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avatarsenior
inviato il 13 Luglio 2022 ore 23:48    

Infatti il libro porta proprio a riflettere e non esprime giudizi. È il suo lavoro di analisi a portare il lettore a farsi delle domande e se vuole ad agire di conseguenza. Non è che Fontcuberta dica “che palle sti tramonti, basta”, lui riporta dei fatti, da vero studioso quale è, e innesca dei punti interrogativi. È da vero studioso quale è, è lecito pensare che non ci si debba attendere delle risposte (i giudizi) ma che anzi sia più proficua una catena infinita di punti interrogativi. Sul dubbio si fonda la ricerca, individuale e collettiva.

Così come la fotografía si smaterializza e diventa post fotografia, secondo me è interessante riflettere anche sull'Idea che diventa pura opinione. Per esempio un libro di Fontcuberta, un lavorone non da poco, viene discusso su un thread che durerà nulla, una manciata di bit che scorreranno a breve in fondo alla time line senza quasi lasciare traccia.

Ecco, dopo aver letto il libro, più che alla fotografia in sé ho riflettuto sulla totale deriva post moderna che investe ogni aspetto di una cultura prima basata sulla materia, sulla autorità e sulla autorialità (penso per cui scrivo, suono per cui incido, fotografo perciò espongo, etc) ed ora invece effimera, furiosa (cit), da fast food.

A me non preoccupa fare una foto a un tramonto uguale ad altre cento milioni, mi spaventa di più il fatto che questo marasma finisca per inglobare e nascondere anche chi davvero è bravo a farla, che la troppa presenza possa essere assenza. La post autorialità di cui parla Fontcuberta.

avatarsenior
inviato il 13 Luglio 2022 ore 23:54    

Ma è un post autorialità inesistente.

Possiamo metterci tutti, domani, a postare 100 foto di tramonti al giorno, nessuno oltre alla nostra piccola cerchia se ne accorgerebbe e diventandone monotoni saremmo letteralmente "skippati" per usare un neologismo.

Perché? Il web è talmente vasto che essere originali in qualcosa è ancora più importante di 50 anni fa e non di poco. Se qualcuno viene inglobato è perché non ha elementi per emergere e quindi nemmeno se lo merita (o lo vuole), anni fa era ancora peggio.

Inoltre non si dà un giudizio in quell'incipit? In maniera diretta forse ma il messaggio indiretto è chiarissimo. Cerca di spiegare la nullità del postare fotografie e, di fatto, del farle.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 0:11    

Fontcuberta ha analizzato anche la questione del perché alcuni emergono e del come, di come ciò che è bello possa diventare Bello, studiando le dinamiche malate anch'esse del mercato dell'arte e tra l'altro prendendosi gioco del sistema con invenzioni straordinarie. Se ti incuriosisce cercati la storia di Ximo Berenguer…

Sul giudizio che vedi nell'incipit, come ho scritto nel primo intervento, ce lo vedo anch'io. E così come postare un milione di foto di tramonti svilisce il bravo fotografo di tramonto, così sottintendere giudizi usando un autore che non ne esprime affatto finisce per svilire l'autore stesso. Comunque Cesare, ti consiglio davvero di leggerlo o comunque di informarti su di lui perché veramente merita e non ha niente a che fare con le nostre polemichette da forum.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 0:14    

Ma su questo non ho dubbi.

Solo perché non condivido le sue idee (per quello che ho sbirciato) non mi porta a pensare che sia di un'intelligenza inferiore, anzi, il costrutto che c'è dietro è molto arguto, troppo direi!

E sicuramente non condannerei mai i suoi scritti al rogo o a bollarli per eretici per questo ;-)

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 0:42    

Io credo invece che se quell'ammasso indistinguibile di immagini fosse sinonimo di nullità, non ci sarebbe neanche motivo di studiarne e criticarne il fenomeno.
Il punto è proprio che l'iper produzione e condivisione di immagini cliché non è per niente innocua, anzi va a incrementare esponenzialmente il senso comune che vi si associa, riducendone al minimo sia il bisogno di originalità che lo spirito critico. Questo è evidentemente un problema, perché sono fenomeni che si estendono su larga scala, non si può pensare di sminuire la cosa riducendo il discorso alla sola libertà individuale.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 0:42    

Inoltre non si dà un giudizio in quell'incipit? In maniera diretta forse ma il messaggio indiretto è chiarissimo. Cerca di spiegare la nullità del postare fotografie e, di fatto, del farle.


La nullità di postare fotografie empie , non tutte le fotografie del mondo.
E' un'opinione espressa da Fontcuberta, legittima esattamente come la tua, c'e' chi concorda con questo pensiero e chi no.
Ma a voler leggere tra le righe, secondo me, c'è altra ciccia. C'è lo sprono a farsi delle domande e a darsi delle risposte, ad usare il pensiero laterale ed adoperare l'ingegno e la perizia per elevare lo scatto fotografico a qualcosa
di meno effimero di un tramonto fatto seguendo i "canoni",per quanto esteticamente di alto livello.
Comunque d'ora in poi sostituirò "tramonti" con "gattini" ,così i paesaggisti si risentiranno di meno. MrGreen

Non è che Fontcuberta dica “che palle sti tramonti, basta”, lui riporta dei fatti, da vero studioso quale è, e innesca dei punti interrogativi.


