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inviato il 20 Ottobre 2023 ore 18:04
“ Io posso dire che le ottiche Leica R e m, anche anni70 hanno una resa magnifica anche su sensori come a7r5. Conun adattatore techart sono anche af su occhi del soggetto. Sorprendenti sono delle lenti che tutt'ora sfidano le più blasonate ottiche e nota bene risultano più corretti . „ Nulla di nuovo in effetti... basta pensare che viltrox e samyang sono di fatti rivisitazioni di schemi leica e zeiss... non vorrei dire ma avendo gli originali concepiti secondo standard qualitatiti di una certa importanza anche a fronte di anti riflesso non modernissimo non c'è nemmeno confronto con le repliche |
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inviato il 20 Ottobre 2023 ore 19:11
“ basta pensare che viltrox e samyang sono di fatti rivisitazioni di schemi leica e zeiss „ Mi potresti dire quali sono questi obiettivi? |
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inviato il 21 Ottobre 2023 ore 8:19
Con i Leitz grandangolari serie M ho spesso letto che danno problemi ai bordi a causa dei raggi che arrivano al sensore troppo inclinati, a mio parere è meglio "ripiegare" su quelli per reflex che hanno schemi retrofocus (non simmetrici) e sono più telecentrici |
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inviato il 21 Ottobre 2023 ore 14:16
@Rolubich allora: il Samyang 18mm f2.8 è il vecchio zeiss batis, rispetto al nuovo ha una resa simile ma perde ai bordi uno stop circa il Samyang 45mm f1.8 è lo stesso schema ottico del 55 1.8 zeiss rivisto sui 45mm però il Samyang 75mm 1.8 samyang è la rivisitazione del leica 70mm degli anni 70 Sia il Samyang 85 1.4 che il viltrox riprendono un pò lo schema del vecchio contax 85mm 1.4 zeiss per quelllo che ne so a patenti scadute sopratutto samyang ha preso gli schemi e adattati. Detto questo rimane il fatto che la qualità dei vetri samyang e zeiss è diversa... per dire ho preso in mano il 50mm f2 apo apsh leica e che dire... niente si spiega da solo anche in relazione al costo... |
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inviato il 21 Ottobre 2023 ore 18:54
“ il Samyang 18mm f2.8 è il vecchio zeiss batis, rispetto al nuovo ha una resa simile ma perde ai bordi uno stop circa il Samyang 45mm f1.8 è lo stesso schema ottico del 55 1.8 zeiss rivisto sui 45mm però il Samyang 75mm 1.8 samyang è la rivisitazione del leica 70mm degli anni 70 Sia il Samyang 85 1.4 che il viltrox riprendono un pò lo schema del vecchio contax 85mm 1.4 zeiss „ Secondo me c'è solo una leggera somiglianza, e la cosa non è strana per obiettivi della stessa focale; per esempio il Takumar 85mm f/1.8 è molto simile allo Zeiss. Il CZJ 135mm f/3.5 è uguale al Nikon Q di pari apertura, ma non penso nessuno abbia copiato dall'altro, sono entrambi partiti da uno schema Sonnar come tanti altri 135mm. Più che rivisitazioni di un singolo schema di un dato obiettivo, secondo me lo sono di una tipologia di schema collaudata per quella focale. Per le copie esatte ci sono gli obiettivi russi. |
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inviato il 21 Ottobre 2023 ore 20:05
Ok. Tutto chiaro. Ma in passato avevo letto che sensori molto densi sono un eccesso per quello che può restituire un vetro di quell' epoca. Invece le ottiche moderne sono più " fini" e riescono a gestire molti più " dati". Ê vero? *************************** Le ottiche moderne gestiscono più dati? Non ne sarei tanto sicuro! Oggi come oggi i sensori più densi, o più "ricchi di dati" se preferisci, hanno una risoluzione di 45/50/60 milioni di pixels, un tempo, ma volendo anche oggi, ci sono pellicole capaci di una risoluzione di 150 o 200 o 250 lp/mm, volendo anche di più... MOOOLTO di più, che fanno letteralmente impallidire i sensori di cui sopra... Direi allora che no... NON È VERO! |
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inviato il 21 Ottobre 2023 ore 20:34
Grazie Paolo |
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inviato il 22 Ottobre 2023 ore 9:32
@Rolubich sicuramente molti schemi ottici zeiss a patente scaduta sono stati scopiazzati (tralasciando il discorso russo dopo guerra con zenit), in merito all'85 zeiss in realtà lo schema era identico all'85 1.4D, nikon usi' prima... e dovettero cambiare ... |
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inviato il 22 Ottobre 2023 ore 9:43
Le ottiche moderne sono generalmente migliori delle ottiche di un tempo, su questo non c'è dubbio, il tempo passa ed il progresso avanza, lo stesso accade un po' in tutti i settori (auto, moto, attrezzature, abbigliamento, ecc...). Negli anni '80 un 24mm/2 era un superluminoso, a tutta apertura era appena accettabile, aveva dei bordi scarsi e costava un botto, oggi con 600 euro o poco più si trovano dei 24mm/1,4 paurosi, già nitidi a tutta apertura. Merito delle lenti asferiche, dei vetri ED, di processi di lavorazione con tolleranze più ristrette, ecc. Detto tutto questo perchè mai uno come me che ha il Sigma ART 24mm/1,4 impazzisce per un vintage di pari focale? La ragione, a mio modesto parere, è un po' la stessa per cui uno come me impazzirebbe per una Fulvia Coupè o una Ducati Le Mans: il divertimento va ben oltre la ricerca della perfezione. |
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inviato il 22 Ottobre 2023 ore 10:04
Aggiungo che oggi ci stanno i computer che fanno i calcoli, prima era tutto frutto del cervello degli insegegneri. |
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inviato il 22 Ottobre 2023 ore 10:16
