata? o magari mi pongo il problema che io non é che ho studiato molta letteratura e non ho molte basi per sostenere la mia tesi che quell'opera é ingodibile |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 12:15
Chiaramente la mia opinione vale zero per chiunque altro - e non vedo perchè dovrebbe interessare ad alcuno - ma significa tutto per me, perchè è mia e non degli altri.... Io, tu, un altro, Man Ray, Atget, Mejerowitz, valiamo sempre e solo per noi stessi, perchè siamo NOI che osserviamo e NOI che giudichiamo. Non esiste modo di quantificare il fattore emotivo proprio di ciascuno, ma solo di classificare meri parametri tecnici dell'opera in questione formulando un linguaggio adatto allo scopo (il critichese). Per te i Promessi Sposi sono brutti: bene, pure per me. Anche la Divina Commedia è una vaccata: non si capisce niente di come è scritta !!! Almeno si sforzassero di tradurla in italiano moderno sarebbe più godibile: una avventura fantasy nei regni ultraterreni. Può darsi che qualcuno inorridisca, ma è un SUO sentire, non il MIO. E quel che conta nel territorio dell'arte, è solo la sensibilità del singolo, il quale si relaziona con l'immagine in un dato momento, in un preciso luogo, in un determinato stato mentale. Oggi mi piace, domani forse. |
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inviato il 15 Novembre 2023 ore 12:45
É assurdo voler modificare un capolavoro come la divina commedia perché non si sa contestualizzarlo e non si hanno le conoscenze per apprezzarlo. Quello che scrivi non solo non ha una logica ma é totalmente deleterio Mi sei molto simpatico ma non é una discussione sensata |
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