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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:27
Per l'ultima volta, torniamo in topic e pacatamente, chi continuerà a fare off topic sarà escluso dalla discussione (e si ritroverà due cavallette nel piatto :-D ) |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:29
Io penso che sarebbe opportuno lasciare che sia il mercato a decidere cosa preferisca mangiare. Si tratta di una alternativa in più, quindi per me una cosa positiva. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:33
Alvar Mayor “ Non a mio carico però, quando è una loro responsabilità, e non rompendo le palle a me. „ Ma non sono affatto a tuo carico. Le cure un fumatore se le paga in anticipo, anche qualora non ne avesse bisogno. Comunque anche fumare non è sempre una scelta consapevole, poiché quasi sempre si comincia in un'età dove la consapevolezza latita. Le dipendenze sono un tema molto serio, che andrebbe trattato con altri toni, a mio parere. Anche chi ha una dieta squilibrata può avere problemi di salute, con i relativi costi sanitari. E che facciamo? Mettiamo in galera tutti i proprietari di pasticcerie o salumerie? È una battuta, spero non ti risulti sgradevole. Mi scuso per l'OT, ho scritto prima dell'ultimo messaggio. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:33
Sempre dal paper FAO che citavo prima, ognuno ci legga quel che vuole (i grassetti sono miei). "However, Western societies still largely averse to the practice of eating insects will require tailored strategies that address the disgust factor and break down common myths surrounding the practice. Governments, ministries of agriculture and even knowledge institutions in developed countries will need to be targeted, given that insects as food and feed are still largely absent from political and research agendas." "Although it will require considerable convincing to reverse this mentality, it is not an impossible feat." "Learning to accept insects as food means tackling negative attitudes towards insects in general. A better understanding of what an insect is and what an insect does, particularly through direct experience, can trigger appreciative reactions, even in the short run (Vernon and Berenbaum, 2004). Further exposure and introduction to entomophagy itself can help to reduce the surprise and novelty of seeing insects on the plate. Zoos, museums and universities can play an important role here. However, the emotion of disgust can be very hard to change. The question of whether edible insects can be accepted as a food item and become a part of food habits in Western societies depends on at least two crucial factors: availability and learning." "Addressing the entomophagy disgust factor in Western societies might depend largely on the ability to involve the entire educational community. For this reason, engaging all sectors is recommended, particularly in Western societies." "[The Ento project] created a roadmap for launching insects as a new food, focusing on different groups of the public at different stages. The underlying logic is that not everyone will suddenly start to eat new foods and therefore it is necessary to target the more adventurous user before eventually offering it in supermarkets as a normal, everyday food item. Ento conducted tasting tests of various processed insects and concluded that the power of abstraction was critical for food design as well as for the entire branding of the company. Their “entocubes” abstract the animal behind the food and emphasize the cleanliness, human control and futuristic aspect of insects as food. " |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:38
“ Sempre dal paper FAO che citavo prima, ognuno ci legga quel che vuole (i grassetti sono miei). „ C'è un po' di programmazione neurolinguistica. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:41
Le lumache non sono insetti in senso stretto, ma si mangiano. Gli antichi Romani mangiavamo i ghiri e in alcune zone si mangiano ancora (animali che ricordano i topi e gli scoiattoli). Si mangia il coccodrillo e lo scoiattolo abitualmente in molti posti in USA. Si mangia lo struzzo, si mangia la zebra, si mangia il canguro. Si mangiano fiori (carciofi, capperi, fiori di zucca). Si mangiano ovaie di pesce (bottarga). Si mangiano testicoli di toro. Si mangia la lingua del manzo. Si mangia la testa di agnello. Si mangia l'intestino tenue del vitello da latte (la famosa pajata). Si mangia lo stomaco del manzo (trippa). Si mangiano le orecchie di maiale e la pelle del maiale (cotiche). Si mangia la milza di bovino (pane con la meusa, tipica siciliana). Si mangiano le creste di gallo... Sinceramente nell'elenco grilli e vermi vari non stonano. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:50
Mi vengono in mente un certo Overton e la sua finestra. Qualcuno sopra ha scritto "la maggior parte degli otto miliardi di persone attualmente esistenti non consuma, spreca e basta, visto che sono del tutto inutili". Ecco, l'impressione è che questo sia il pensiero di quelli che contano, per esempio quelli della FAO che spendono soldi per fare questi studi. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:55
