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inviato il 13 Aprile 2023 ore 15:22
se tutta questa "attenzione morbosa" verso le auto private ci fosse anche su altro... ci siamo capiti |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 15:26
“ A me non sembra ragionevole. Cioè per una panda (ho guardato ieri, mi pare di ricordare queste cifre) devo dare 3000 euro per farmela dare e poi 230 euro al mese per 3 anni. E poi naturalmente la macchina non è più tua (a meno di riscattarla a cifre improponibili). Mah... „ Il noleggio a lungo termine non è, in genere, conveniente dal punto di vista economico, per i privati. Il vantaggio è la sicurezza di non avere altre spese, oltre a quelle del canone, per quanto concerne bollo, assicurazione, spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. Inoltre, non vi è la problematica legata alla rivendibilità dell'auto, e la svalutazione della stessa. Tuttavia, le aziende che offrono il noleggio a lungo termine non sono di certo delle onlus... |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 15:28
Va chiarita anche un' altra cosa. Come sempre, la colpa non è mai del profeta ma dei suoi seguaci. Quindi Greta, nella migliore delle ipotesi, è innocente ed ha espresso le sue idee. La colpa ce l' hanno gli industriali che hanno fiutato l' affare e dei beoti che gli hanno dato retta. Questi ultimi hanno generato la figura del politico in cerca di consensi, che li userà come sempre per risolvere i SUOI problemi. È tutto molto umano ma, come per il banchetto con le tre carte, mi stupisce che ci siano tante persone pronte ad abboccare. A Roma si dice : " se nascevi pesce non duravi due giorni" |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 15:32
“ di sicuro ma non prenderei mai una casa vicino ad una tangezialeMrGreen „ si, comunque basta allontanarsene qualche 100m, perchè la concentrazione di inquinanti decade molto velocemente con l'allontanarsi. attento però a non fare come un mio amico: per allontanarsi dall'inquinata Brescia, ha ben pensato di andare in uno dei paesini dell cinta a sud....peccato che sia finito proprio nel cono di ricaduta dell'inceneritore. Stavo cercado una immagine che avevo trovato tempo addietro, ma non la trovo...comunque, ci è andato proprio in mezzo. |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 15:43
Ottima scelta il tuo amico |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 16:31
A milano zona B si può entrare senza limiti con un'auto storica. Dal sito: areab.atm.it/ e cercando la pagina relativa ai veicoli storici (visibile forse solo dopo la registrazione al sito). "Se il tuo veicolo è immatricolato da più di 40 anni sarà derogato al divieto di accesso e circolazione dinamica , previa registrazione della targa. Se il tuo veicolo è immatricolato da più di 20 anni ma inferiore a 40 anni, saranno riconosciuti 25 giorni di accesso e circolazione dinamica all'anno, previa registrazione della targa, anche non consecutivi secondo le modalità indicate nei provvedimenti attuativi." Ad esempio, un bel cinquino degli anni '60-'70, magari registrato all'ASI come auto storica (non indispensabile), può circolare pur inquinando come una raffineria. Quando le leggi sono folli hanno sempre qualche crepa. |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 17:10
Ok, come mi ricordavo. A ottobre del 2030 devo cambiare la macchina, meglio che me lo segni in agenda “ Ad esempio, un bel cinquino degli anni '60-'70, magari registrato all'ASI come auto storica (non indispensabile), può circolare pur inquinando come una raffineria. „ Da ciò che leggo, solo per 25gg..... |
user233923
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 17:12
La palese contraddizione sta anche nel fatto che ti vogliono far cambiare spesso auto, telefono, tv, vestiti, tutto praticamente. L importante è consumare, dell inquinamento non importa nulla a nessuno.La bosch ha assicurato diesel ad inquinamento quasi pari a zero ma oramai la transazione economica è irreversibile. Tra l altro, attualmente, l energia elettrica è prodotta in parte con il petrolio e le centrali nucleari sono bombe ad orologeria e una volta che accade …. azzeri per centinaia di anni i benefici fino all ora ottenuti. L importante è aver coscienza che ciò che sta avvenendo non è per l inquinamento ma per una transazione economica e relativi interessi. L idea che mi sono fatto io… |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 17:16
