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Rikifoto, caldeggio lo sviluppo B/N casalingo... E' facile e richiede poca attrezzatura... Inoltre potrai (eventualmente) adeguare lo sviluppo al tipo di pellicola (certi sviluppi non rendono bene con certe pellicole... vedi la poco felice unione del Rodinal con la HP5...) La partenza potrebbe essere il comunissimo D76 Kodak (che di solito è quello che usano anche i laboratori) Per lo stop e il fissaggio vanno benissimo i vari Ornano/Bellini che trovi da Fotomatica fotomatica.it/shop/72-chimici-per-bn
Con un centinaio di euro dovresti poter comprare tank, misurini, termometro, caraffe, bottiglie e changing bag...
“ E quindi cosa... se neppure riesci a vederla come fai a stamparla? „
c'è un fraintendimento ... come da esempio precedente, ci sono spesso negativi non stampabili o di difficoltà estrema (specialmente quelli pesantemente sottoesposti), dove anche uno stampatore esperto e professionale faticherebbe a restituire una stampa appena accettabile. La scansione e la successiva pp, al contrario, se fatta a dovere anche da nn espertissimi professionisti, quasi sempre riesce a recuperare bene e più o meno facilmente pesanti problematiche del negativo instampabile sotto ingranditore. Spesso in modo abbastanza facile.
Beh, certo, in digitale, a saperci un po' fare, è più semplice recuperare ombre e luci, ma nel controluce estremo, se c'è perdita di dati, non si possono fare miracoli. Però è vero, il digitale consente di più. Riguardo alla richiesta dell'amico di Sassari per lo sviluppo non avrei un attimo di esitazione: svilupperei da solo. Avere un risultato decente non è per niente difficile. A 20 anni già dal primo rullino impressionato ho sviluppato da solo; e tanti anni fa non c'erano tutorial che ti insegnavano. Anzi, non c'erano cellulari e nemmeno pc! Ripeto, tank di sviluppo che costa poco e si trova anche usata, un paio di recipienti graduati, un termometro. Concordo con chi ti ha indicato Fotomatica Treviso che ha anche sistemi ottimi di archiviazione
Ma ho compreso benissimo caro Schyter, il problema però è ben altro e, se permetti, investe la filosofia di fondo insita nella scelta della pellicola come mezzo di espressione fotografica!
In poche parole la questione è in questi pochi, semplici termini: se io ho bisogno di riversare in digitale un negativo, per poterlo stampare, a questo punto tanto vale farla direttamente in digitale la ripresa... o no?
Detto in altre parole se io scelgo la pellicola come mezzo espressivo bisogna presupporre che questa sia una scelta consapevole, il che vuol dire che questa scelta viene fatta a ragion veduta, e quindi accettandone sia i pregi che difetti, e se nei difetti c'è una minore flessibilità operativa rispetto al digitale beh... accetti pure quella!
“ a questo punto tanto vale farla direttamente in digitale la ripresa... o no? „
nella maggior parte dei casi e' vero... meglio farla in digitale da subito.
Esiste pero' anche la necessita' di utilizzare la pellicola e poi trasportarla in digitale (o viceversa).
Per esempio: ho una serie di obiettivi per medio e grande formato che hanno un sapore insostituibile. Perche' dovrei castrarli con un FF digitale?. Impressiono la mia brava pellicola e poi tiro su il tutto in digitale, con un passaggio intermedio che mi permette di ottenere il massimo dalle due tecnologie.
Beh, Salt, non mi scandalizzo certo per situazioni ibride, ma non sono per niente sicuro che il passaggio dall'una all'altra tecnologia conservi quel "sapore" di cui tu dici che sicuramente ne viene più o meno snaturato. Mi sembra, poi, che certe affermazioni, "sapore", "magia", atmosfera" e così via appartengano alle categorie del pensiero, spesso della nostalgia, della fantasia, dell'illusione ma sia difficile, molto difficile renderle obbiettive. Niente vieta di utilizzare tutti gli strumenti che vogliamo e passare dall'una all'altra tecnologia, magari più e più volte, contaminandole (come i pittori fanno uso di tecniche miste) ma rimanendo consapevoli di quello che otterremo e facendo una esperienza che, inevitabilmente, sarà qualcosa di diverso sia dalla pellicola che dalla foto numerica. E non credo nemmeno che si ottenga (magari con l'uso di uno scanner piano qualunque ed economico o con una scansione fatta da chi lo sa chi) "il meglio delle due tecnologie". L'importante comunque per me è che si arrivi ad una immagine per noi piacevole: tutto il resto in fondo non conta molto
mettiamola cosi'... ho uno splendido 40 mm hasselblad ed un fantastico corpo 503... Perche' non dovrei usarli? E sopratutto, una volta che li ho utilizzati, fermo restando che mi resta sempre la pellicola disponibile per una stampa argentica, perche' non posso digitalizzare il tutto e trasportarlo in digitale?
