articolo di oggi sul Corriere (che non dice più di quello che già non si sappia)
“ Telemarketing, perché le telefonate moleste continuano? Cosa cambierà col nuovo Codice di condotta?
Meno di due settimane fa il Garante della privacy ha confiscato per la prima volta le banche dati di due call center. La ragione? Quella che ormai ognuno di noi purtroppo conosce: telemarketing selvaggio. E' una buona notizia, ma è ancora una goccia in un mare di abusi a nostre spese. Nell'aprile scorso si era sperato che le cose sarebbero cambiate velocemente e che finalmente tutti noi avremmo smesso di ricevere quelle continue quanto fastidiose telefonate. Il nuovo Codice di condotta, introdotto appunto circa due mesi fa, ha infatti previsto una serie di strumenti per contrastare il telemarketing e i teleselling selvaggi (si va dalla costituzione di black list con i numeri delle persone che non vogliono essere chiamate alla definizione dei ruoli e delle responsabilità di imprese e call center. E, poi, ancora: l'obbligo di acquisire il consenso specifico della persona chiamata a raccogliere i dati e l'introduzione nei contratti tra committenti e operatori di una clausola che prevede una sanzione per i contatti illegittimi). Ma per ora non se ne vedono gli effetti.
Chiamate indesiderate, 1 iscritto su 2 al Registro delle opposizioni le riceve ancora: ecco perché
Il Codice e i tempi di applicazione troppo lunghi
Perché? Il Codice di condotta promosso da associazioni di committenti, call center, teleseller, list provider e associazioni di consumatori (Asseprim, AssoCall, Assocontact, Assotelecomunicazioni, Confcommercio, Confindustria, Dma Italia e Osservatorio imprese e consumatori), e approvato dal Garante della privacy, ha tempi di applicazione che si stanno rivelando lunghi. Troppo lunghi per chi riceve anche 3 o 4 telefonate al giorno da parte di call center che propongono contratti telefonici o per la fornitura di gas ed elettricità.
Il fallimento del Registro delle opposizioni
Ora, la difficoltà nell'applicazione del nuovo Codice di condotta sta nel mettere d'accordo le parti sulle modalità. Ovviamente i grandi committenti di pubblicità attraverso telemarketing e call center non vogliono limiti al loro businness e pretendono di poter chiamare chiunque, magari 7 giorni su 7. Inoltre, manca ancora la nascita dell'organo che deve vigilare sul rispetto delle regole stabilite dal Codice. E ci vorranno ancora molti mesi. Il suo obiettivo, comunque, è quello di partire da dove il Registro delle opposizioni ha fallito. Ci avevamo sperato un po' tutti, nel Registro, inaugurato nel luglio 2022, ma stando al numero di segnalazioni di violazione arrivate al Garante privacy nel 2022, tra il 27 luglio e il 31 ottobre le segnalazioni erano state 3.150 contro le 279 dello stesso periodo del 2021. Dal novembre successivo, poi le segnalazioni hanno raggiunto quota mille al mese. Insomma, il Registro non ha funzionato (ne ha preso atto anche il governo) e tra le varie ragioni ce n'è una in particolare: se da una parte la maggior parte degli operatori ha aderito al Registro e lo consultano prima di avviare qualsiasi campagna di telemarketing, dall'altra c'è uno sterminato sottobosco di operatori irregolari difficili da rintracciare anche perché lavorano con numeri “mascherati”. E proprio per contrastare questi operatori irregolari è nato il Codice di condotta. Ma il telefono continua a squillare... „