“ Le lumache non sono insetti in senso stretto, ma si mangiano. Gli antichi Romani mangiavamo i ghiri e in alcune zone si mangiano ancora (animali che ricordano i topi e gli scoiattoli). Si mangia il coccodrillo e lo scoiattolo abitualmente in molti posti in USA. Si mangia lo struzzo, si mangia la zebra, si mangia il canguro. Si mangiano fiori (carciofi, capperi, fiori di zucca). Si mangiano ovaie di pesce (bottarga). Si mangiano testicoli di toro. Si mangia la lingua del manzo. Si mangia la testa di agnello. Si mangia l'intestino tenue del vitello da latte (la famosa pajata). Si mangia lo stomaco del manzo (trippa). Si mangiano le orecchie di maiale e la pelle del maiale (cotiche). Si mangia la milza di bovino (pane con la meusa, tipica siciliana). Si mangiano le creste di gallo... Sinceramente nell'elenco grilli e vermi vari non stonano. „ E i comunisti mangiano i bambini Tornando seri, è chiaro che è una questione di natura culturale. L'essenziale che diano la libertà di scelta. Tutte le cose da te menzionate, non è certo obbligatorio mangiarle. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 16:56
@Nessunego per carita', tutto vero. Paese che vai cibo che trovi; ma va anche detto che tutte queste abitudini si sono evolute organicamente nell'arco di decenni se non di secoli. Qui non si vuole tanto fare un'obiezione al mangiare insetti di per se' (per quanto, ripeto, avendone provati un po', per i miei gusti sono e rimangono cibo di serie B). Si obietta al fatto che l'entomofagia venga venduta alle masse come l'ennesima next big thing a colpi di marketing, ri-educazione e ricatti psicologici piu' o meno velati ("se non ti piacciono i bruchi del mopane sei retrivo e non pensi all'ambiente"). Il tutto, va da se, lasciato cadere dall'alto, presumibilmente su scale di tempo molto brevi (da cui la necessita' impellente di "educare" e "sopprimere il fattore disgusto"); e naturalmente a scapito delle varie tradizioni locali che tu stesso hai elencato. Abbiamo gia' visto negli ultimi tre anni che begli effetti si ottengono applicando tecniche cognitivo-comportamentali a tappeto e in modo top-down per influenzare i comportamenti delle masse. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 17:00
E' una questione culturale visto che in altre parti del mondo si mangiano. diventa una questione politica quando ci sono programmi per indurre al consumo territori interi attraverso una propaganda che scredita le tradizioni locali centenarie, se non millenarie, e senza che sia una proposta del libero mercato. La pizza si è diffusa nel mondo perché piace. La nutella anche. Poi, ci sono state aziende che hanno cavalcato l'onda ma nessuno ha imposto istituzionalmente alcun programma mondiale di adozione della crema alle nocciole o del pane condito con pomodoro, formaggio e altro. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 17:01
se mangiare grilli rimane una semplice alternativa, da valutare a gusto personale, non ci vedo nulla di strano. Ma se comincia la prassi di applicare comode etichette, prassi ben in uso e consolidata di certe ideologie anti-europee (se non anti occidentali addirittura), ad esempio "green", "sostenibile", "etico", a contrasto con un'alimentazione che viene definita "non sostenibile", "inquinante", "immorale", "non salutare"...allora comincio a preoccuparmi. E siccome sta già succedendo, evitare di schierarsi sarà impossibile...come del resto appunto già succede per molti argomenti ormai polarizzati da ideologie estremiste e intolleranti, dove se non sei anti-qualcosista, significa che sei qualcosista. Il famoso motto "o con me, o contro di me", che lascia molto poco spazio al confronto e alla democrazia. |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 17:02
@Alvar “ visto che sono del tutto inutili. „ te compreso quindi....o ti ergi a essere supremo? |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 17:21
Ragionando su quello che dice Motofoto. In Svizzera c'è il tasso più basso di intolleranza al lattosio dell'Italia. E da quello che mi ricordo non proprio poca la differenza. In pratica, in un mondo dove si standartizza tutto e ogni individuo viene considerato uguale ad altri, una delle cause che portano alle intolleranze alimentari è... la nazionalità. Lo so che non è proprio così e non centra cosa di ha scritto sulla carta d'identità, ma il fatto è comunque curioso e segno che non tutte le etnie e popoli sono uguali e possono avere la stessa dieta PS qui da wikipedia it.wikipedia.org/wiki/Intolleranza_al_lattosio |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 18:23
Io sarò un talebano NObugs. Premetto che carne ne mangio poca, ma quella poca deve provenire da "quadrupedi" dai 10kg in su... |
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inviato il 24 Gennaio 2023 ore 18:36
Finché c'è la libertà di scegliere se mangiarsi le blatte o una costata, facciano pure. Cosa mettere sulla mia tavola me lo scelgo io. |
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