Voglio dire, in nome di quale regola etica non "devo" passare il tutto in digitale?.
Alla fine tecnicamente ne sono in grado.. e farlo ha richiesto una ricerca lunga e laboriosa. Perche' dovrei rinunciare alla possibilita'?
usare una pellicola ed una hasselblad per me significa usare uno strumento molto performante che conosco benissimo. Non cosi' e' per esempio con la pur ottima rp.
il problema è che forse nn ci si rende conto che la stampa inkjet di un negativo analogico digitalizzato (bene) è "diversa" da una stampa di un negativo stampato sotto ingranditore (ovvio) MA E' DIVERSA anche da una stampa inkjet da file dgt .
E' una terza via insomma ... ci sarebbe pure la quarta diversa ancora... stampa da file dgt su carta negativa (sotto digingranditore).
La letteratura è piena (e pure in progress) su come ottimizzare al massimo lo sviluppo di pellicole per passare poi alla stampa inkjet (vedi tutorial Sandy King etc).
Ma rimanendo nel personale ... ritengo che chi vi dice che una stampa da ottimo negativo analogico "si stampa da sola" (sotto ingranditore) per aver il massimo della stampa, vi sta raccontando un sacco di balle !!! Qualsiasi negativo non va sotto ingranditore su carta grado 2 senza il minimo intervento ... ce ne sono meno della classica mosca bianca. In ogni caso, e parlo per me, su un rullino da 36 pose, mediamente ne troverò (per vari motivi, conrtrasti diversi delle scene etc) circa 15 ben esposti, 10 così così, 8 male e 3 pessimi/instampabili ... Se negli 11 (male/pessimi) c'è la foto che mi interesserebbe stampare teoricamente al massimo possibile qualitativamente (vedi esempio della chiesa sopra) ... "Houston, abbiamo un problema !!"
E qui, senza farsi troppe "fisime" lo scanner viene in aiuto.
Salt: questa versione mi sembra decisamente più convincente. Nel senso che quando ci si diverte tutto è lecito: non esiste nessuna regola etica ad usare o non usare qualunque strumento ci piaccia, ci faccia sentire comodi, contenti, al sicuro. E io mi guardo bene dal cercare di fare proseliti del digitale; faccio quello che diverte me e che mi da risultati che desidero e chissene.... Ma non c'è bisogno nemmeno di avventurarsi in acrobazie mentali per giustificare il proprio comportamento. Sai cosa direi al tuo posto? "Mi diverto così". Punto! Sempre dicendo questo con tutta la mia simpatia e per il piacere della discussione.
Schyter: convengo. Soprattutto con la storia del risultato diverso e della terza via, quarta via ecc. A chi importa come sia ottenuta una bella immagine,fatta bene e pregna di significato?
teniamo poi presente che buona parte delle fotografie che faccio, o le stampo in media/grande tiratura o le stampo in grande formato. Questo significa comunque passarle in digitale.
Se consideriamo che alcuni anni fa (al tempo della scomparsa delle versioni NC e VC delle portra e dell'introduzione della Ektar 100) la Kodak riformulò le sue pellicole per adattarle alla scansione, visto che era diventato il metodo prevalente, si potrebbe dire che le si snatura stampandolo con l'ingranditoreMrGreen Scherzi a parte io non ci trovo nulla di male; poi i miei negativi B&N vengono stampati rigorosamente con ingranditore (la scansione è principalmente un back-up, ma sapendo che mi consente anche altri utilizzi: fotolibri, stampe in grandissimo formato, ecc.) perché le stampe ink-jet non mi piacciono, ma nonostante ciò non ritengo l'ibridazione qualcosa di negativo (gioco di paroleMrGreen) e ricordiamoci sempre che se oggi abbiamo ancora le pellicole è perché esiste la possibilità di digitalizzarle;-)
Vi ho conosciuti fanatici della pellicola e vi scopro oggi contaminatissimi dal digitale!
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