Esattamente. Dei dubbi.
Molto meno comodi delle certezze ma che fanno progredire.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 0:48    

Ma sì, quello dei tramonti era solo un esempio. Ci sono tonnellate di immagini cliché che acchiappano un po' tutti i generi. Non mi farei problemi a dire che è la normalità.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 1:01    

Io credo invece che se quell'ammasso indistinguibile di immagini fosse sinonimo di nullità, non ci sarebbe neanche motivo di studiarne e criticarne il fenomeno.
Il punto è proprio che l'iper produzione e condivisione di immagini cliché non è per niente innocua, anzi va a incrementare esponenzialmente il senso comune che vi si associa, riducendone al minimo sia il bisogno di originalità che lo spirito critico. Questo è evidentemente un problema, perché sono fenomeni che si estendono su larga scala, non si può pensare di sminuire la cosa riducendo il discorso alla sola libertà individuale.


Questo discorso si potrebbe accompagnare benissimo ad altre arti, ad esempio la musica.
E quindi mi verrebbe da dire, questa bulimia di immagini pubblicate si può accostare alla musica commerciale, quindi possiamo dire che queste millemila immagini uguali e poco significative sono immagini commerciali che come la musica dirottano i gusti dei più su certi canoni e certe scelte, come ad esempio dove andare in vacanza?

E qua mi ricollego al discorso di Tomato sul contenitore, più il contenitore è facile da usare e sfogliare più sarà banale il suo contenuto; più la voglia (conoscenza) del singolo aumenterà più dovrà trovare contenitori adatti alla sua crescita o ricerca.

E comunque io fotografo tramonti e gattini quindi cascate male in ogni caso :-P

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 1:24    

Esatto, Peda.
Soprattutto nella musica e nel cinema (che sono i due ambiti di consumo "artistico" più diffusi), ma anche nella fotografia, essendo (nell'era digitale) una pratica alla portata di tutti, questo tipo di discorso, tra l'altro, suscita spesso reazioni negative. A dimostrazione che lo spirito critico generale è talmente ridotto che tutto ciò che se ne ricava è un dirottamento del discorso su accuse personali che non hanno nessuna rilevanza né attinenza.
È più facile sentirsi parte di qualcosa (e sostenerlo di conseguenza) che cercare di avere uno sguardo esterno sulle cose (compresi se stessi).

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 8:21    

Però siamo 8 miliardi e bene o male ognuno ha diritto di comunicare qualcosa.
I più fanno cose che dicono poco.
Pochi riescono a esprimere qualcosa di originale.



avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 8:43    

comunque io fotografo tramonti e gattini quindi cascate male in ogni caso :-P


La vera combo,quella letale che non perdona,sarebbe gattino+tramonto. MrGreen

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 8:53    

C'è anche da dire che la musica commerciale piace ai più non per un imposizione dall'alto ma poiché la più adatta alle varie situazioni della vita a cui fa da contorno.
Stesa cosa potrebbe valere per le foto, dove le millemila di foto "leggere" vanno bene al grande pubblico perché semplici e poco impegnative da guardare.
Noi fotoamatori dobbiamo capire che siamo una parte piccolissima, insignificante, nel grande mare delle pubblicazioni online, questo perché soprattutto grazie all'avvento degli cameraphone tutti possono fare foto e quindi automaticamente nasce una fotografia per le grandi masse (musica leggera).

Se il mezzo viene usato da tutti il risultato sarà il più ampio possibile, quello che tutti possono capire.

@Mc Reeny, potrei farcela visto che ogni tanto lo porto a passeggio tra i sentieri MrGreen

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 9:27    

Fontcuberta ha analizzato anche la questione del perché alcuni emergono e del come, di come ciò che è bello possa diventare Bello


Ecco, qui la cosa si fa MOLTO interessante: io so benissimo di non essere un fenomeno né come fotografo né come "pittore", so che in entrambi i casi realizzo "immagini" già realizzate da altri ... ma come si fa a diventare "originali"?
Se fosse facile ci sarebbero dei tutorial dal titolo "diventa originale in 21 semplici lezioni", ma non la vedo così semplice.

Per la musica, che ho citato in un intervento precedente, no so che dire, sono un semplice fruitore, non so metter insieme due note, forse potrei percuotere un bidone metallico con un bastone, ma non andrei oltre.
In ogni caso la musica leggera degli ultimi due decenni mi fa vomitare, probabilmente perché sono vecchio.

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 9:29    

La vera combo,quella letale che non perdona,sarebbe gattino+tramonto.

Al tramonto no, ma ho in programma una sessione dedicata al muso della mia amatissima gatta con il 180 macro!MrGreen
La micia ha dei bellissimi occhioni azzurri.

Se io fossi un gatto me la farei sicuramente!

avatarsenior
inviato il 14 Luglio 2022 ore 9:33    

Io credo che non esista niente che non sia stato fotografato.... quindi bisognerebbe appendere le macchine al chiodo?


E' l'idea artistica del postmoderno: tutto è giù stato scritto, dipinto, fotografato eccetera, possiamo solo recuperare e combinare cose già fatte. Da cui, per esempio, il muro di Penelope Umbrico, e la postfotografia in generale.

Ovviamente non è così.

Che cosa ne pensi di questo argomento?


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