Negli anni '80 un 24mm/2 era un superluminoso, a tutta apertura era appena accettabile, aveva dei bordi scarsi e costava un botto, oggi con 600 euro o poco più si trovano dei 24mm/1,4 paurosi, già nitidi a tutta apertura. Merito delle lenti asferiche, dei vetri ED, di processi di lavorazione con tolleranze più ristrette, ecc. ************************************ Come sempre dipende da caso a caso. Negli anni '80 il Nikkor 24/2 ai-s era, ed è, come lo descrivi tu, il Canon FD invece era, ed è, assai più equilibrato, ma questo dipende unicamente dalle scelte progettuali di ogni singola casa. Le lenti asferiche poi esistevano già allora, infatti erano state sdoganate da Canon nel decennio precedente. Lo stesso dicasi delle lenti ED, UD, AD et similia il cui brevetto Zeiss era scaduto intorno alla metà del decennio precedente, così come esistevano pure le lenti in Fluorite, queste addirittura dalla fine degli anni'60. Ciò vuol dire che obiettivi eccellenti come quelli di oggi si potevano fare, e si facevano, già allora, non per nulla esistevano il 300/2,8 e il 500/4,5 alla Fluorite, il 180 Leica Apo-Telyt, il 250 Carl Zeiss Sonnar Super Achromat e ottiche più o meno equivalenti di altre case, Lo stesso dicasi dei vari 24/1,4 o 85/1,2 asferici e altri obiettivi più o meno omologhi di altre case che consideravano risolto il problema dell'aberrazione sferica già negli anni '70. Il limite erano essenzialmente i costi, stratosferici, di certe soluzioni, cui si aggiungevano la poca informazione, e quindi la mancanza di interesse da parte degli astanti, la minima richiesta di maggiore nitidezza da parte della maggioranza del mondo editoriale, gli altri costi delle pellicole e delle stampe che lasciavano poche risorse all'acquisto delle attrezzature e, soprattutto, la inesistente fotografia hobbystica "di qualità" POMPATA dai forum. Altrimenti, e questo te lo posso assicurare, nessuno avrebbe impedito a Canon, per esempio, di inserire due lenti in Fluorite nel 300/2,8 e avrebbe avuto il 300/2,8 IS II, ancora oggi considerato il migliore obiettivo della sua categoria, con quarant'anni d'anticipo! |
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inviato il 22 Ottobre 2023 ore 11:03
“ la minima richiesta di maggiore nitidezza da parte della maggioranza del mondo editoriale „ Più in generale direi che probabilmente lo scopo era, come lo è adesso, di fare un prodotto a livello della concorrenza o leggermente superiore; non quello di produrre un obiettivo da record, penso che non ci sarebbe stato un ritorno economico maggiore, anzi. Da quando la progettazione ottica è assistita dai programmi, secondo me sarebbe stato possibile fare un bel salto, che non è stato fatto perchè bastava solamente migliorarsi un po'. La progettazione con software ha permesso un notevole aumento delle lenti utilizzate in un obiettivo, cosa che rende possibile un numero di correzioni (ogni lente isolata permette cinque gradi di libertà) così grande che ci sono obiettivi praticamente perfetti tecnicamente. Con il calcolo a mano ogni lente in più comportava una mole di lavoro non indifferente, oltre al problema delle maggiori riflessioni (passare da un 50mm Tessar a quattro lenti in tre gruppi ad un Gauss con sei lenti già era una complicazione, adesso il Nikon 50mm f/1.8 Z ne ha dodici); quindi le possibilità di correzione erano limitate (e bisognava anche tenere a bada la distorsione, aspetto che adesso viene lasciato piuttosto "libero", tanto c'è la correzione software) e dovevano per forza concentrarsi su aspetti essenziali, per cui un calo di contrasto a TA ci poteva stare, se gli angoli erano nitidi solo ad f/5.6/8 non era un gran problema e un po' di coma veniva digerito. Ma tutte queste lenti (altro esempio: Nikon 135mm f/2 AIS 6 lenti, Nikon Plena 16 lenti), non avranno anche un effetto collaterale? |
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inviato il 22 Ottobre 2023 ore 11:34
Infatti la Tracciatura del Raggi, e più in generale tutti i calcoli necessari in fase di progettazione, si fanno con l'ausilio del computer almeno dagli anni '70 Inoltre poi ci si limitava col numero delle lenti, dei gruppi più che delle lenti, unicamente perché i trattamenti AR anche negli anni '60 erano spesso assenti, oppure primitivi al punto da provocare una perdita di luminosità che nel caso di obiettivi con cinque o sei lenti poteva tranquillamente raggiungere uno stop... cosa che praticamente rendeva impossibile quella fotografia di qualità che allora si poteva avere solo con 25 ASA.. toh... 50 ASA. |
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inviato il 22 Ottobre 2023 ore 11:41
Ma tutte queste lenti (altro esempio: Nikon 135mm f/2 AIS 6 lenti, Nikon Plena 16 lenti), non avranno anche un effetto collaterale? *************************************** Certo. L'aumento di pesi, ingombri e prezzi! |
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inviato il 22 Ottobre 2023 ore 11:43
“ Infatti la Tracciatura del Raggi, e più in generale tutti i calcoli necessari in fase di progettazione, si fanno con l'ausilio del computer almeno dagli anni '70 ;-) „ Sì ma le capacità di calcolo erano notevolmente minori all'inizio; tieni conto che la progettazione attualmente viene fatta praticamente per tentativi, il software macina un'enormità di variazioni e trova quella che si avvicina di più alla funzione obiettivo. “ L'aumento di pesi, ingombri e prezzi! „ A parte questo, intendevo come resa generale. |
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