“ Ad esempio, un bel cinquino degli anni '60-'70, magari registrato all'ASI come auto storica (non indispensabile), può circolare pur inquinando come una raffineria. Quando le leggi sono folli hanno sempre qualche crepa. „ Chi usa un'auto storica come tale percorre pochissimi chilometri all'anno, anche nell'ordine delle centinaia. Si tratta quindi di utilizzi saltuari, ad esempio per partecipare a qualche raduno o per fare un giro (non un viaggio di 500km) di tanto in tanto. Infatti, chi è appassionato di auto storiche è interessato anche a preservarle, per cui l'utilizzo è saltuario anche per tali ragioni (al contempo, tenere le auto ferme per mesi o per anni è dannoso, dato che può comportare problemi meccanici di vario tipo). E' una concessione che era stata chiesta dall'Asi, con l'idea che le auto storiche fossero utilizzate a tali condizioni. Il vero problema sono quelli che in alcune regioni chiamano "bollaroli": si tratta di persone che acquistano un'auto storica per utilizzarla come normale mezzo di trasporto (e magari montano impianti a gpl o metano, visto che percorrono molti chilometri), al fine di sfruttare le agevolazioni a livello di bollo e assicurazione, oltre che quelle per la circolazione. I "bollaroli" sono apparsi una quindicina di anni fa, quando alcune regioni hanno iniziato a concedere delle riduzioni sul bollo, per le auto ultra ventennali o utra trentennali. Questo ha creato anche un danno al mercato delle auto storiche, dato che molti venditori, potendo contare anche su tale "clientela", hanno iniziato a vendere a cifre spropositate dei rottami ultra ventennali o ultra trentennali. Anche per questo vi è stato una sorta di boom delle auto storiche, negli ultimi 15 anni, e i prezzi stanno lievitando a livelli inquietanti... Il problema è che questi "giochini" sono sempre più frequenti, per cui temo che in futuro verranno eliminate le poche agevolazioni che sono state concesse per i veicoli storici, causando un disagio anche a coloro che sono realmente appassionati e ne fanno un utilizzo saltuario. |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 17:22
“ Il vero problema sono gli italioti di turno, ovvero quelli che in alcune regioni chiamano "bollaroli": si tratta delle persone che acquistano un'auto storica per utilizzarla come normale mezzo di trasporto (e magari montano impianti a gpl o metano, visto che percorrono molti chilometri), al fine di sfruttare le agevolazioni a livello di bollo e assicurazione, oltre che quelle per la circolazione. „ e che, col loro classico comportamento italiano stanno mettendo a rischio appunto queste concessioni. io ho 3 auto storiche, con le quali faccio forse ormai 200km all'anno in totale, tra tutte e tre. Voglio tenerle, perchè ci sono affezionato e non fanno nulla di male standosene in garage per 360 giorni all'anno. Ma se per colpa di questi "bollaroli" verranno tolte le agevolazioni, soprattutto fiscali, dovrò venderle, almeno 2 di esse trattandosi di auto che pagherebbero 1000 euro di bollo ciascuna. |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 17:24
“ Mmhhhh.... io ho un Diesel Euro6 D Temp ed abito a Milano in zona B. Fino a quando la posso usare? „ Ancora per poco “ comprare una macchina nuova (o più probabilmente usata)? „ decisamente usata, decisamente diesel, possibilmente quella di Paco, buttagli giù il prezzo, ti ho già preparato il terreno |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 17:46
“ Ad esempio, un bel cinquino degli anni '60-'70, magari registrato all'ASI come auto storica (non indispensabile), può circolare pur inquinando come una raffineria. „ capisco che sia un modo di dire, ma è proprio a suon di paragoni assurdi, rivolti specialmente agli ascoltatori di tg e simili, per cui oggi ci troviamo a discutere su provvedimenti pesantissimi che incidono poco o nulla sul problema che si vuole affrontare. una vecchia 500 non inquina come una raffineria, ma forse un 20% in più di un qualsiasi euro 6 a benzina. Ma fosse anche il 100% in più, e NON lo è, è sempre un inquinamento riferito ai km percorsi. Quanti km percorre una 500 storica? E' veramente una cosa così indecente impedire di fargli fare quei 500km/anno? Inquina meno un appassionato che usa il suo cinquino che non uno sciatore che fa 2000km/anno con la sua bella euro 6 per andare a sciare. Va ovviamente invece combattuto il malcostume di usare le auto storiche per eludere bolli e limitazioni, quelli si e anche con sanzioni pesanti. |
user233923
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 17:59
Sai c ho pensato anche io a diventare bollarolo, alla fine non è più servito. Fare 5 km con l auto al giorno perché non esistono marciapiedi e pagare 300 di bollo e 400 di assicurazione, fa girare un po' gli zebedei. |
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inviato il 13 Aprile 2023 ore 18:04
Basterebbe che l'Asi fosse maggiormente severa nel concedere la certificazione, tenendo anche conto dell'uso che si fa dell'auto e del chilometraggio percorso. Se poi si vuole utilizzare un'auto con x > 30 anni come normale mezzo di trasporto, allora non la si registra all'Asi. Verrà considerata come una normale auto facente parte della categoria euro 0/1, con tutte le limitazioni alla circolazione annesse. Peraltro, utilizzare auto così datate per lunghi viaggi o comunque per recarsi fuori sede, comporta comunque dei rischi, dato che in molti i casi i ricambi sono di ardua reperibilità e alcune officine potrebbero non avere le competenze per intervenire sul mezzo. Se poi parliamo di auto di oltre 50 anni fa, l'affidabilità non era eccelsa già quando erano nuove, tanto che negli anni '70 non era così raro rimanere "a piedi", ad esempio per dei problemi all'impianto di accensione (che richiedeva una manutenzione periodica). |
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